Woody Allen, Manhattan (1979)
Da Brooklyn a Manhattan
Allan Stewart Konigsberg, in arte Woody Allen, è figlio di ebrei newyorkesi. Nasce a New York il 1° dicembre 1938 e cresce a Flatbush, nel sobborgo di Brooklyn. L'infanzia e l'adolescenza trascorse a Brooklyn sono fondamentali per la sua formazione, così come fondamentale è la sua radice ebraica, che affiora nei film tramite l'ironia e la capacità di ridere di ogni situazione, anche drammatica. È un ottimo umorista e scrittore fin da subito e a 15 anni manda al giornale una sua barzelletta, firmata Woody Allen, che viene pubblicata. Il suo primo agente è David Alber e a 17 anni viene assunto nello staff di scrittori della NBC.
A scuola conosce Mickey Rose, con il quale condivide la passione per il baseball, il cinema e la musica jazz. Rose gli presenta le prime ragazze, tra cui la sua prima moglie (sposata a 19 anni), Harlene Rosen. Dopo il matrimonio si trasferisce a Manhattan e scrive per comici molto famosi; approda al Tonight Show di Johnny Carson (che talvolta sostituisce come conduttore) e nel 1960 rinuncia alla fama televisiva per diventare lui stesso uno stand-up comedian, convinto dai suoi nuovi agenti e futuri produttori. Il suo stipendio precipita vorticosamente e arriva a guadagnare 10.000 dollari a performance. Questa esperienza gli consente di costruire, poco alla volta, il suo personaggio: solitario, nevrotico, goffo, infelice e sventurato con le donne.
L'incontro professionale con il cinema avviene nel 1964, quando al Blue Angel di Manhattan va a vederlo, insieme a Shirley McLain, il produttore Charles K. Feldman, che commissiona ad Allen la sceneggiatura di un film (che doveva essere originariamente interpretato da Warren Beatty): Ciao, Pussycat (1965). In questo film, Allen ha una parte come Victor, un abbozzo dell'antieroe che incarnerà nei suoi futuri film. Nonostante l'insoddisfazione di Allen (poiché la sceneggiatura viene cambiata e lui vuole avere diretto controllo sul film), il film ha un notevole successo.
Nel 1966 insieme all'amico Mickey Rose e l'attrice Louise Lasser (che sposa dopo la separazione con Harlene) rimonta un film giapponese aggiungendovi scene dove compare come interprete. Il film ha titolo Che fai, rubi? Ma la produzione interviene, anche questa volta, con pesanti modifiche e Allen intenta una causa. Lo stesso anno recita in 007 Casino Royale (1967) e inizia a collaborare con la rivista New Yorker, pubblicando racconti umoristici successivamente raccolti in volume. Scrive la sua prima commedia che non viene accettata bene dalla critica, che lo accusa di aver solo scritto battute. Il 1969 completa la stesura di Play It Again, Sam, che va in scena al Broadhurst Theater (con Allen, Tony Roberts e Diane Keaton); si decide anche a esordire nella regia cinematografica con Prendi i soldi e scappa.
Due anni dopo segue Il dittatore dello stato libero di Banananas, che insieme a Money, viene scritto con l'amico Mickey Rose (vengono, inoltre, girati con un budget modesto; sono film sgangherati e surreali con un susseguirsi di gag). Sono film in cui è già presente la comicità alleniana, ispirata a Grucho Marx (ritmo e uso paradossale del linguaggio). Anche se il pubblico ride, però, la critica è sin da subito discorde. Cambia idea con il film diretto da Herbert Ross, ossia la riduzione cinematografica di Play It Again, Sam.
Gli anni Keaton
Con Sam Woody Allen, divorziato dalla Lasser nel 1969, si lega sentimentalmente a Diane Keaton. Nel 1972 ritorna con lei sul set e comincia con lei una lunga collaborazione (anche se la loro relazione è agli sgoccioli). Per Allen sono anni decisivi. Anzitutto perché con Sam impara da Herbert Ross i fondamenti del mestiere e anche perché trova in Keaton una musa ispiratrice e una grande collaboratrice. Ora i suoi modelli non sono più i fratelli Marx ma soprattutto Bergman, Fellini, Renoir, Antonioni, Godard e Trouffaut.
Già in Love and Death (originariamente Love, Food and Death) Allen esibisce un umorismo filosofico e chiama all'appello l'iconografia tanatologica di Bergman (ma anche Ejzenstejn). Dopo Amore e guerra tutto il cinema di Allen cambia. Con Io e Annie vediamo le gag ammorbidirsi insieme allo sviluppo di personaggi e situazioni; la sceneggiatura si amplia con tratti autobiografici. Il film ottiene anche quattro Oscar.
