Lingua italiana nella comunicazione letteraria e giornalistica
Storia del giornalismo
Il termine di "giornale", da cui deriva quello di "giornalismo" inteso come un insieme di attività finalizzate a diffondere e a commentare le notizie, fu inizialmente legato al concetto di stampa periodica e poi di stampa quotidiana (anche se attualmente il termine è usato per tutti e due). Inoltre, dal punto di vista storico del termine, occorre riconoscere che il giornalismo nacque ufficialmente nel 1600 ed ebbe una forte diffusione a partire dal Settecento.
In particolare, fin dal Medioevo, incominciarono ad essere molto frequenti delle cronache che avevano lo scopo di raccontare fatti recenti e ciò risponde all’esigenza di ricevere informazioni e notizie sia a livello politico che commerciale.
Prima della nascita ufficiale dei giornali
Prima della nascita ufficiale dei giornali, nelle città si svilupparono:
- Avvisi: considerato come un prodotto più grezzo, gli avvisi erano dei documenti scritti a mano, che contenevano notizie di carattere politico, economico, commerciale (con l’obiettivo di stimolare e soddisfare continuamente la curiosità dell’uomo) e si caratterizzavano per il linguaggio colloquiale. Una particolarità degli avvisi è che erano presenti anche in periodi precedenti rispetto a quello medievale; infatti, alcuni studi dimostrano che erano già presenti delle prime forme di avvisi:
- Nell’antica Grecia: nelle agorà greche circolavano le effemeridi, cioè dei diari in cui venivano registrati giornalmente gli atti governativi più importanti della città.
- Nell’antica Roma: nelle piazze romane circolavano gli "acta", cioè dei documenti che trattavano le questioni del senato ed erano distinte in:
- Acta diurna
- Acta senatus
- Acta publica
Nel corso del tempo, però, gli avvisi ebbero una trasformazione, ovvero passarono dall’essere un documento riservato al privato (che desiderava delle notizie personali) all’essere un documento destinato al pubblico borghese letterario (il quale era maggiormente istruito) e, di conseguenza, le informazioni incominciarono ad essere raccolte e offerte a pagamento sulle gazzette.
- Gazzette: nel Cinquecento le prime gazzette erano molto simili agli avvisi, cioè erano brevi, scritte a mano e trattavano questioni politiche, economiche ma anche avvenimenti di cronaca nera. Nel corso del Seicento, invece, incominciarono a differenziarsi dagli avvisi per la comunicazione più strutturata, su uno/due fogli scritti su due colonne, e venivano stampate.
Per quanto riguarda l’origine del nome, alcuni studiosi sostengono che il termine "gazzetta" derivi dalla moneta coniata a Venezia (il cui valore corrispondeva a quello dei giornali), altri sostengono che derivi dalla gazza (un uccello chiacchierone e loquace) mentre altri ancora sostengono che derivi dal tedesco "Zeitung" ("notizia").
Diffusione di avvisi e gazzette
Le gazzette ebbero una maggiore diffusione rispetto agli avvisi perché:
- Sono stampate e si conservano meglio.
- Hanno una scadenza settimanale o bisettimanale.
- Presentavano maggiore puntualità delle notizie: rispetto ai menanti, ovvero coloro che scrivevano a mano gli avvisi, le gazzette potevano essere stampate (ottenendo una velocità di pubblicazione migliore).
- Abbonamenti: le gazzette potevano ottenere un incremento di denaro a inizio anno, per garantire la loro sopravvivenza sia da parte del pubblico che da parte delle pubblicità.
La sopravvivenza degli avvisi e delle gazzette, nel corso del Cinquecento e del Seicento, fu possibile per due ragioni:
- Essendo non stampate, sfuggivano alla censura perché non erano tracciabili nei registri di autorizzazione delle tipografie.
- Si affermarono anche all’estero.
- Per sfuggire dalla censura, i menanti cercarono di ottenere delle alleanze con gli stampatori.
- Sfruttando gli eventi caotici: attraverso il mezzo delle bugie, per sollecitare le curiosità delle persone e alimentare le situazioni caotiche, i menanti più intelligenti riuscirono ad ottenere dei vantaggi dai principi e dai cortigiani.
