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L'ipnosi nel controllo del dolore

Il ruolo dell’ipnosi nel controllo del dolore

L’ipnosi è forse la più antica forma di psicoterapia, le cui origini risalgono al secolo XVIII.

Da sempre, l’ipnosi ha trovato applicazione medica nel campo del controllo del dolore, sia acuto che cronico, confermandosi come valido complemento alla terapia.

Che cos’è l’ipnosi?

Allo stato attuale, non è possibile definire cosa siano esattamente l’ipnosi e lo stato di trance.

La definizione migliore sembra essere quella suggerita da Milton Erickson, pioniere della terapia ipnotica: “uno stato speciale di funzionamento della nostra coscienza, altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell’individuo attraverso un attivo apprendimento inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.

Grazie all’ipnosi si può raggiungere uno stato di accresciuta attenzione e flessibilità cognitiva, durante il quale si possono modificare significativamente percezioni, emozioni, vissuti e comportamenti che, nel normale stato di veglia, risulterebbero difficilmente modificabili. Anche la percezione del dolore può essere alterata durante la trance, attraverso una complessa modulazione cognitivo-affettiva dell’esperienza dolorosa esercitata a differenti livelli del Sistema Nervoso Centrale e Periferico.

L’ipnosi come terapia contro il dolore

L’ipnosi non è soltanto in grado di alleviare il dolore, ma anche di alterare positivamente stati d’ansia e di depressione e di migliorare la qualità del sonno e della vita in generale. Inoltre, se unita all’autoipnosi, offre al paziente la possibilità di auto-controllare la propria sofferenza.

L’ipnosi trova diverse applicazioni cliniche:

  • Dolore acuto: dolore post-operatorio; dolore da travaglio di parto; dolore odontoiatrico; dolore nei grandi ustionati; dolore conseguente a procedure diagnostico-terapeutiche invasive e dolorose; etc.

Nel travaglio di parto, in particolare, si riduce non solo il dolore da parto, ma migliorano l’outcome della partoriente e la qualità di vita del neonato. Anche i grandi ustionati possono avvantaggiarsi del trattamento ipnotico sia per il controllo del dolore sia per le medicazioni particolarmente dolorose.

  • Dolore cronico: cefalee croniche primarie (ad esempio, emicrania); dolori orofacciali (ad esempio, bruxismo); dolori muscolo-scheletrici (ad esempio,

L'ipnosi nel controllo del dolore

Il ruolo dell'ipnosi nel controllo del dolore

L'ipnosi è forse la più antica forma di psicoterapia, le cui origini risalgono al secolo XVIII. Da sempre, l'ipnosi ha trovato applicazione medica nel campo del controllo del dolore, sia acuto che cronico, confermandosi come valido complemento alla terapia.

Che cos’è l’ipnosi?

Allo stato attuale, non è possibile definire cosa siano esattamente l'ipnosi e lo stato di trance. La definizione migliore sembra essere quella suggerita da Milton Erickson, pioniere della terapia ipnotica: “uno stato speciale di funzionamento della nostra coscienza, altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell’individuo attraverso un attivo apprendimento inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.

Grazie all’ipnosi si può raggiungere uno stato di accresciuta attenzione e flessibilità cognitiva, durante il quale si possono modificare significativamente percezioni, emozioni, vissuti e comportamenti che, nel normale stato di veglia, risulterebbero difficilmente modificabili. Anche la percezione del dolore può essere alterata durante la trance, attraverso una complessa modulazione cognitivo-affettiva dell'esperienza dolorosa esercitata a differenti livelli del Sistema Nervoso Centrale e Periferico.

L’ipnosi come terapia contro il dolore

L’ipnosi non è soltanto in grado di alleviare il dolore, ma anche di alterare positivamente stati d’ansia e di depressione e di migliorare la qualità del sonno e della vita in generale. Inoltre, se unita all’autoipnosi, offre al paziente la possibilità di auto-controllare la propria sofferenza.

L’ipnosi trova diverse applicazioni cliniche:

  • Dolore acuto: dolore post-operatorio; dolore da travaglio di parto; dolore odontoiatrico; dolore nei grandi ustionati; dolore conseguente a procedure diagnostico-terapeutiche invasive e dolorose; etc.

Nel travaglio di parto, in particolare, si riduce non solo il dolore da parto, ma migliorano l’outcome della partoriente e la qualità di vita del neonato. Anche i grandi ustionati possono avvantaggiarsi del trattamento ipnotico sia per il controllo del dolore sia per le medicazioni particolarmente dolorose.

  • Dolore cronico: cefalee croniche primarie (ad esempio, emicrania); dolori orofacciali (ad esempio, bruxismo); dolori muscolo-scheletrici (ad esempio,

L'ipnosi nel controllo del dolore

Il ruolo dell’ipnosi nel controllo del dolore

L’ipnosi è forse la più antica forma di psicoterapia, le cui origini risalgono al secolo XVIII. Da sempre, l’ipnosi ha trovato applicazione medica nel campo del controllo del dolore, sia acuto che cronico, confermandosi come valido complemento alla terapia.

Che cos’è l’ipnosi?

