Politica comparata
Struttura del corso
Lezione del 28/02/2022
Esame da 6 CFU frequentanti
- A. Bosco, Le quattro crisi della Spagna, Bologna, il Mulino 2018
- C. Guarnieri, Il sistema politico italiano. Un paese in crisi, Bologna, il Mulino 2021
- A. Bosco e S. Verney, Electoral Epidemic: The Political Cost of the Economic Crisis in Southern Europe, 2010-11, in 'South European Society and Politics', vol. 17, no. 2, pp. 129-154 - scaricabile online dal sito della biblioteca
“Più restiamo all’estero e più ci stupiamo delle somiglianze”. La comparazione permette di dare luce e di far emergere le somiglianze e le differenze dei soggetti comparati, ci aiuta a guardare un sistema politico con occhi diversi. Il corso si divide in tre moduli, i primi due interessano i 6 CFU, il totale del corso è di per sé di 9 CFU.
Moduli del corso
Primo modulo
Metodologia e la disciplina il tutto all’interno della scienza politica. Andare a visionare il secondo capitolo del libro (potrebbe essere la più complessa).
Secondo e terzo modulo
Si occupano di Spagna e Italia. Ad esempio, entrambe sono legate dall’uscita da una dittatura e vanno verso una sfida per ricostruire la democrazia. Più recentemente i due paesi hanno attraversato la crisi economica e andremo ad analizzare in che modo, con quali esiti e quali sono state le misure adottate. Vi sono anche delle similitudini verso il sistema politico estremamente polarizzato e poi entrambi i paesi hanno partiti populisti (5Stelle-Podemos a sinistra e a destra Lega-Vox).
Essere frequentanti significa partecipare anche ad alcune attività che ci saranno nel corso del semestre. Nessuna prova intermedia, ci sarà però un appello straordinario per i frequentanti. Vi sono due tipi di attività:
- Rassegna stampa
- Ricerca da fare in piccoli gruppi
Dettagli delle attività
Rassegna stampa
(Visionare la rassegna stampa di Ceccanti che trovo sulla mail istituzionale) ogni lunedì si dovrà fare questo lavoro, cioè scegliere una notizia politica e un commento (una persona o gruppo stampa nazionale, una persona o un gruppo stampa internazionale); il commento va fatto con un’opinione sul fatto. Va mandato entro la domenica sera e preparare una slide con la notizia e il commento; la parte più importante è l’ultima nel dire se si è d’accordo o meno con il commento stesso.
Ricerca di gruppo con presentazione PPT
È necessario iscriversi all’emeroteca (quotidiano e settimanale) e prendere l’abitudine di leggere continuamente quotidiani e soprattutto ascoltare il podcast di Paolo Mieli.
Pre-appello
Fissato per il 30 maggio, chi non è soddisfatto del risultato non potrà ridare l’esame al primo appello di giugno, ma al secondo. I frequentanti sono coloro che fanno i lavori in aula sulla stampa e poi ci saranno delle altre occasioni di lavoro.
Politica comparata come disciplina
Lezione del 01/03/2022
La politica comparata è una sotto disciplina della scienza politica, essa non è l’unica, infatti, vi sono ad esempio relazioni internazionali, scienze dell’amministrazione, governo locale, sistema politico italiano ecc. Cosa caratterizza tutte queste discipline? È che la scienza politica non è normativa (occuparsi del dover essere), essa è una scienza empirica e si confronta quindi con la realtà. La politica comparata è vista come un insieme di fenomeni concreti, che vanno studiati come tali; è una concezione che risale al comportamento negli anni 20 e 30 del 900, corrente intellettuale che mette al centro il comportamento osservabile degli individui. Se troviamo dei riferimenti empirici è possibile trovare delle uniformità. È uno studio che si basa sullo stimolo (ambiente) e sulla risposta (comportamento) il tutto risulta perfettamente osservabile dallo studioso.
