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Percorsi mitologici nella letteratura latina

Corso 6 CFU

Biagio Santorelli

Appunti di Ilaria Emma Chindamo

Conservazione dei beni culturali, indirizzo Storico-Artistico

1 29/09/2022 Percorsi mitologici nella letteratura latina

Cos’è il mito?

  • Racconto vicenda immaginaria (forse si ispira qualcosa), a protagonisti, antagonisti… è un racconto con determinate caratteristiche: deriva dalla parola greca “mitos”, con la quale si fa distinzione con “logos” (parola razionale. Appartiene alla sfera semantica delle parole scientifiche “logia”). Poi ci sono altri racconti in cui si lascia da parte il pensiero razionale.
  • Cerca di darsi delle risposte (scientifiche, fenomeni naturali…) con delle teorie (come quelle religiose). Per esempio perché c’è superstizione? Non lo sappiamo, ma il mito prova a spiegare perché compiamo determinate azioni. Perché Genova si chiama così? Qualcuno si è inventato l’esistenza del Dio Giano. Rispondere a queste domande vuol dire dare un’interpretazione del mondo.
  • Racconto anonimo e tradizionale. “Tradizione” è sinonimo di “trasmissione”, il mito veniva raccontato oralmente (la scrittura non era usuale, comunque per secoli le cose importanti venivano trasmesse oralmente- si voleva che pochi membri venissero a conoscenza). Il contesto di trasmissione migliore è il banchetto, quando le persone si incontrano per mangiare insieme e raccontarsi storie. I racconti a voce cambiano: o perché si ha capito male o perché si vuole aggiungere dei dettagli per propria volontà. La società del tempo cambia e racconto assume valori diversi e viene reinterpretato, pensare che alcuni miti sono diventati opere teatrali.
  • Valore simbolico, un insegnamento.

Origine del mondo 55 - Genesi

Il mito che conosciamo meglio sull’origine del mondo è la Genesi (VI sec ac, no più antico) (racconto religioso che in sé ha delle strutture mitologiche)-abbiamo il problema che viviamo in questo mondo e non sappiamo come ci siamo arrivati. Dio dice che la materia esiste già (è informe) e Dio la ordina: mette la luce il buio; il cielo e le acque; il sole le stelle; i pesci gli uccelli; gli animali e l’uomo e il settimo giorno si riposa (giorno simbolico in cui solitamente l’uomo non lavora)-dare spiegazioni sulla realtà.

Mondo greco esistono grandi idee sulla creazione: nella critica letteraria si parla di “teogonia”, racconto che ci spiega la nascita degli dei-ci è arrivato pochissimo (si trascriveva poco a mano, molti di questi testi sono stati anche persi per condizioni esterne). Se ci riferiamo ad uno scrittore della mitologia greca non vuol dire che lo stesso personaggio abbia compiuto le stesse cose da un’altra fonte.

“La generazione degli dei” origine del mondo 1.2 - Slide

Per la prima volta abbiamo autore (Esiodo), titolo “Teogonia” e periodo (VII sec. A.C.). La versione che Esiodo ha ricevuto oralmente la scritta in greco con dei versi, sotto forma di poema (con parole inusuali).

Ci dice la successione delle cose che sono venute al mondo (quattro entità primordiali):

  • Caos: siamo abituati a intuirlo come “disordine”. All’epoca di Esiodo sembra associata all’idea di “apertura” (non sappiamo cosa c’era prima). Simbolo di apertura tra cielo e terra: vuoto si apre e mette al mondo varie entità.
  • Gaia: la terra che noi associamo “madre terra”. Ma lui non ne parla come una madre, viene percepita come la base dove gli dei dovranno vivere.
  • Tartaro: si trova nel baratro, è un luogo buio.
  • Eros (senza il quale sarebbe rimasto tutto vuoto): in greco “parte del sentimento d’amore”. Pensiamo come bambino nudo con arco e frecce, ma viene dipinto così nel tempo (originariamente non era così). Capacità di saper fare innamorare o dimenticare, ogni pensiero razionale può essere travolto dall’amore.

Queste entità possono generarne altre, che a sua volta generano altri, in quanto diventano super popolati e si incomincia a parlare di quella che oggi chiameremmo “creazione”.

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I figli di Gaia da fatti da sola le generazioni degli dei 2-Slide

  • Urano: il cielo, costantemente abbracciati, distesa vuota che ricopre la terra.
  • Monti: con all’interno altri esseri mitologici.
  • Ponto: il mare, i greci vivono in un mondo circoscritto dal mare (commerci, pesche, pericolo, comunicazione, barriera).

