REGOLAZIONI FISIOLOGICHE
I meccanismi di controllo nervoso dell’intera attività somatica, endocrina e automatica dell’organismo agiscono tutti per il
mantenimento dell’omeostasi corporea, uno dei concetti più importanti nella fisiologia
Gli esseri viventi sono sistemi termodinamici aperti, ovvero in continuo scambio di energia e materia con l’esterno
Tali regolazioni e meccanismi di controllo lavorano per mantenere questo equilibrio interno costante, mantenendo all’interno di
un range normale, fisiologico, delle variabili fondamentali dei compartimenti extra e intra cellulari
→ temperatura, volume idrico, osmolarità, pH, O , CO , nutrienti
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La conseguenza di questi meccanismi è la continua regolazione delle variabili strumentali
→ FC, gittata cardiaca, gittata sistolica, pressione sanguigna, ventilazione, forza muscolare
OMEOSTASI
Equilibrio dinamico, regolato da sistemi di controllo, sia intracellulari che extracellulari, ai fini del mantenimento dell’integrità
biochimica, strutturale e funzionale, che si realizza a tutti i livelli: cellulare, tissutale e dell’intero organismo
I meccanismi omeostatici agiscono sia a livello delle singole cellule sia a livello dell’organismo e sono di vario tipo ma tutti
operano con la modalità della retroazione – feedback
Gli elementi sono:
- Sistema di sensori – recettori misura continuamente il valore del parametro controllato
- Centro di integrazione gli giungono i segnali provenienti dai recettori che vengono confrontati con un valore di
riferimento set point: se il valore si discosta vengono generati comandi nervosi e/o ormonali diretti agli effettori
- Sistema di effettori è regolato dal centro di integrazione in risposta a segnali e modifica il valore della variabile
controllata
Feedback negativo risposta che genera tende ad annullare la modifica e ripristinare il normale valore del parametro alterato
Feedback positivo si genera una risposta che tende ad aumentare, e quindi ad amplificare, la variazione stessa
Feed forward sono meccanismi anticipatori che intervengono per indirizzare in processo prima che la variazione si verifichi
MEMBRANA PLASMATICA
Separa l’ambiente intracellulare da quello extracellulare
5 nm
È formata da un doppio strato fosfolipidico a cui sono
associate delle proteine integrate o periferiche
È una struttura fluida nonostante il movimento delle
proteine possa essere limitato o impedito: la fluidità
dipende dal numero di configurazioni cis e dal numero di
molecole di colesterolo
Possono esserci zone funzionali e/o zattere lipidiche
regioni in cui si aggregano i lipidi, che possono muoversi
lateralmente in relazione alla temperatura ma sono
limitati dalle giunzioni cellulari
- Trasporto selettivo di molecole dentro e fuori la cellula tramite proteine di trasporto di membrana
- Riconoscimento cellulare mediato da antigeni di superficie
Comunicazione cellulare attraverso recettori per neurotrasmettitori o ormoni e i meccanismi di trasduzione del
- segnale
Organizzazione tissutale
- Attività enzimatica
-
- Determinazione della forma cellulare attraverso il legame col citoscheletro
FOSFOLIPIDI
Sono molecole anfipatiche: presentano una testa polare idrofilica e una
coda apolare idrofobica
→ se è presenta una sola coda si dispongono a formare una
micella mentre se sono presenti due code si dispongono a doppio
strato
Sono glicerofosfolipidi: contengono il glicerolo come componente
fondamentale a cui si attaccano le catene idrofobiche e un alcol tramite un
gruppo fosfato
La presenza di un doppio legame comporta una piega nella
struttura tridimensionale
PROTEINE DI MEMBRANA
Rappresentano componenti fondamentali della membrana e svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’omeostasi
Le proteine possono essere transmembrana o periferiche in base alla posizione rispetto al doppio strato P
INTEGRALI – TRANSMEMBRANA
Sono immerse nel doppio strato, lo attraversano interamente
Generalmente presentano regioni idrofobiche che interagiscono con le code lipide e regioni idrofile esposte verso i
compartimenti acquosi
Possono muoversi liberamente mov di lateralità nel doppio strato o possono raggrupparsi in clusters tramite il legame
con proteine transmembrana, della matrice extracellulare, del citoscheletro o di altre cellule
AQPs
ACQUAPORINE
