Incontro con assistente sociale: Paola Parrucci
Paola Parrucci lavora al Comune di Roma dal 1992.
- Iniziale confusione dell’organizzazione del servizio sociale: fisico, nessuna stanza appropriata al loro lavoro, e pratico, nessuno strumento e nessuna direttiva → un po’ come se il servizio fosse equiparato ai disagiati di cui doveva occuparsi.
All’inizio il ruolo dell’assistente sociale è molto marginale. Il servizio sociale funzionava così: all’entrata c’era lo sportello con amministrativi, a cui si presentavano tutti i documenti; loro avevano il compito di assegnare un punteggio, e si veniva così a creare una relativa graduatoria, con nome e cognome, dopodiché si riceveva il contributo economico. Questo fino al 1997: con la delibera 154 si modifica il sistema di erogazione dei contributi economici.
Delibera 154: riconosce che il modo in cui venivano erogati i contributi economici non funziona, prevede che ci sia una commissione competente che discute i casi: decidono insieme il sussidio economico, riportandolo in una tabella con nome e numero; la si porta agli amministrativi, è fondamentale la collaborazione tra tecnici e amministrativi, e loro si occupano dei relativi accertamenti amministrativi. La responsabilità del progetto è dell’assistente sociale.
Siamo arrivati al momento in cui la specializzazione e la formazione sono sempre più importanti: è importante avere un retroterra in modo da essere capace di lavorare con tutti. Esempio di esperienza personale sulle adozioni: non a caso poi la Regione Lazio ha indetto dei percorsi di formazioni nel campo dell’adozione.
→ Meglio riconoscere di aver bisogno di tempo prima di rispondere ad un bisogno della persona: serve riflessione e ragionamento, così da essere efficienti il più possibile.
Non essendo la tossicodipendenza di sua competenza, lo fa prendere in carico dal SERD: hanno iniziato a fare incontri mensili con il SERD e con gli operatori di strada per analizzare i casi.
→ La cosa importante è accogliere la persona, ascoltarla, assorbire tutto e poi darsi del tempo per riflettere e capire cosa fare. Così non si è più ossessionati dalla fretta di rispondere: è meglio dire “guarda, di questa cosa sono poco informata, mi informo meglio e ci sentiamo tra qualche giorno”.
→ La visita domiciliare è importante, perché ti aiuta a fotografare la situazione che vive quella persona.
Durante questi anni, non ha mai visto una legislazione fare progetti a lungo termine riguardanti casa/lavoro. Inoltre, le persone tendono a pensare che rivolgendosi ai servizi sociali, si mette una firma e si riceve il sussidio economico. Si risparmia il lavoro, il tempo, certo, ma non si risolvono i problemi. Ci sono episodi in cui la gente ha dato di matto nel momento in cui non riceveva il sussidio. Adesso sono anni che questi episodi non si ripresentano più, perché l’assistente sociale tende a riflettere insieme alla persona sul problema. Quindi si tende a mettere in atto progetti tali da coinvolgere anche la persona.
Incontro con l’assistente sociale: Matteo Cesaretti
Matteo Cesaretti lavora nel dipartimento delle politiche sociali di Roma Capitale.
Ufficio di coordinamento interventi in favore di detenuti
→ Interventi finalizzati alla risocializzazione di persone detenute, ex detenute e sottoposte a misure riparative.
- Rebibbia ha 4 istituti di pena, approfondire argomento, più Regina Caeli.
- 27 - Articoli della Costituzione di riferimento.
Nel momento in cui la persona esce dal carcere, ma è ancora in esecuzione di pena, sarà nelle mani dell’UEPE, che si rivolge anche al Comune in cui ci si trova. In questo caso, l’amministrazione capitolina eroga servizi a favore della persona, con funzioni sociali.
In una casa famiglia socio assistenziale può entrare chiunque? L’utente viene segnalato dalla sezione esecutiva del carcere. Ci sono dei requisiti legati alla competenza sociale della casa famiglia. Ad esempio non hanno gli strumenti a cui rispondono quelli della Asl → ci sono differenze di competenze tra case sociali o sanitari.
- Visione video Youtube: prove di libertà.
