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Pedagogia generale e sociale

A livello generale il corso è possibile distinguerlo in due macro argomenti: il primo caratterizzato da una legittimazione epistemologica della pedagogia e l’altro dalla sua operatività.

Pedagogia

La pedagogia è la disciplina che studia l’educazione umana e i suoi problemi e ha il ruolo di osmosi tra persona e società, ovvero rappresenta un catalizzatore tra i due elementi. “La pedagogia è la scienza e l’arte dell’insegnamento”, scienza perché esige un metodo e una riflessione e legittimazione che portino al successo educativo, arte perché in parte si affida alla sensibilità e alla creatività dell’insegnante.

La pedagogia viene considerata una scienza in quanto impone rigore, definisce gli ambienti di indagine, utilizza un metodo scelto tra quelli che caratterizzano la pedagogia in generale e possiede un proprio statuto epistemologico capace di guidare l’agire e definire l’essere scienza. Inoltre può essere definita una scienza autonoma; è considerata tale perché dotata di tre caratteristiche: un suo statuto epistemologico, un campo di applicazione e un oggetto di studio.

Il suo statuto epistemologico è l’insieme delle caratteristiche che certificano la scientificità di un sapere. Il campo di applicazione rappresenta la poliformia dell’educazione, ovvero tutti i contesti che coinvolgono la relazione umana. L’oggetto di studio è la persona. È quindi parte del cosiddetto “cercle des sciences” di Piaget e sono le scienze che investigano l’uomo, ovvero didattica, psicologia, sociologia, filosofia, pedagogia, neuroscienze, biologia, storia, antropologia, psicometria, economia, psichiatria, medicina etc.

È la scienza a sostegno di ogni soggetto che vuole sviluppare le proprie potenzialità in ogni campo, non solo educativo. Ecco perché, visti i problemi nel definire il suo ruolo, nasce la scienza pedagogica, che racchiude, essendo una scienza autonoma, il significato più ampio di pedagogia. La pedagogia non è la Scienza dell’educazione, “quest’ultima va oltre la prima, l’educazione ha sì una sua scienza, ma questa non sarà la pedagogia” (Genovesi).

La pedagogia offre all’ambito delle scienze dell’educazione il suo aspetto critico e disciplinare e investiga sull’uomo e sul suo naturale evolvere. La pedagogia si rende concreta nel suo aspetto pratico, ma che comunque si alimenta di ideali e modelli che si dirigono verso la trascendenza dell’uomo e della sua umanità, infatti deriva dalla filosofia e si distacca grazie ai suoi metodi e contenuti.

Il termine pedagogia compare per la prima volta alla fine del V secolo a.C. nella letteratura di Euripide risalente al 408, anche se inizialmente il significato semantico era ricondotto esclusivamente all’allevamento della prole, cioè al travasare conoscenze ed abilità della quotidianità, poi diventa “l’insieme di tutte le pratiche che i pedagoghi mettevano in atto per portare a compimento i loro compiti”. (Genovesi).

Pedagogia deriva dalle parole greche pàis agoghé, che significa fanciullo e termine usato per identificare un determinato stile di condotta sia da parte dell’educatore che del discente, quindi il condurre il soggetto in apprendimento. Se volessimo dare una data di nascita alla pedagogia ci potremmo riferire al Vescovo Comenio, teologo e pedagogista ceco, e al suo saggio “Didattica Magna”, dove vengono studiate le pratiche di avviamento del bambino alla conoscenza e al mondo.

Molto rilevante è la sua metafora del “lumicino” che si trova dentro ogni persona, questa fiammella è il nostro potenziale umano di sviluppo che può essere accesa solamente con motivazione e sacrificio, poi brucerà all’infinito e autonomamente.

L’insegnamento ricorda il signum agostiniano (De Magistro, di San Agostino, poi scritto anche da San Tommaso), ovvero la capacità di individuare la fonte di verità. Insegnare è una tendenza alla solidarietà, alla cooptazione formativa ed apprezzamento umano. La parola “insegnamento” è stata sostituita dalla parola “apprendimento” che modifica la responsabilità educativa rendendo l’educando parte attiva.

