Introduzione al corso
Approfondimento alle lingue nel loro utilizzo da parte di ogni individuo, quindi come noi “distribuiamo” il nostro patrimonio linguistico. La scienza che si occupa di questo è la sociolinguistica, branca relativamente nuova rispetto alla riflessione dell’uso delle lingue. La variazione delle lingue nello spazio e nel tempo è molto più recente e deriva da dei linguisti americani che negli anni 60 del 900, cominciarono a riflettere sulle opportunità di descrivere le lingue sulla base delle competenze dei parlanti.
Ferdinand de Saussure→ Descriveva e distingueva una “langue” da una “parole”:
- Lingua→ Sistema di parole
- Parola→ Come le parole combinano questi sistemi all’atto del parlare.
La lingua nell’uso appartiene alla sfera analitica della relazione (tra partecipanti, comunicazione) sono concetti propri della sociologia, scienza molto recente che nel corso del 800’, molte figure importanti fra studiosi dell’antropologia, hanno spinto molte scienze a differenziarsi. La sociologia ha come obiettivo lo studio delle società, ossia aggregati umani che lo fanno attraverso manifestazioni di tipo “culturale” quindi non fisico (correlazione fra lingua, razza e cultura), ma di tipo astratto. Con gli studi sociologici di Taylor, che teorizzò un comune comportamento sociale come fondamento della stessa.
Ex: Se io volessi identificare una società (italiana) rispetto ad un’altra (giapponese) non guarderei le caratteristiche fisiche, ma i suoi aspetti culturali.
Una società è un aggregato culturale, costituito da un insieme di gruppi. Le differenze presenti sono di tipo culturale. Se io volessi caratterizzare i diversi gruppi in una società, lo potrei fare mediante dei criteri di natura:
- Fissa → Ad esempio le differenze di genere (fisiche e culturali). La differenza sociale fra donna e uomo dipende da comportamenti culturali differenti. La distinzione fra i due gruppi è rigida, ma ciò che cambia è l’avvicinamento ed il rispetto a certi tratti oppure il non rispetto di certi tratti o anche l’introduzione di nuovi tratti
Ex: Una donna in pubblico non potrebbe bere quanto un uomo. Ex: Sedersi con le gambe aperte. Ex: Le donne non potrebbero dire troppe parolacce.
La stessa lingua varia in base ai gruppi sociali. Nei giovani, esiste il “gergo giovanile” ed infatti nel suo uso, l’individuo si identificherà in primis a quel gruppo sociale ed in secondo, a quel gruppo linguistico. In alcune indagini di natura sociologica, è anche importante il livello di scolarizzazione che ci da dimostrazione come i parlanti si relazionano con l’italiano standard. Per chi non è andato a scuola affatto, rispetto a chi invece ha fatto studi completi si è dimostrato come l’esposizione all’italiano è maggiore, al contrario, non c’è una forte pratica della lettura, mentre quella orale è marcata dall’uso dei dialetti.
- Fluida → La fluidità è data da una modalità diversa di osservazione della società. Ciò significa che ognuno può identificare un gruppo sociale differente in base all’occorrenza. Nell’arco di una sola giornata, posso prendere parte a diversi gruppi sociali e posso analizzarli. Sono gruppi che nel nostro quotidiano ci danno un ruolo temporaneo, ma talvolta si intrecciano con dei gruppi rigidi.
La sociolinguistica ha assunto questi concetti come parametri di riferimento per la lettura dei comportamenti linguistici. Questo è avvenuto negli anni 60’ del 900’, quando degli studiosi, si sono interessati alla variazione dell’inglese americano con l’inglese delle minoranze nei diversi gruppi sociali. Negli anni 60’, si ha il periodo di rivendicazione dei diritti degli indiani d’America ed in generale, si ha un periodo “maccartista” che impose il varo di alcune leggi di differenziazione razziale.
Nel gruppo afroamericano, si nota come William Labov, iniziatore della sociolinguistica americana, pubblicò “language in the inner city” descrivendo la variante afroamericana, come una lingua vera e propria.
Concetto di comunità ≠ società
- Società→ Connotato da comportamenti analoghi (linguistici, fisici). Coincide in termini spaziali, con un dato luogo geografico (società italiana). Insieme composito di diversi gruppi sociali con riferimenti culturali specifici e collettivi.