Allo stato attuale, non è possibile definire cosa siano esattamente l’ipnosi e lo stato di trance. La definizione migliore sembra essere quella suggerita da Milton Erickson, pioniere della terapia ipnotica: “uno stato speciale di funzionamento della nostra coscienza, altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell’individuo attraverso un attivo apprendimento inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.

Grazie all’ipnosi si può raggiungere uno stato di accresciuta attenzione e flessibilità cognitiva, durante il quale si possono modificare significativamente percezioni, emozioni, vissuti e comportamenti che, nel normale stato di veglia, risulterebbero difficilmente modificabili. Anche la percezione del dolore può essere alterata durante la trance, attraverso una complessa modulazione cognitivo-affettiva dell’esperienza dolorosa esercitata a differenti livelli del Sistema Nervoso Centrale e Periferico.

L’ipnosi come terapia contro il dolore

L’ipnosi non è soltanto in grado di alleviare il dolore, ma anche di alterare positivamente stati d’ansia e di depressione e di migliorare la qualità del sonno e della vita in generale. Inoltre, se unita all’autoipnosi, offre al paziente la possibilità di auto-controllare la propria sofferenza.

L’ipnosi trova diverse applicazioni cliniche:

  • Dolore acuto: dolore post-operatorio; dolore da travaglio di parto; dolore odontoiatrico; dolore nei grandi ustionati; dolore conseguente a procedure diagnostico-terapeutiche invasive e dolorose; etc.

Nel travaglio di parto, in particolare, si riduce non solo il dolore da parto, ma migliorano l’outcome della partoriente e la qualità di vita del neonato. Anche i grandi ustionati possono avvantaggiarsi del trattamento ipnotico sia per il controllo del dolore sia per le medicazioni particolarmente dolorose.

  • Dolore cronico: cefalee croniche primarie (ad esempio, emicrania); dolori orofacciali (ad esempio, bruxismo); dolori muscolo-scheletrici (ad esempio,
  • Dolore oncologico: l'ipnosi è in grado di controllare anche i sintomi conseguenti le terapie (ad esempio, nausea, dispnea, diarrea, etc.) e i conflitti cognitivo-emozionali correlati al cancro (ad esempio, paura di morire, depressione, rabbia, etc.).

La crescente sofisticazione delle strategie adoperate ha consentito di ridurre al minimo la popolazione dei pazienti «refrattari» all’approccio ipnotico e di ottimizzare l’efficacia terapeutica (il 20-25% di pazienti con cancro avanzato e terminale è in grado di apprendere un controllo significativo e prolungato del dolore in tempi eccezionalmente brevi (1-4 ore); il 60-70% richiede più tempo e più sforzi, pur conseguendo risultati apprezzabili. Soltanto nel 5-10% l'efficacia del trattamento sarebbe così modesta da sconsigliarne, dopo una breve prova, la continuazione.

Molto interessante è lo studio prospettico e randomizzato di Spiegel & Classen (2000) sul tempo di sopravvivenza di 86 pazienti affette da neoplasia mammaria metastatizzata. Il gruppo trattato per un anno con terapia di gruppo ed auto-ipnosi riportò un significativo miglioramento del dolore e del tono dell'umore rispetto al gruppo di controllo (non-trattato). Inoltre, venne sorprendentemente registrata una sopravvivenza quasi doppia (35.6 vs. 18.9 mesi), suggerendo una possibile azione di modulazione della malattia neoplastica da parte dell'ipnosi.

  • Disturbi psichiatrici: ansia, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, depressione, etc.
  • Disturbi della condotta alimentare: bulimia, binge eating, etc.
  • Dipendenze: alcolismo, tabagismo.
  • Disturbi psicosomatici: colon irritabile, patologie dermatologiche, etc.
  • Disturbi neurologici: torcicollo spastico, etc.
  • Odontoiatria.
  • Ostetricia e ginecologia: parto assistito in ipnosi, etc.
  • Neuroriabilitazione.

Tecniche d’ipnosi

I procedimenti d’induzione ipnotica sono diventati sempre più personalizzabili in base alle individuali esigenze del paziente: il paziente è co-protagonista attivo del suo cambiamento e, grazie anche alle necessarie tecniche di auto-ipnosi, non diventa dipendente dal suo terapeuta.

Esistono diverse tecniche d’ipnosi, tra cui distinguiamo quelle di rimozione diretta del sintomo-dolore e quelle di rimozione indiretta. Le tecniche di rimozione diretta, utili soprattutto in caso di dolore acuto, inducono un’anestesia nella zona interessata dal dolore attraverso un condizionamento ideo-sensoriale.

L’induzione diretta si basa su direttive esplicite e definite su cui il paziente viene invitato a focalizzarsi. Sono tecniche di più difficile attuazione in quanto si tratta di ordini perentori a cui il paziente potrebbe reagire con il rifiuto o più raramente con una eccessiva collaborazione cosciente, eseguendo gli ordini del terapeuta senza avviare realmente il lavoro del suo inconscio.