Proteine canale che permettono il rapido passaggio passivo dell’acqua dentro o fuori la cellula
Ognuna è formata da 6 domini transmembrana e un poro centrale, solitamente formano dei tetrameri
Sono distribuite in tutti i distretti corporei e esistono in diverse isoforme 1, 2, 3, 4
Alcune permettono il passaggio di altre molecole oltre all’acqua → acquagliceroporine
CANALI IONICI
Permettono il passaggio di ioni, molecole idrofiliche → si trovano in tutte le cellule
e sono molto importanti per quelle eccitabili
Sono classificati in base a:
- Selettività in base alla natura degli ioni che attraversano il canale
- Conduttanza numero di ioni che attraversano il canale → può essere
diversa in entrata e in uscita definendo canali chiamati rettificanti
- Gating in base a cosa determina l’apertura – chiusura del canale → c
voltaggio-dipendenti o c ligando-dipendenti
RECETTORI
Sono proteine che decodificano e trasmettono
segnali chimici e sono selettive per una molecola /
classe di molecole, definite ligandi o antagonisti
R metabotropi
Il legame tra recettore e ligando avvia reazioni
intracellulari che porta a modificare le caratteristiche
funzionali della cellula
R ionotropi
Il legame tra recettore e ligando modifica direttamente
la forma del recettore trasformandolo in un canale
ionico
PROTEINE CARRIER
Uniporto trasportano una molecola dentro e/o fuori dalla cellula → GLUT1 che trasporta il glucosio dentro la cellula
Simporto trasportano due o più molecole in una sola direzione
Antiporto trasportano due o più molecole in direzione opposta → pompa Na-K
TRASPORTATORI ATP-DIPENDENTI
T ATPasici IONICI
- Tipo P trasporta ioni e viene fosforilato durante il trasporto → Na-K ATPasi che usa l’energia dell’idrolisi dell’ATP
- Tipo V trasporta H+ e è intracellulare
- Tipo F trasporta H+ e è usato a livello mitocondriale lavorando senza consumare ATP: la sintetizza lavorando secondo
gradiente
T ABC
Sono trasportatori ATP-binding cassette presenti nelle cellule procariote e eucariote
Sono domini di AA che legano l’ATP e, usando l’energia dell’idrolisi dell’ATP, consentono di trasportare diversi ioni o molecole
P PERIFERICHE
Sono associate a un solo layer con diverse modalità di interazione:
- Ancoraggio tramite interazione idrofoba
- Legame covalente con la catena lipidica ancorando la proteina alla membrana
- Legame con oligosaccaridi a loro volta legati a fosfatidilinositolo
- Legame non covalente con altre proteine
Molte proteine esposte verso l’ambiente extra-cellulare sono glicosilate e insieme ai carboidrati formano il glicocalice,
una struttura coinvolta nel riconoscimento cellulare e nella interazioni tra cellule
DIFFUSIONE E TRASPORTO DI SOLUTI
I fluidi e le sostanze si muovono mediante convezione movimento di molecole all’interno dei fluidi
- C naturale – diffusione dovuta al moto browniano delle molecole → proporzionale alla T° del fluido
- C forzata – avvezione dovuta alle correnti presenti all’interno del fluido → causato da gradienti di pressione
DIFFUSIONE
Processo per cui le molecole si muovono spontaneamente secondo gradiente da un’area ad alta concentrazione verso
un’area a bassa concentrazione fino a che il gradiente non viene dissipato → è necessaria energia per mantenere il gradiente
- D semplice segue la legge di Fick e appartiene alle molecole apolari
- D facilitata appartiene alla molecole polari e usa proteine di trasporto
Legge di Fick
Descrive la diffusione
Il flusso di una sostanza J (mol/(s cm2)) è direttamente proporzionale al
gradiente di concentrazione di quella sostanza attraverso la membrana
Allo stato stazionario il gradiente di concentrazione è uguale alla differenza di
concentrazione del soluto su entrambe i lati della membrana diviso lo spessore
di essa
Equazione di Einstein-Stokes
Si usa in un liquido quando le molecole sferiche del solvente sono molto più
grandi delle molecole di soluto
Applicando l’equazione di Fick a molecole che diffondono attraverso il doppio strato si deve considerare il coefficiente di
partizione β
Il flusso non dipende più solo dal coefficiente di diffusione ma anche da quello di partizione
Se una molecola è apolare si dissolve e passa facilmente attraverso la membrana lipidica e β è >1
Se una molecola è idrofilica β è <1
Il coefficiente di permeabilità deriva dal prodotto tra coefficiente di partizione e di diffusione e riflette le