Panoramica servizi socio assistenziali per minori
- Servizio di educativa territoriale, con lo scopo di prevenire situazioni di disagio sociale, mediante realizzazione di spazi formali ed informali di aggregazione.
- Centro di aggregazione e socializzazione, che comprende una fascia di popolazione più “preoccupante”.
- SAISH, servizio per l’autonomia e l’integrazione sociale della persona handicappata: una volta si chiamava SAD, servizio assistenza domiciliare. Qui c’è l’assistente domiciliare.
- SISMIF, servizio per l’integrazione e il sostegno ai minori in famiglia: qui c’è l’educatore.
- Strutture residenziali per minori: per soli minori, nucleo genitore-figlio, casa-famiglia, comunità educativa, gruppo appartamento, approfondire argomento.
- Strutture semiresidenziali: centro diurno.
- Visione caso - Francesco.
- Visione risposte questionario studenti.
- Visione cartella valutativa minore.
- Visione caso Francesco.
Incontro con l’assistente sociale del consultorio familiare: Antonella Spadi
L’obiettivo del consultorio familiare è l’assistenza alla famiglia e l’educazione alla maternità e alla paternità responsabili. Le prestazioni del consultorio sono sempre mirate alla prevenzione. Sono rivolte a singoli, coppie, gruppi di ragazzi, gestanti e genitori, a donne migranti e alle loro famiglie. Sono sempre gratuite e non necessitano di ricetta medica. Le attività del consultorio si basano su integrazione, inserimento e offerta attiva.
- Accoglienza: intesa come modalità di ascolto più rilettura e restituzione del bisogno dell’utente.
- Educazione alla salute riproduttiva e alla sessualità cosciente e responsabile: educazione sanitaria a singoli: consulenze individuali; educazione sanitaria collettiva: interventi nelle scuole del territorio.
- Tutela della salute riproduttiva della donna e procreazione responsabile: visite e consulenze ginecologiche, consulenze psico-sociali.
- Tutela della salute della donna e del bambino: tutela della salute della donna in gravidanza, visite ginecologiche, consulenze psicologiche, consulenze sociali; attività di preparazione alla nascita: gruppi gestanti condotti da equipe multidisciplinare; incontro con i papà.
- Visite neonatologiche e pediatriche.
- Attività di sostegno all’allattamento materno: consulenze individuali in puerperio e gruppi di mamme e lattanti.
- Percorso IVG: colloquio sociale e supporto psicologico, visita ginecologica e certificazione, intervento presso i presidi ospedalieri convenzionati, presa in carico post IVG, informazione e orientamento per la pillola RU-486, non è la pillola del giorno dopo, si fa dalla quinta alla sesta settimana di gestazione.
- Screening tumore cervice uterina: prelievo citologico per l’effettuazione del pap test secondo programma screening regionale.
- Mediazione nel conflitto di coppia e sostegno alla genitorialità: attività di consulenza e supporto alle coppie nel corso del conflitto coniugale, attività di mediazione nel corso di separazione coniugale.
- Supporto alla donna in menopausa: gruppi di informazione e sostegno alla donna in menopausa.
- Adozione e affido familiare: GIL, gruppi integrati di lavoro tra municipi e distretti ASL, espletamento indagine pre-adottiva, supporto alla famiglia dopo l’adozione, supporto alle famiglie affidatarie.
- Tutela dei minori affidati all’autorità giudiziaria: le assistenti sociali collaborano con il TSMREE e il servizio sociale del municipio per i minori segnalati alla magistratura.
- Violenza di genere: accoglienza, consulenza, informazioni e sostegno alle donne che sono a rischio di violenza e maltrattamento, a minori che possono essere testimoni di violenza familiare e agli uomini che agiscono la violenza nelle relazioni affettive; attivazione della rete con i servizi socio-sanitari distrettuali, presidi ospedalieri, municipi, centri antiviolenza, forze dell’ordine e associazioni del privato sociale.
L’assistente sociale nel consultorio familiare
- Ruolo e competenze: accoglienza e primo colloquio, dall’accoglienza alla consulenza sociale, la consulenza sociale nella crisi di coppia e nel sostegno alla genitorialità, il colloquio per IVG, adozione e affido preadottivo, collaborazione con autorità, lavoro con i gruppi.