Con Interiors, film volutamente a rischio, Allen sceglie di non comparire (qui non vediamo la commedia). Dal genere tragico ritorna alla romantic comedy con Manhattan (1979), dove per la prima volta si assiste a un sapiente dosaggio di ingredienti comici e drammatici, che si fondono in un equilibrio nuovo; i temi restano sempre gli stessi, ma avviene un cambio di registro e tonalità. Lo stile si impenna, si fa ricorso, per la prima volta, al bianco e nero; muta il protagonista: si ha ora un comico e sceneggiatore televisivo che aspira a diventare Autore (anche di successo con le donne).
Gli anni Farrow (e oltre)
All'apice del successo si scioglie la coppia artistica Allen-Keaton e dopo il 1980 si lega sentimentalmente a Mia Farrow, con la quale adotta una bambina (Dylan) e dalla quale avrà un figlio biologico (Satchel). L'incontro con Mia avviene nel 1981. Alla fine del 1992 esplode la vicenda Soon-Yi, giovane coreana adottata da Mia con cui Allen intrattiene una relazione clandestina. Viene anche portato in tribunale con l'accusa (poi caduta) di molestie sessuali a danno di Dylan (all'epoca aveva sette anni). In questo clima nasce Mariti e mogli, l'ultimo film interpretato dalla Farrow.
Diane Keaton viene in soccorso come interprete in Misterioso omicidio a Manhattan (1993). Diversa dalla Keaton, la Farrow domina con la sua presenza apparentemente fragile, eppure forte e volitiva, e segna una fase alleniana decisamente matura e sempre meno condotta sul filo dell'autobiografismo, dove la fusione tra commedia e dramma cede il passo in almeno due occasioni al dramma puro (Settembre e Un'altra donna); con Crimini e misfatti si integrerà a un pessimismo da cupa tragedia.
Dalla fine degli anni Keaton (I '70), lo staff tecnico di Allen rimane sostanzialmente inalterato.
L'anno 1979
È l'America di Jimmy Carter che sta arrivando agli sgoccioli, nell'atmosfera dell'indignazione morale, di sdegno collettivo che segue lo scandalo Watergate. Nell'80 verrà eletto presidente Ronald Reagan. Intanto, in quel 1979 convivono ancora le spinte, le istanze e gli impulsi più diversi; al cinema permane una certa dose contestataria. Si tratta però di una protesta soft, ai margini delle majors che si vanno ristrutturando. Si sta preparando il ritorno all'ordine.
Woody Allen con Hollywood ha poco a che fare; il suo percorso autoriale e produttivo è autonomo. Del resto, il suo esordio cinematografico avviene quando ormai è abbastanza famoso per via televisiva. Fare del cinema in prima persona è per lui non solo una scelta, ma anche una sfida.
Nel 1979 esce 1941: Allarme a Hollywood di Steven Spielberg, interpretato da due massimi esponenti del genere comico-demenziale o catacomico (John Belushi e Dan Aykroyd). Nella dissoluzione dei generi cinematografici, il comico americano trova una nuova strada.
Quando gira Manhattan (un film decisamente più postgodardiano con quei lunghi carrelli indietro) ha alle spalle il successo crescente dei suoi film comici conclusosi con il trionfo di Io e Annie, e il colossale flop di Interiors; eppure, sceglie ugualmente di proseguire la strada intrapresa verso una continua ricerca espressiva e formale, e di rischiare ancora. Torna a girare a New York (il suo set preferito) raffigurandola su schermo panoramico in uno splendido bianco e nero (ottenuto girando in technicolor e stampando poi in bianco e nero). Elabora un intrigo variando su alcuni temi già affrontati a Broadway in Play It Again, Sam. Affida a una messa in scena rigorosa, a un montaggio staccato, a una composizione geometrica dello spazio e dell'intreccio, quella tonalità drammatica necessaria a contrappuntare non solo la commedia dei corpi, ma anche il melodramma dei sentimenti. E realizza un film dove il rigore formale si fa corrispettivo cinematografico di un rigore morale che è anche, e soprattutto, integrità d'Autore.
Manhattan ottiene la nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura, ed è tutt'oggi il film di Allen che riscuote l'approvazione più unanime. Secondo i critici, il film apre una nuova era nella carriera artistica di Allen.
Il 1979 è anche l'anno in cui acquista il Manhattan Film Center. Dopo aver cercato di impedirne l'uscita (giudica il film inferiore alle sue aspettative) Manhattan diviene il primo film di cui Allen impedisce lo scanning durante i passaggi televisivi (con il passare degli anni Allen consentirà la diffusione visiva dei suoi film solo via cavo, quindi senza scannerizzazione o interruzioni pubblicitarie).
