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DG AGRI, COMAGRI e programmazione della PAC

DG AGRI – Direzione generale Agricoltura e Sviluppo Rurale – Commissione Europea è potere istruttorio: significa che non approva le leggi ma è quell’Ente che cerca di capire come va l’agricoltura (il potere legislativo è in mano al Parlamento Europeo).

COMAGRI – Commissione agricoltura del Parlamento: ha potere legislativo (fa le leggi e le approva).

ICE Istituto Commercio Europeo: dati sull’import europeo ed export.

La programmazione della Politica Agraria Comune è di 6 anni (sessennale) (quella attuale è cominciata nel 2014 e terminerà nel 2020).

Cos’è la PAC (Politica agricola comune)?

La PAC è una politica nata negli anni ’60 dai 6 Stati fondatori della CECA perché, all’epoca, nessuno stava in campagna e, quindi, si moriva di fame (la politica doveva essere di supporto al reddito).

La PAC prende avvio nel 1962 e diventa operativa in quell’anno.

Il che andrà a formare la somma della PAC viene versata da ogni Stato membro come una quota budget sul proprio PIL.

L’obiettivo della PAC è duplice perché deve supportare il reddito degli agricoltori ma deve anche garantire un prezzo accettabile per i consumatori. Inoltre, la PAC deve mantenere la vivibilità delle aree rurali in tutta l’Unione Europea ma anche mantenere tutti i settori a valle dell’agricoltura (cioè tutta la tecnologia utilizzata in agricoltura).

La PAC supporta il reddito agricolo, supporta alcune misure di mercato e le politiche di sviluppo rurale (le prime due misure fanno parte del primo pilastro e consistono in pagamenti diretti all’agricoltore, mentre l’ultima misura fa parte del secondo pilastro e consiste in pagamenti volontari dedicati al miglioramento dell’agricoltura in senso generale).

La Politica di Sviluppo Rurale è dedicata al miglioramento dell’azienda (l’azienda non è obbligata a migliorarsi e, di conseguenza, può non ricevere questi finanziamenti).

Attualmente c’è un forte sbilanciamento tra il primo e il secondo pilastro a favore del primo.

La competitività delle aziende può essere aumentata tramite l’innovazione che è il frutto del secondo pilastro della PAC.

I 9 obiettivi in discussione sulla PAC 2021-2027

I 9 obiettivi che sono in discussione sulla PAC 2021-2027 sono i seguenti:

  • Il miglioramento della qualità degli alimenti prodotti in Europa;
  • La garanzia di sicurezza alimentare;
  • L’attenzione al benessere della società rurale;
  • La garanzia di un ambiente preservato per le generazioni future (sostenibilità);
  • La garanzia di migliori condizioni di salute e benessere per gli animali;
  • Riduzione dell’onere a carico del bilancio dell’UE (finanziato principalmente dai contribuenti).

Applicazione della PAC in Italia

In Italia si fa riferimento alla Politica Agricola Comune che è l’unica politica comune in tutta l’Unione Europea (la politica agraria italiana fa riferimento alla PAC).

L’Unione Europea fa la PAC, il MiPAAFT recepisce la PAC e redige le linee strategiche e le Regioni sono gli enti che applicano sul loro territorio la PAC in base alla legge Bassanini (questa legge delega alle Regioni le competenze sull’agricoltura e sulla sanità).

La PAC si definisce come l’insieme delle regole che, da circa 60 anni, governano la politica agricola all’interno degli Stati membri appartenenti all’UE che, dal periodo della Comunità Europea, da 6 Stati membri sono diventati 28.

Quando si parla di PAC ci si riferisce ai Regolamenti.

Il PSR è l’interpretazione operativa della PAC.

Origini e riforme della PAC

La PAC nasce nel 1957 con il Trattato di Roma che sanciva la nascita della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA).

Nel 1962 prende avvio la prima PAC: questa prima PAC premiava la maggior produzione agricola.

Nel 1992 (cioè dopo 30 anni dal suo avvio) c’è la prima riforma PAC che cambia leggermente la sua impostazione che le era stata data negli anni ’60 perché dopo 30 anni ci si accorge che la produzione era stata spinta a livelli inimmaginabili (l’uso dei prodotti chimici, unitamente all’utilizzo della meccanica, ha provocato dell’inquinamento ambientale che si ripercuote ancora oggi).

Dopo gli anni 2000 c’è una nuova revisione della PAC perché entrano nell’Unione Europea i Paesi dell’Est Europa allargandosi in modo consistente: questi Paesi erano tutti più poveri degli Stati dell’Europa occidentale. Contestualmente si è passati alla moneta unica.

