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Linguistica francese

Esame: domande ed esercizi di applicazione per ciò che facciamo, esercizi che chiedono di commentare una frase o delle frasi.

Non serve memorizzare degli esempi, ma partendo da esempi dimostrare di aver riflettuto sull’esempio.

Letture indicate volta per volta, su Moodle.

Struttura dei sintagmi

Le parole si organizzano in sintagmi, i quali vengono organizzati in una frase, la quale può essere rappresentata tramite la teoria x-barra.

x-barra = x sta per qualunque categoria (nome, aggettivo, ecc.).

x = testa del sintagma che dà il nome all’unità sintattica.

Questa struttura può unirsi ad altri pezzi di sintagmi, tramite la posizione di complemento della testa (Yp), e in posizione di specificatore.

Es. Sintagma nominale: costituito da una parola sola (sintagma Np - sintagma nominale).

La testa di un sintagma è l’unico elemento obbligatorio, gli altri sono opzionali, come nel caso del nome proprio, in cui non abbiamo né complementi né specificatori. Se prendiamo un nome comune, questo si combinerà sempre con uno specificatore.

Sintagma nominale

Il nome si combina necessariamente con uno specificatore (articolo/possessivo). I nomi comuni si uniscono sempre ad un elemento chiamato determinante che in questo caso esegue il compito di specificatore. Ad un nome fille, potrò introdurre inoltre un complemento, introdotto da una preposizione.

Sintagma aggettivale

Molti aggettivi non hanno complementi (es. beau). Esistono, però, aggettivi che hanno un complemento (es. content: je suis content de …). Può essere anche, però, un elemento che precede l’aggettivo, come un avverbio (es. Je suis très content de …).

I sintagmi aggettivali nella frase si trovano in due posizioni principali:

  • Complementi di verbi (copula del verbo essere: il est très content de son fils).
  • Posizione all’interno del sintagma nominale: in questo caso sono dei modificatori, possiamo aggiungerli, non sono nomi che selezionano un aggettivo, ma possiamo dare questa informazione supplementare e inserire un modificatore del nome, dobbiamo chiederci dove si colloca un aggettivo o un sintagma aggettivale, all’interno del sintagma nominale. La struttura che abbiamo adottato finora è una struttura troppo semplice per rappresentare un modificatore.

Une (très) belle description.

Elementi funzionali: Fp

Introduciamo, per indicare delle proiezioni che non conosciamo, i cosiddetti elementi funzionali che possono rappresentare dei sintagmi. Teoria x-barra per le categorie funzionali.

Categorie lessicali: nomi, aggettivi, verbi.

Categorie funzionali: determinanti, preposizioni.

Tutto ciò per creare degli elementi come modificatori (aggettivi) con proprio sintagma e testa che hanno come complemento un sostantivo. Un sintagma F (testa funzionale) con specificatore Ap con sopra Dp, con sotto Np.

Tramite questa rappresentazione ci troviamo davanti a delle teste astratte, non realizzate, che contengono dei sintagmi modificatori (es. tratti phi).

Sa description de l’événement.

Description: nome deverbale con due complementi obbligatori (come il verbo).

Sa description: sa sarà specificatore di description. I due complementi del nome sono inseriti nella struttura all’interno del sintagma nominale. Questa posizione è disponibile per nomi che hanno argomenti espressi assimilabili al soggetto dell’argomento del sintagma verbale - sia très belle che sa si spostano in posizione di Dp.

I modificatori occupano, invece, posizioni funzionali. Queste teste le chiamiamo Fp (funzionali).

Accordo o concordanza tra nome e aggettivo: elementi che condividono gli stessi tratti grammaticali. Relazione formale tra questi elementi, esprimibile in strutture con proiezione funzionale Fp. L’accordo si esprime naturalmente all’interno del Sn.

Nella posizione di testa del sintagma Fp, stanno i tratti di genere e numero, condivisi da tutte le proiezioni funzionali che costruiscono la proiezione estesa del nome, con accordo testa-specificatore di Fp (una descrizione semplice non coglierebbe le relazioni corrette: une belle description, non posso dire che description è complemento di belle).

Un sintagma nominale può contenere un sintagma possessivo (nomi deverbali). Nel momento in cui abbiamo sa belle description, il sa si sposta in posizione di determinante. In italiano questo non accade, in quanto possiamo dire la sua bella descrizione.

La sua bella descrizione.

La e descrizione rimangono giuste, ma aggiungiamo una proiezione funzionale.