30/09/2022 Gaia + Urano

30/09/2022 Gaia+Urano (terra-cielo/Madre-figlio) in Grecia non era visto bene l’incesto tra madre e figlio.

Insieme 12 figli. Poesia particolare che possiamo definire arcaica: poema lungo (1000 versi), liste di nomi, unite ad aggettivi e descrizioni (“crono dei torti pensieri”). Veniva imparata a memoria dai cantori (quelli con la cetra) nelle culture con tradizioni orali- dati aiuti mnemonici (nel passato erano in grado di imparare la Divina Commedia memoria). Per questo (es nella poesia di Esiodo) epiteti formulari, (attributo, un aggettivo (esempio “Febe dalla aurea d’oro”)) -informazione come modo per ricordare (determinato personaggio descritto con la stessa formula-se qualcosa circola oralmente è importante la ripetitività).

12 figli - trattamenti diversi (essendo che si trasmetteva oralmente magari a noi non sono arrivati testi sulla vita di Crio per es).

Numeri sono importanti (esempio antico testamento, ripetizione: 40 “diluvio universale 40 giorni, il popolo ebraico uscito dall’Egitto vaga per 40 anni” allude un lasso di tempo largo, 3 “numero perfetto”, 12 “apostoli, titani, mesi”)-darci dei messaggi rispettando delle regole (utilizza numero 12).

Collettivamente vengono chiamati i titani, ma non sappiamo perché. La lista di solito ha in mezzo i nomi meno importanti/all’inizio e alla fine quelli principali.

  • Oceano: Dio fiume. Questi dei sono antropomorfi (fattezze di uomini e donne (chi alti, chi potenti): Urano in realtà è una distesa che non può essere rappresentata, la terra viene vista come una distesa di terra e poi ci sono le divinità fluviali). Flusso d’acqua che scorre in eterno senza un inizio una fine-scorre su se stesso: rappresenta estensione vita. Altre teogonie pensano fosse il padre di tutti uomini: Omero conosceva la tradizione di cui oceano era il creatore e lo nomina “padre di tutto”, noi non conosciamo questa tradizione.
  • Ceo.
  • Crio. Forse numeri cardinali (2,5)
  • Iperione: associato da Omero al sole” il sole Iperione”.
  • Giapeto: dalla sua generazione nasceranno dei protagonisti (Prometeo, Epimeteo, Atlante).
  • Teia: donna che sposa Iperione (fratello-nonostante in Grecia non si accettano i gesti)
  • Rea: sposa Crono
  • Temi: giustizia superiore, principio supremo (concetto di giusto)
  • Mnemosine: con Zeus fa nove muse (personificazione delle arti)
  • Febe: si mette con Ceo
  • Teti: si mette con oceano
  • Crono: Dio del pensiero non lineare

La prima tensione

Urano cerca di impedire a Gaia di mettere al mondo i figli, nonostante la terra continuasse a generare creature queste dovevano rimanere nel suo grembo. Probabilmente perché Urano era il primo signore dell’universo e temeva che i figli potessero diventare delle minacce. Esiodo ha una visione negativa degli dei perché non crede, non erano considerati buoni.

Gaia inizia generare dentro di sé “ad amante” per indicare “diamante”, sembra essere un minerale indistruttibile- con cui crea falce, si rivolge ai figli per chiedere vendetta. (“crono dei torti pensieri” epiteto formulare). Crono promette vendetta usando la falce (primo atto di violenza).

Cala la sera e Urano si distende su tutta Gaia. Figlio prende con la mano sinistra i genitali del padre e con la mano destra la falce con la quale li taglia. Non si può uccidere il padre, ma deve interrompere la sua fertilità (rompere la sua discendenza).

2 Lancia i genitali e delle gocce di sangue cadono su Gaia, da qui nascono (dopo anni) tre divinità femminili mostruose, chiamate “furie“-avevano dei serpenti nei capelli e vegliavano sui crimini violenti nei rapporti familiari, cercando di impedire che ciò che era successo con Urano si potesse ripetere. Opera “A. Bouguereau, Oreste perseguitato dalle Erinni (1862)”

I genitali cadono in mare (Ponto), vengono portati lontano attorno a loro si forma della schiuma marina da cui nasce la dea Afrodite (“afros’” vuol dire “schiuma”). Ai tempi chiamata Afrogerea e Citerea: perché la prima terra che tocca è Citera e la seconda è Cipro. Concetto di Epiclesi: lista di attributi tipici degli dei i greci e i romani per rivolgersi agli dei dovevano utilizzare determinate parole. Opera “Venere di Botticelli”

Senza bisogno di titoli riconosciamo Botticelli se la immagina arrivare sulla terra trasportata da una conchiglia - perché abbiamo imparato a riconoscere Venere come una donna bella e nuda nata dalle acque. Opera “W.A Mozart, L. da Ponte così fan tutta”

Tema riguarda anche la traduzione letteraria. Famoso trio del primo atto di Mozart: Ci sono due giovani che stanno dibattendo (alle spalle): Alfonso dice che l’amore è la fedeltà soprattutto nelle donne non esiste. I due invece dicono che le fidanzate sono estremamente fedeli - fanno una scommessa in cui sono sicuri di vincere: dicono “Citerea”- ci porta agli attributi tipici di Afrodite codificati nel VII sec a.c.-impressionante come un concetto messo per iscritto la prima volta nel VII/VIII sec a.c entra nel gergo del XVIII sec.

