Psicologia del ciclo di vita e l'individuo
Il focus della psicologia del ciclo di vita è lo sviluppo, con questo termine si identificano i cambiamenti che avvengono nel corso del tempo all'interno dell'individuo e che possono riguardare una o più aree di funzionamento. I periodi che costituiscono lo sviluppo sono:
- Infanzia, 0-2 anni
- Prima fanciullezza, 3-5 anni
- Media fanciullezza, 6-10 anni
- Preadolescenza e adolescenza, 11-soglie di età adulta
La psicologia si occupa di cambiamenti che avvengono all'interno di una o più aree di funzionamento ma questi cambiamenti avvengono grazie all'interazione tra aspetti biologici e aspetti ambientali. Questi due livelli si vanno ad intersecare e lo sviluppo per la psicologia non è mai completamente innato o completamente appreso, ma un incontro tra caratteristiche individualmente biologiche e caratteristiche ambientali legate al contesto.
Natura e cultura
Quando si parla di biologia umana è possibile parlare di natura: bagaglio genetico che costituisce la base del comportamento, della personalità o di qualsiasi parte di noi. La cultura è invece tutto ciò che non è interno all'individuo ma ambientale ovvero stimoli della famiglia, della società, stimoli di carattere educativo e tutti gli altri elementi ambientali che condizionano il nostro comportamento, la nostra personalità o qualsiasi altra parte di noi stessi.
Correlazione geni-ambiente
Si hanno delle situazioni in cui questi due ordini di fattori sono in semplice associazione quindi si parla di correlazione geni-ambiente:
- Correlazione passiva: si ha in casi in cui l'ambiente impatta sul soggetto ma tale ambiente è stato selezionato anche se non da quel soggetto (genitori con attitudine sportiva).
- Correlazione selettiva: si ha in casi in cui l'ambiente impatta sul soggetto ed esso ha un ruolo più attivo nella scelta di tale ambiente (si scelgono ambienti a seconda della propria predisposizione).
- Correlazione evocativa: si ha in casi in cui le caratteristiche individuali impattano sull'ambiente, esso rimanda poi una certa categoria di stimoli (temperamento).
In questi casi si ha un intreccio natura-cultura di tipo associativo mentre ci sono altre volte in cui l'intreccio diventa più complesso; infatti, l'effetto di una predisposizione genetica si manifesta solo in alcuni ambienti o l'ambiente ha effetti su alcuni individui e non su altri perché c'è una variabilità individuale. La psicologia per andare a carpire queste considerazioni è andata a studiare i gemelli omozigoti cresciuti in ambienti diversi.
Interazione geni-ambiente
Quando si parla di interazione geni-ambiente si parla del fatto che lo stesso stimolo ambientale possa provocare delle diverse traiettorie di sviluppo se abbiamo individui geneticamente diversi, oppure si possono avere delle predisposizioni genetiche che però vanno ad avere una certa traiettoria di sviluppo in alcune condizioni ambientali e non in altre; ad esempio l'ambiente può sopprimere un effetto che ci aspetteremmo dovuto al fatto che c'è una predisposizione genetica.
Ora la psicologia sa che ci sono individui in cui la probabilità di sviluppare una psicopatologia grave è accentuata rispetto ad altri individui, tale predisposizione sarebbe potuta rimanere silente ovvero non manifestarsi ma l'innesco è stato dovuto all'assunzione di sostanze stupefacenti; esse vanno ad agire sul circuito della dopamina che in quell'individuo data la sua predisposizione genetica è più sensibile, anche se comunque potrebbe non manifestarsi. Questo prova che una uguale predisposizione biologica intrecciata a situazioni ambientali differenti provoca conseguenze differenti nell'individuo, e fargli quindi manifestare o sopprimere la patologia.
Permeabilità dell'individuo all'ambiente
La permeabilità dell'individuo all'ambiente è un fenomeno che ci permette di capire l'interazione tra fattori ambientali e caratteristiche individuali, per farlo questa spiegazione teorica utilizza una metafora:
Ci sono degli individui che hanno un funzionamento paragonabile all'orchidea mentre altri si possono paragonare a un dente di leone; l'orchidea è un fiore che se riceve ottime cure ambientali raggiunge uno sviluppo eccezionale e viceversa basta pochissimo per rovinarla e farla sfiorire in quanto è sensibile alle caratteristiche ambientali. Il dente di leone è poco sensibile all'ambiente e anche se si mettesse nel migliore dei mondi possibili non ne gioverebbe così tanto e al contrario in un ambiente avverso non si vedrebbe sfiorire molto facilmente.
