Paletnologia: appunti lezioni
24/09/24
Preistoria: termine che indica “prima della scrittura”, ma il significato è molto più sfumato poiché si associa la storia all’invenzione della scrittura; tutto ciò che è antecedente si potrebbe definire storia?
La storia cos’è? Si parla di qualcosa che mette come protagonista l’uomo, quindi è storia ciò che comprende il periodo precedente alla scrittura. Campo assegnato agli archeologi, in mancanza di testi si deve interrogare il materiale.
Paletnologia: disciplina che studia le antiche civiltà, come tutte le archeologie utilizza i reperti provenienti dagli scavi. I reperti possono essere “manufatti”, frutto della produzione dell’uomo, organismi vegetali ecc. che spiegano l’evoluzione della specie umana, oppure tutti quegli elementi che permettono di ricostruire la dinamica uomo-ambiente, che muta nel tempo → cambiamenti climatici.
Questi elementi possono essere le strutture di capanne o funerarie, o l’arte rupestre.
L’uomo è l’essere vivente più adattabile del pianeta, perciò ha un rapporto con l’ambiente con cui lavora in simbiosi ma soprattutto per scelta. Questo ci aiuta per costruire i regimi economici con le attività svolte all’interno ed esterno dei siti che determinano le caratteristiche del gruppo umano.
Contesti funerari: specchio della vita e le produzioni materiali poste all’interno forniscono varie info. sugli aspetti simbolici e sociali.
Il > contenitore di info è lo scavo archeologico: se svolto correttamente, soprattutto perché uno dei pochi che distrugge la propria materia prima: la documentazione archeologica è colma.
Studio litico (pietra) tra il più ricorrente: poiché è uno dei materiali più resistenti e reperibili (la terra non altera le caratteristiche).
Lo scavo archeologico è frutto di una selezione naturale: solo perché una cosa non si trova non vuol dire che non sia mai esistita. Ambienti anaerobici (privi di ossigeno) permettono la conservazione dei materiali organici:
- Deserto
- Ghiaccio
- Caverne
I materiali che resistono sono i metalli, ossa, faune: rapporto uomo-ambiente.
Cronologia
Le fasi spesso non sono manifestate in tutti i luoghi.
2.5 milioni all’incirca di anni fa compaiono le prime specie di Homo.
- Età del Ferro: IX-VIII a.C.
- Età del Bronzo: sino al IX a.C.
- Età del Rame: sino a 2.000 a.C. ↑
- Neolitico: sino a 3.500 a.C.
- Mesolitico: sino a 5.500 a.C.
- Paleolitico: da 2,5 MA a 10.000 BP
Primitivo: termine utilizzato per “arretrato”, non si può interscambiare con ‘Preistorico’ perché esso viene utilizzato per descrivere un arco cronologico ben definito; invece primitivo è un aggettivo che dipende dal p.d.v. dell’osservatore.
L’archeologo studia il manufatto e la sua funzione nel contesto. Analisi dell’evoluzione cognitiva del cervello che ha portato alla realizzazione di tali reperti e altre funzioni.
Archeologia sperimentale: determinare le funzioni dei manufatti; spesso è necessario riprodurre i gesti fatti per riprodurre i manufatti stessi.
I diversi tipi di gestione dei materiali esprimono diversi tipi di cognizione del gruppo studiato. Storia e metodologia.
Le ere hanno tre fasi: la fase più antica è detta “arcaico/inferiore”. Poi segue la fase “Medio” e la più recente “Superiore”. Concetto stratigrafico, tali suddivisioni sono dovute da un p.d.v. tecnico e sociale.
- Arcaico: Homo habilis;
- Medio: Homo neanderthalensis;
- Superiore: Homo sapiens.
Studio del DNA che indica che 200.000 anni fa è vissuta la progenie africana da cui ha origine l’Homo sapiens che vive ancora oggi.
Pleistocene: penultima era geologica (olocenica attuale) la cui era tarda corrisponde alla fine del Paleolitico in cui gli esseri umani erano nomadi e sopravvivevano grazie alla caccia.
L’Homo habilis prende il nome dalla sua capacità di lavorare la pietra, testimonianza di una specie capace di modificare la materia prima e dal momento in cui l’uomo intuisce che alcune rocce sono scheggiabili inizia un processo che non avrà fine, che porterà allo sviluppo delle tecnologie.
Rito funerario: H. Neand. porta la maggiore innovazione che è il “ ” (90.000 anni BP).
