21/02/2023 – L1
Capitolo 1 introduzione – cap 1
La microeconomia è una branca del sapere sociologico che utilizza un metodo scientifico -> fa uso ampio di modelli e della matematica che serve per comprendere e giocare con i modelli.
Nella microeconomia viene richiesto di usare un pensiero astratto per comprendere fenomeni astratti, sociali, complessi non meramente matematici. (non sarà semplice)
Scarsità e microeconomia – cap 1
Il punto di partenza di quello che studieremo -> le risorse sono economiche in quanto esse sono scarse -> non ce ne sono abbastanza per soddisfare le esigenze di tutti. Se tutti fossero liberi di consumare e di utilizzare le risorse in maniera illimitata non ve ne sarebbero a sufficienza.
Il fatto che le risorse siano scarse impone compiere 3 scelte: (che portano alla formazione del mercato)
- Quanto produrre di ciascun bene o servizio – quantità
- Come produrre i beni e i servizi scelti
- Come distribuire ciò che si è prodotto tra i consumatori
In presenza di risorse illimitate queste 3 scelte non possono essere aggirate.
Allocazione delle risorse – cap 1
La microeconomia studia come allocare queste risorse. Queste risorse sono cose che possono essere per esempio il tempo -> mercato del lavoro (tempo e competenze).
Se le risorse sono scarse devono essere effettuate le 3 scelte.
Importante come si distribuiscano e si alloca tutto ciò che viene prodotto.
La microeconomia studia il sistema (mercato) attraverso il quale le risorse vengono distribuite e allocate.
Allocare risorse significa distribuire i diritti di utilizzo innanzi tutto dei fattori della produzione -> esiste un sistema decentrato (mercato) all’interno del quale le risorse vanno allocate in quanto i diritti di proprietà su queste risorse afferiscono a persone diverse.
I principali fattori della produzione:
- Lavoro -> tempo delle persone e le loro competenze
- Risorse naturali -> es. petrolio o carbone. L’allocazione ha effetti diversi sui mercati globali.
- Capitale
Questi fattori hanno impatti sul benessere dei diversi attori che partecipano al sistema economico.
L’esito finale della produzione e l’impiego dei fattori della produzione -> prodotti che devono essere distribuiti nel mercato -> sistema tramite il quale i prodotti vengono trasferiti, devono quindi essere anche distribuiti i diritti di utilizzo dei beni e servizi prodotti. La microeconomia studia come questo sistema decentrato funziona.
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Microeconomia vs macroeconomia – cap 1
La microeconomia che è quella che vedremo studia le scelte individuali di produzione o di consumo e come queste scelte si ripercuotono sull’allocazione delle risorse sul benessere collettivo.
Come la singola impresa decide di produrre un certo bene o come il consumatore decide di consumarlo.
Nella macroeconomia tradizionalmente si studiano non i fenomeni individuali o specifici, ma i fenomeni aggregati e quali impatti essi hanno nel sistema economico. La ricerca in macroeconomia oggi a livello avanzato parte sempre da modelli microeconomici. Un fenomeno aggregato per quanto non abbia l’interesse di comprendere il comportamento dei singoli tuttavia in ultima analisi deve essere spiegato dagli incentivi dei singoli agenti. Anche in macro si dice che si tende a microfondare la teoria. Anche in macro c’è un atteggiamento più attento del singolo agente.
Esse sono distinte ma esiste un’integrazione.
Le istituzioni per l’allocazione delle risorse – cap 1
Come si allocano le risorse -> ci sono in tutte le società moderne e antiche sistemi di distribuzione delle risorse che chiamiamo genericamente istituzioni -> formate da leggi e norme sociali (abitudini), che definiscono i modi in cui la società in questione alloca le risorse.
Ci sono vari modi per allocare le risorse ma possiamo distinguere in due categorie:
- Sistemi di decisione decentrata -> tipicamente i mercati oggetto della nostra analisi. Le decisioni non sono in mano a singoli, ma disperse. Decisioni in mano ai tanti individui che compongono la società
- Sistemi di decisione accentrata -> con gerarchie ben definite. C’è un capo, i vari livelli. Questi sistemi possono essere entità statuali dove c’era un piano -> una burocrazia ministeriale che ci diceva esattamente come dovevano essere distribuite le risorse. Questo non solo in un paese comunista, ma anche in un’azienda. Ci sono ruoli, posizioni di comando e di maggiore e minore autonomia. L’organizzazione di un’azienda può essere decisa con un sistema di decisione accentrata.