Controlli e censura
Questa diffusione sia degli avvisi che delle gazzette, oltre ad essere un vantaggio, portò anche ad una maggiore diffusione dei controlli da parte degli Stati, i quali variavano in base allo Stato di appartenenza; in particolar modo si diffusero:
- Repubblica di Venezia: essendo una delle 4 repubbliche marinare italiane, dal punto di vista commerciale Venezia fu un crocevia tra oriente e occidente, portando numerosi scambi di monete e merci; questo portò ad un aumento della necessità di ricevere le notizie (anche grazie alla maggiore tollerabilità della censura), incrementando la produzione delle gazzette. Inoltre, Venezia aveva un’alta fascia di lettori potenziali, composta da aristocratici ma anche da professionisti borghesi (come artigiani, avvocati). Quindi la repubblica era adatta per la sua posizione geografica, per le sue idee politiche e per il tessuto demografico (sul quale poterono diffondersi le notizie). Una delle gazzette più importanti fu la gazzetta veneta, la quale non solo conteneva notizie economiche e politiche ma anche notizie morali, (con l’obiettivo di offrire notizie incentrate su lezioni di morale).
- Stato pontificio: a differenza della repubblica di Venezia, la diffusione delle gazzette a Roma fu possibile grazie alla presenza della Santa Sede. In particolare, le gazzette e gli avvisi riuscivano ad ottenere un discreto reddito perché la città:
- Era divisa in fazioni nobiliari: le famiglie nobili ecclesiastiche, ovvero i cardinali e i vescovi, hanno il desiderio di conoscere le vite quotidiane di altre famiglie (soprattutto gli scandali).
- Le elezioni dei papi erano una questione affrontata anche da coloro che non facevano parte della gerarchia ecclesiastica.
- Era animata di vuoti di potere dati dalla rapide successione di papi e di governi.
Nonostante ciò, le gazzette romane erano fortemente limitate dalla censura romana, la quale agiva sia per:
- Difendere la purezza della fede, contro le idee eretiche.
- Perseguire i giornali o i menanti che erano visti con sospetto da parte dello Stato Pontificio.
Dall’altro lato, i governi delle varie città avevano compreso la potenza mediatica delle gazzette e, per ottenere vantaggi, riuscirono ad attirare su di sé alcune gazzette, ufficializzandole, con sistemi:
- Di privilegio: i governi concedevano delle libertà a giornalisti e stampatori considerati fidati.
- Di costruire delle redazioni regolarmente stipendiate.
Il passaggio principale dagli avvisi alle gazzette moderne, che portarono poi al giornalismo moderno, è dato principalmente dal fatto che le gazzette:
- Sono stampate.
- Garantiscono una periodicità (settimanale o bisettimanale).
- Garantiscono una maggiore puntualità delle notizie: rispetto ai menanti, ovvero coloro che scrivevano a mano gli avvisi, le gazzette potevano essere stampate (ottenendo una velocità di pubblicazione migliore).
- Possono contare sia sugli abbonamenti che sulle pubblicità: le gazzette potevano ottenere un incremento di denaro a inizio anno, per garantire la loro sopravvivenza, sia da parte del pubblico che da parte delle pubblicità. Quest’ultima, seppur rudimentale, fu il segno di una prima gestione economica indipendente.
Interazione con la società
Inoltre, va precisato come il giornale si trovi sempre più a interagire con la società e i suoi modelli: infatti tipologie diverse di società favoriscono tipologie differenti di giornalismo. Questo è possibile trovarlo sia nel giornalismo:
- Francese: dal punto di vista politico, in Francia vigeva ancora la monarchia assoluta (anche se apparentemente sia uno Stato Nazionale) in cui il re accentrava su di sé i tre grandi poteri dello Stato (esecutivo, legislativo e giuridico) e si identificava con la legge, con la religione e con la cultura francese. Dal punto di vista culturale e giornalistico, la libertà di stampa e di espressione non erano concesse dal sovrano e gli unici temi che gli intellettuali potevano trattare erano solo di tipologia culturale (che ebbe il salotto come luogo di incontro); di conseguenza il giornalismo francese si occupò esclusivamente di cultura (anche se alcuni giornali riuscirono a esprimere le loro opinioni in argomenti culturali) che conobbe tanto successo, tanto da essere importato in Italia. Il testimone significativo di questo andamento giornalistico in Francia è rappresentato dalla nascita, nel 1665, del "Jurnal des Scavants", un giornale in cui vengono trattate sia la scienza che la letteratura.