Questa metafora afferma che la permeabilità di un individuo all'ambiente possa essere sia un fattore protettivo sia invece un fattore non vantaggioso perché se si è in un contesto sfavorevole e a rischio il bambino rappresentato dal dente di leone non verrà toccato molto tanto nelle sue traiettorie di sviluppo da quello che è il suo ambiente difficile di riferimento poiché poco permeabile ad esso. Viceversa, se il bambino avesse un funzionamento più simile all'orchidea, sarebbe più esposto alla condizione dell'ambiente; se il bambino simil dente di leone si trova in un ambiente ricco di stimoli altamente positivi e formanti non riuscirà a trarre vantaggio da quell'ambiente tanto quanto lo farebbe il bambino simil orchidea.
Momenti anagrafici e influenze normative
Quando si parla di sviluppo bisogna tener presente che sia per motivi di natura biologica sia per motivi di natura sociale ci attendiamo che alcuni cambiamenti si presentino nella vita dell'individuo in determinati momenti anagrafici, ad esempio per influenze normative di tipo biologico ci attendiamo che un bambino verso il primo anno di età impari a camminare. Si hanno anche delle influenze normative che invece dipendono dalla società e dalla cultura e ci attendiamo che un individuo diventato adulto riesca ad accedere al mondo del lavoro.
Ci sono altre influenze ambientali di tipo sociale che non vanno ad agire in tutti gli individui ma solo su alcuni, su minoranze e si parla in questo caso di influenze non normative, come lesione cerebrale o discrezione familiare.
Tra invece i cambiamenti che ci aspettiamo avvenire sulla maggior parte delle persone a determinate età sono l'arrivo della pubertà e la menopausa.
Esistono alcune influenze normative che dipendono da fattori di ordine storico, come le sfide che pone una condizione critica (covid, guerre, televisione, computer, disgregazione).
Ricerca della psicologia dello sviluppo
I ricercatori hanno messo in piedi diverse tipologie di studi, alcuni che mettono a confronto gruppi di età diverse e altri in cui si seguono gli individui nel tempo osservando i cambiamenti che hanno. Quando si lavora con i bambini bisogna stare attenti alla progettazione dello studio, ci sono organismi che vengono in aiuto per verificare il lavoro come ad esempio i comitati etici delle università.
Bisogna ragionare sul dove, come e quando (tempi di misurazione delle tappe evolutive del bambino, tempo delle varie attività) la ricerca avrà luogo; bisogna prestare attenzione alle competenze generali del bambino in un determinato momento dello sviluppo prima di cominciare la raccolta dei dati, considerando soprattutto se egli può comprendere le domande o i compiti che si desidera sottoporre.
Quando sono coinvolti dei bambini il ricercatore deve essere massimamente scrupoloso e deve stare quindi attento a cogliere tutti i segnali di stanchezza, disagio e decidere in quel caso se continuare o interrompersi; le necessità dei bambini devono essere sempre messe prima di qualunque fine della ricerca.
I principi etici chiave su cui basare gli studi devono essere a protezione del soggetto di danni fisici o psicologici:
- Consenso informato: informare il soggetto che prende parte alle attività che si va a svolgere ed eventuali rischi.
- Protezione dal danno fisico e psicologico: deve essere garantita l'incolumità del ricercatore e dei suoi partecipanti e prevenire qualsiasi danno.
- Confidenzialità: i dati devono essere protetti e l'anonimato garantito.
Tipologie di studi
Gli studi possono essere di diversi tipi, in genere i disegni di studi principali sono:
- Disegno longitudinale: si ha uno stesso gruppo di individui che viene osservato e valutato per un periodo di tempo più o meno lungo, a breve o lungo termine. Ha il vantaggio di essere uno studio altamente informativo ma ha lo svantaggio di richiedere molte risorse.
- Disegno trasversale: si hanno gruppi di individui di età diversa e si fanno dei confronti tra essi nello stesso momento temporale. Ha il vantaggio di essere poco costoso e facilmente replicabile, non tiene conto delle diverse differenze individuali e ha lo svantaggio di non dare informazioni sulle traiettorie individuali.