Nessun sistema economico è completamente decentrato o completamente accentrato -> anche nella Germania Est del secolo scorso c’erano spazi di movimento e come nella nostra economia di mercato ci sono ambiti in cui decide stato. Es. sanità o istruzione Italia.
Anche in uno stato liberale dove vige l’economia di mercato ci sono spazi di accentramento delle decisioni. Spesso anche nell’economia di mercato è importante che lo stato abbia degli spazi. Nei casi di fallimenti di mercato per esempio è necessario che ci sia un’autorità elevata come lo stato che intervenga.
Accentramento e decentramento sono quindi estremi ideali, ma non sono una rappresentazione del tutto fedele dei sistemi economici.
In microeconomia studieremo mercati che sono prototipi dei sistemi di decisione decentrata.
Libro fa questa distinzione:
- Sistema comunista -> forma decentramento
- Sistema capitalismo -> forma accentramento
Noi teniamo in considerazione questa distinzione, forma più attuale di porre il medesimo problema:
- Mercati -> forma decentramento
- Burocrazia, organizzazioni -> forma accentramento
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I mercati – cap 1
I mercati rappresentano di fatto la forma più comune di decentralizzazione dell’attività economica.
I mercati sono istituzioni economiche intese come insieme di norme e di regole di comportamento che consentono di vendere e acquistare beni e servizi in qualche modo specificando come avviene lo scambio.
I mercati sono di fatto gestiti e animati da coloro che vi operano e coloro che vi partecipano o che non decidono di partecipare la cui presenza è comunque rilevante per il funzionamento del mercato. Es. chi non acquista l’auto, ma la loro presenza non è indifferente per il mercato.
Coloro che possono vendere o acquistare -> possono partecipare allo scambio.
I mercati sono regolati da norme, in modo stringente dallo stato. Es. sanità o nei mercati finanziari quando titolo va in eccesso di ribasso viene sospeso -> per evitare bolle o panico.
Un mercato è un insieme di tutte le attività e di regole di scambio relativo ad un gruppo di prodotti entro un certo confine spaziotemporale. Es. mercato pesce a Napoli sarà diverso dal mercato del pesce a Milano o mercato automobili adesso e decenni fa.
I prodotti appartengono ad uno stesso mercato quando risultano altamente intercambiabili -> se non lo sono è come se appartenessero a due diversi mercati.
Mercati sono caratterizzati da presenza di venditori e acquirenti -> spesso (ma non sempre) saremo portati a pensare che i venditori sono le imprese e gli acquirenti gli individui.
Gli scambi si determinano in base ai prezzi -> ci dice quanti soldi sono necessari per scambiare il titolo di proprietà di un bene tra due persone. Il prezzo unitario di un bene mi dice quanti soldi devo scucire per diventare proprietario di un’unità di quel bene.
Un mercato non può funzionare se non c’è un sistema di diritto funzionante -> ci deve essere un sistema di tutela di diritti di proprietà privata che prevede che la proprietà possa essere trasferita. Ci sono mercati in cui in venditori sono le famiglie e gli individui mentre gli acquirenti sono le imprese -> con il lavoro noi vendiamo ad un’impresa il nostro tempo e le nostre competenze.
Nel mercato del lavoro quindi il venditore è il lavoratore. Questo è tipicamente un mercato dei fattori produttivi dove individui vendono servizi produttivi, tempo e competenze ma non solo anche risparmi.
Facendo così stiamo vendendo un servizio finanziario all’impresa che emette quelle azioni o obbligazioni.
Nel mercato dei prodotti (auto, telefono) è l’individuo che compra e l’impresa che vende. In base alla tipologia di mercato l’individuo può avere ruolo di acquirente o venditore.
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Circuito del reddito – cap 1
Diagramma o circuito del reddito -> un’economia anche complessa può essere un’economia con consumatori come individui e dell’altra parte le aziende.
I consumatori acquistano beni e servizi prodotti da aziende, ciò avviene nel mercato dei prodotti. In questo mercato dei prodotti la spesa per consumi diventa un ricavo per le imprese -> c’è denaro che fluisce dai consumatori alle imprese in cambio di beni e servizi che servono.
Nella stessa identica economia i consumatori vendono servizi produttivi e aziende li acquistano -> lavoro e capitali quindi risparmi e investimenti. Qui c’è un circuito che va in senso inverso.
