Teoria, tecnica e didattica del primo soccorso
Arresto cardiorespiratorio
Se la persona da soccorrere è in arresto cardiorespiratorio si dovrà procedere con la respirazione cardiopolmonare, se non lo è si dovrà valutare l’infortunio ed effettuare il primo soccorso seguendo ABCDE in base alla tipologia dell’evento traumatico con allerta dei soccorsi.
Il primo soccorso è l’aiuto che si presta ad una persona in attesa di un medico. Come obiettivo si pone l’evitare il peggioramento, la protezione dell’infortunato e favorire la sopravvivenza.
Il primo soccorso in caso di incidente o malore va prestato, non prestarlo configura reato (non è punibile chi in situazioni di necessità arreca danno, anche grave, alla persona).
Uno degli obiettivi del pronto soccorso è quello di capire l’urgenza di una situazione, cioè una situazione in cui è richiesto un intervento qualificato a breve per evitare il peggioramento.
Nel caso siano più persone che necessitino di un aiuto bisognerà tenere presente i fattori della comunicazione (verbale e non), identificare un team leader, mantenere una comunicazione chiara ed efficace e raccogliere informazioni riguardo l’infortunato.
ABCDE
- A = airways: controllo delle possibili ostruzioni delle vie aeree superiori (cavità nasali, laringe, faringe…);
- B = breathing: controllo di problematiche respiratorie ai bronchi, alveoli, diaframma ecc…;
- C = circulation: controllo di problematiche riguardo la circolazione sanguigna (cuore, grandi vasi, arteriole…). I fattori che possono compromettere le funzionalità di pompa possono essere meccanici (infarto, rottura valvolare e tamponamento cardiaco) o elettrici (aritmie, disfunzioni del tessuto connettivo, disequilibri sistema simpatico/parasimpatico).
Per quanto riguarda problematiche pressorie sono spesso dovute a ferite penetranti dei vasi, perdita di volume circolante e tromboembolia.
Per quanto riguarda problematiche della resistenza sono dovute a shock con conseguente vasodilatazione, reazioni vasovagali.
- D = disability: controllo di problematiche legate al sistema nervoso centrale e periferico. I fattori che possono compromettere le funzionalità del sistema nervoso sono traumi cranici, emorragia, meningiti e fratture vertebrali.
Arresto cardiaco
La morte cardiaca improvvisa colpisce ogni anno una persona simile, può venire sia a riposo che sotto sforzo, colpisce persone con o senza patologie cardiache.
È una condizione in cui la circolazione sanguigna si interrompe, il cuore non è più in grado di pompare il sangue agli organi vitali che quindi non vengono regolarmente ossigenati.
In alcuni casi l’arresto cardiaco è dovuto alla comparsa del disturbo elettrico del cuore: il cuore invece di contrarsi normalmente vibra molto rapidamente e irregolarmente e non pompa più il sangue nella circolazione generale (defibrillatore).
In caso di arresto cardiaco la tempestività dei soccorsi è fondamentale per aumentare la percentuale di sopravvivenza (l’utilizzo del defibrillatore è consentito a tutti) effettuando la respirazione cardiopolmonare e avvisando il 118.
Se il soggetto non è in arresto cardiorespiratorio si dovrà valutare l’infortunio e effettuare il primo soccorso ABCDE.
Catena di sopravvivenza = riconoscimento, RCP, defibrillazione, soccorso e prevenzione attiva/passiva. Ogni passaggio aumenta la probabilità di sopravvivere fino ad un surplus di 30/40%.
L’ipossia (mancanza di ossigeno nei tessuti) per più di 12 min comporta danni irreversibili mentre per 8 min ne comporta di reversibili.
Sintomi
- Persona che non risponde e non respira o presenta un respiro anormale;
- Respiro lento e faticoso (agonico);
- Movimenti simili a convulsioni, in seguito alle quali se la persona non risponde iniziare RCP.
Valutazione
- Valutazione: valutare la sicurezza dell’ambiente, non intervenendo in caso di pericoli e chiamando il 118 (non si muove il paziente a meno di pericoli imminenti (ponte olandese)), e valutare le reazioni della persona scuotendo delicatamente il soggetto (ponendo attenzione a testa e colonna), chiamandola ad alta voce (se non risponde posizione supina con vie aeree iperestese, mano sulla fronte e due dita sotto il mento) o utilizzando GAS (guarda, ascolta, senti) e MOTORE (movimento, tosse, respiro).
- Rianimazione cardiopolmonare: eseguire RCP praticando compressioni toraciche con frequenza compresa tra 100 e 120 e, se si è capaci (non sono fondamentali), eseguire 2 ventilazioni ogni 30 compressioni;
- Defibrillatore automatizzato esterno: accendere l’apparecchio, posizionare le placche sul torace del paziente (AED analizza il ritmo cardiaco), controllare che durante l’analisi nessuno tocchi il paziente, AED si carica a seconda del ritmo da interrompere e, quando pronto, si spinge il pulsante scarica, dopo la scarica ricominciare RCP fino a che AED chiede di interrompere per rivalutare il ritmo cardiaco.
Se AED trova un ritmo che non può essere interrotto si dovrà continuare con RCP fino a quando AED avvisa il soccorritore o fino a quando il paziente non si muove.
Tecniche da utilizzare durante il BLS
- Manovra a cucchiaio: vittima con sospetta lesione della colonna vertebrale (1 solo soccorritore);
- Ponte olandese: 3 soccorritori di cui: un leader, che si pone alle spalle dell’infortunato mantenendo la testa in leggera trazione (allineata con collo e torace), e 2 addetti, sollevano la vittima seguendo il leader.
Si mette il paziente con le braccia incrociate, il leader mette i polpastrelli alla base della testa per impedi