Le tappe dello sviluppo della pedagogia

Secondo Morselli si possono delineare sei tappe dello sviluppo della pedagogia:

  1. Nel mondo classico è la formazione dell’uomo come cittadino.
  2. Nel pensiero cristiano è il catechismo con l’insegnamento dei valori e dei dogmi della fede.
  3. In epoca rinascimentale nasce l’ideale dell’humanistas, dell’uomo completo in tutte le sue possibilità fisiche e intellettuali.
  4. Con Comenio diventa una scienza fondamentale.
  5. Nell’E’mile di Rousseau, educazione secondo natura, si propone un ideale di educazione fondata sul libero sviluppo del bambino.
  6. Tra l’800 e il ‘900 la pedagogia comincia ad affermarsi come scienza e ha come scopo quello di promuovere le capacità del fanciullo.

Le potenzialità umane sono orientate in due dimensioni: quella dell’esistenzialità, cioè la cura della salute fisica, psichica e mentale, dove l’uomo è oggetto di analisi e ricerca; quella dell’essenzialità, cioè la dimensione trascendentale e la valorizzazione dello spirito.

King presenta una divisione della pedagogia pura, teoria, applicata, pratica, e sociale, riflessione degli atteggiamenti umani.

Il modello pedagogico è formato da tre elementi: l’antropologia pedagogica, la metodologia educativa e la teologia pedagogica, concetto di retines e cioè la disponibilità ad apprendere da solo.

Acone definisce la ricerca e la riflessione pedagogica “di senso”. Non possiamo educare se non abbiamo ben salda l’idea di essere umano e qual è il mio scopo.

L’ideale pansofico di Comenio esprime la necessità che l’istruzione sia estesa a tutte le classi sociali, insegnare tutto a tutti interamente, in latino omnia omnibus omnino, senza però sovraccaricare la mente, ma stimolandola alla “ricerca del sapere lungo tutta la vita” (oggi si direbbe al lifelong learning).

I tipi di pedagogia

Tipi di pedagogie:

  • Pedagogia speciale: riguarda l’educazione dei disabili e la lotta contro il loro disagio.
  • Pedagogia sperimentale: sperimenta tecniche e metodi, è il “settore specifico degli studi pedagogici interessato all’analisi delle azioni educative attraverso il metodo sperimentale”, trova applicazione nella classe.
  • Pedagogia comparata: definisce i tratti istituzionali che differenziano l’educazione nei vari paesi e confronta l’organizzazione pubblica e privata, è la comparazione delle teorie pedagogiche nel sistema educativo, ha posto le basi della pedagogia internazionale; si distingue dall’educazione comparata: comparazione di tutto l’aspetto educativo, anche economico ecc.
  • Pedagogia sociale: analizza il vivere comune e l’impatto dell’educazione sulla società, si occupa del lavoro, della povertà, delle trasformazioni di massa, di etica, di ecologia, della scuola.
  • Le neuroscienze sono l’ultima frontiera della ricerca pedagogica ed esistono da più di 10 anni. Le neuroscienze servono ad “interiorizzare” le conoscenze acquisite. Per mente è giusto intendere la funzione generale del sistema nervoso, la relazione tra realtà e cervello, trasmettitore di energia, l’espressione di tutte le funzioni umane. Il cervello si divide in emisfero destro, emozioni – in particolare nella ghiandola chiamata amigdala – passioni, memoria, aspetti alogici, ed emisfero sinistro, operazioni, razionalità, calcolo.

In questi contesti il cervello agisce con la funzione di “pilota automatico” o “scatola magica” (già nel passato Erickson l’aveva definito l’Io regolatore intrapsichico), ovvero determina il nostro comportamento e le nostre relazioni empatiche attraverso i neuroni mirror o neuroni specchio, scoperti a metà degli anni 90, che collegano il processo formativo a quello cognitivo, essi sono il centro dell’apprendimento empatico, ovvero in presenza di una relazione empatica si può apprendere un movimento solo osservando. Gallese ritiene che alla base dell’empatia ci sia un processo di “simulazione incarnata”. Si parla di “elasticità neuronale” per indicare l’efficienza ed elasticità dei neuroni.