In francese il passaggio è doppio, prima dove sta sua in italiano e poi in posizione di D, mentre in italiano sta solo nella posizione di specificatore di Fp.

Lezione 2

Inizialmente la frase si rappresentava in questo modo, senza rappresentazione x-barra.

È possibile inserire l’ausiliare tra i due elementi in una struttura del genere?

La teoria x-barra fu utilizzata per la prima volta da Chomsky in un libro del 1996, rivedendo l’analisi della frase in questo modo:

La frase è una proiezione di un elemento che porta le informazioni di accordo di tempo e di modo, abbiamo una forma come a (modo indicativo, tempo presente …).

Così come l’articolo anche l’ausiliare può essere inserito all’interno della struttura frasale. Il verbo, al fine di acquisire i suffissi con le varie informazioni ha bisogno di spostarsi di posizione. Un articolo pubblicato pochi anni dopo la proposta di Chomsky estende l’analisi di questo spostamento anche al francese – articolo di Pollock del 1989.

Pollock (1989)

Pollock spiega le differenze tra francese e inglese: introduce una struttura della frase con Ip per spiegare il movimento del verbo, che fino ad ora non era stato analizzato all’interno della frase perché nella struttura precedente non c’era posto. Analizzando alcune differenze sistematiche tra francese e inglese, nota che la struttura non è sufficiente, c’è bisogno di altre informazioni sul verbo.

Analizziamo il comportamento di questi tre elementi

  • Quantificatore.
  • Negazione.
  • Avverbio.

Notiamo che in inglese questi elementi precedono sempre il verbo, in francese avviene esattamente il contrario. In inglese il verbo e il complemento oggetto non sono mai separati, mentre in francese sì, da questi elementi.

Nel caso dell’inglese I è una testa astratta, non c’è un movimento, ma esiste comunque, ci va per esempio l’ausiliare.

Nel caso di negazione in inglese la presenza dell’elemento does non fa sì che le informazioni oltrepassino la negazione e si leghino al verbo e di conseguenza non viene coniugato il verbo.

Negazione: abbiamo due elementi (simile a italiano e inglese)

Nel caso delle interrogative francesi (es. n’est-il pas venu?), il pronome il è preceduto dal verbo coniugato più la negazione, ciò vuol dire che gli elementi formano un’unità e si spostano insieme.

Quantificatori

In francese, così come in italiano i quantificatori possono trovarsi in una posizione distante dal nome a cui si riferiscono: è il caso dei quantificatori fluttuanti.

Questa regola dei quantificatori fluttuanti non è applicabile in inglese, se la posizione di I è occupata dall’ausiliare. Nel caso di presenza dell’ausiliare il quantificatore si troverà tra l’ausiliare e il verbo in posizione di testa del sintagma verbale, perché è impossibilitato a muoversi.

Mes amis ont tous aimé Marie.

Jean n’a pas aimé Marie.

La differenza tra le lingue si vede solo quando il verbo è semplice.

Fenomeno del francese

Se il complemento oggetto è realizzato da un elemento negativo l’ordine degli elementi cambia.

Jean n’a rien mangé.

Nel caso di Jean ne comprend rien.

Elle ne comprend rien bien.

Elle comprend bien l’espagnol.

In italiano, invece, niente non si sposta:

Marco non capisce bene niente.

Marco capisce bene lo spagnolo.

Elle comprend tout mal.

Elle comprend mal l’espagnol.

Diversa posizione di mal. Nel caso di tout (quantificatore negativo), si applica anche al quantificatore universale tout.

Equivalente in italiano di un poco di. I quantificatori si spostano verso sinistra e vanno a superare il participio passato.

In c non sappiamo se sia come in a o b, è ambiguo.

Lezione 3

Abbiamo visto una differenza nell’ordine delle parole. Pollock nel suo articolo cerca di cogliere elementi in comune e diverse nella diversa posizione del verbo. In francese sale a posizione di I, in inglese no, e dunque supererà alcuni elementi della frase. In francese il verbo è lontano dal complemento ed è separato dalla negazione.

Questo articolo fa una scoperta, il verbo può occupare posizioni diverse in lingue diverse.

Se tutti i tratti della flessione sono realizzati da un ausiliare le due lingue non si differenziano, ciò succede solo nel caso in cui il verbo è lessicale.

Movimento verso sinistra di un complemento negativo (modificatore)

Jean n’a rien mangé.