Distretto sanitario e servizi socio-sanitari
Doppio significato:
- Ambito “territoriale-geografico” circoscritto, esempio: territorio di un Municipio, o di uno o più Comuni.
- Ambito “organizzativo-istituzionale”, insieme di servizi per quel territorio con un direttore/responsabile del Distretto ASL che coordina i diversi settori, integrati con i settori del Comune/Municipio, che saranno a loro volta coordinati da un direttore/responsabile Comune/Municipio.
Il Distretto sanitario è la struttura che eroga servizi sanitari di base, l’ospedale non fa parte del distretto, ma fa parte di un’organizzazione diversa, e ne garantisce la sistematicità e la continuità, prestazione di primo livello nella prevenzione cura e riabilitazione per tutte le fasce di età. Promuove e facilita l’integrazione socio-sanitaria nel territorio, d’intesa con il Comune, nel caso di Roma i Municipi. Per tale ragione coincide con il territorio del/dei Comune/i, o del Municipio, e quindi si parla di distretto socio-sanitario. Al di là della molteplicità di interventi, prestazioni sanitarie, certificazioni, ecc., erogati dai servizi, lo schema qui lo di seguito interessa il Servizio Sociale Professionale in ambito distrettuale.
Servizi ASL per anziani
- CAD, centro assistenza domiciliare.
- LDG autorizza i ricoveri in RSA, residenza sanitaria assistenziale, e lungodegenze.
- Assistenza domiciliare: interventi a domicilio a carattere sanitario per le persone, soprattutto persone anziane, temporaneamente o totalmente non autosufficienti e non deambulanti, prestazioni infermieristiche, FKT, LGT.
Servizi Comune per anziani
- Centro diurno, gestito da coop/ass.
- Strutture residenziali, non a carattere sanitario, case di riposo, pensionato, ecc., gestite da enti privati convenzionati.
- Quali figure professionali? In ambito sanitario: assistente sociale, geriatra, neurologo, MMG, infermiere, OSS, logopedista e fisioterapista, nel caso di programma riabilitativo, più assistente sociale, Comune, più assistente domiciliare, Terzo Settore.
Consultorio familiare
Informazione, educazione sociale, sanitaria e psicologica, a livello individuale e di gruppo, incontri con le scuola del territorio per i problemi della sessualità, procreazione libera e consapevole, maternità e paternità responsabile, armonico sviluppo psichico e fisico dei figli e realizzazione della vita familiare. Prevenzione ed assistenza della patologia materno-infantile nel periodo pre-peri-post natale. Informazione sull’uso di tutti i metodi contraccettivi. Organizzazione di corsi di preparazione alla nascita e alla genitorialità. Informazione ed orientamento sulla prevenzione di difficoltà o malattie che incidono sulla vita sessuale, fattori di rischio durante la gravidanza, salute del neonato e del bambino. Assistenza psicologica e sociale alla donna nei casi di interruzione spontanea o volontaria della gravidanza, IVG. Assistenza e consulenza ai fini dell’adozione e dell’affidamento, anche in relazione alle procedure che interessano il Tribunale dei minori. GIL, gruppo integrato di lavoro per minori e loro famiglie sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, AG, TM civile, in accordo con Municipio/Comune su richiesta o segnalazione del tribunale dei minori. Mediazione familiare, terapie di coppia, oggi più rari questi due ultimi interventi.
- Quali figure professionali? Assistente sociale, psicologo, ginecologo, ostetrico, pediatra, infermiere.
Disabili adulti legge 68/99
Disabili adulti legge 68/99: valutazione psico-diagnostiche sullo stato di disabilità; attività sociali, CD psicologiche, sanitarie per persone disabili; formazione professionale/tirocini di lavoro, inserimento ‰, centro diurno dove la persona sta dalle 6 alle 8 ore al giorno e poi torna al proprio domicilio, o strutture residenziali, laboratori protetti, attività risocializzanti, sportive e soggiorni. Attività di [.....], AD, SAISH, sia minori che adulti; SISMIF, solo TS, in collaborazione con Municipio/Comune e Terzo Settore; psicoterapie individuali, minori, oggi rare,
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Organizzazione aziendale
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Organizzazione dei servizi socioassistenziali
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Organizzazione dei servizi sociali - L'accreditamento
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Appunti organizzazione dei servizi sociali Albano