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Lezione 00

Obiettivi del Modello BIM

Il modello digitale dell’opera ha come scopo principale la gestione e la manutenzione dell’edi cio. Deve

rappresentare in maniera dettagliata sia la struttura che le niture architettoniche, garantendo la completa

archiviazione digitale della documentazione di progetto collegata alla geometria dei modelli. È fondamentale che il

modello sia caratterizzato da ussi informativi standardizzati, aggiornabile nel tempo e interoperabile,

preferibilmente in formati non proprietari come IFC.

Strumenti per la Modellazione

Per la creazione e gestione del modello digitale si utilizza una piattaforma di archiviazione cloud come Google

Drive o OneDrive, che permette di costruire un Ambiente di Condivisione Dati (ACDat). Questo spazio serve a

conservare sia la documentazione storica che quella relativa allo stato di fatto e ai dati del progetto. La

modellazione vera e propria avviene tramite il software Revit 2025, utilizzato come piattaforma di BIM Authoring

sia per gli aspetti architettonici sia strutturali. Per la gestione e la creazione di database interoperabili contenenti i

dati del modello si ricorre al software Excel.

Fasi di Lavoro

La prima fase consiste nell’analisi del progetto originario tramite lo studio approfondito della documentazione

tecnica disponibile. Si analizzano le informazioni contenute nei documenti, si comprende la geometria generale

dell’edi cio e si classi cano gli elementi edilizi distinguendo tra strutturali e architettonici. Per ciascun elemento

vengono raccolti dati informativi come dimensioni, materiali e caratteristiche speci che.

Successivamente, si e ettua l’analisi dello stato di fatto attraverso indagini visive, rilievi fotogra ci e misurazioni

speditive in sito. Questo consente di confrontare i dati osservati con quelli presenti nella documentazione

originaria e di rilevare eventuali discrepanze.

La fase successiva riguarda la classi cazione dei documenti e la preparazione dei dati di input per il modello, sia

geometrici che informativi. Qui si de niscono le categorie di informazioni da inserire nel modello e la

nomenclatura dei documenti, facendo riferimento a template Excel speci ci forniti nel materiale didattico.

Una parte centrale del processo è la realizzazione dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat), che consiste nella

creazione delle cartelle per l’archiviazione dei le. L’ACDat prevede spazi dedicati alla documentazione storica e

attuale, ai le di lavoro (WIP), ai le condivisi per revisione e ai le pubblicati come consegne nali. La struttura

delle cartelle e la nomenclatura dei le devono essere rigorosamente standardizzate, utilizzando lettere, numeri,

trattini e underscore per garantire l’identi cazione univoca dei le.

Segue la de nizione della struttura del modello e della nomenclatura univoca degli oggetti del modello. Ogni

elemento è classi cato in famiglie e tipi di modellazione e a ciascun oggetto viene associato un codice ID

alfanumerico, composto da informazioni relative alla famiglia, al tipo, alla geometria, all’orientazione, al livello e

alla posizione. Ad esempio, un pannello di facciata con nestra sarà identi cato con un codice come

PF-01_S-0-1, che riassume tutte le informazioni necessarie per individuare l’elemento all’interno del modello.

La modellazione vera e propria avviene in Revit, distinguendo tra modello architettonico e modello strutturale.

Successivamente i due modelli vengono federati, creando un modello unico integrato. Una volta completata la

modellazione, il modello viene esportato in formato IFC 4 per garantire interoperabilità e viene possibile estrarre i

dati in formato tabellare, come CSV o Excel, per ulteriori elaborazioni e analisi.

Cronoprogramma dell’Esercitazione

Le attività progettuali sono suddivise in fasi temporali. Il 5 marzo 2026 si inizia con lo studio delle opere, la

catalogazione della documentazione, la preparazione dell’ACDat e la de nizione della nomenclatura degli

elementi costruttivi. La presentazione iniziale del progetto è prevista per il 2 aprile 2026. La modellazione,

l’estrazione dei dati e la preparazione dei materiali per la consegna nale si svolgeranno no al 22 maggio 2026,

con la presentazione nale ssata per il 4 giugno 2026.

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Realizzazione dell’ACDat e Condivisione dei File

L’ACDat viene organizzato tramite OneDrive, con accesso condiviso a docenti e tutor utilizzando le email

comunicate in classe. Tutti i le collegati tramite link, come modelli, fogli di calcolo e PDF, devono essere condivisi

con link pubblico “chiunque abbia il link”.

Installazione Software BIM Authoring

Gli studenti devono scaricare e installare Autodesk Revit tramite il proprio account Autodesk o tramite il portale

dedicato all’educazione. La versione scelta deve essere in italiano e includere gli ultimi aggiornamenti.