Il film
I nomi
Direttore della fotografia è Gordon Willis (che ha lavorato con Coppola per la trilogia de Il Padrino), che comincia a lavorare con Allen da Io e Annie (e fino a La rosa purpurea del Cairo). Marshall Brickman collabora alla sceneggiatura, mentre proprio con questo film comincia la collaborazione con la montatrice Susan Morse (che dura ancora oggi). Con lei, Allen partecipa direttamente al montaggio di Manhattan e di ogni altro film successivo.
Oltre a Diane Keaton, vediamo la presenza attoriale di Wallace Shawn (Jeramiah) e Meryl Streep (una delle attrici più apprezzate del panorama americano del tempo). Altri interpreti sono Mariel Hemingway, Anne Byrne e Tisa Farrow.
I luoghi
Manhattan è stato girato in loco. Ad eccezione del Planetarium (parzialmente contraffatto per ottenere accostamenti ed effetti di controluce), ogni altro luogo (interni ed esterni) è reale. Alcune inquadrature della sequenza d'apertura sono state girate dalla terrazza dell'appartamento di Allen, affacciata sul Central Park. Nell'insieme si tratta di luoghi che disegnano la mappa di una Manhattan colta, benestante e prevalentemente wasp, ossia white anglo-saxon protestant.
Le parole
L'edizione italiana ha subito diverse modifiche (la più grave è quella del suono, che viene ripulito, vanificando alcuni importanti effetti drammaturgici). Per quanto riguarda i testi:
- All'inizio del film Ike si definisce il vincitore del premio August Strindberg, mentre in italiano sostituito con Sigmund Freud
- Yale si definisce freudiano: nell'edizione italiana al posto di dire 'very freudian' dice ad Emily 'stiamo flirtando'
- Durante il primo incontro tra Ike, Tracy, Yale e Mary, Ike fa alcuni apprezzamenti alle fotografie esposte alla galleria di Leo Castelli, che nella versione italiana diventa 'da Costello'; nella stessa sequenza Tracy spiega a Mary che fa il liceo e Mary allora si rivolge a Yale e commenta, citando Nabokov (in italiano questo commento sul libro Lolita è soppresso)
- Nella Russian Tea Room quando il cameriere porge ad Ike una giacca, quest'ultimo dice che avrebbe preferito un gabardine, mentre nella versione italiana dice un astrakan
- Nella pizzeria John's (sequenza 17) Tracy spiega a Ike dell'opportunità di partire per Londra, temendo che il loro futuro possa risentirne e chiede So what happens to us?; Ike la esorta ad accettare, scherzando su una frase pronunciata da Bogart nel finale di Casablanca (We'll always have Paris), che in italiano viene pronunciata con Avremo incontri a Parigi
- Sempre nella sequenza 17 il cameriere porta una pizza margherita a Ike e una farcita a Tracy, ma nella versione italiana queste due vengono invertite e questo vanifica la volontà di mostrare l'ingordigia alimentare delle sue compagne contrapposta alla frugalità ugualmente ricorrente dei personaggi da lui interpretati
- Durante la gita in carrozza attraverso il Central Park, Tracy sollecita Ike a dichiararle il suo amore, ma nella versione italiana Tracy gli dice solo 'è stato meraviglioso. Sei straordinario', al che Ike risponde 'Ah si? E tu sei la risposta di Dio a Giacobbe', eliminando un riferimento alla canone che accompagna la scena
- Nella sequenza 20 Ike consola Mary, appena abbandonata da Yale, e commenta che comincia a sentirsi come il rabbino Blitzstein, in italiano tradotto come la 'voce amica'
- Il secondo nome di Ike è Mortimer, in italiano Malachia
- In inglese Mary sta scrivendo un pezzo sulle rock star, che Allen odia, mentre in italiano uno studio sul sincretismo
- Nella sequenza 31 (aula con scheletri) Ike definisce Mary la vincitrice dello Zelda Fitzgerald Emotional Maturity Award, mentre in italiano abbiamo Zsa Zsa Gabor e il riferimento alla natura emotiva scompare, lasciando libera il campo a suggestioni carnali di dubbio gusto
- Nell'ultima sequenza, Ike detta nel registratore un'idea per un racconto su alcuni abitanti di Manhattan che si creano costantemente problemi inutili per non occuparsi dei problemi più irrisolvibili e terrificanti dell'universo (in italiano i problemi relativi all'universo diventano i problemi universali)
- Tra le cose per cui vale la pena di vivere, Ike cita Willie Mays (giocatore di baseball e idolo dell'infanzia di Allen), ma in italiano è sostituito da Joe DiMaggio
Va anche detto che due battute tra le più ricordate sono frutto esclusivo dell'edizione italiana, curata dal doppiatore Oreste Lionello:
- In riferimento al valium -> mezzo cancro allo stomaco
- Ike che va a scuola -> Yale chiede come ha fatto a superare i bidelli: nella versione inglese dice 'I walked right past', mentre in italiano 'Sul piano culturale'
Sinossi
Sequenza 1
Esterno giorno e notte: New York City e Manhattan. Una successione di inquadrature fisse raffigurano la città di New York e l'isola di Manhattan in diverse stagioni dell'anno e in differenti ore del giorno e della notte. La musica di Gershwin accompagna le immagini, mentre la voce over di Isac Davis (Ike) legge il primo capitolo di un libro che sta scrivendo, correggendo continuamente l'inizio che parla del legame tra il protagonista e Manhattan. Stacco netto.