Pedagogia sociale

La pedagogia sociale è importante affinché non ci sia un’«educazione fuori dal tempo», ovvero isolata dal contesto; invece, viene interpretata come visione delle relazioni umane nel suo mutuo cambiamento e analizza la trama di relazioni del soggetto dialogiche, empatiche e positive con gli insegnanti, il gruppo dei pari, la società e l’ambiente che lo circonda. È un’attività speculativa e una vocazione interdisciplinare, non è un sapere dogmatico.

Ogni istituzione educativa è una micro-società, con conseguenti riflessioni quali il rapporto società-studente/alunno, gli sbocchi occupazionali post istruzione, l’insuccesso scolastico, la valenza democratica, il valore educativo della società e le forze sociali.

Le finalità sono: la promozione e lo sviluppo, cioè il riconoscere e potenziare motivi e condizioni di benessere, il recupero delle condizioni di disagio, sofferenza ed emarginazione e la prevenzione delle stesse.

Ma per raggiungere quest’utopia occorre superare molte tensioni: globale-locale, universale-individuale, tradizione-modernità, competizione-uguaglianza, espansione-assimilazione.

Oggetti di studio della pedagogia sociale: l’idea della cultura, poiché permette all’uomo di mettere ordine al caotico universo simbolico, a capirne la bellezza e la tensione ideale e religiosa; l’organizzazione funzionale della scuola, con delle riforme verso la vis democratica e quindi della partecipazione attiva del cittadino alla vita politica; l’istituto della famiglia, che oggigiorno è sempre più vario, tuttavia si fa riferimento al modello di famiglia che il sociologo Alberoni aveva definito “un movimento collettivo a due”.

A questo riferimento colleghiamo la definizione di famiglia: istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale (Treccani). Alberoni: “un movimento collettivo a due”, con carattere di unicità e trasformazione continua. La famiglia è un “sistema emozionale plurigenerazionale”, di cui l’amore rappresenta il cardine e il fine; è una “banca dei valori”.

Acone distingue tra paideia istituzionale, la famiglia, la scuola e la chiesa, le istituzioni educative, l’apprendistato, e paideia informale, occasioni educative mosse dalla società e dalla cultura come la tecnologia, il sistema pubblicitario, lo spettacolo etc.

Ciò in cui si devono impegnare entrambe le istituzioni della famiglia e della scuola: dialogo, ascolto, comprensione, empatia; dovere solidale del singolo, ovvero entusiasmo per la vita, consapevolezza dell’avvenire; promuovere valori sociali, giustizia, solidarietà, tolleranza, rispetto, collaborazione, impegno nell’amore, pace, dare un’armatura morale (Debesse), cioè idee forti; uscire da sé, comprendere, farsi carico, offrire, essere fedeli (Mounier).

Interessante la metafora dell’«imbranato cosmico»: l’uomo alla nascita è impossibilitato a sopravvivere senza l’ausilio di un fattore esterno, che di solito è l’amore genitoriale.

Stili educativi dei genitori

  • Autoritario: comunicazione unidirezionale, non circolare, che produce aggressività verso i genitori.
  • Permissivo: pseudo-liberatorio.
  • Incoerente: produce incertezza, disorientamento.
  • Autorevole: dialogo, responsabilità, amore, libertà, condivisione.

Pedagogia generale

La pedagogia generale è l’insieme articolato e argomentato delle teorizzazioni e delle attività scientifiche, teorico-pratiche, aventi per oggetto l’educazione e le dinamiche connesse quali istruzione, sviluppo, socializzazione, apprendimento, formazione.

La pedagogia esperienziale è stata ideata da Buyse.

La pedagogia interculturale garantisce la singolarità dell’individuo mediante percorsi educativi che privilegiano la prospettiva multi- e pluri-.

L’educazione permanente rappresenta l’unione di quelle realtà che legano l’istruzione o la formazione ad uno specifico momento della vita di ogni persona, apprendimenti formali e non formali, il suo obiettivo è quello di rendere la persona capace di accettare e decifrare la realtà che gli si pone davanti. Come la intendiamo oggi lo è a partire dalla fine degli anni ’40.

