Lezione n° del 04.05.2022
Docente: Prof. Mastropasqua
Argomenti: Occlusioni arteriose retiniche
Occlusioni arteriose retiniche
Le occlusioni arteriose retiniche possono interessare l'arteria centrale della retina o uno dei suoi rami. Di fatti parliamo di occlusioni arteriose centrali o occlusioni arteriose di branca. La circolazione retinica è una circolazione di tipo terminale, infatti non esistono anastomosi tra le arterie retiniche, e nutre la porzione più interna della retina; la porzione più esterna, invece, è nutrita per diffusione di ossigeno a partire dalla coriocapillare. La coriocapillare e la sottostante coroide si trovano al di sotto dell’epitelio pigmentato retinico e rappresentano lo strato vascolare del bulbo oculare. Quindi la retina ha un doppio nutrimento: la parte più interna fornita dall’arteria centrale e dalle sue ramificazioni, la parte più esterna dalla coriocapillare e coroide. Il circolo coroideale invece non è di tipo terminale e origina, così come l’arteria centrale della retina, dall’arteria oftalmica (in particolare dall’arteria ciliare posteriore di pertinenza dell’arteria oftalmica).
Etiopatogenesi
Più frequentemente le cause sono attribuibili ad emboli, che possono derivare da placche carotidee, essere di pertinenza cardiaca (in caso di patologia valvolare), o emboli grassosi come nel caso di pancreatite acuta. Ancora, emboli esogeni (aria, sostanze stupefacenti non pure).
Tipi di occlusione
- Occlusione dell’arteria centrale retinica (OACR)
- Occlusione dell’arteria cilioretinica (nei soggetti con variante anatomica)
- Occlusione arteriosa di branca retinica (OABR)
L’arteria centrale decorre all’interno del nervo ottico e a livello del bulbo si biforca in un ramo superiore e inferiore. Quindi, in caso di interessamento a monte della biforcazione, parliamo di occlusione dell’arteria centrale. Se l’occlusione si verifica dopo la biforcazione, dà luogo ad una forma di branca.
L’arteria cilioretinica, invece, è una variante anatomica non presente in tutti i soggetti e si stacca prima dall’arteria centrale e irrora l’area maculare. Questo costituisce un fattore di protezione in quanto, se l’arteria cilioretinica non è occlusa, la zona maculare sarà preservata. Se, viceversa, è occlusa solo l’arteria cilioretinica, mancherà la visione maculare e sarà preservata quella periferica.
Occlusione dell’arteria centrale retinica (OACR)
L’arteria centrale, a seguito di un embolo, di un improvviso calo pressorio o ipovolemia, determina un’improvvisa mancanza di flusso alla retina interna, che, dopo un certo periodo, determinerà un danno ischemico acuto della retina. Il paziente avverte un improvviso e grave calo visivo monolaterale, a prescindere dalla causa. Bisogna intervenire subito perché, se il danno ischemico si prolunga per troppo tempo, la retina non riprenderà la sua funzione.
Capita, seppur più raramente, che in caso di aumento della pressione intraoculare molto marcata e improvvisa, che ostacoli la pressione di perfusione, si verifichi un quadro di occlusione arteriosa. Ad esempio, quando si eseguono le iniezioni intravitreali in caso di maculopatia, bisogna sempre fare un check (in cui si chiede al paziente se vede la luce, la mano…) dopo l’iniezione del farmaco in quanto può verificarsi che quella...
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