Da questo momento Gaia inizia partorire i figli senza l’intromissione da parte di Urano e, i nuovi protagonisti sono loro che generano a loro volta altri figli.

Crono + Rea la generazione degli dei 3-Slide

Fanno sei figli (crónodi, olimpi - gli dei dell’Olimpo 6 è metà di 12 - importante la numerologia …(8), quelli di prima erano malvagi, adesso sono illustri (classici):

1. Estia

Non ci sono opere letterarie su di lei. Corrisponde “forza vitale della famiglia”, il fuoco come simbolo della vita. In ogni casa c’è qualcuno che si prende cura di lei: nelle case antiche il camino stava al centro (ti riscaldabili, mangiavi, nuclei di attività delle attività domestiche e unione familiare-estia è la protettrice di questo fuoco-spesso venerata al centro della città nei templi in piano circolare (terra come un disco circolare “Paladino” “Foro romano”- 13? Sacerdotessa veniva portata in una camera sotterranea e veniva murata viva - rituale importante: Rea Silvia morta così, da questa violenza nasce Romolo e Remo).

Per ogni divinità abbiamo un nome greco e romani. I romani sono arrivati dopo, non significa che abbiamo preso la tradizione greca e l’abbiano tradotte - ma in Grecia così a Roma, si ha una religione politeista che ha sviluppato personaggi (che erano in genere simili) - evidentemente Desta per i latini corrisponde a Estia per greci - le religioni si influenzavano a vicenda. A volte è un processo spontaneo, a volte necessario (con il passare dei secoli bisognava dare delle corrispondenze necessarie).

2. Demetra

“dare”- si interpreta come la madre che dona (i frutti della terra - legata alla natura: dalla natura dipende la sopravvivenza). I cicli della natura: non si facevano guerre, l’agricoltura ha i suoi cicli e bisogna conoscere quando è come seminare - imparare a conoscere e rispettare i cicli.

Latini la chiamavano Celebre, dalla quale “Cereale” - dono essenziale, semi con cui l’intera umanità poteva sopravvivere.

Importante il ciclo

Le stagioni sembrano inseguirsi: piante in determinati momenti dell’anno, piante al caldo o freddo - gli antichi interpretano in ottica religiosa-simbolica. L'albero è simbolo del ciclo vitale a cui tutti andiamo incontro: nascita, vita, morte, rinascita.

Come lo spieghiamo?

3 La traduzione mitologica antica: prende questa spiegazione da un mito dove vediamo la figlia di Demetra, ovvero Persefone (greci) o Proserpina (romani). Mito che voleva che Ade, innamoratosi di Proserpina, la rapisce e la porta nell'oltretomba con sé.

Madre Demetra per vendicarsi abbandona l’Olimpo e decide di non creare più frutti: quindi neanche più gli animali mangiano. Gli dei anche hanno fame perché si nutrono dei frutti dei sacrifici dell’uomo-catastrofe mondiale.

Interviene Zeus e costringe suo fratello a restituire Persefone. Ma nell’oltretomba Persefone ha mangiato semi melograno (rosso, colore sangue, morte - inferno - fino al cristianesimo). Una legge immutabile dell'universo vuole che ciò che appartiene oltretomba rimane nell'oltretomba. Però lei non può rimanere nell'oltretomba altrimenti gli uomini moriranno. Dall’altra parte nessuno può toccare le leggi dell’universo, nemmeno Zeus - trovano un compromesso: resterà nell’oltretomba per numero di mesi in base a quanti semi ha mangiato. Nei mesi freddi (frutti non maturano) è perché lei si trova nell’oltretomba e la madre non fa produrre frutti della terra - quando torna fa fiorire la primavera. A seconda di dove una persona si trova geograficamente può pensare: se ho 3 mesi senza frutti - ha mangiato tre semi.

Abbiamo il tema di un personaggio che vive, muore e poi torna in vita. Questa Idea spiega un tratto che appartiene a molte culture - ereditate in un certo senso dal cristianesimo.

