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Psicologia e psicopatologia della sessualità

Accenni storici

Platone, nel Simposio (mitologia antica), parla del mito degli ermafroditi, ovvero degli esseri umani perfetti con quattro braccia e quattro gambe, con due volti sia maschili che femminili ed entrambi gli organi genitali.

Zeus, però, fu invidioso di tale perfezione e li divise in due e fu così che gli ermafroditi si divisero in uomo e donna. Da allora ognuno va alla ricerca della propria metà per ritornare all’antica perfezione. Ma quando le due parti si riunivano si lasciavano entrambi morire di fame, troppo intenti a ricostruirsi. Dunque Zeus donò loro potere ai genitali in modo tale che la specie umana sopravvivesse.

Nella religione cristiana, invece, Eva nasce da una costola di Adamo, creando l’assioma: “prima-Adamo-poi-Eva”. Questo ha dato luogo a diversi concetti:

  • Il maschio è precedente nel tempo perché è stato creato prima.
  • Il maschio è superiore perché solo lui è stato creato ad immagine di Dio.
  • Eva, dunque la donna, è il sonno dell’uomo. Dunque l’uomo è superiore in coscienza.
  • L’uomo è superiore anche in sostanza perché Eva si forma da una parte di Adamo.

La s-virilità, il modello androcentrico

La svirilità nasce da una crisi culturale che ha messo in discussione il modello androcentrico come riferimento normativo. Questo modello, triade erezione-eiaculazione-nell’attività sessuale, si identificava nella riproduzione ponendo in secondo piano i valori dell’essere e in primo piano quelli del fare.

Il fallo è sinonimo di forza, potenza, fascino e virilità.

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Galeno scrive: gli uomini e le donne hanno le stesse parti, ma le parti delle donne sono all’interno del corpo, mentre quelle degli uomini sono all’esterno nella regione del perineo. La donna, come gli occhi della talpa, è meno perfetta dell’uomo per quanto riguarda le parti destinate alla generazione perché le parti sono formate in essa durante la vita fetale, ma non possono emergere ed essere proiettate all’esterno a causa della mancanza di calore.

Dunque fino al 1700 si credeva che uomo e donna avessero lo stesso organo genitale, l’unica differenza era che quello della donna era un pene immaturo, perciò incorporato.

La Brachetta era un accessorio di moda nella nobiltà del 1500, la sua grandezza rispecchiava in proporzione il rango del nobile che la indossava. Dunque da sempre il fallo maschile veniva valorizzato e messo in mostra.

D’altro canto c’era un’ingiustificata svalorizzazione della sessualità femminile a tal punto da patologizzarla. Infatti, dal 1800 in poi, i genitali femminili iniziarono ad essere visti come davvero sono e le donne, contemporaneamente, iniziarono a soffrire di una malattia in cui l’utero impazzito vagava nel corpo femminile producendo strani sintomi: l’isteria. Gli uomini si affannarono per cercare metodi per curarla, tra cui i massaggi vaginali, che non erano altro che masturbazioni finalizzate al raggiungimento dell’orgasmo. La sessualità femminile ha inquietato sempre molti uomini fin dagli uomini primitivi, per arrivare fino ad oggi con molti tabù ancora presenti. Tutto questo è un tentativo fallocentrico di controllare la donna. (In realtà oggi la biologia ci racconta che non è la donna a derivare dall’uomo, ma è l’uomo che deriva dalla donna; infatti durante lo sviluppo dell’embrione la differenziazione sessuale in senso maschile avviene da un embrione che continuerebbe a svilupparsi in senso femminile in assenza di determinate condizioni, come la presenza del gene SRY).

È solo con Freud (poi Reich) che si inizia a parlare di sessualità femminile in contrapposizione alla morale dell’epoca.

Con gli anni 60 e 70, invece, la prospettiva nei confronti della sessualità cambia radicalmente e le donne iniziano a rivendicare i propri diritti, come il diritto all’autodeterminazione. Da questo momento in poi le disfunzioni sessuali sono aumentate esponenzialmente: eiaculazione precoce, disfunzioni erettili, anorgasmia, disturbi del desiderio. Prima di tale periodo la rapidità del coito era considerato sinonimo di eccitabilità e passione, da quando le donne hanno rivendicato il loro diritto al piacere molti uomini hanno scoperto la loro inadeguatezza.

La sessualità diventa piacere di coppia, non più finalizzata alla riproduzione.