- Comunità→ Il concetto di comunità nasce in ambito religioso, in particolare in epoca medievale. In Europa, in epoca medievale, le prime comunità sono riunite nelle abbazie, monasteri e contengono caratteristiche che spesso sono utilizzate dagli studiosi ad oggi. In particolare, si fa riferimento al valore simbolico di alcuni elementi che lega una comunità con delle altre (ciò che lega i benedettini con i francescani, sono elementi di natura simbolica, come la fede o la cerimonia eucaristica).
In sociologia sono importanti le comunità linguistiche, ossia aggregati umani che attribuiscono un valore simbolico ad una stessa lingua che utilizzano. Questa è molto efficace nel caso delle minoranze, che necessitano di rappresentarsi. Le minoranze, per rappresentare una loro identità, attribuiscono un valore simbolico ad alcuni elementi che li caratterizzano e spesso è la lingua (ex: comunità Ladina delle alpi). Nel caso di nazioni più grandi come l’Italia, parlare di comunità sarà più difficile in quanto individuare gli elementi comuni che ci caratterizzano non hanno una forza di aggregazione abbastanza elevata. Ex: I tifosi durante una partita di calcio, sono soliti usare la bandiera come simbolo di aggregazione.
Al contrario, i dialetti hanno un valore simbolico maggiore in quanto sono delle “minoranze”. Questo spiega come mai, al momento di un viaggio estero quando due concittadini si trovano scatta un meccanismo di riconducimento al dialetto che viene parlato.
Vi sono lingue che simbolicamente superano i confini politici degli stati. L’italiano ha una portata simbolica minore, al contrario invece l’arabo classico (varietà tardomedievale dei testi coranici). In quel caso, è una lingua simbolo che ha una forza simbolica elevata a livello scritto molto più della sua oralità. Tutti coloro che riconoscono il culto islamico, anche nelle zone della Malesia e di Singapore, riconoscono la scrittura dell’arabo classico e pur non parlando l’arabo si riconoscono come arabofoni.
Ex: Spesso sono frequentanti di scuole coraniche che li istruiscono alla lettura dei testi sacri; quindi, i bambini maschi imparano a leggere i testi sacri in modo corretto rispettando la vocalizzazione in modo preciso questo criterio impartito dalla parola di dio → Alto valore simbolico.
Ex: Caso analogo, quello dell’ebraico moderno. Lingua semitica che deriva dalla famiglia linguistica dell’arabo. Diversamente da quest’ultima, è una lingua che si è rinnovata ma è rimasta “viva” pur essendo considerata estinta dopo il I secolo. Nel corso dell’800’ con la rinascita dei nazionalismi, è rinato quello sionista che grazie anche alla ricostruzione da parte di diversi studiosi, si è riusciti a ricostruirne il valore simbolico. Questo spiega come mai nel periodo precedente alle persecuzioni, si registravano dei flussi migratori dalla Russia e USA fino alla Palestina, nel periodo dove vi era distinzione fra cis-trans Giordania (stato di Israele odierno una volta era regno hascemita di Giordania dal 1914→ dato dagli stati europei agli hascemiti dopo lo sfaldamento del regno bizantino). Con la riscoperta della corrente sionista, si è animata al termine della Seconda guerra mondiale, il riconoscimento di un regno ebraico e nel corso del secolo, il movimento ideologico sionista ha ricostruito scientificamente la lingua ebraica, anche arricchendola di nuovi termini lessicali reimmettendola successivamente nelle scuole. Questo porta ai nuovi parlanti lo studio ex-novo dell’ebraico, ritornando ad essere una lingua materna. → Rimane comunque fermo il concetto di società-comunità ed infatti, un ebreo nordamericano si riconosce come appartenente alla società americana, ma alla comunità linguistica ebrea.
Lezione del 17/02/2022
Innovazione delle lingue
I giovani hanno una frequenza comunicativa informale più elevata, cosa che nelle altre classi non è presente. Non essendo nelle fasce di età produttive le altre classi, non hanno la possibilità di diffondere le novità. I giovani hanno:
- Maggior tempo per la socializzazione.
- Maggior mobilità.