Homo sapiens in Europa e comincia la storia moderna poiché non è molto diverso da oggi: colonizzatori e sfruttatori di ogni materia prima e capaci di andare per terra e mare e la loro situazione sociale è molto simile a quella attuale: stessa struttura cognitiva.
01/10/24
Storie delle antiche civiltà che hanno interessato il Paleolitico.
Il corso si basa su una serie di informazioni estratte da diverse discipline, soprattutto l’antropologia, ramo che nel tempo si è ampliato dal p.d.v. tematico; con l’avvento della genetica e gli studi molecolari che hanno trasformato il metodo di ricerca.
La nostra specie è attualmente unica ma non sempre, poiché nel periodo interessato era circondata da diverse specie di Homo che hanno convissuto e si sono influenzate a vicenda.
Genere Homo
Albero principale in cui rientra anche l’Homo habilis e in cui rientra anche il genere dei primati (70 milioni BP), superfamiglia che comprende le scimmie antropomorfe e l’uomo. Si condivide una serie di caratteristiche anatomiche.
Gli Australopiteci sono ancora oggi il miglior candidato a cui attribuire la nostra esistenza, viene direttamente dal genere Homo ma per semplificare lo si indica così.
Noi siamo l’anello finale di una catena di mutazioni ed evoluzioni nate 70 milioni BP; e più il tempo passa più le mutazioni genetiche si sovrappongono e questo è un dato importante per risalire alla cronologia genetica. Noi siamo il processo di selezione naturale e mutamenti genetici che trova nelle scimmie antropomorfe testimonianze di tali passaggi.
La situazione cambia quando abbiamo evidenza dell’affermazione del comportamento anatomico del bipedismo: che ci distingue più principalmente dall’altre specie ma che era già avvenuta circa 6 milioni di anni fa.
Kenyapithecus (Africa Orientale), forse il primo essere ad aver acquisito una postura eretta saltuaria.
Come si fa a determinare se un fossile può o meno rientrare in questa enorme catena evolutiva, anche perché in molti casi si tratta di frammenti > di ossa (dente o falange).
Due sono i dettagli anatomici che caratterizzano la nostra specie: il bipedismo e la presa di precisione.
Si cerca di ricostruire la forma originale del cranio per stabilire se tale individuo avesse queste caratteristiche, poiché è da lì che proviene la capacità di avere la presa di precisione (non fa lo stesso con la capacità di avere una stazione eretta).
Ma la P. di Preci. da sola non basta, siamo abituati che tali comportamenti siano dovuti alla necessità di adattamento ma non è così.
Altri metodi possiamo ricavarli con la ricostruzione del bacino o l’arcata dentaria.
La capacità cranica è molto complessa ma non è l’origine della nostra esistenza, di certo ha avuto un ruolo importante poiché ha permesso lo sviluppo di certe caratteristiche e mutazioni genetiche sfruttate poi dall’uomo.
Es: modellazione della materia prima attraverso l’uso della mano che aiuta lo sviluppo genetico.
Il bipedismo si afferma quando le specie si adattano e trovano favorevole la condizione o non è più necessario sopravvivere assumendo la posizione precedente. Nasce nella savana ma che in quel periodo conservava un territorio completamente diverso: vi era una fitta foresta da occidente a oriente che sparirà a causa di una grande spaccatura detta Rift Valley, che porterà alla formazione del Kilimanjaro. Questa spaccatura ha fatto sì che le correnti oceaniche trovassero questa enorme barriera che ha portato alla nascita della savana.
Negli anni 80’ Y. Coppens fu il primo ad ipotizzare una teoria plausibile sul motivo di tale cambiamento: egli affermava che il bipedismo fosse dovuto all’adattamento di un territorio che si trasformava (tutti i fossili ritrovati allora erano in Africa Orientale). La teoria cadde quando vennero ritrovati fossili ad ovest che avevano la forma del bipedismo.
→ Venne fuori la teoria che stabilisce che tale capacità si sia formata da sola: mutazione genetica, in aree diverse nel momento giusto che mette in moto una macchina evolutiva inarrestabile.
Es: Ardipithecus ramidus (Etiopia) tra i 6-4,5 MA che aveva una probabile presa di precisione.
Il bipedismo è probabilmente una mutazione casuale che ha permesso a certe specie di sopravvivere nella savana.