Come fa una divinità a fare questo percorso?

Nella vita delle divinità (in generale) troviamo i culti misterici: si può partecipare solo dopo percorso di iniziazione che varia a secondo del culto-se profano si presenta in uno di questi culti non capisce cosa sta succedendo (importante avere un percorso di preparazione) - idea ereditata dalle religioni di oggi.

Culto Demetra celebrato nel mondo greco tra:

  • Atena
  • Eleusi (Una città a 20 km da Atene): dove secondo la tradizione Demetra si è andata a rifugiare quando ha capito che sua figlia era stata rapita.

Opera “Ratto di Proserpina” di Valerio Castello, Palazzo infondo a Via Balbi 4 Demetra che che le spighe di grano in testa?.

3. Era

Sposa Zeus.

Venerata a Roma alla dea Giunone. Dea del matrimonio (legame leggiti mi sancito dalla società)- da questo legame nascono figli ai quali lasciamo patrimoni-alleanze commerciali etc.-doveva essere tracciabile è regolamentata. Zeus no marito fedele-gran parte sua vita tradisce, viene beccato e punito. Zeus si innamora di una ninfa, hanno relazione, Giunone arriva troppo tardi per coglierlo in flagrante e non può fare altro se non punire la ninfa (spesso vittima di stupro+punizione di Giunone). I figli che Era fa li fa da sola. Rappresentata come madre di famiglia (vestiti di donna greca o romana in base a dove si venera).

4. Poseidone

Epiteto famoso del tridente (fa tremare terra e fa nascere terremoti). Corrispondente romano Nettuno, associato all’acqua (inizialmente dolce, poi il mare).

5. Ade

Il più anziano - nessuno cerca di chiamarlo per nome-Dio della morte “oltretomba”, ma non causa morte, ma è il re dei più terribile dei regni.

Il più odiato tra tutti gli dei-quando noi temiamo qualcosa non pronunciamo il nome. Questo è Eufemismo. Chiamato con epiteti: Dio forte, spietato, dai molti nomi - Plutone “pluto” “colui che arricchisce”: cerchiamo i lati positivi, piuttosto che quelli negativi. È un Dio sotterraneo, dal sottoterra nascono pietre preziose, minerali, semi etc.

Si evita di rappresentarlo tranne un certo mito come fatto di Proserpina (uomo normale) - se si da attributo: carro con cui sale e scende dagli inferi. Secondo Esiodo Ade aveva un elmo che una volta indossato lo rendeva invisibile. Nel corso del tempo gli vengono attribuiti altri oggetti. Gli antichi lo rappresentavano come un uomo con lunga barba e capelli lunghi. Nella rappresentazione moderna le vediamo con corona (re oltretomba) come Zeus.

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6. Zeus

Padre degli dei e degli uomini (non biologicamente). Per il suo potere riceve lo stesso rispetto a cui i figli dovevano al padre in una famiglia. Controlla fenomeni atmosferici: scaricare fulmini, povere etc. Opera “Copia Statua”

Rappresentato solito senza corona, spesso seduto in trono con scettro - qui vediamo che tiene in mano un robo su cui sta il simbolo della vittoria del potere su tutto l’universo. Per lui è indispensabile il fulmine o l'aquila (simbolo del potere, diventa simbolo del re degli dei - lo vediamo nel potere romano e tutti i casati della storia europea e i totalitarismi del 900).

Opera “Immagine”

Zeus al centro (padre degli dei), Poseidone con il tridente, Ade non poteva farlo invisibile (quindi con alce).

Sono i 3 re dell’universo perché, secondo la tradizione antica raccontata da Omero: Nati uguali (secondo Omero, secondo Esiodo è padre degli dei), combattuto insieme, dovevano spartirsi i 3 regni dell’universo - sorteggiano: regno cielo, mare e inferi. Lasciano la Terra come territorio neutro dove tutti avrebbero potuto compiere le loro imprese. Zeus estrasse regno cieli, Nettuno regno dei mari, Ade quello degli inferi.

Prima generazione figli di Crono

Possiamo chiamarli Croni (figli di crono), Olimpi (gli dei dell’Olimpo), Olimpici - tradizionalmente i greci ritenevano che questi dei (una volta aver preso il controllo dell’universo), si fissavano sull’Olimpo - uno dei Monti della tradizione latina.

Crono, che era riuscito a spezzare fertilità padre, vuole comunque controllare i figli per evitare che prendano potere e decide di tenerli costretti nel proprio grembo (li ingoia senza ucciderli).

“Figli” parola generica che può indicare discendenti (figli, nipote etc.). Gaia e soprattutto Urano non fa più

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chindamo03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Percorsi mitologici nella letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Santorelli Biagio.
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