Il fallo, fin dall’antichità, era:

  • Potere virile, forza ed efficienza riproduttiva.
  • Potere apotropaico (allontanare la sfortuna).
  • Potere erotogeno.

In alcune tribù, l’astuccio penico, rappresentava sia il rango sociale del maschio sia la fecondità maschile. La statuetta di Priapo (grandissimo pene) la troviamo a Pompei, dove tutelava la casa e la famiglia contro il malocchio e custodiva la fertilità maschile ed il corno napoletano deriva proprio da questo.

Oggi, il pene viene rappresentato come mezzo che può procurare piacere sessuale e anche, ancora, come simbolo di virilità.

Introduzione alla sessuologia

Sesso: l’origine della parola deriva dal latino secare, ovvero dividere. Questo riprende, dunque, il mito degli androgini di cui si è parlato precedentemente, in cui la dimensione di unità perfetta viene raggiunta durante il sesso e l’amplesso (caratterizzato da obnubilamento della coscienza) che segna la fine dell’unità. In campo medico, questa parola, viene riferita alla diversità anatomo-fisiologica dei caratteri sessuali (Maschio e Femmina). Tutto ciò che esula da queste due categorie di genere viene inserito nelle anomalie.

Esistono varie tipologie di sesso:

  1. Sesso cromosomico (gametico): si riferisce alla presenza di cromosomi sessuali X e Y. Maschile XY e femminile XX.
  2. Sesso gonadico: presenza delle gonadi per la produzione dei gameti, i testicoli per i maschi e le ovaie per le donne.
  3. Sesso genitale (fenotipico): si divide in interno ed esterno. Nei maschi l’apparato genitale interno è costituito dall’epididimo, i vasi deferenti, le vescichette seminali e i dotti eiaculatori. Mentre quello esterno maschile è costituito da pene, uretra e scroto. Nelle femmine l’apparato genitale interno comprende l’utero, le tube e i due terzi della vagina. Mentre quello esterno è costituito da un terzo di vagina, clitoride, uretra, piccole e grandi labbra.
  4. Sesso encefalico: si sviluppa dal quarto-quinto mese della gravidanza. Le strutture encefaliche sono originariamente femminili, si mascolinizzano durante la vita intrauterina per azione del testosterone. Soprattutto il sistema limbico.
  5. Sesso psichico: comprende l’identità di genere (la percezione e il sentire se stessi anche attraverso i propri comportamenti come appartenenti ad un genere sessuale), il ruolo di genere (le azioni e gli atteggiamenti che indicano agli altri il proprio grado di mascolinità o femminilità) e la meta sessuale (il genere verso cui si è attratti e si situa lungo un continuum che va dalla completa eterosessualità alla completa omosessualità).

Sessualità: è un aspetto molto complesso dell’essere umano e comprende aspetti biologici, psicologici e culturali.

A. Aspetto biologico: teniamo in considerazione il corpo sessuato con i suoi aspetti anatomici-fisiologici.

B. Aspetto psichico: riguarda le dinamiche interne e relazionali delle persone, riferito a pulsioni, desideri e motivazioni, ai conflitti, resistenze, difese e pensieri e comportamenti.

C. Aspetto culturale: si riferisce alle norme sociali ed al pensiero comune circa la sessualità.

Anatomia

Anatomia: descrizione di come è costituito strutturalmente un organo.

Fisiologia: descrizione di come funziona un organo in assenza di patologia.

Patologia: descrive il funzionamento in presenza di malattia, ossia di alterazioni anatomiche o fisiologiche.

I genitali sia femminili e maschili si distinguono in interni ed esterni, quelli femminili sono meno visibili e per poter essere analizzati è necessario allargare le piccole e grandi labbra.

Genitali femminili esterni

Vulva (grandi e piccole labbra, clitoride, vestibolo e monte pubico).