Uno stesso attore può essere quindi acquirente su un mercato e venditore in un altro.
Motivazioni delle scelte economiche – cap 1
Cosa motiva le scelte economiche -> capire quali sono le motivazioni dietro le quali gli agenti economici prendono le decisioni e come le prendono. – obiettivo
Il motore è il benessere materiale o psicologico degli agenti. Quello che muove le nostre scelte economiche sono per esempio il fabbisogno della casa per dormire, studiare per non essere ignorante. – presupposto
Gli agenti economici di cui ci interessiamo si interessano solamente del proprio benessere, ma non di quello degli altri -> modello più semplice di studio. (ma può essere integrato). La teoria microeconomica può comunque integrare e spiegare i comportamenti di agenti altruisti.
Ci sono due tipi di analisi economica:
- Analisi positiva -> tende a rispondere a domande fattuali che di norma riguardano le scelte o gli esiti del mercato. Cosa sta succedendo al mercato, cosa è successo o succederà. Previsione economica, ricostruzione temporale dei fatti economici, analisi causa-effetto dei comportamenti economici. Non pone nessun giudizio di valore su ciò che viene studiato. Non si esprime giudizi su quello che si studia.
- Analisi normativa -> esprime giudizi. L’obiettivo dell’analisi normativa è quello di identificare i comportamenti necessari per raggiungere alcuni specifici obiettivi che l’analisi normativa ritiene desiderabile. Per esempio se voglio massimizzare il benessere di quelli che stanno meno bene in un mercato cosa devo fare? Quando avvengono i fallimenti di mercato rispetto ad alcuni obiettivi che l’analisi normativa ritiene importanti, allora l’analisi dice che se si vuole affrontare questo fallimento bisogna prendere determinate decisioni.
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Strumenti della microeconomia – cap 1
L’economia utilizza il metodo scientifico:
- Osservazione iniziale dei fatti
- Teorizzazione
- Identificazione di implicazioni / ipotesi aggiuntive
- Ulteriori verifiche e osservazioni
- Raffinamento della teoria (si torna al punto 3) o sostituzione della teoria (si torna al punto 2) se ci sono delle discordanze tra quello che prevede la teoria e quello che osservo
Una teoria è utile se può essere applicata largamente, ma non dà previsioni troppo generiche -> serve elaborare una teoria che spieghi la realtà sufficientemente bene perché la realtà è complessa e posso eliminare ciò che non è rilevante (l’eccessivo).
La teoria deve semplificare (eliminare ciò che non è rilevante) ma non eccessivamente.
I modelli e la matematica – cap 1
La teoria utilizza i modelli che sono rappresentazioni molto semplici di una realtà complessa -> si vuole fare un modello di una realtà complessa -> si utilizzano i modelli per semplificare.
Gli economisti utilizzano i modelli per formalizzare i rapporti di causa ed effetto tra le variabili economiche. Questo mi aiuta ad identificare i fattori più importanti che stanno succedendo nella vita.
I modelli possono essere di tipo più teorico, analitico, matematico e quantitativo.
I modelli quantitativi presentano un elevato grado di formalizzazione.
Le ipotesi da fare sono molto semplificatrici -> non sempre quelle semplificatrici sono buone. L’ipotesi è buona se semplifica ma non altera (non deformare) il dato reale, se non ci porta a conclusioni distorte che non rappresentano eccessivamente il fenomeno da dimostrare.
Il metodo scientifico richiede che i modelli matematici bisogna portarli sui dati -> testare i modelli e per convalidare le teorie proposte, bisogna quindi confrontarsi con dati empirici:
- Banche dati -> misurazione di variabili economiche
- Sondaggi e interviste -> aspettative e preferenze
- Esperimenti -> laboratorio, sul campo, naturali
L’econometria è la statistica applicata a questioni di rilievo economico -> serve a testare le teorie.
Perché anche se gli economisti utilizzano il metodo scientifico su determinate questioni c’è dissenso?
Ci sono delle controversie che possono derivare da disaccordi su questioni positive. Usando stessi dati e fonti si giunge a conclusioni diverse -> allora si può pensare di raffinare le ipotesi e raggiungere un consenso.
Ma a volte queste controversie hanno a che fare con aspetti normativi e valoriali (giudizi di valore) e in questi casi non si riesce a giungere a un terreno condiviso perché si parte da premesse valoriali differenti.