Australopiteci posseggono i caratteri evolutivi ma con ancora certi retaggi arcaici come quelli di una scimmia antropomorfa, c’è stato un caso in cui si è riusciti ad avere un calco del cervello. Vivevano in piccoli gruppi con una dieta vegetariana senza alcun elemento che testimoni la capacità di cacciare ma che si erano completamente adattati all’ambiente della savana; la loro presenza è testimoniata anche dal ritrovamento di impronte (coperte dal fango e fossilizzate).
Si ha una prova di successione diretta tra ossa e reperti in pietra frutto di una modificazione della mano umana: Homo habilis, che non erano tanto diversi dagli Australopiteci ma si distinguono dalla capacità di modificare la materia prima; ma non tutte le rocce sono adatte alla scheggiatura.
Dal singolo manufatto si ricavano delle schegge che anche loro poi verranno modificate: le schegge sono frutto di un processo e a distinguerle da un processo naturale è la sequenza dei colpi lungo un solo margine.
Il primo esemplare di genere Homo si può datare a 2.5 milioni di anni fa.
L’Homo habilis è una specie onnivora e quindi si ciba anche di proteine animali, la cui risorsa si ottiene in modo diverso.
Chopper: Homo erectus (Asia) è la stessa specie africana detta Homo ergaster, con una capacità cranica differente ma che presenta ancora alcune caratteristiche arcaiche ma con una apertura nasale evidente, importante perché è utile per disperdere calore e adattarsi meglio. La laringe cambia per emettere poi una serie di linguaggi verbali.
Dal punto di vista anatomico si hanno info. che fin dall’origine, 1.8/9 milioni BP, tale specie parlasse, non va a sostituire l’Homo sapiens.
Tra Erectus e Sapiens le differenze sono evidenti ma molto probabilmente sono contemporanei.
La capacità di linguaggio può essere un effetto casuale che ha permesso l’evoluzione della nostra specie; non è solo legato alla capacità cranica e della formazione della laringe ma anche grazie alla formazione complessa di nervi e parti anatomiche (diaframma) presenti all’interno della colonna vertebrale.
I primi manufatti sono i chopper: strumenti su ciottoli che si evolvono rapidamente per portare alla formazione della amigdala.
Non tutte le rocce hanno una componente silicio.
Scheggiatura: attività del supporto da cui si estrae la scheggia per modificare la base ma con il tempo le stesse schegge verranno modificate per ulteriori utilizzi.
Ma i chopper e le amigdale possono essere state realizzate anche contemporaneamente come testimoniano il ritrovamento in alcuni siti di questi oggetti: Homo erectus.
Amigdale: punta e un lato convesso; per lacerare e tagliare.
Salti cognitivi tra una specie e un’altra non sempre sequenziali.
Proprietà principale di questa specie: prima che esce dal territorio africano → colonizzazione (attestato dal ritrovamento di fossili e manufatti). Si evolverà nel territorio europeo.
Vi sono stati dei ritrovamenti che testimoniano come i primi nuclei umani erano già arrivati nel continente euro-asiatico circa 1.700 milione BP, quindi i chopper sono stati prodotti dai primi gruppi arrivati dal territorio africano.
Manufatti dello sviluppo delle industrie litiche: studio che ci permette di scoprire molto di più a proposito di questi gruppi, a proposito di quello che ci è pervenuto.
L’uomo di Ne è stata la prima specie che seppelliva i propri morti: nuova tecnologia.
Le sue fattezze anatomiche sono piuttosto arcaiche e soprattutto ha una scatola cranica schiacciata. Ha conservato certi caratteri tipici della specie precedente, forse la fase più antica ritrovata è di circa 100 mila anni ma il suo patrimonio genetico ne dimostra 300 di cui però non si hanno ritrovamenti.
Apparato respiratorio molto semplice con un’attitudine verso la caccia e che si adatta ai climi più freddi dovuti alle continue glaciazioni, da qui la sua natura tozza.
Canale del parto più ampio che prevedeva dei tempi di gestazione più lunghi (10/11 mesi): tesi smentita.
In Europa arriva il Sapiens.
Bipedismo: capacità che anche prima del genere Homo molte specie hanno manifestato, comparsa 6 milioni di anni fa in maniera casuale e che sarà stabile con gli Australopiteci. Strettamente connesso con la presa di precisione.
02/10/24
Si comincia a parlare di genere Homo con le tre componenti universali: bipedismo, presa di precisione e capacità cranica; + l’elemento determinante che è la capacità di modificare la materia prima. Ed è ciò che lo separa da tutte le altre specie.
Homo erectus (1,9/8 milioni BP): tecnologia bifacciale.
