L'elettrocardiogramma (ECG) registra le variazioni di potenziale elettrico associate
all'attività elettrica del cuore, che precede e coordina la contrazione del muscolo
cardiaco. Nel tracciato ECG si riconoscono diverse onde, tra cui il complesso QRS,
associato principalmente alla depolarizzazione ventricolare.
Individuando la posizione temporale dei picchi R consecutivi, possiamo calcolare
l'intervallo RR, cioè il tempo che intercorre tra due battiti. Da questa informazione
ricaviamo due caratteristiche fondamentali:
HR (Heart Rate): la frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti al minuto.
HRV (Heart Rate Variability): la variabilità della frequenza cardiaca, cioè la
variazione degli intervalli tra battiti consecutivi nel tempo.
1.2 Come si acquisisce il segnale cardiaco
Per ricavare HR e HRV non è necessariamente richiesto un ECG clinico completo con
numerose derivazioni. Si può utilizzare una configurazione semplificata con due
elettrodi, disposti in modo da rilevare una differenza di potenziale associata all'attività
cardiaca. In questo caso si parla di acquisizione bipolare.
Oltre all'ECG, una tecnica oggi molto diffusa nei dispositivi indossabili, come
smartwatch e fitness tracker, è la fotopletismografia (PPG,
Photoplethysmography).
1.3 Il principio di funzionamento della fotopletismografia
La PPG si basa sull'interazione tra la luce e i tessuti biologici. Il sensore emette luce,
spesso verde negli smartwatch, e rileva la luce che viene riflessa o diffusa dai tessuti.
Il sangue presente nei vasi assorbe la luce in misura diversa rispetto ai tessuti
circostanti. Durante il ciclo cardiaco, il volume di sangue nei distretti periferici varia:
durante la sistole aumenta l'afflusso pulsatile di sangue, mentre durante la diastole si
modifica nuovamente. Queste variazioni determinano cambiamenti nell'intensità della
luce ricevuta dal sensore.
Il risultato è un segnale periodico, chiamato PPG, dal quale è possibile individuare i
picchi associati ai singoli impulsi di sangue e stimare la frequenza cardiaca.
La differenza fondamentale tra ECG e PPG è che l'ECG misura un fenomeno elettrico,
mentre la PPG misura un fenomeno ottico legato alle variazioni del volume sanguigno.
Di conseguenza, i segnali hanno forme differenti: nella PPG non troviamo il complesso
QRS, ma un'onda pulsatile che contiene comunque informazioni utili per stimare HR e
HRV.
Inoltre, il segnale PPG presenta generalmente un leggero ritardo rispetto all'attività
elettrica cardiaca, dovuto al tempo necessario affinché l'onda di pressione e le
variazioni del volume sanguigno raggiungano il distretto periferico.
1.4 HR e HRV: quali informazioni forniscono?
L'HR è associata, in determinati contesti, alla valenza emotiva, cioè alla dimensione
che descrive quanto uno stimolo sia percepito come positivo o negativo. Tuttavia, la
frequenza cardiaca non permette da sola di stabilire se un'emozione sia positiva o
negativa: può aumentare sia in presenza di paura sia in presenza di entusiasmo.
L'HRV è invece utilizzata come indicatore della regolazione autonomica e,
indirettamente, dello stato di stress o recupero. In generale, un'HRV ridotta può essere
associata a stress o a una minore capacità di adattamento, mentre un'HRV maggiore
può essere compatibile con una migliore regolazione fisiologica. Queste interpretazioni
dipendono però dal contesto, dalla durata della registrazione, dalla respirazione e da
fattori individuali.
La HRV può essere analizzata non soltanto nel dominio del tempo, ma anche nel
dominio della frequenza attraverso tecniche di stima spettrale. L’idea è partire dalla
successione degli intervalli tra i battiti e studiare come variano nel tempo, per
individuare le componenti oscillanti associate ai diversi meccanismi di regolazione
fisiologica.
L'analisi spettrale dell'HRV
I battiti cardiaci non sono equidistanti nel tempo (gli intervalli RR possono essere, per
0,8 0,85 0,78
esempio, di , e secondi). Di conseguenza, le misure associate ai
battiti sono ottenute a intervalli temporali irregolari.
Questa caratteristica rende meno appropriato applicare direttamente metodi di stima
spettrale che presuppongono un campionamento uniforme (come il periodogramma
standard di Welch) senza prima gestire l'irregolarità temporale. Per questo motivo
viene introdotto il periodogramma di Lomb–Scargle, un metodo di stima spettrale
particolarmente adatto all'analisi di dati campionati in modo non uniforme.
Una volta ottenuto lo spettro della HRV, si considerano generalmente tre bande di
frequenza: Intervallo
Banda Significato fisiologico
indicativo Oscillazioni molto lente, dalla fisiologia
Inferiore a
VLF (Very Low complessa e dipendenti dalla durata della
0,04 Hz
Frequency) registrazione
Comprende meccanismi di regolazione
LF (Low 0,04 -- 0,15 Hz cardiovascolare, con contributi simpatici e
Frequency) parasimpatici
È fortemente associata alla modulazione
HF (High 0,15 -- 0,40 Hz parasimpatica e alle variazioni legate alla
Frequency) respirazione
Conduttanza cutanea: EDA, GSR e Skin Conductance
Un secondo segnale fisiologico utilizzato per studiare gli stati emotivi e cognitivi è la
conduttanza cutanea.
Principio fisiologico e modalità di misura
Quando una persona è sottoposta a uno stimolo emotivamente significativo o a una
situazione che richiede uno sforzo cognitivo, il sistema nervoso autonomo attiva le
ghiandole sudoripare. Il sudore contiene acqua e sali disciolti che favoriscono la
conduzione elettrica: all'aumentare della sudorazione, aumenta la conduttanza
cutanea e diminuisce la resistenza elettrica della pelle.
La conduttanza è l'inverso della resistenza:<