1) Orientamenti d’impresa (produzione, prodotto, vendite,
marketing)
● Produzione: efficienza, costo, scala; priorità a delocalizzazione, integrazione verticale
verso fornitori, efficienza impianti. Non si “investe” in ricerche di mercato o prodotto
top di gamma.
● Prodotto (technology push): l’impresa crede di sapere cosa è giusto per il cliente;
investe in R\&D, qualità, prestazioni (es. Toyota come emblema).
● Vendite: spinta commerciale/comunicazione per “piazzare” l’offerta; l’investimento
preponderante va su campagne e penetrazione commerciale (Vero).
● Marketing: match tra competenze & volontà dell’impresa e bisogni & aspettative del
mercato; informazione di mercato prima di fare; sintonizzazione e proattività.
2) Casi “imperdibili” da citare (possono comparire in
domande)
2.1 Airbnb vs Hotellerie tradizionale
● Cosa è davvero: “la catena alberghiera virtuale diffusa più grande al mondo” (non
possiede immobili, possiede software, algoritmi, hardware e marketing). Value prop:
fiducia, varietà/capillarità, percezione di risparmio, case uniche (es. “casa a forma di
cane”, location iconiche). Spinta su esperienze → verso ruolo di tour operator (alloggio
+ attività + viaggio).
● Reazione di Marriott: alza l’asticella, piattaforma case vacanze “allo stile Marriott”,
posizionamento alto, punta sulle esperienze premium. Four Seasons spinge su (super)
yacht come “alberghi galleggianti” dove Airbnb non arriva. Lezioni: segmentazione e
coopetition a distanza su fasce diverse.
2.2 Brand equity e monetizzazione: McDonald’s, Ferragni, Milan, Trenitalia
● Brand equity = Notorietà + Immagine + Reputazione + Fedeltà (per scelta).
○ Notorietà = quante persone ti conoscono (quantitativo).
○ Immagine = associazioni valoriali evocate (McDonald’s: forte awareness,
immagine più controversa in IT; co-branding con Giallo Zafferano per
italianità/qualità percepita).
○ Reputazione = “sei una brava impresa?” (scandali abbassano: esempi
Nike/child labor, Costa Concordia).
○ Fedeltà: per scelta (valore alto) vs da ostaggio (basso valore).
● Monetizzare un brand forte: diversificazione coerente, licensing, co-branding. Caso
Ferragni: forte personal brand + licenze (es. Lavazza: ogni pezzo venduto → royalty) +
gamma propria → Pandoro‑gate rompe autenticità/fiducia (“ha perso la faccia”:
recupero quasi impossibile). [marketing 20 ottobre | PDF]
● Marketing dello sport (AC Milan): nuove esperienze (visite mediche & backstage;
“rivivere la finale con 3 campioni”), fashion line casual (coinvolgimento di Leão); serve a
fidelizzare, monetizzare oltre matchday & diritti TV
● Trenitalia “polo da 69€”: brand noto ma immagine/reputazione con zavorre (ritardi,
sporco, scarsa customer care storica), tanti concorrenti indiretti (Flixbus, carpooling,
low cost). Esperienza ecommerce “feticcio” fallisce perché non c’è valore di marca
positivo/fiducia da convertire.
● Netflix: estende raggio d’azione: gaming, fitness, parchi tematici immersivi per
prolungare l’esperienza e creare nuove revenue.
● Telecom: Iliad rompe cartello/sovrapprezzi → Kena, ho. come sub‑brand di reazione.
Attenzione alla fedeltà da ostaggio (penali/uscite complesse): quando l’ostaggio si
libera diventa terrorista (non tornerà). Proposta “migliorativa” al momento dell’uscita
irrita il cliente: è tattica di corto respiro.
● Disney: forte brand (famiglia, infanzia, colori); sfrutta la fiducia per penetrare
nell’entertainment on‑demand.
● Treccani Experience: da autorità culturale a esperienze turistiche culturali (festival,
backstage con autori) coerenti con posizionamento “cultura = fiducia”.
● Conad “Persone o