  1. Il monte pubico, detto anche monte di Venere, è l’area arrotondata adiposa grassa che ricopre la sinfisi pubica, ossia la zona in cui si congiungono le ossa delle anche nella parte bassa del bacino. È una zona morbida al tatto e ricoperta di peli.
  2. Dietro al monte pubico ci sono due pliche (pieghe di pelle) chiamate grandi labbra che costituiscono l’analogo dello scroto, hanno forma e dimensioni variabili da donna a donna.
  3. Le piccole labbra si trovano all’interno delle grandi labbra e sono due piccole pieghe di pelle senza peli. Anteriormente si dividono in due parti: il frenulo clitorideo e il prepuzio clitorideo. La parte posteriore forma la forchetta.
  4. Il vestibolo è racchiuso dalle piccole labbra, che contiene: orifizio uretrale e l’osto vaginale.
  5. Le ghiandole di Bartolini si trovano nella parte posteriore delle piccole labbra, il loro compito è quello di secernere liquido durante l’eccitazione.
  6. Il clitoride è una piccola massa di tessuto erettile (da 3 mm a 1 cm) e si trova anteriormente al vestibolo. La parte visibile del clitoride è molto vascolarizzata e innervata. Nella parte profonda troviamo due corpi cavernosi, il corpo spugnoso e i muscoli bulbospugnosi. La parte bulbosa del clitoride circonda completamente l’osto vaginale e il meato uretrale formando il bulbo, il corpo spugnoso del clitoride. (Fondamentale per il piacere sessuale).

Genitali femminili interni

Imene, vagina, utero, apparato riproduttivo.

  1. L’imene è una membrana che ricopre l’apertura esterna della vagina. La sua funzione è quella di proteggere la bambina dalle infezioni fino alla pubertà (fino alla produzione di progesterone estrogeno, anch’essi protettore della vagina). L’imene ha forme e dimensioni diverse e solitamente si rompe con il primo rapporto sessuale, tuttavia possono esserci delle variazioni e l’imene potrebbe non rompersi completamente fino al parto.
  2. La vagina è un canale dalle pareti sottili situato tra la vescica e il retto, che si estende dal collo uterino fino all’esterno del corpo. L’ingresso della vagina è visibile. Le dimensioni variano da 7 a 13 cm. In stato di riposo le pareti della vagina aderiscono tra di loro ed è per questo che viene chiamato canale virtuale. La parete vaginale è costituita da tre strati:
    • Strato esterno (tessuto connettivo ricco di grasso e fibre elastiche).
    • Strato medio (poche fibre muscolari, disposte a graticcio).
    • Strato interno (rivestito di mucosa, costituito da epitelio pavimento stratificato squamoso, privo di ghiandole con tendenza alla desquamazione).

    Le cellule epiteliali della vagina producono grande quantità di glicogeno che viene metabolizzato in acido lattico dalla flora vaginale presente nella vagina stessa. Questo crea un ambiente acido (ph acido) per uccidere gli agenti patogeni e gli spermatozoi deboli. La vagina non contiene ghiandole, il liquido lubrificante è trasudato dai vasi oppure proviene dalle secrezioni della mucosa della cervice. La mucosa della vagina è irrorata dall’arteria cervico-vaginale e dalle arterie vaginali. La vagina si divide in 3 parti: i due terzi interni sono morbidi e larghi e non hanno recettori nervosi (per non far sentire dolore durante la gravidanza), il terzo esterno è più stretto circondato da muscoli (es elevator ani, il quale se non funziona crea disfunzionalità come il vaginismo) ma è altamente vascolarizzato ed è ricco di terminazioni nervose, il cosiddetto punto G.

  3. L’utero è un organo cavo che ha le dimensioni di un pugno, lungo 6-9 cm, largo 3-5 cm con uno spessore di 2-3 cm e con un peso di circa 30-80 grammi. Si distingue in tre parti:
    • Corpo; la parte superiore (fondo e corpo) dove fondo presenta ai due estremi gli angoli tubatici dove si congiungono le tube di falloppio, il corpo ha una triangolare.
    • Istmo; lungo pochi millimetri ed è tra il collo dell’utero e il corpo.
    • Collo; parte inferiore su cui si inserisce la cupola vaginale, è attraversato dal canale cervicale delimitato in alto dall’orifizio cervicale e in basso dal portio vaginalis.

    Dall’utero origina la mestruazione, e sempre qui viene accolto il feto durante la gravidanza. È un organo mobile posto normalmente in una posizione anteversa, forma un angolo di 90 gradi con la vagina e un angolo di 120 gradi tra corpo e collo dell’utero. In alcuni casi può essere retroverso (problemi nei rapporti e in gravidanza). Inoltre è posizionato anteriormente alla vescica e posteriormente con il retto.

