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Neuropsicologia cognitiva

Deficit di consapevolezza dopo grave cerebrolesione

Perché parlare di consapevolezza in ambito clinico?

Anosognosia: incapacità di valutarsi in riferimento a qualcosa di oggettivabile.

99 pazienti su 100 presentano il disturbo in fase post acuta (in riabilitazione).

In alcuni casi il disturbo dura tutta la vita, i pazienti non si rendono conto di avere disturbi legati alla GCA.

Il costrutto di consapevolezza è difficile da individuare e definire (è soggetto a molteplici interpretazioni) ed è difficile da comprendere a livello semantico e a livello operazionale. Un paziente può essere cosciente ma non è detto che sia consapevole.

Definizione di consapevolezza

Capacità di percepire il sé in termini relativamente oggettivi mentre si mantiene un senso di soggettività.

L’anosognosia è una grave forma di agnosia; la persona dimentica del tutto che una parte lesionata del corpo sia mai esistita. La sindrome classica deriva da un grave danno del lobo parietale destro, che lascia il paziente confuso e inconsapevole di aver mai posseduto le parti dell’emi-soma sinistro, così come rimane inconsapevole e ignaro dell’ambiente intorno allo stesso emi-soma.

Il deficit di consapevolezza è un disturbo neuropsicologico che consiste nell’incapacità del paziente di riconoscere e riferire di avere problemi neurologici/neuropsicologici.

Incapacità del paziente di riconoscere le difficoltà causate dall’alterato funzionamento cerebrale.

Anosognosie a diversi livelli: 3 principali

Modello cognitivo:

  • Il deficit di consapevolezza sarebbe un distinto sistema cognitivo o un sottosistema che include attenzione, memoria o funzioni esecutive. Alcuni studi supportano la relazione tra ISA e sistema cognitivo. Altri studi non supportano tale relazione in quanto molti pazienti con scarsa consapevolezza per i propri disturbi comportamentali, non mostrano deficit esecutivi.

Modello neurofisiologico:

  • Ogni tipo di lesione cerebrale può esitare in un disturbo di consapevolezza. È molto difficile ricondurre il deficit di consapevolezza al solo danno neuronale dopo TCE, considerata la presenza di lesioni diffuse, associate a deficit di personalità e neuropsicologici di vario genere. Studi sui correlati neuroanatomici di consapevolezza, hanno mostrato che un alto numero di lesioni cerebrali è associato a maggiore compromissione della consapevolezza.

Modello psicodinamico:

  • Il deficit di consapevolezza può essere concepito come meccanismo di difesa? Il diniego è un meccanismo di difesa descritto da Freud e consiste nel rifiuto inconscio di riconoscere alcuni aspetti dolorosi della realtà.

Come distinguere il diniego dall’anosognosia?

Anosognosia:

  • Non ha le informazioni sul sé per problemi cognitivi, lesione cerebrale (non sa di avere quelle difficoltà).
  • Perplessità cognitiva di fronte al feedback rispetto alle difficoltà cognitive e comportamentali.
  • Prudenza o indifferenza quando gli viene chiesto di lavorare con le nuove informazioni su di sé.
  • Spesso in associazione con apatia-anosodiaforia.

Diniego:

  • Conoscenza parziale o implicita sul sé.
  • Resistenza, se non rabbia, di fronte al feedback.
  • Resistenza attiva alla richiesta di lavorare su di sé.
  • Spesso in associazione con depressione o rabbia.

Studio

  • 30 pazienti con gTCE (grave trauma encefalico) e 30 controlli sani.
  • Misure di ISA, depressione, ansia, alessitimia, sintomi neuropsichiatrici e flessibilità cognitiva.

Risultati

  • Il 20% dei pazienti hanno mostrato grave ISA, associata a rigidità cognitiva.

Diniego e anosognosia sono variabili continue, che possono interagire in un individuo in modo diverso nel tempo:

  • Nella fase iniziale prevale l’anosognosia.
  • Nelle fasi più tardive possono prevalere le reazioni emotive e comportamentali che suggeriscono la possibilità di diniego.

Come fare diagnosi di disturbo della consapevolezza (anosognosia/ISA)

Diagnosi differenziale tra anosognosia e diniego:

  • Informazioni sul sé: anosognosico non ne possiede, il diniegante sì.
  • Cronicità.
  • Reazioni emozionali: anosognosico apatia, anosodiaforia (indifferenza emotiva rispetto a un problema di cui un paziente è consapevole).
  1. Osservazione clinica.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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