L’uso di queste tecniche è consigliabile nei soggetti già ipnotizzati più volte, i quali sono maggiormente abituati all’esperienza, hanno un buon rapporto con il terapeuta e possono farsi guidare esplicitamente nello stato di trance perché l’hanno già raggiunta nel passato, ne conoscono gli effetti e sono in grado di abbandonare più facilmente le resistenze razionali contro il proprio inconscio.

In caso di dolore cronico, risultano più adatte le tecniche di rimozione indiretta del sintomo.

Le forme di suggestione indiretta sono approcci che facilitano questo processo a livello inconscio. Non dicono al paziente cosa deve fare, ma facilitano il sistema di risposte che il paziente può dare autonomamente senza compiere uno sforzo cosciente. Questa suggestione si traduce non in ciò che viene detto dal terapeuta, ma ciò che il paziente fa con quello che gli viene detto.

L’ipnosi può essere utile anche per scoprire la causa della sintomatologia dolorosa, qualora questa si celi in un conflitto inconscio. L’ipnoanalisi, la cui tecnica principe è la regressione di età, porta solitamente alla risoluzione del conflitto e alla risoluzione permanente del sintomo.

Risultati clinici

Quanto è efficace l’analgesia ipnotica? Fino a non molto tempo fa, gli studi disponibili in letteratura erano scarsi, aneddotici e di insufficiente qualità metodologica. Ma negli ultimi anni, la pubblicazione crescente di studi controllati ha reso possibili i primi studi meta-analitici che indicano come l’ipnosi sia efficace mediamente nel 50-75% dei pazienti con dolore acuto e cronico, a seconda delle casistiche e delle tipologie di dolore, decretando l’analgesia ipnotica come una metodica valida, affidabile e ben consolidata. Il trattamento, specie nel dolore cronico, richiede spesso orizzonti temporali di medio-lungo termine per produrre risultati significativi e duraturi nel tempo.

Ipnosi: sicurezza ed effetti collaterali

L’ipnosi è sostanzialmente priva di effetti collaterali, purché venga praticata da professionisti (medici o psicologi) qualificati.

È sconsigliata nei casi di dolori parossistici (nevralgia del trigemino, cefalea a grappolo), in quanto i pazienti con dolori parossistici sono scarsamente responsivi al mezzo ipnotico, e nei casi di pazienti che presentano motivazioni inadeguate, aspettative irrealistiche e vantaggi secondari (relazionali o economici).

Il trattamento ipnotico, inoltre, dev’essere sempre preceduto da adeguati accertamenti diagnostici.

Insegnare l’ipnosi ai bambini? Nuovi strumenti per i genitori

È stato dimostrato come l’ipnosi possa essere insegnata ai bambini e possa essere utile in alcune circostanze specifiche.

In quali casi può essere utile l’ipnosi con i bambini

  1. Disturbi da somatizzazione

    Quando i bambini attraversano periodi di stress emotivo possono manifestare il loro disagio attraverso il corpo piuttosto che con le parole. L’ipnosi si è dimostrata molto utile nel trattamento di questi quadri psicosomatici.

    Studi sul tema che hanno coinvolto campioni pediatrici. Nello studio “Anbar & Slothower”, 2006 che si è concentrato sulle cosiddette lamentele somatiche infantili, ovvero mal di pancia, mal di testa, dispnea che sembrano non avere cause mediche definite, i bambini trattati con l’ipnosi hanno avuto una risoluzione dei sintomi nell’87% dei casi.

    Viene citato inoltre un contributo (Vlieger et al., 2012) che riguarda la sindrome dell’intestino irritabile. Bambini trattati attraverso metodiche ipnotiche ed addestrati all’autipnosi mostrano un quadro clinico migliore rispetto ad un campione di controllo e due terzi di essi, a 5 anni dall’intervento, si sono mantenuti asintomatici.

    Studi che supportano l’efficacia di questa metodica anche per il trattamento di quadri dermatologici come dermatite atopica ed eczema cronico. Pur non essendo conclusivi, questi dati incoraggiano l’esplorazione più strutturata della metodica.

  2. Se non riposa bene

    Circa il 25% dei bambini soffre a causa di una qualche difficoltà legata al sonno (Vriend & Corkum, 2011). Questa può essere causata da vari fattori (emotivi, fisici, familiari) e la sonnolenza che ne deriva può interferire con la loro vita quotidiana, nello studio e nei rapporti coi pari e coi familiari.

    L’ipnosi ha ricevuto conferme di efficacia.

    Un esempio è rappresentato da uno studio (Anbar & Slothower, 2006) nel quale i ricercatori hanno esaminato i dati clinici di 84 bambini che erano stati trattati per disturbi del sonno che non avessero cause mediche identificabili. Il risultato delle analisi ha mostrato che oltre il 68% del campione studiato è andato incontro a remissione dopo un massimo di 2 sedute di ipnosi.

  3. Dal dentista

    Alcune stime dicono che circa una persona su 5 soffre della cosiddetta ansia dentale, ovvero la paura di sottoporsi a cure odontoiatriche.

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Scienze mediche MED/38 Pediatria generale e specialistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wonderrrr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pediatria generale e specialistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Lazzari Marco.
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