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Pianificazione, programmazione e progettazione nel servizio sociale

Pianificazione

La pianificazione è un metodo per stabilire gli indirizzi generali di una politica, per mezzo dei quali si può verificare un progresso equilibrato e ordinato in un dato campo con il massimo vantaggio delle persone interessate o stakeholder.

La pianificazione può avere inizio:

  • Da un problema;
  • Da un bisogno largamente sentito;
  • Da un periodo di crisi e/o di malcontento generale;
  • Per un bisogno urgente di sistemare risorse e personale scarso;
  • Da un trasferimento di poteri e dalla decisione di chi assume tali poteri di dare un nuovo ordine a tutte le attività.

Per Joseph Bunzel, la pianificazione è un procedimento in cui, avendo fiducia nella possibilità di influenzare il futuro, si prevede ciò che può avvenire allo scopo di raggiungere dei fini prestabili. Per questo, il pianificatore guarda al futuro per dare un valore e un significato alle scelte presenti. Il campo della pianificazione non si tratta di un’area geografica circoscritta, ma può riguardare un insieme di funzioni, un problema o un gruppo.

La pianificazione sociale implica una serie di rapporti fra mezzi e fini. È un procedimento dove vengono stabilite certe linee di azione per sviluppare coerentemente una politica al fine di realizzare degli obiettivi prestabiliti. Secondo Harvey Wheeler un piano d’azione sociale deve assumere un aspetto alquanto più preciso di un’ideologia ma un po’ più preciso di un programma legislativo. Questo significa che l’obiettivo cardine della pianificazione non è quello di offrire un rigido percorso bensì una serie di direttive generali per le azioni future.

Essa richiede:

  • La scelta degli obiettivi in base ad una valutazione di interessi, di tendenze o problemi, di mete o valori della società, nella consapevolezza delle loro più vaste implicazioni;
  • La volontà di agire prevedendo il futuro, basandosi su una maggiore o minore fiducia di tale futuro oltre che su previsioni rigorosamente esatte;
  • Il continuo trasferimento degli indirizzi di politica generale in termini di azione pratica, di programmi e di specifici obiettivi;
  • Una valutazione e un feed-back permanenti.

La pianificazione sociale è un’attività che si svolge in équipe e richiede una conoscenza profonda del tema, un’esperienza di ricerca, una competenza nelle scienze sociali e un’abilità organizzativa. John Dykman afferma che esistono tre livelli di azione nella pianificazione sociale:

  • Gli scopi della società: questo vuol dire selezionare degli obiettivi e/o mete sociali per una determinata Regione o a livello nazionale, potendosi degli obiettivi per la loro realizzazione;
  • Il controllo delle conseguenze: rispetto alle relazioni fra persone o fra gruppi applicando i principi con cui si misurano gli obiettivi e l’azione sociale alla valutazione dei programmi intrapresi;
  • La programmazione sociale: ossia pianificare le attività assistenziali.

I possibili risultati della pianificazione sociale:

  • Una nuova politica;
  • Coordinamento fra politica e programmi;
  • Integrazione fra servizi;
  • Innovazione nei programmi;
  • Scelta nelle priorità da dare nell’ambito di ricerca;
  • Decisioni di carattere organizzativo-amministrativo.

Ad oggi la pianificazione sociale è applicata nei seguenti campi:

  • Pianificazione dell’ambito di un ente o di un’organizzazione di servizio sociale: al fine di coordinare e integrare i diversi interventi socio-assistenziali nell’ambito delle rispettive competenze, alla programmazione degli interventi e delle risorse.
  • Pianificazione per introdurre o coordinare le componenti sociali nei progetti di edilizia popolare o nelle attività per il risanamento urbano o la costruzione di nuovi alloggi a livello locale, cittadino o regionali.
  • Pianificazione per coordinare i servizi a livello di comunità: al fine di definire con precisione i problemi, le preoccupazioni, le insoddisfazioni da cui prende avvio il processo di pianificazione, chiarendo e portando avanti in vari stadi di tale processo certe scelte preferenziali o accelerandone altre basate su scelte di valori.
  • Pianificazione nazionale o regionale di un sistema di interventi.
  • Pianificazione rivolta alla problematica o agli orientamenti sociali: possono venire compresi due o più sistemi di interventi e come risultato potrà rendere necessario riesaminare tali sistemi sotto nuove concezioni.
  • Pianificazione degli aspetti sociali della politica fiscale e monetaria o di altri pubblici programmi non definiti principalmente come sociali: comprendono le questioni di politica sociale o familiare che sono collegate alla politica fiscale, ai dazi doganali, alla costruzione di strade ecc.
  • Pianificazione degli aspetti sociali dello sviluppo bilanciato: per indicare uno Stato a regime di sicurezza sociale in cui siano stati ampiamente sviluppati dei sistemi di assicurazioni sociali e altri metodi atti a fornire ai cittadini i servizi sociali fondamentali.

Programmazione

David Nocik sostiene che la programmazione è una combinazione di attività per raggiungere un obiettivo finale, dove singole parti della programmazione sono spesso chiamate progetti. Il lavoro sociale professionale mette in azione una politica in tutti i campi del settore sociale, sia intenzionalmente oppure no.

Per esempio, la legislazione francese e dei Paesi Scandinavi per l’assistenza agli indigenti, lascia gli assistiti a casa loro, nell’assunto che i parenti troveranno assai difficile sottrarsi alle loro responsabilità, cosa che non è permesso loro di fare.

Nell’attuale fase evolutiva, l’art. 3 della legge n. 142 dell’8 giugno 1990 – Ordinamento delle autonomie locali – definisce la programmazione locale dove le Regioni indicano gli obiettivi generali della programmazione economico-sociale e territoriale e su questa base ripartiscono le risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti degli enti locali. I Comuni e le Province concorrono alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e nei programmi dello Stato e delle Regioni e provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione e attuazione.

La legge quadro n. 328 del 2000 “legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” all’art. 3 - principi per la programmazione degli interventi e delle risorse del sistema integrato di interventi e servizi sociali – in forma unitaria ed integrata, è adottato il metodo della programmazione degli interventi e delle risorse, dell'operatività per progetti, della verifica si

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

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