- Inglese: in Inghilterra, a differenza della Francia, la situazione politica era completamente diversa perché vigeva la monarchia costituzionale, in cui il potere del sovrano era regolato dalla Magna Carta Libertatum; con questo documento il sovrano, prima di prendere qualsiasi decisione, deve avere l’approvazione del Parlamento, che deve controllare che la sua azione non leda i principi della Magna Carta. Infatti, all’inizio del 1600, la famiglia Stewart ambiva ad instaurare una monarchia assoluta, abolendo di diritto la Magna Carta ma venne eliminata grazie all’azione del parlamento e dei cittadini inglesi che portarono Cromwell a diventare sovrano (anche se si rivelò un dittatore); la sua caduta si verificò grazie a Guglielmo d’Orange, il quale, senza spargimenti di sangue, riuscì a diventare sovrano e firmò la Bill of Rights Act, ovvero la dichiarazione dei diritti dove vengono sottolineati e approfonditi i diritti della Magna Carta.
Dal punto di vista giornalistico, lo scambio di idee politiche ed economiche avvenne nei Caffè, ovvero quei luoghi di incontro e di formazione dell’opinione pubblica in cui i borghesi discutevano di vari argomenti. Inoltre, i caffè erano anche luoghi di discussione sulla politica, trasformandosi anche in sedi di partito, informando la classe media sulle vicende politiche.
Giornali inglesi importanti
Sulla base di questi eventi, in Inghilterra sorgono importanti giornali come:
- Daily Courant (1702-1735): considerato come il primo documento importante della storia del giornalismo moderno, si presenta con mezzo foglio stampato su una facciata mentre sul retro sono ospitati gli annunci commerciali. In particolare, il giornale ospita notizie riprese da altri giornali senza commenti personali (rimanendo neutrale) e inaugura la cultura della notizia, cioè quello stile in cui le notizie sono fortemente sintetiche e le opinioni vengono lasciate in secondo piano per dare la possibilità al lettore di esprimere una propria opinione. Alla testata giornalistica inglese, inoltre, collaborarono autori come Daniel Defoe e Jonathan Swift in un periodo che vede molti scrittori come buoni giornalisti. In particolare, Defoe apre un suo giornale, "The Review" (1704-1713), da cui nasce il giornalismo politico d’opinione, cioè uno stile in cui si sceglie di lasciare poco spazio alle notizie frivole a favore di un maggior spazio alle notizie politiche; questa decisione è molto importante perché si dimostra come Defoe voglia richiamare il lettore alla necessità di formarsi un pensiero politico per entrare in un dibattito. Il rischio, però, è quello di sovrastare e sovrapporre il giudizio del giornalista a quello del lettore.
- The Tatler (1709-1711): fondato da Steel, "The Tatler" è un settimanale in cui si offrono notizie, argomenti di natura politica e attenzione al pubblico femminile (attraverso argomenti di moda e di cucina) con l’obiettivo di allargare il suo pubblico alla piccola borghesia e alle donne. In particolare, Steel aveva capito che il pubblico inglese fosse stanco delle vicende e dei continui scontri politici tra i Tories e i Whigs; per questa ragione decise di creare delle rubriche volte a denunciare i vizi della società, partendo dalle lettere che creava "ad hoc" o che riceveva, per delineare l’ideale del perfetto gentiluomo. Terminato nel 1711, Steel aiutò Addison (un suo collaboratore) a fondare lo "Spectator" (1711-1714), un quotidiano che cercò moralisticamente e ironicamente di indurre l’uomo alla conoscenza di sé e del mondo, considerati elementi fondamentali per giudicare e fare. Infatti, secondo Addison, la società non poteva essere unita se non addestrava gli individui ad essere consapevolmente maturi nei comportamenti e nei giudizi. Il pubblico inglese, tormentato da lotte violente, dimostrò di accogliere le idee di Addison attraverso la vendita di circa 10.000 copie e permise al giornale di aprire una sede in cui i frequentatori discutevano di diversi argomenti. Quindi, la funzione dello "Spectator" fu quello di staccare il giornale dalla dipendenza di accademie per renderlo autonomo nei suoi diritti di attualità, diventando il punto di riferimento di tutta l’Europa.
A partire dalla seconda metà del Settecento, i giornali dei letterati e le gazzette incominciarono a rivolgersi verso un pubblico più vasto, soprattutto i ceti urbani, perché:
- Il ceto medio esigeva una migliore istruzione.
- I burocrati e gli impiegati dovevano essere istruiti per necessità di lavoro.