L’export dei prodotti agro-alimentari italiani è l’unica manifattura in positivo in questo momento.

Nel 2000 si rivede tutta la politica europea, inclusa la PAC, a causa dell’entrata nell’UE dei Paesi membri dell’ex URSS o degli Stati satelliti.

Nel 2003, con la riforma “Fischler” prendono vita i Piani di Sviluppo Rurale.

I due pilastri della PAC

La PAC si divide in due pilastri:

  • Primo pilastro: sostegni di mercato;
  • Secondo pilastro: sviluppo rurale.

Nel 2007 c’è la revisione di alcuni articoli riguardanti il secondo pilastro della PAC.

La PAC, quando è nata, prevedeva il 90% dei fondi dedicati al primo pilastro mentre il secondo pilastro aveva il 10% dei finanziamenti.

Gli obiettivi e i vincoli della PAC sono contenuti nell’articolo 39 del Trattato di Roma.

Il sostegno previsto della PAC non è solo per la produzione ma anche nei confronti dei prezzi.

Organizzazioni Comuni del Mercato

Le Organizzazioni Comuni del Mercato (OCM) gestiscono i mercati sottoposti alla regolamentazione comunitaria con l’obiettivo di:

  • Orientare la produzione agricola;
  • Stabilizzare i mercati;
  • Garantire un reddito stabile agli agricoltori;
  • Assicurare un approvvigionamento continuo.

Gli obiettivi della PAC sono contenuti nell’art. 36 del Trattato di Roma.

Approccio della PAC alla sua nascita

Gli approcci che aveva la PAC alla sua nascita erano i seguenti:

  • Aveva una forte politica dei mercati a forte contenuto protezionistico poiché negli anni in cui è nata c’era bisogno di più alimenti (per fare ciò si davano degli incentivi a chi produceva di più);
  • Poca politica delle strutture;
  • Modello di sostegno “accoppiato” alla qualità dei prodotti attraverso l’enfasi della produzione e l’intervento sui prezzi.

La sostenibilità dell’agricoltura è di carattere sociale, economica e ambientale.

Il PSR è un documento programmatico regionale che applica la PAC (applicazione concreta del secondo pilastro della PAC). I PSR vengono fatti dalle Regioni in virtù della legge Bassanini (il Ministero non può decidere niente in merito ai PSR).

Le politiche strutturali attualmente hanno molto più importanza rispetto a quando è nata.

Mansholt chiedeva di revisionare la politica di sostegno ai mercati agricoli e attuare delle iniziative di politica socio-colturale che crei ammodernamento e innovazione tecnologica nel settore primario.

Nel 1972 nascono tre direttive con le quali vengono inaugurate altrettante politiche delle strutture.

Attualmente i PSR finanziano il 50% dell’investimento: questo finanziamento viene dato a rate seguendo lo stato di avanzamento dell’opera.

I regolamenti non hanno bisogno di recepimento da parte degli Stati membri (tipicamente i regolamenti riguardano l’agricoltura) mentre le direttive hanno bisogno di recepimento da parte degli Stati membri (tipicamente le direttive riguardano l’ambiente).

La politica del primo pilastro è di tipo cogente mentre la politica del secondo pilastro fornisce dei pagamenti di tipo volontario.

Ad un certo punto, la Comunità Europea chiude le dogane alle produzioni che provenivano al di fuori degli Stati membri (gli USA volevano un mercato globale mentre la Comunità Europea voleva far consumare i prodotti interni, cosa che non è piaciuta agli USA).

Le politiche strutturali sono delle politiche per l’ammodernamento delle aziende agrarie (dal 2000 la politica strutturale è diventata PSR).

Attualmente abbiamo un sistema accoppiato, un modello intensivo di agricoltura, una crescita della spesa finanziaria e dei sussidi alle esportazioni.

Dumping e quote di produzione

Con il termine inglese dumping si indica, nell’ambito del diritto internazionale (ma il concetto deriva dalla dottrina economica), una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (mercato di importazione) ad un prezzo inferiore a quello di vendita (o, addirittura, a quello di produzione) del medesimo prodotto sul mercato di origine (mercato di importazione). Le vendite in dumping sono state disciplinate dalle norme internazionali (in particolare nell’ambito antidumping del WTO già - GATT) in quanto capaci di determinare General Agreement on Tariffs and Trade perturbazioni anche importanti sul mercato di importazione.

Le quote fisiche di produzione sono dei finanziamenti alla produzione entro un certo limite oltre il quale il produttore vende i suoi prodotti al libero mercato. Ad oggi le quote latte non esistono: ogni produttore va al libero mercato con il proprio

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VaporiViolaDensi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica agraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Finco Adele.
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