Rien deve superare il participio passato, seguendo l’ausiliare, nella frase 8c occupa la stessa posizione dell’ausiliare.

Sia il quantificatore positivo che negativo supera un avverbio.

*Elle comprend mal tout.

Elle comprend tout mal.

L’italiano si comporta come il francese, il verbo sale alla posizione di I.

Non ama più Maria.

I miei amici amano tutti Maria.

Verbi all’infinito

Nell’esempio 16, le frasi negative sono delle frasi soggettive della frase principale. Questo verbo può essere negato. Il verbo segue la negazione.

Nell’esempio 15, invece, il verbo può sia seguire la negazione che precederla.

Ne pas être heureux est une …

N’être pas heureux est une …

Oltre a questi, abbiamo anche altri verbi che si comportano allo stesso modo: frasi oggetto, verbi modali accompagnati da infinito (frasi legate). Questi verbi modali possono sia trovarsi come verbi lessicali ma non è impossibile anche trovarli saliti in posizione I. Quindi assomigliano più a verbi ausiliari. Mentre i verbi lessicali non possono mai salire.

Quando all’infinito possono salire ausiliari e modali.

Consideriamo ora avverbi e quantificatori

Ci troviamo ancora davanti a delle frasi soggettive: non contengono delle negazioni ma degli avverbi.

Il verbo segue questi elementi avverbiali. Questo comportamento ce lo aspettiamo se gli avverbi si trovano in posizione di spec di Fp, in modo che il verbo lessicale segua (es. b, dell’esempio 25).

Quantificatore: l’infinito segue, non solo avverbi ma tutti gli elementi che occupano la posizione tra ausiliare e participio passato. I verbi infinitivi non si spostano in francese, MA, (scoperta di Pollock) sono possibili anche le frasi 27 e 28. Ci sono dei casi in cui l’avverbio segue l’infinito (casi con il quantificatore) ciò però non avviene con la negazione.

Può esistere una posizione intermedia tra la negazione e gli avverbi che può ospitare un verbo all’infinito; dunque, la posizione è un po’ più complessa di quella analizzata fino ad ora.

Differenza tra francese e inglese

In inglese il verbo rimarrà sempre all’interno del sintagma verbale, sempre adiacente al suo complemento, in francese può precedere l’avverbio. Posizione intermedia tra pas e avverbio/elementi quantificatori.

Analizziamo questo movimento come movimento del verbo Agr.

Proposta!!

Esiste un’altra posizione dal nome Agreement a cui opzionalmente si può spostare un verbo all’infinito, ma poi non si può spostare fino alla posizione di I, questo primo passo (movimento breve) è possibile. Non si passa tutto d’un colpo fino a I, passo sempre per questa posizione Agr.

Viene chiamato Agr perché l’idea che ha spinto Pollock è che la testa I abbia molti tratti (tempo, modo, persona) e la prima proposta è che queste varie informazioni sulla testa I possano essere suddivise (split info: testa I suddivisa in varie teste e così anche le sue proprietà) – il nome verrà solo successivamente cambiato.

La nostra struttura frasale può essere complessa, anche perché gli stessi verbi possono avere più di una posizione all’interno della frase. Il verbo coniugato fa due passi e sale in alto (passi piccoli e lenti).

Questa posizione viene utilizzata anche in inglese, dove abbiamo, però, c’è una differenza: in alcuni casi il verbo all’infinito può precedere l’avverbio (es. 39 con punto di domanda) ciò accade solo con ausiliari, mentre in francese con tutti i verbi.

Es. 112 pag. 408.

Gerundi

Rispetto alla negazione l’ausiliare o il verbo lessicale va tra ne e pas.

Si comporta come i verbi coniugati, che sia la copula oppure verbo lessicale stesso. Precede la negazione, precede rien. Sono forme infinitive, non accordano con persona e numero con il soggetto, non coniugate ma appaiono nella specifica posizione, si differenziano dagli infiniti. In inglese, a parte alcune eccezioni per to be, ciò non accade mai *working not …

Es. 121.

In italiano il verbo coniugato precede qualsiasi elemento (avverbiale/quantificatori fluttuanti) in italiano il confronto viene fatto con niente/mica/più. Per i verbi coniugati il verbo occupa la posizione alta come in francese.

Ma il verbo infinito in italiano si comporta come un verbo finito.

Belletti 1990 dice che in italiano possono salire alla posizione di I anche gli infiniti. Non c’è differenza tra mangia e mangiare.