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Economia come scienza sociale – cap 1
- L’economia (e la microeconomia in particolare) è una scienza sociale.
- Scienza, perché utilizza il metodo scientifico.
- Sociale, perché ha come oggetto il comportamento umano.
22/02/2023 – L2
Come ragiona un economista – cap 1
3 principi che informano il nostro pensare logico di quello che faremo:
- Massimizzare i benefici, meno costi -> analisi costi-benefici e scelte ottimali per massimizzare benefici con un costo minore. Problema di scelta -> si ottimizza. + benefici – costi.
- Da un punto di vista economico -> logica di chi deve assumere scelte ottimali, un costo è sempre un costo-opportunità, non contabile (mai). Il costo opportunità è il costo di impiego di quella risorsa in termini di opportunità a cui si rinuncia. Una certa risorsa può essere applicata in tanti modi, quando decido di impiegarla in un determinato modo, sto rinunciando a tutti gli altri possibili impieghi della risorsa. Es. il nostro tempo quando decidiamo di intraprendere un determinato lavoro, nella nostra decisione del lavoro -> salario e un costo (che non possiamo disporre del tempo con la libertà che vogliamo). Il tempo a cui rinunciamo non ha un costo contabile -> ma lavorare per quell’azienda significa non lavorare con un’altra, e questo è un costo -> opportunità che rinunciamo per intraprendere una determinata strada.
- L’irrilevanza dei costi già sostenuti. Da un punto di vista contabile i costi sostenuti già come impresa contano eccome, influiscono sulla redditività. Tuttavia i costi già sostenuti da un punto di vista logico non hanno nessuno effetto per quanto riguarda le decisioni economiche che dobbiamo prendere. Se un costo è già affondato (sunk-cost) non posso farci nulla, le mie decisioni non dovrebbero essere intaccate. Es. Brebemi -> non sta in piedi perché ha avuto un costo esorbitante -> scarsa redditività economico, ma una volta che l’hai fatta e sei in perdita i soldi spesi non puoi recuperarli. La fanno comunque andare avanti, bisogna ignorare il fatto che la cifra iniziale è stata esorbitante -> la decisione di farla funzionare o no non deve dipendere dai costi conseguiti, ma solo dal fatto che farla andare oggi frutta di più rispetto alla manutenzione ordinaria e tenerla ferma. Un’economista quando deve prendere una decisione non considera i costi che sono già sostenuti e non recuperabili, ma quelli che può evitare.
I temi della microeconomia – cap 1
- Decisioni
- I mercati
Riguardo le decisioni economiche:
- I trade-off sono inevitabili -> uso una risorsa nel progetto A o B. Le risorse sono scarse
- Gli individui rispondono agli incentivi -> se a parità di costi un’alternativa ha dei benefici superiori rispetto ad un’altra sceglierò quella con benefici superiori
- I prezzi forniscono incentivi -> una risorsa viene reso più o meno costosa dal prezzo -> prezzo che si forma sul mercato
- Quando istituzioni coinvolte in uno scambio tutte le parti devono trarre benefici dallo scambio -> perché siamo in un sistema libero. Non si fanno scambi se qualcuno ci rimette
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Riguardo i mercati:
- Quando è vero che i prezzi riflettono i costi dei produttori che i gusti dei consumatori sul valore dei bene -> il prezzo che si forma sul mercato dovrebbe esplicare quale è la valutazione dei consumatori di quel bene e il costo dei produttori di quel bene. Tutte le informazioni vengono veicolate in un mercato dal prezzo
- Il libero scambio porta a dei vantaggi quando c’è una concorrenza perfetta
- Il libero scambio senza nessun intervento porta a degli squilibri tali per cui lo stato o altri esterni devono accedere -> quando si verificano i fallimenti del mercato (mercato non genera beneficio). Questo lo vedremo poi di conseguenza.
Utilità della microeconomia – cap 1
Fornisce strumenti per comprendere e valutare gli effetti delle politiche pubbliche -> capire quando si parla di dibattiti correnti su politiche economiche. Avere un’idea di come funzionano i mercati e le loro fondamenta.
In alcuni casi può aiutare a prendere decisioni personali con una logica più stringente ed a ragionare i modo più corretto, valutando i trade-off secondo un’analisi costi-benefici effettuata in modo economicamente corretto.
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