I giovani comunicano con delle forme innovative e quando queste “escono” dal gruppo, cominciano ad influenzare il gruppo, si creano norme nell’uso. Queste possono attendere molto tempo prima di essere sottoposta a regole grammaticali o regole d’uso. Nel tempo, sono entrate delle novità che nel tempo si sono sedimentate. Questo fenomeno si nota nel lessico tecnico, ad esempio nel gergo informatico che sono state estratte e hanno incominciato ad essere usate nella quotidianità (“computer”→”calcolatore”). I gerghi giovanili, uscendo poi da determinate fasce di età, si adattano alle attitudini delle altre fasce sociali.
Nei nazionalismi 800eschi, nascono diverse unità politiche soprattutto in Italia. Questo porta ad una voglia di indipendenza, con anche la ricerca di elementi fondanti di una nazione. La lingua diventa quindi simbolo di una identità dove le nazioni devono convergere. Nel caso dell’Italia, l’unità linguistica non è stata precoce come nel caso dell’Inghilterra o Prussia. Fino al 1861, abbiamo le lingue di cancelleria dell’impero borbonico ossia francese e napoletano, mentre l’impero sabaudico parlava piemontese. Il processo di unificazione è stato basato su diversi strumenti che vennero usati nelle scuole. Se le altre nazioni erano avanzate a livello tecnologico, l’Italia era largamente arretrata. Col governo Crispi, si avrà l’introduzione del primo obbligo di scolarizzazione. Altri mezzi che fecero si di “aiutare” la scolarizzazione furono:
- Servizio di leva→ Prevedeva un rimescolamento delle fasce di età. Il disegno politico fu quello di sparpagliare diversi giovani nelle varie regioni italiane per favorire un rimescolamento delle lingue in modo comune, quindi chi era settentrionale al sud e viceversa. Per questo motivo, alcune zone come la provincia di Bolzano, dove la maggioranza è tedescofona, presenta una elevata quantità di lavoratori meridionali.
- Mezzi di comunicazione→ Nel 1938 comincia la trasmissione delle radio. Segue poi la nascita nel 1954 della televisione in Italia. L’attenzione alla corretta dizione ancora oggi è molto forte da parte della RAI, che non solo prevedeva una prova di ingresso di dizione italiana, ma anche con delle prove annuali somministrate. Queste si chiamano prove di correzionamento da parte del governo che fanno si di mantenere lineare l’apprendimento dell’italiano standard.
Nel 1976 il 4,6% degli italiani non sapevano apporre la propria firma sotto un documento, ma è l’ultimo dato che ci resta ed è significativo. Il concetto di identità è complesso, ma cosa caratterizza l’identità?
- Etnogenesi→ Da dove il gruppo si sia originato
- Lingua
- Religione
Nel caso dell’Italia:
- Lingua→ Processo molto importante
- Religione→ Religione cattolica che ha funto da aggregante, anche se la religione non comprende per l’intera società italiana un fulcro, ma solo per alcuni (problema dei crocifissi nelle scuole).
- Etnogenesi→ Da dove noi italiani arriviamo. Noi con l’esempio dell’Italia, dobbiamo fare riferimento alla mitologia con la storia dell’Impero Romano con Romolo e Remo. Anche se effettivamente, questo elemento non è sentito come centrale. Altri sono anche gli elementi simbolici come il tricolore.
Lezione del 2/03/2022
Quando noi riflettiamo sulle lingue
Attraversiamo concetti già visti ma li vediamo sotto una chiave differente, in particolare:
- Lingua come modello
- Lingua come sistema
- Lingua come convenzione
Lingua come modello
La parola “modello” ha una duplice definizione; riflettiamo ad esempio del concetto di modello come:
- Accezione del concetto di modello quello che si ha nelle arti pittoriche
- Concetto di modello come insieme di caratteristiche di riferimento, un qualcosa da seguire a livello di giustizia
Se riferito alle lingue, ognuna di queste ha un suo modello di riferimento e si ha quindi il concetto di un modello come riferimento per i parlanti delle lingue. In genere, va però associato al concetto di “varietà” (associate a classi o luoghi, dimensione diatopica→ distinzione della lingua italiana in varietà regionali, descrivibili in termini di differenze a livello di pronuncia, lessico, modi di dire. Ciascuna di queste aree regionali, sviluppa una sua lingua). Se pensiamo alla lingua italiana come modello, non mi riferisco alle varietà regionali, ma a quelle caratteristiche comuni che creano l’italiano standard.