Metodologie di indagine sui bambini
Altre metodologie di indagine che si possono utilizzare sui bambini molto piccoli sono (quando i bambini non hanno sviluppato ancora tre anni abbiamo accesso a dati alteranti importanti):
- Semplici tecniche comportamentali: si va a vedere il bambino con osserva e per quanto, dove presta attenzione, se reagisce in risposta a degli stimoli.
- Risposte neuro-fisiologiche: quindi misurazioni del battito cardiaco o risposta galvanica (sudorazione).
- Registrazione dei movimenti oculari: che si abbina a quello che prende il nome di "paradigma dell'aspettativa", strumento che ci permette di cogliere dove il bambino guarda e per quanto tempo grazie ad uno strumento chiamato eye tracker; viene abbinato al paradigma di violazione dell'aspettativa. I ricercatori si sono accorti che i tempi di fissazione di un bambino aumentano davanti ad uno stimolo nuovo o a qualcosa che viola le loro aspettative. Grazie a questi strumenti si è scoperto che già i bambini molto piccoli hanno un funzionamento molto più competente rispetto a quanto si pensasse prima rispetto ai processi mnestici, rispetto quindi a quello che riescono dai imparare o ricordare. Lo hanno capito mettendo davanti coppie di immagini/oggetti davanti al bambino e osservando per quanto il bambino osservasse tali immagini/oggetti, se entrambe erano nuove il tempo di fissazione era il medesimo mentre se si introduceva un oggetto/immagine nuovo e uno già conosciuto osservano che il tempo di fissazione cambia e ciò significa che un ricordo, anche se non esplicito si è sedimentato nella loro memoria. Vengono guardate più a lungo anche i fenomeni che violano l'aspettativa del bambino, se è presente un avvenimento strano che non si aspettava dove è presente qualcosa che non sembra essere del verso giusto, in questo modo ci si è resi conto che il bambino anche se piccolo padroneggia delle operazioni elementari.
- Altro esperimento dell'ultimo punto: tecnica di tipo comportamentale, per capire se i bambini tra i 6 e i 16 mesi processassero lo spazio rispetto alla profondità; questo prende il nome del paradigma del precipizio: è presente una superficie piana particolare dove il bambino verrà lasciato gattonare e ad un certo punto quella superficie diventerà trasparente e in quel momento il bambino potrà guardare sotto e osservare come sotto di lui ci sia una sorta di precipizio. Questo funzionava con il genitore chiamava il bambino dall'altra parte del piano, e se il bambino avesse capito questa circostanza dovrebbe continuato a gattonare fino al genitore ma questo non accade perché il bambino si ferma. Questo ci dice che il bambino sta processando bene le informazioni di tipo spaziale e hanno la conoscenza seppure elementare della profondità spaziale.
Condizionamenti del comportamento
Gli apprendimenti di cui già il neonato è in grado di attuare vanno anche al di fuori della volontà, alcuni meccanismi che avvengono anche inconsapevolmente; si parla del condizionamento classico o rispondente, è un tipo di apprendimento che avviene anche quando non siamo consapevoli e nessuno ne è immune, questo fa sì che due stimoli vengano associati e uno stimolo che inizialmente era neutrale riesce con il tempo a diventare uno stimolo che produce una risposta.
Condizionamento classico e Pavlov
Pavlov:
Ad esempio, all'inizio il cane salivava quando vedeva la bistecca e il campanello rappresentava lo stimolo neutro che sarebbe dovuto essere poi stato associato alla presentazione del cibo; all'inizio quando la campanella suona il cane non saliva ma tutte le volte che poi veniva suonata la campanella al cane veniva offerto del cibo e ad un certo punto la campanella è stata associata al cibo e quindi il cane salivava.
Si ha uno stimolo neutro perché per conformazione biologica non porta a nessuna risposta e uno stimolo incondizionato che produce una risposta incondizionata in quanto non manipolata dallo sperimentatore e si presenta sempre, e poi successivamente lo stimolo neutro diventa uno stimolo condizionato che produce una risposta condizionata ovvero manipolata dallo sperimentatore. Tutti noi stiamo alle leggi del condizionamento classico.
Una delle regole che bisogna rispettare per formare l'associazione del condizionamento classico è la contiguità temporale, l'esercizio ovvero la ripetizione della sequenza che rinforza l'associazione, e l'effetto poiché la conseguenza positiva della risposta rinforza l'associazione. Gli apprendimenti classici hanno la prerogativa di partire sempre da una risposta automatica, per far sì che il soggetto impari risposte nuove bisogna andare verso un nuovo tipo di condizionamento.