  4. L’apparato riproduttivo è costituito dalle ovaie e dalle tube di falloppio. Queste ultime captano l’ovocita favorendone il trasporto fecondato e non. L’ovaio è la gonade femminile, forma di una mandorla, ha una duplice funzione: riproduttiva (contiene le cellule uovo) ed endocrina (produce ormoni). Sono poste a destra e sinistra rispetto all’utero e sotto le tube. Non sono legate a nulla, ma sono tenute in posizione dai legamenti ovarici. Durante le mestruazioni maturano uno o più ovuli (nella vita tra 300 e 500 ovuli).

Genitali maschili

Pene (corpo e glande ricoperto dal prepuzio nei maschi non circoncisi) e scroto.

  1. Il pene è formato da tre corpi: due corpi cavernosi e un corpo spugnoso che forma il glande, (che durante l’eccitazione si riempiono di sangue gonfiandosi) e da tessuto erettile composto da muscolatura liscia innervata dal sistema nervoso autonomo (non volontario). I corpi cavernosi sono avvolti all’esterno dalla tunica albuginea, un tessuto connettivo fibroso. Alla base del pene sono collocati i muscoli bulbospongiosi e ischiocavernosi che si contraggono durante orgasmo ed erezione.
  2. Il glande è una zona altamente vascolarizzata dove sono presenti la maggior parte delle terminazioni nervose. Alla base troviamo la corona: una zona in rilievo molto delicata. Fra il glande e il corpo è presente una zona di pelle longitudinale ancorata alla base del glande chiamata frenulo. La pelle che ricopre il glande si chiama prepuzio. All’interno del corpo spugnoso è presente l’ultimo tratto dell’uretra che termina con il meato (orifizio) uretrale.
  3. L’uretra è avvolta da fibre specializzate che impediscono la sua occlusione durante la sua erezione, queste fibre le permettono di rimanere aperta per il passaggio del liquido seminale.
  4. La prostata è situata sotto la vescica, ha la forma di una grossa castagna, ha una struttura fibromuscolare ed è divisa in diverse parti, è attraversata dall’uretra. Secerna parte del liquido seminale. Con l’avanzamento dell’età, tende ad allungarsi, con lo schiacciamento dell’uretra, causa problemi alla stessa e alla vescica e reni.
  5. Il liquido seminale è composto per l’1% da spermatozoi, per il 39% da liquor prostatico e per il 60% da fruttosio (nutre gli spermatozoi) prodotto dalle vescichette seminali. Gli spermatozoi per sopravvivere hanno bisogno di temperature tra i 2\3 gradi in meno rispetto a quella corporea (per questo i testicoli si allontanano quando il corpo è troppo caldo).
  6. Le ghiandole del Cowper (bulbolaterali) si trovano fra prostata e uretra, passando per il corpo spugnoso. Durante l’eccitazione producono un liquido alcalino che contrasta l’ambiente acido dell’uretra e della vagina dannoso per gli spermatozoi, ha anche una funzione lubrificante.
  7. I testicoli sono contenuti nello scroto: una sacca muscolare morbida dalle pareti sottili divisa in due scompartimenti. I testicoli producono gli spermatozoi e gli ormoni steroidei (testosterone). Ogni testicolo è lungo 4 cm con un diametro di 2.5 cm e un peso di 30 gr. Ha una forma ovoide ed è circondato dalla tunica vaginale e dalla tunica albuginea, chiara, fibrosa. Sono avvolti in due tipi di muscoli; i dartos (corrugano lo scroto) e i cremastere (sollevano i testicoli x freddo o eccitazione).

Spiegazione dettagliata testicoli

Sono organizzati in lobuli al cui interno sono presenti 4\5 tubuli seminiferi e le cellule interstiziali (Leydig). I tubuli seminiferi sono composti da pareti elastiche e dall’epitelio germinativo (cellule della gametogenesi e cellule del Sertoli). Le cellule del Sertoli guidano la spermatogenesi attraverso la secrezione di messaggeri chimici che regolano la produzione degli spermatozoi e il trasporto della cellula germinativa e dei suoi nutrienti attraverso il tubulo. Le cellule di Leydig, che sono presenti nel tessuto connettivo che circonda i tubuli seminiferi, hanno la funzione di produrre ormoni androgeni (in particolare il testosterone) che riversano direttamente nei vasi sanguigni presenti all’interno dei testicoli. Gli spermatozoi passano dai tubuli seminiferi all’epididimo, che è collocato esternamente al testicolo (vedi figura). Nel momento in cui gli spermatozoi lasciano i testicoli percorrono tutto l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludhoran di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e psicopatologia della sessualità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Cafagna Dario.
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