L’installazione richiede l’inserimento della licenza associata all’account dell’utente. È inoltre necessario scaricare

e installare le librerie aggiornate per ottenere famiglie e template compatibili con la versione del software.

Risorse Didattiche

Per supportare la formazione, gli studenti possono accedere alla piattaforma interattiva www.bimgenius.net di

Iperboole srl, dove sono disponibili videolezioni registrate sulla modellazione BIM in Revit e materiali didattici

come dispense e manuali. L’iscrizione al portale richiede l’invio di una mail alla segreteria indicando “iscrizione al

corso PDPC 2026”, al termine della quale viene comunicata la procedura per accedere ai contenuti.

Lezione 01

Modello informativo e oggetti 3D parametrici

Il modello informativo è organizzato in unità di base chiamate oggetti 3D parametrici, strutturati in categorie,

sottocategorie e singole istanze. Esiste un rapporto diretto tra l’anatomia dell’edi cio e la struttura gerarchica del

modello, secondo le speci che UNI 8290. Ogni oggetto è caratterizzato da geometria coerente, vincoli di

relazione e interoperabilità dei dati, con propagazione automatica delle modi che.

Gli oggetti possono essere standard interamente parametrici, atipici associati a un singolo progetto o

parzialmente parametrici come librerie. Le famiglie di oggetti condividono regole comuni, ad esempio per muri,

pilastri e altre componenti edilizie, includendo forma, posizione e attributi informativi. Gli oggetti atipici sono

utilizzati quando le componenti non si adattano a con gurazioni standard per motivi estetici, strutturali o

costruttivi.

Strumenti, piattaforme e ambienti BIM

Gli strumenti BIM sono applicazioni che producono risultati speci ci, come modelli 3D, disegni o analisi. Le

piattaforme BIM gestiscono dati geometrici e informativi condivisi, mentre gli ambienti BIM integrano strumenti,

piattaforme e sistemi di archiviazione, gestendo l’intero usso informativo (CDE).

Le piattaforme di BIM Authoring possono essere proprietarie, con interoperabilità interna, o basate su strumenti di

diversi fornitori, con supporto a formati standard aperti come IFC. La scelta della piattaforma dipende da fruibilità

degli strumenti, disponibilità di librerie parametriche, gestione personalizzata delle proprietà, scalabilità,

estensibilità e interoperabilità.

Flussi di lavoro del BIM

I ussi di lavoro iniziano con la de nizione del contesto e delle nalità, individuando cosa rappresentare, chi

utilizza il modello e per quale scopo. Segue la scelta degli strumenti e delle piattaforme, con analisi delle

funzionalità di modellazione, condivisione e interoperabilità. La strategia di modellazione include de nizione della

struttura 3D, dei contenuti informativi e dei dati di input, con correlazioni semantiche tra oggetti digitali ed

elementi reali.

La modellazione riguarda modelli architettonici, strutturali e impiantistici, seguita dalla rappresentazione

attraverso disegni, animazioni, report quantitativi e condivisione dei dati. In ne, si produce un modello

interoperabile in formati standard aperti.

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Stato dell’arte e norme

Negli Stati Uniti, tra il 2000 e il 2010, il BIM ha visto una rapida di usione, con la creazione di standard nazionali

come il NIBS National BIM Standard e strumenti di supporto alla progettazione integrata. In Europa, la Direttiva

sugli appalti pubblici (EUPPD) del 2014 ha promosso l’uso di strumenti elettronici, sempli cando i processi e

garantendo interoperabilità dei dati.

In Italia, l’adozione del BIM è regolata dal Codice Appalti (DL 50/2016) e dai successivi decreti DM 560/2017 e

DM 312/2021, integrati dalla norma UNI 11337/2017. Dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti devono utilizzare

strumenti digitali per opere superiori a 1-2 milioni di euro, con l’obiettivo di incentivare la formazione del

personale, la standardizzazione dei metodi, l’interoperabilità dei dati e l’uso di capitolati informativi.

Lezione 02

Il patrimonio della costruzione contemporanea

Il patrimonio della costruzione contemporanea comprende opere realizzate con tecniche costruttive moderne e

richiede una gestione attenta in termini di durabilità, vita utile, adeguamento funzionale e possibilità di riuso

adattivo. La conservazione di queste costruzioni implica la conoscenza approfondita dell’opera, il monitoraggio

continuo e la piani cazione mirata degli interventi.

Obiettivi della gestione delle costruzioni esistenti

Gli obiettivi principali riguardano la prevenzione dei danni, la manutenzione programmata, il monitoraggio e la

valutazione dei rischi, la piani cazione degli interventi, la gestione e la conservazione dell’opera. Ulteriori obiettivi

includono la sostenibilità, l&rsquo

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Monjesky di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Giannetti Ilaria.
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