Sequenza 2
Esterno e interno notte: Elaine’s Café. Seduti al tavolo, a cena conclusa, Yale, Ike, Emily e Tracy discutono, tra l'altro, della seconda ex moglie di Ike che sta scrivendo un libro sulla loro rottura. Tracy si assenta un istante e Yale ne approfitta per dire ad Ike che la trova splendida; Ike ribatte che ha solo 17 anni, mentre lui 42. Stacco netto.
Sequenza 3
Esterno notte: una strada. Piano sequenza. Ike e Yale camminano per strada seguiti a distanza da Emily e Tracy. Yale confida ad Ike di avere da qualche tempo una relazione extraconiugale con una giornalista pur essendo ancora innamorato della moglie. Ike rimane di stucco, poiché ha sempre pensato che il loro matrimonio fosse molto riuscito. Stacco netto.
Sequenza 4
Interno notte: appartamento di Yale e Emily. Piano sequenza. Rientrando a casa, Emily ricorda a Yale il suo desiderio di avere un bambino e trasferirsi in Connecticut. Yale replica che non è il momento: deve scrivere un libro, e fondare una rivista. Inoltre, devono entrambi avere dura di Ike, che può funzionare solo a New York. Stacco netto.
Sequenza 5
Esterno giorno: Time-Life Building, Midtown Manhattan. Piano sequenza. Camminando, Jill incappa in Ike che, appostato, l'aspettava. Ike la prega inutilmente di non scrivere un libro sul loro matrimonio e la rottura. Stacco netto.
Sequenza 6
Interno notte: appartamento di Ike. Piano sequenza. Ike e Tracy chiacchierano rilassati. Tracy confida a Ike che pensa di essere innamorata di lui, ma Ike la esorta a non attaccarsi a una persona alla sua età, e le impedisce di restare per la notte. Stacco netto.
Sequenza 7
Interno giorno: una galleria d'arte. Tracy e Ike incontrano Yale e Mary, la giornalista, che trancia giudizi negativi su tutte le opere d'arte che sono piaciute a Ike e Tracy. Esterno giorno: SoHo. Yale, Mary, Ike e Tracy passeggiano e progettano di andare a vedere Sol LeWitt, ma subito Ike e Mary vengono a un diverbio a proposito di alcuni artisti, tra cui il regista Ingmar Bergman; furibondo, Ike interrompe la conversazione e accenna ad allontanarsi con Tracy.
Interno giorno: Dean e Deluca Food Shop. Tracy e Ike fanno un po’ di spesa; Ike è furente, e non sa accettare che Yale possa tradire Emily con una donna saccente e arrogante come Mary. Stacco netto.
Sequenza 8
Interno giorno: studio televisivo. Ike, sopraffatto dalla stupidità dei programmi televisivi a cui collabora, si licenzia. Stacco netto.
Sequenza 9
Interno giorno: libreria Rizzoli. Piano sequenza. Ike racconta a Yale di aver lasciato il lavoro in un impulso autodistruttivo. È molto preoccupato perché dovrà ridurre il suo tenore di vita, ma Yale lo riconforta e ritiene invece che abbia fatto bene. Stacco netto.
Sequenza 10
Esterno e interno notte: Il Museum of Modern Art (MOMA). Durante un party, Ike reincontra Mary e familiarizza con alcuni suoi amici. Stacco netto.
Sequenza 11
Esterno notte: una strada nei pressi dell'appartamento di Mary. Ike e Mary scendono da un taxi e si incamminano chiacchierando; Mary chiede a Ike di tenerle compagnia mentre porta fuori il cane. Interno notte: una caffetteria. Ike e Mary chiacchierano aspettando il cibo ordinato; Mary propone di passeggiare lungo il fiume.
Esterno notte: il ponte della 59° strada. Seduti su di una panchina, Ike e Mary guardano la città svegliarsi nella luce dell'alba. Stacco netto.
Sequenza 12
Interno ed esterno mattina: appartamento di Yale/una cabina telefonica per strada. Ike telefona a Yale per chiedergli se è sempre innamorato di Mary; Yale risponde di sì, e anche Ike ammette che lo è.
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