Con questo si rafforza il legame tra la cultura e il giornale, accostandosi al rapporto tradizionale tra cultura e il libro, con il vantaggio di essere referente di una realtà concettualizzata sotto la forma di un codice che è più attento alle capacità ideologiche e mentali dei destinatari. Di conseguenza, il giornalismo passa da una cultura aristocratica a una cultura democratica.
- The Times (1785): fondato da Walter e considerato come il quotidiano moderno, il "The Times" è un giornale indipendente da ogni partito che cerca di rivolgersi alla società borghese, favorendo uno spirito individualista del lettore, e di collegarla alla Camera parlamentare con l’obiettivo di portare ai lettori la realtà borghese della società. Il grande sviluppo avverrà con il figlio, John Walter II, che riesce a mantenere il suo giornale grazie ad alcune idee innovative:
- Scelta accurata dei collaboratori.
- Capacità di coordinamento.
- Creare delle programmazioni, cioè la creazione di suddivisioni in cui veicolare le notizie sia per portare delle novità, in modo da attirare più lettori, sia per rendere meno pesante il lavoro del giornalista.
- Istituire la figura dell’inviato speciale: l’inviato speciale è una figura che recapita anticipatamente le notizie più importanti prima del comunicato ufficiale. Per esempio, il "The Times" è stato il primo giornale, nel 1789, a mandare le notizie sulla Rivoluzione francese ed è proprio questo giornale che ebbe i primi corrispondenti permanenti all’estero.
Il giornalismo in Italia
A differenza dell’Inghilterra e della Francia, l’Italia presenta una struttura politica completamente diversa: infatti, l’Italia è stato un territorio completamente diviso in numerosi Stati (sotto i domini stranieri) e in rapporto tra loro attraverso la politica dell’equilibrio, cioè 50 anni di pace caratterizzati dalla collaborazione tra sovrani e intellettuali (indicando questo periodo come dispotismo illuminato).
In questo clima politico culturale nasce "Il Caffè" (1764-1768), fondato dai fratelli Verri e guidato dalla casata degli Asburgo, un giornale che aveva come obiettivo di esporre argomenti culturali e politici alla classe sociale più bassa. Costruito sul modello dello "Spectator", con "Il Caffè" si ha l’impressione di usare lo strumento della parola per attuare una dichiarazione di guerra, cioè svegliare la società dal sonno della conservazione e da indirizzare verso scelte cosmopolite. Inoltre, analogo tra i due giornali, è l’intento di spingere i componenti della società alla lettura, affidando al mezzo pubblicistico la funzione di raggiungere quelle menti che sono impedite ad accedere alla cultura dei libri.
Quindi, se i libri sono composti da una élite di dotti per altri dotti, allora i giornali devono tener conto anche del popolo degli indotti, che ha bisogno di una circolazione maggiore di periodici per allenare la mente umana. Con questo "Il Caffè", anticipando alcune norme della psicologia e della sociologia della comunicazione, capì che non sempre si legge per apprendere ma per le spinte della moda; ciò non poteva essere ignorato perché la moda era un veicolo per correggere gli errori radicali del popolo.
Per quanto riguarda il titolo, il giornale si chiamava così perché si ebbe l’idea di legare il nome e l’oggetto, sostenendo che il caffè aiuta ad essere ragionevoli. Inoltre, i fratelli Verri volevano creare un giornale agile perché:
- I borghesi non avevano molto tempo libero da usufruire.
- Volevano creare curiosità e senso di appartenenza alla classe che frequentava i caffè.
- Insegnare l’illuminismo agli italiani, un popolo che doveva svilupparsi dal ritardo culturale.
- Volevano usare un linguaggio accessibile a tutti.
- Vogliono fare del bene alla patria: in questo punto, il giornale si mostra particolare perché gli Stati italiani non erano indipendenti ma erano sotto domini stranieri (per esempio la Lombardia e il Veneto sotto il dominio asburgico mentre il Meridione era sotto il dominio spagnolo) mentre i fratelli Verre puntavano sul sentimento patriottico italiano.
Di conseguenza, i fratelli Verre avevano come obiettivo di rendere gli italiani da uomini divisi a essere italiani e di evitare la censura:
- Politica: nonostante agisca contro l’Impero Asburgico, attraverso le pubblicazioni di notizie collegate ai moti risorgimentali, il giornale si dichiarava di non essere l’autore originale delle notizie che circolavano.
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