L’Homo ergaster (Erectus) è la prima specie che esce dall’Africa e colonizza l’Europa e l’Asia grazie ad evidenze archeologiche come il “Corridoio Alpino” e la “Direttrice Nord-Africana con lo stretto di Gibilterra”.
In Europa si afferma in seguito Homo di Neanderthal (800/700 milioni di anni).
Dal p.d.v. anatomico si è evoluto in altezza: adattandosi al clima glaciale ha assunto una figura possente e tarchiata con una capacità cranica superiore alla nostra ma che mostra dei segni fisionomici ancora arcaici (cavità nasale larga ecc.).
Attua per la prima volta la pratica del seppellimento dei morti: visione della morte (culto del funerale).
Homo sapiens, origine in Africa e arriva in Europa 45 milioni anni BP, dal DNA mitocondriale si è scoperto che tutta la specie umana condivide una madre ancestrale chiamata “Eva Africana”.
Precedentemente c’erano due ipotesi:
- Sapiens si diffonde tra le altre specie senza avere alcun miscuglio genetico.
- Sapiens si è mischiato in modo tale da arrivare fino a noi.
Queste due teorie sono state smontate ed è stato dimostrato che nelle popolazioni moderne (non africane) vi è una minima parte di patrimonio Neanderthaliano, ovvero che queste due specie si sono incontrate e si sono mischiate → tratti fenotipici.
L’Homo sapiens ha assorbito tali tratti, ma noi non siamo il frutto di questo accoppiamento.
L’arrivo dei Sapiens in Europa coincide con la scomparsa del N., ma nel continente euro-asiatico sono state ritrovate tracce (XX-XI sec.) di un’altra specie, Homo floresiensis: origine dallo stesso ramo da cui si sono generati i N.
Geneticamente N. sono lontani 400 mila anni, rimasti isolati per secoli e millenni in un ambiente insulare che ha acquisito una figura tozza dovuta al processo di endemizzazione (mancanza di scambio che porta ad una selezione naturale).
Questa selezione divide il Paleolitico in tre fasi, e dalla parte archeologica si intuisce come la cultura del chopper realizzato dall’A. che viveva nella savana in gruppi piccoli nomadi. Era carnivoro ma non era ancora adibito alla caccia, quindi forse si cibava attraverso lo sciacallaggio.
Tecnologia “Modo 1”.
Ritrovato per la prima volta nelle Gole di Olduvai (Tanzania) da cui deriva il nome di Olduvaiano, in uno dei livelli più antichi sono stati ritrovati reperti trapeziformi che dimostrano la presenza di un accampamento.
Alimentazione onnivora.
Chopper, strumenti su scheggia e amigdala: selezione della materia prima.
Controllo del fuoco: attività documentata a 200 mila anni BP.
Proto bifacciali: sviluppo della tecnica in Africa dal chopper all’amigdala.
In Europa questo sviluppo non c’è ma la cultura dell’amigdala prende il nome di Acheuleano (sito francese).
Non esiste uno stadio di transizione al di fuori dell’Africa dal chopper all’amigdala.
Curva isotomica: numeri pari freddo.
Glaciazione Wurm: due picchi freddi con il ritrovamento dei fossili attribuiti al N. (100-90 mila anni BP) e la sua scomparsa nel 45 mila anni (inizio Paleolitico Medio).
L’H. di N. era abile nella caccia di gruppo dovuta alla preda molto possente, specie la cui sussistenza si basa sul nomadismo e una dieta prettamente carnivora. Inoltre aveva realizzato una ritualità simbolica legata alla sfera sociale: funeraria.
Alcune hanno tratti ricorrenti come le fosse.
Per scuoiare le prede servono degli strumenti adatti ed è per questo che si comincia a lavorare sulla scheggiatura predeterminata: nucleo da cui estraggo delle schegge secondo un procedimento preciso → metodo Levallois.
Studio della sperimentazione.
08/10/24
Riconoscimento del manufatto, distinguendolo da un sasso.
Preistoria nasce dalle vicende umane: segmento della storia dell’uomo (no storia senza l’uomo) che riguarda le più antiche vicende.
Documenti archeologici nati dall’attività di queste prime specie → Paleolitico Inferiore (arcaico).
L’elemento determinante da cui comincia la nostra storia è “la comparsa dei primi manufatti”, ovvero la prova che nel mondo animale dimostra di utilizzare qualcosa come un utensile ma di realizzare un utensile. Tale scoperta la si attribuisce all’Homo habilis (2.5 milioni Africa, 200 mila Asia).
La cultura del ciottolo non è la più antica.
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