proprietà del soluto e del percorso che il soluto deve fare per diffondere
TRASPORTO VESCICOLARE
Transcitosi quando il processo di endocitosi e di esocitosi sono contigui
ENDOCITOSI
Avviene in 3 modalità
- Pinocitosi porta molecole piccole e acqua all’interno della cellula
- Fagocitosi responsabile dell’interiorizzazione di grandi particelle
- E mediata da recettori permette la captazione di molecole specifiche e sono necessarie proteine accessorie
ESOCITOSI
- Costitutiva è tipica delle plasmacellule che rilasciano immunoglobuline o fibroblasti che secernono collagene
- Regolata avviene nelle cellule endocrine, nei neuroni e nelle c esocrine ghiandolari
Il prodotto escretorio è sintetizzato nel RER e nel Golgi quindi impacchettato in granuli secretori citoplasmatici
Una volta giunto il segnale, la membrana dei granuli si fonde con la membrana plasmatica e il prodotto è rilasciato
OSMOSI
Particolare tipo di diffusione
È il movimento di molecole d'acqua da un compartimento con bassa concentrazione di soluti ad uno con alta concentrazione
di soluti, essendo i due compartimenti divisi da una membrana permeabile al solvente ma non al soluto
L’acqua non può attraversare liberamente il doppio strato lipidico della membrana cellulare, perché la componente lipidica è
impermeabile alle molecole polari. Per questo esistono le acquaporine, canali proteici specifici che permettono il rapido
passaggio passivo dell’acqua tra i compartimenti cellulari
Il movimento dell’acqua attraverso la membrana avviene per osmosi, un tipo particolare di diffusione regolato dagli stessi
principi della diffusione semplice descritti dalla legge di Fick, anche è mediato da proteine transmembrana come le acquaporine
Una membrana semipermeabile lascia passare solo l’acqua e non i soluti: se la concentrazione dei soluti è diversa, l’acqua si
muove dal compartimento dove è più concentrata, dove ci sono meno soluti, verso quello dove è meno concentrata, fino a
ridurre il dislivello di concentrazione. Questo genera un flusso netto di acqua verso il compartimento con maggiore
concentrazione di soluti, il cui volume aumenta fino al raggiungimento dell’equilibrio, quando il flusso netto diventa zero
Il movimento osmotico dell’acqua è guidato dalla
pressione osmotica, che rappresenta la forza che
spinge l’acqua verso il compartimento più
concentrato. All’equilibrio, la pressione idrostatica
generata dall’aumento di volume del compartimento
di arrivo bilancia la pressione osmotica e impedisce
ulteriori spostamenti netti di acqua
OSMOLE
Unità di misura della pressione osmotica: è il numero di moli di particelle di soluto / Kg solvente
Se il soluto non si dissocia in acqua, il numero di osmoli è uguale al numero di moli
Se il soluto si dissocia, il numero di osmoli è il numero di moli della sostanza indissociata per il numero di particelle
generate dalla dissociazione
Molarità numero di moli di soluto / L di soluzione
Molalità = numero di moli di soluto / Kg di sovente
Osmolarità numero di osmoli / L di soluzione
Si riferisce alla pressione osmotica generata dalle molecole di soluto dissolte in 1L di solvente
Osmolalità numero di osmoli / Kg di solvente
Numero di molecole dissolte in 1kg di solvente
REGOLAZIONE DEL VOLUME CELLULARE
È un processo omeostatico fondamentale che permette alla cellula di mantenere costante dimensioni, concentrazione
ionica e integrità strutturale nonostante variazioni dell’ambiente extracellulare
TONICITA’
Indica gli effetti di una soluzione sul volume cellulare e dipende dalla capacità delle molecole di attraversare la membrana
Una soluzione isotonica non modifica il volume della cellula
Una soluzione ipotonica aumenta il volume cellulare → rigonfiamento e lisi della cellula
Una soluzione ipertonica diminuisce il volume cellulare → restringimento e disfunzione metabolica
R IN CONDIZIONI ISOTONICHE
Anche quando la cellula si trova in soluzione isotonica, il volume cellulare non è massima ma richiede un controllo continuo
Il meccanismo principale è la pompa Na/K – ATPasi: utilizzando ATP riduce l’osmolarità intracellulare mantenendo bassa la
concentrazione intracellulare di sodio, impedisce l’ingresso eccessivo di acqua e previene il rigonfiamento cellulare
EFFETTO GIBBS-DONNAN
All’interno della cellula sono presenti proteine cariche negativamente che
non possono attraversare la membrana plasmatica Queste