N123 a e b si comportano alla stessa maniera, essi si differenziano dal francese dove manger non può sorpassare pas. Si differenzia in lingue prodrop e non prodrop (francese dove non può salire alla posizione di I).

124 125.

124 è chiaro.

125 participio passato non può superare quantificatori mentre manger, con questo stile letterario, in una forma meno frequente ma non impossibile può superare parole come plus o rien. C’è una posizione dell’infinito subito prima di queste parole negative.

Infinito non può superare pas ma può trovarsi in una posizione leggermente più bassa prima di plus.

Tornando agli esempi italiani:

Il francese ci mostra la differenza tra 124 e 125 il verbo all’infinito si trova solo in quella posizione prima di plus. In italiano il movimento è obbligatorio, *per non più mangiare, ma il verbo si ferma lì? Non abbiamo elementi come pas per capire se si muove in posizione di I, ma vista l’evidenza del francese, forse possiamo dire che neanche in italiano sale e dunque la posizione del verbo è più bassa, il verbo si deve obbligatoriamente muovere in italiano, facoltativamente in francese. Rivediamo l’ipotesi che il verbo occupi la posizione I anche nell’esempio 123 b (proposta di Belletti).

All’interno di questo articolo si poteva cogliere questa evidenza del francese per fare una proposta diversa anche sull’italiano. L’articolo mostra l’ordine delle parole in lingue diverse e con forme diverse del verbo all’interno della stessa lingua: analizzando, confrontando inglese e francese abbiamo scoperto che francese ammette posizioni del verbo che non sono ammesse in inglese, secondo confronto è interno al francese: varie forme verbali coniugate, infinitive, si trovano rispetto a elementi della frase diverse (avverbi negativi, quantificatori, negazioni – tra ausiliari participi passati e verbi coniugati). Noi estendiamo il confronto anche all’italiano. Gli infiniti italiani sembrano confrontarsi in modo molto particolare, in 123 non ci costringono a ipotizzare che un infinito si sposti così in alto – contrasto con inglese. Ciò che vediamo in una lingua ci aiuta a comprendere ciò che in una lingua non è possibile verificare. In italiano non abbiamo un equivalente di pas la nostra è una negazione cliticizzata al verbo infinitivo o coniugato.

Il participio non può precedere pas, né elementi negativi. Tutti questi elementi devono precedere. In francese occupano una posizione molto bassa. Che segue plus, rien ecc.

In italiano se invece del verbo all’infinito abbiamo verbo al participio passato in francese non può superare il plus, in italiano è opzionale, non ha più mangiato, non ha mangiato più. Confrontando le lingue, in italiano tutto si sposta un po’ di più che in francese. Il confronto è anche internamente alla lingua analizzando le varie forme verbali.

Es. 127 abbiamo la struttura.

(51) Split inflection è stata suddivisa nei tratti che realizza, T e Agr due proiezioni diverse.

Il verbo si potrà trovare in v, in Agr e in T.

La negazione è la testa di Neg, pas è uno specificatore, ne si sposta in T. Agr perché pas non può mai essere superato dall’infinito.

La posizione di T è dove si cliticizza la negazione e come es. 128 altri elementi clitici devono trovarsi su T, perché non possiamo avere pronomi clitici su participio passato in posizione intermedia della frase ma questi elementi si cliticizzano tutti in T dove si trova l’ausiliare.

*J’ai le mangé.

Nota 43.

Frase interrogativa: la negazione ne si sposta assieme al verbo – forma un’unità sintattica perché si cliticizza.

Siamo arrivati a struttura pag. 414 o 51 su 61.

Es. 129.

Osservazione di Belletti: se abbiamo una split infl, la posizione più alta si dovrebbe chiamare Agr e più bassa T.

Perché?

Il morfema del tempo è più adiacente rispetto a quello dell’accordo, più vicino rispetto al verbo. Prima informazioni di tempo e poi di accordo. Nome che diamo a queste proiezioni nel caso di infl debba essere questo, e ciò ci permette di trovare un parallelismo tra ordine dei morfemi e ordine sintattico: mirror principle (Beker 1988) l’ordine che vediamo è speculare a quello che vediamo gerarchicamente).

Questo è contributo di Belletti su morfologia e adattando l’ipotesi di Pollock all’italiano.

Leggiamo l’articolo per i punti analizzati in classe. Analisi complessa e superata: analisi.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/04 Lingua e traduzione - lingua francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrepastoree di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Cardinaletti Anna.
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