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Lezione 6: la gestione: decisioni ed operazioni

Gestire vuol dire prendere delle decisioni, effettuare delle scelte e qualsiasi attività di gestione implica decisioni riguardo ai fattori produttivi e all'organizzazione di questi fattori produttivi.

Il capitale umano, ovvero le persone, sono coloro i quali hanno a disposizione gli strumenti, le capacità, le professionalità, ma soprattutto le idee, l'innovazione per poter decidere e prendere le decisioni.

La gestione dal complesso di operazioni compiute dal fattore umano sul capitale, attraverso le quali si esplica la funzione di produzione per lo scambio di mercato dell’impresa.

Chi decide quindi è il soggetto, il fattore umano naturalmente nelle sue diverse vesti può essere il soggetto imprenditore, l'operaio che lavora nell'ambito della produzione, l'impiegato che effettua la sua attività di servizio a supporto delle attività di impresa, ma l'importante è prendere decisioni, scegliere consapevolmente.

Tutte queste decisioni riguardano la funzione di produzione, le decisioni inerenti l'organizzazione dei fattori produttivi, cioè di tutti quegli elementi che servono per la produzione e che poi vengono appunto finalizzati all'attività di scambio.

Solo le operazioni volute e preordinate si configurano come “operazioni di gestione”, mentre i fenomeni casuali (alluvioni, incendi, terremoti, ecc.), non costituiscono fatti di gestione in senso stretto ma meri accadimenti.

Si realizza attraverso le decisioni.

La gerarchia delle decisioni (vedi schema slide)

Questo schema ha più chiavi di lettura.

Una prima chiave di lettura la possiamo individuare per riga, cioè considerando gli organi volitivi, direttivi ed operativi, ciò vuol dire che le decisioni si differenziano in base al livello gerarchico, cioè ci sono decisioni che sono prese dagli organi volitivi che sono gli organi che dirigono l'attività di impresa (soggetto economico e tutti coloro che decidono le strategie di fondo, che fanno scelte inerenti mercato, prodotto, tecnologia).

Poi ci sono decisioni legate agli organi direttivi e sono decisioni del livello gerarchico intermedio nell'ambito del quale l'organo direttivo, prendendo spunto dalle decisioni dell'organo volitivo, attua le scelte dell'organo volitivo.

Ad esempio se l'organo volitivo decide di effettuare la produzione attraverso una determinata tecnologia a livello poi direttivo sceglie qual è il macchinario, l’attrezzatura e la tecnologia con la quale si decide di realizzare la produzione.

Infine abbiamo un terzo livello gerarchico che è quello degli organi operativi che non fanno altro che tradurre le scelte effettuate precedentemente in operazioni semplici (realizzazione del prodotto).

La seconda riga dello schema sono le decisioni che si differenziano per il tipo di contenuto e quindi le possiamo suddividere in decisioni strategiche, tattiche e di tipo operativo.

Le decisioni strategiche sono le decisioni di fondo, quelle più importanti, quelle che indicano la rotta da seguire.

Le decisioni tattiche riguardano le scelte su come realizzare le decisioni di tipo strategico ed infine le decisioni operative sono le decisioni di tipo routinario, quelle legate al processo di produzione giornaliero.

Nello schema c’è un’ulteriore suddivisione, le decisioni non solo si suddividono in base ai livelli gerarchici, al contenuto, ma anche ad altre caratteristiche, sono caratteristiche di tipo temporale, lungo periodo per le decisioni strategiche, medio periodo per le decisioni tattiche e breve periodo per le decisioni operative.

Che cosa vuol dire?

Sono decisioni che influenzano un arco temporale più o meno lungo, ovviamente le decisioni strategiche sono decisioni di lungo periodo perché tracciano il percorso, gli obiettivi strategici da raggiungere nel lungo periodo e quindi parliamo di periodi anche dai tre ai cinque anni.

Le decisioni tattiche sono decisioni di breve periodo ed infine le decisioni di tipo operativo sono quelle che vengono prese tutti i giorni.

Le decisioni strategiche sono poco standardizzabili perché non ci sono dei precedenti, vengono prese in base alla situazione, quindi non c'è un percorso da seguire di comportamento e il livello di standard va diminuendo con il livello della gerarchia delle decisioni.

I livelli di decisione strategica (vedi grafico)

All'apice della decisione strategica c’è la strategia aziendale, detta anche corporate strategy che deve andare a fissare quelli che sono gli elementi fondamentali di un'impresa e quindi quale è il mercato di riferimento, cioè a quale mercato si vogliono rivolgere, quale prodotto intendono produrre ed infine con quale tecnologia decidono di realizzare questa produzione.

Una volta decisa la corporate strategy occorre arrivare a livello di business strategy (aree strategiche di affari ASA), a questo livello delle decisioni strategiche si sceglie di concentrarsi o su un'unica area strategica di affari vista come una combinazione tra prodotto, mercato e tecnologia quindi se quell'azienda decide di focalizzarsi su un'unica tipologia di prodotto, è un'azienda mono business che si focalizza su un unico prodotto e avr&a

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jon21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Romolini Alberto.
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