L’educazione permanente

L’educazione permanente comprende:

  1. Pedagogia dell’infanzia: le relazioni nel nucleo familiare, il bambino assorbe gli schemi mentali di quel contesto.
  2. Pedagogia della scuola: la relazione all’interno di un gruppo di pari, l’apprendimento individuale e collettivo; questa fase evidenzia la continuità tra le fasi di apprendimento.
  3. Pedagogia dell’adulto: è l’avviamento al lavoro, cura l’aspetto delle competenze ed abilità, è permanente. Il lavoro è un’attività complessa che coinvolge il pathos, le emozioni e i sentimenti, il logos, il corpo e la mente, i sensi e il gusto, e l’ethos, i significati e i valori. Bauman parla di “liquidità del lavoro”, ovvero sfuggente nel tempo e nello spazio e ricco di contraddizioni.

Habermas elenca gli elementi che connotano l’educazione dell’adulto:

  • Aspetto tecnico-strumentale – formare un soggetto tecnicamente e dotarlo di adeguati comportamenti sul lavoro.
  • Aspetto comunicativo-pragmatico – padroneggiare la gestione e l’organizzazione della quotidianità.
  • Aspetto emancipatorio o autoriflessivo – apprendere il senso generale del termine.
  1. Pedagogia della terza età: è la parte del progetto educativo dell’uomo nelle sue inclinazioni più autentiche, perché non soggetto a costrizioni sociali ed economiche, viene considerata l’età d’oro della mente perché è il culmine dell’apprendimento e dell’esperienza.

Persona, personalità e personalizzazione

La persona è l’oggetto della pedagogia. È un soggetto considerato nella sua capacità di diritti, alcuni dei quali inalienabili. Il termine persona si differenzia da individuo, ciò che costituisce un tutto determinato, concreto, distinto, oggettivo, in quanto comprende anche il personalismo, stampo cristiano, che conferisce all’uomo la natura trascendentale, spirituale e metafisica, il nostro mondo interiore.

L’uomo forma il suo essere e la formazione della persona non è un percorso lineare, ha delle crisi, delle crescite, delle decostruzioni, ma in generale tende all’armonia ed all’equilibrio, ovvero cerca di darsi una forma, ma nonostante ciò non si conosce mai completamente; ciò implica che il soggetto è capace di esistenza, d’identità, di trasformazione e di prendersi cura di sé, del mondo e dell’altro.

La semantica persona esprimeva la relazione tra la maschera teatrale ed il suo carattere. Tre peculiarità fanno di un individuo una persona: l’autonomia, una persona è libera quando può offrire allo stesso simbolo diverse chiavi di lettura grazie alla cultura; la creatività, singolarità espressiva, fantasia, intuito, intelligenza, spinta al cambiamento; l’amore, bisogno di relazione, il processo di tecnologizzazione è killer dell’emotività, poiché si perde il fattore qualitativo della persona. Le emozioni sono il “sale della vita” – Gardner. Caratteristiche imprescindibili del concetto di persona sono: apertura, autonomia e singolarità.

Interpretazioni di persona

  • Boezio: persona est rationalis naturae individua substantia, che tradotto significa: essere individuale di natura ragionevole.
  • Leibniz: entità che possiede la propria essenza nella coscienza del sé.
  • Kant: essere ragionevole, libero, responsabile e morale, fine in sé e mai come mezzo.
  • “Un essere cosciente di sé e moralmente autonomo” (Morselli).
  • Sostanza spirituale, razionale, libera, responsabile, incarnata e mondanizzata (L. Stefanini).
  • Costellazione di valori e fine (E. Mounier).
  • Essenza pluridimensionale.
  • Spiritualità, casa interiore dell’io (Rosmini).
  • Centro invisibile a cui tutto si riporta e fonte di valori. (Mounier).
  • È un vero e proprio mistero. (Maritain).

La “terza cultura” è, secondo Kelly, la persona come elemento tecnico, studiabile e circoscrivibile entro precisi canoni di classificazione.

Ricoer prende le distanze dal personalismo storico, ma non da concetto di persona: “Muore il personalismo, ritorna la persona.” La definizione di personalismo di Mounier non è più adatta, secondo il filosofo, alla situazione presente. La persona è interpretata come un’attitudine, qualificata dai criteri di crisi e impegno, ponendo l’accento più che sul risultato – l’individuo – sull’operazione individualizzante.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LisiBisi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vacchelli Orietta.
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