Condizionamento operante e Skipper
Il condizionamento operante mette il soggetto in una condizione molto più attiva e in questo caso abbiamo il soggetto che produce la risposta comportamentale che vogliamo ma quando produce la medesima, ottiene qualcosa che può essere un rinforzo o una punizione; il fatto che tutte le volte che l'azione fa sì che arrivi la ricompensa aumenta le probabilità che quell'azione venga rimessa dal soggetto, viceversa il soggetto non emetterà quell'azione.
Si parla non solo di rinforzo positivo ma anche di rinforzo negativo quando si ha una ricompensa ma che invece di dare qualcosa al soggetto gli viene tolto, mantenendo però il concetto di ricompensa.
Si parla di punizione in senso dispregiativo come qualcosa che porta l'azione a essere meno probabile di verificazione, ma essa può essere anche positiva nel momento in cui aggiungiamo qualcosa. Il soggetto ha un ruolo attivo e la risposta che il soggetto emette in seguito alla punizione la emette casualmente ma arrivando il rinforzo o la punizione si verifica il condizionamento operante.
Capacità di imitazione nei bambini
Tra le competenze dei bambini troviamo anche la capacità di imitare: il volto è qualcosa di altamente adattivo, ed è una capacità adattiva riuscire a relazionarsi con gli altri esseri umani e in gruppo, inoltre vanno ad aumentare le possibilità di sopravvivenza.
I bambini sono attratti automaticamente dal volto delle persone e ci sono anche dei neuroni all'interno della nostra corteccia chiamati in causa quando osserviamo gli altri, i neuroni specchio, che funzionano sia nell'adulto che nel bambino. Questi neuroni sono particolari, all'interno del nostro cervello tutte le volte che dobbiamo compiere un'azione si attivano una serie di neuroni di tipo motorio e i neuroni specchio sono dei neuroni importanti perché scaricano e rispondono anche quando l'azione è svolta da un'altra persona.
È come se il nostro cervello vedendo l'azione, cercasse di simularla e per noi la comprensione dell'azione dell'altro è qualcosa di molto automatico ed efficiente. La spiegazione del perché il bambino riesca ad imitare l'espressione del volto già da piccolissimo è perché si attivano gli stessi neuroni che si attiverebbero se il bambino facesse quell'azione.
Traiettorie di sviluppo tra i mesi di gestazione e i primi momenti di vita
Le traiettorie di sviluppo sono determinate sia da fattori ambientali che da fattori genetici e la salute del futuro bambino determinata da essi, inizia a cambiare già durante la gestazione perché possono arrivare influenze che vanno a modificare la traiettoria, che segue l'andamento normativo. Queste influenze possono essere di tipo teratogeno ovvero comportano un rischio per lo sviluppo prenatale, derivante da fattori ambientali (anche ambiente della mamma).
Esempi di agenti teratogeni
- Denutrizione materna
- Uso di droga o farmaci da parte della madre
- Malattie della madre
- Tossine ambientali che agiscono sulla madre e di ritorno sullo sviluppo del bambino
- Stato psicologico della madre (stress, accettazione, ansia, reazioni del partner, malessere mente-corpo)
È importante anche fare attenzione agli stati d'umore alterati, poiché da una parte c'è l'effetto sul corpo ma dall'altra si ha un effetto anche sugli ormoni implicati in quello stato umorale, come quando c'è un sentimento negativo si altera la comunicazione biochimica, ciò ha un peso su quello che sarà lo stato del feto.
Un rischio per lo sviluppo prenatale dato da fattori genetici è la sindrome di Down (trisomia 21), detta anche che porta un caso ogni 800 gravidanze e il rischio aumenta all'avanzare dell'età della madre. Oggi si può utilizzare un test per il codice genetico del bambino.
Valutazione della salute del neonato
I medici utilizzano la scala di Apgar che va a valutare 5 indici vitali della salute del neonato, va da 0 a 10 punti e più ci avviciniamo al 10 più sta bene, più vicino allo 0 più la vita del bimbo è in pericolo. I 5 indici vitali sono:
- Frequenza cardiaca
- Tono muscolare
- Risposta riflessa (automatica)
- Colorito
- Respiro
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