macromolecole attirano cationi e alterano la distribuzione ionica tra
interno ed esterno della cellula, aumentando il numero totale di
particelle osmoticamente attive nel liquido intracellulare
Di conseguenza si crea una forza osmotica che tende a richiamare
acqua nella cellula quindi la Na⁺/K⁺-ATPasi contrasta continuamente
questo effetto, mantenendo stabile il volume cellulare
R IN CONDIZIONI NON ISOTONICHE
In alcuni distretti midollare renale, liquido cerebrospinale l’osmolarità extracellulare può variare: le cellule possono inizialmente
gonfiarsi o raggrinzirsi a causa dei movimenti osmotici dell’acqua
Per evitare danni cellulari, vengono attivati meccanismi compensatori basati sulla regolazione del contenuto intracellulare di
osmoliti, sostanze osmoticamente attive trasportate dentro o fuori la cellula
Se la cellula è esposta a un ambiente ipotonico e tende a gonfiarsi, attiva una risposta detta Regulatory Volume Decrease
RVD, che consiste nell’espulsione di ioni come K⁺ e Cl⁻ e di altri osmoliti; la diminuzione dell’osmolarità intracellulare
favorisce l’uscita di acqua e il ritorno al volume normale
In ambiente ipertonico la cellula perde acqua e si restringe: si attiva la Regulatory Volume Increase RVI aumentando
l’ingresso di ioni e osmoliti per richiamare acqua all’interno e ristabilire il volume cellulare
Gli osmoliti coinvolti possono essere:
- ioni inorganici
- molecole organiche
- polioli come sorbitolo e mio-inositolo
- metil-ammine
- alcuni amminoacidi
Quando l’esposizione a condizioni non isotoniche è prolungata, la cellula modifica anche i propri processi metabolici per
regolare stabilmente la concentrazione degli osmoliti organici intracellulari. Questo adattamento è particolarmente importante
nei neuroni, che sono molto sensibili alle variazioni di volume
In sintesi, il volume cellulare è determinato dall’equilibrio osmotico tra interno ed esterno della cellula. In condizioni isotoniche la
Na⁺/K⁺-ATPasi mantiene attivamente il volume contrastando l’effetto Gibbs-Donnan, mentre in condizioni non isotoniche la
cellula regola dinamicamente il contenuto di osmoliti intracellulari per compensare i movimenti di acqua. La regolazione del
volume cellulare rappresenta quindi un processo attivo e continuo essenziale per la sopravvivenza e la corretta funzione
cellulare.
GRADIENTE ELETTROCHIMICO
È la forza complessiva che determina la diffusione di molecole cariche
elettricamente (ioni) attraverso una membrana biologica e deriva dalla
combinazione di:
- gradiente chimico – di concentrazione legato alla differenza di
concentrazione di uno ione
- gradiente / potenziale elettrico legato alla carica e alla differenza di
potenziale elettrico
Equazione di Nernst
Descrive la situazione in cui una molecola è
all’equilibrio
Serve per calcolare il potenziale di membrana per cui uno ione non ha movimento netto all’interno o all’esterno della cellula
Quando una molecola passa seguendo la direzione prevista dal ∆μx, il movimento di acqua attraverso le AQPs, il trasporto di
ioni mediante uniporto sono tipi di trasporto passivo che usano una proteina integrale – transmembrana
Se una molecola si muove in direzione opposta al gradiente è un trasporto attivo che necessita di energia ottenuta
idrolizzando ATP
POTENZIALE DI MEMBRANA
È la differenza di potenziale tra interno ed esterno della membrana cellulare → influenzano i segnali
elettrici e chimici che sono alla base della trasmissione delle informazioni: le proprietà elettrochimiche
delle cellule rappresentano il fondamento della comunicazione nel sistema nervoso
È determinato dalla distribuzione asimmetrica degli ioni ai due lati della membrana cellulare e
rappresenta la conseguenza di un piccolissimo disequilibrio, eccesso di cariche concentrato in una
sottilissima regione a ridosso del doppio strato fosfolipidico → è direttamente proporzionale alla
quantità di carica separata dalla membrana
−70 mV nel neurone
PM A RIPOSO
Il potenziale di membrana a riposo Vr non dipende da un solo ione ma da altri fattori:
DISTRIBUZIONE ASIMMETRICA DEGLI IONI
Determina il potenziale che si genera ai lati della membrana
Nonostante la differenza di cariche, viene mantenuta l’elettroneutralità complessiva: la somma delle cariche su ogni
lato rimane neutra
Avviene perché la membrana plasmatica possiede caratteri
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