→ Modello di lingua standard: È una varietà che rappresenta anche il modello di riferimento per ciascuna lingua. È un modello per:
- La descrizione→ Se acquisto una grammatica di lingua italiana, questa contiene le regole per imparare a far riferimento alla lingua italiana (modello standard). Per quanto concerne la nostra lingua, noi abbiamo la grammatica scientifica di Renzi in 4 volumi, estremamente analitica quindi complessa e non in uso nelle scuole e rappresenta nel suo insieme il modello di riferimento.
- Il suo uso→ Il modello di riferimento della lingua standard è quello in uso nella vita pubblica, ad esempio nello stato (ministeri, presidenza del Consiglio dei ministri, prefetture ecc.) la pubblica amministrazione deve quindi avere come riferimento il modello standard della lingua in uso.
→Sabino Cassese: Affronta il problema nella comunicazione coi cittadini. La lingua italiana era estremamente complessa e venne semplificata mediante una riforma sulla semplificazione dell’italiano istituzionale.
Ex: Istruzioni dei farmaci (bugiardini). I bugiardini di 30 anni fa erano espressi in italiano, ma erano pieni di tecnicismi che rendevano la lettura incomprensibile. Il livello di varietà è sceso notevolmente rendendo possibile la comprensione. L’italiano standard dell’italiano è quindi sempre in continua innovazione. Questo concetto vale per tutte le lingue che hanno un modello standard, ossia che hanno una o più lingue riconosciute come ufficiali e come tali, lo stato si esprime a livello pubblico con quella lingua.
Ex: L’inglese ha conosciuto una diffusione molto ampia anche in territori dove la lingua principale non era quest’ultima. Gradualmente l’inglese ha sostituito il francese, ma è presente come lingua ufficiale in molti paesi del mondo come USA e Canada, che hanno una storia linguistica propria. Altri paesi come l’impero britannico in oriente che ha avuto colonie africane e dove oggi l’inglese è lingua ufficiale. L’inglese del nord America nella sua varietà ufficiale è un modello con uno standard≠americano dallo standard britannico ed è un fatto avvenuto in tempi recenti, fu infatti un politico e linguista Webster che nella seconda metà dell’800, si batté contro il regno unito per il riconoscimento della varietà standard americana rispetto a quello inglese. Fino a quel momento, il regno unito aveva imposto lo standard britannico come varietà, ma a scopo politico. La storia dell’inglese americano ha lasciato spazio alla storia di altri standard, come:
- Standard australiano
- Standard nigeriano
Questo poi si traduce anche in regole grammaticali che debbono essere seguite. La lingua come modello è orientata verso quella varietà che assume un prestigio più alto.
→Prestigio: Nozione che si pensava fosse una valutazione dei parlanti attribuita alle varietà in modo rigido e fino a qualche anno fa si pensava che i parlanti avessero tutti una stessa scala di valori e nel nostro caso si pensava che tutti gli italiani, attribuissero allo standard italiano un prestigio alto, mentre alle varietà regionali uno più basso. Il concetto di prestigio è cambiato e risulta evidente come il prestigio che si attribuisce alle lingue fa riferimento al concetto di identità di parlante e persona (insieme di valori che si attribuisce a partire dalla sfera affettivo emotiva). L’identità stessa ha un concetto complesso che fa si che riguardi la sfera intima dell’individuo che dall’età adolescenziale risponde alla domanda “chi sono?”. Noi stessi creiamo la nostra identità sulla base di modelli linguistici e stilistici che alla fine ci rappresentano. Questa identità si costruisce su modelli di riferimento (come noi ci rappresentiamo in base alle scelte sull’abbigliamento, cibo, relazioni). Così noi facciamo con le lingue, quando parliamo. Non solo emettiamo dei suoni, ma anche esprimiamo una identità.
Il riferimento al prestigio delle lingue ha a che fare con una storia che affonda le sue radici nel XIX secolo quando i diversi paesi, vivono del fermento motivato dalle idee rivoluzionarie che porteranno ai moti risorgimentali. Il periodo del risorgimento è stato un momento di protesta giovanile, che ha portato alla ricerca di punti di riferimento identitari e questa idea di identità si è alimentata anche grazie alla ricerca di una lingua identitaria e per tutti (dibattito sull’italiano...
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