La politica comparata si è affermata ed è cresciuta prima di tutto negli USA a partire dalla prima metà degli anni 50. A cosa si deve? Al processo di decolonizzazione: in pochi decenni il numero degli stati indipendenti cresce senza sosta e si assiste alla espansione del mondo politico e l’espansione vuol dire dal punto di vista politico empirico (qualcosa che si può studiare), ciò si porta dietro tanti nuovi casi che possono essere studiati.
Nel 1952 il Social Science Research Council (è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti, indipendente, dedicata al progresso della ricerca nelle scienze sociali e nelle discipline correlate), organizza un seminario dedicato alla politica comparata, si inizia a parlare di una ‘nuova politica comparata’ che ha due obiettivi:
- Combattere il parrocchialismo, vedere il mondo con occhi nuovi evitare che vi sia quel modo di osservare in maniera ristretta e di nicchia.
- Superare il descrittivismo, cioè lavori che si limitano a descrivere, in questo caso vuol dire che non bisogna farsi prendere dall’idea che il caso di studio sia unico nel suo genere, perché spesso quello che succede nello studio, è quello di vedere tutto come particolare, specifico e irripetibile; bisogna creare invece dei concetti anche più astratti che possono essere applicati a casi diversi.
Cosa vuol dire comparare?
(Le tre tradizioni potrebbe essere una domanda d’esame) La comparazione è un metodo per controllare ipotetiche relazioni empiriche tra variabili in diversi casi. Comparare vuol dire porsi delle domande su singoli casi politici che, messi a confronto, possono portare ad affermazioni generali. Vi sono tre tradizioni di politica comparata:
- Lo studio dei singoli paesi, legato al periodo iniziale, comune negli USA, diventa “studio del caso”, approccio secondo il quale i casi singoli sono il primo step per la successiva comparazione.
- Metodologia, si occupa di stabilire le regole e gli standard dell’analisi comparata. Risponde alla domanda – Come si fa la comparazione? Include, tecniche di costruzione dei concetti, di analisi logica, scelta dei casi e di misurazione empirica. È quindi la linea guida della ricerca.
- Analisi comparata, mette insieme lo studio empirico dei casi e la metodologia. Si identificano e spiegano differenze e somiglianze tra i paesi o le loro istituzioni, i loro attori, i loro processi politici usando un metodo rigoroso. L’obiettivo è di arrivare ad una spiegazione verificando o falsificando ipotesi.
Posizione della politica comparata nella scienza politica contemporanea
Nella scienza politica contemporanea la politica comparata ha una posizione privilegiata:
- Non ha un’etichetta sostantiva, ovvero non tratta specifici contenuti.
- Ha piuttosto un’etichetta metodologica, ciò che contraddistingue la ricerca è il metodo.
Delle tre tradizioni analizziamo la seconda e la terza:
Metodologia
- Costruzione, - uso e misurazione dei concetti; - classificazione e tipologie; - passi della conoscenza scientifica; - caratteristiche del metodo comparato; - diversi tipi di comparazione.
Analisi comparata
Somiglianza e differenze Italia e Spagna.
Costruzione e uso dei concetti
Lezione del 02/03/2022
Il linguaggio è qualcosa che diamo per scontato, nel momento in cui abbiamo difficoltà tendiamo a reperire termini che magari sentiamo alla tv, radio o che leggiamo sui giornali. È importante usare le parole giuste, usare rigore terminologico. Le parole poi non possono essere usate a caso, soprattutto nel campo scientifico della scienza politica e/o della politica comparata, bisogna infatti seguire sempre il rigore terminologico; bisogna usare dei termini definiti esplicitamente, così da avere un linguaggio comprensibile.
Dalle parole ai concetti
- Le parole non sono neutre, trasmettono un modo di percepire la realtà. Trasmettono un punto di vista sulla realtà. Es. Luna= la parola che nei greci esprimeva luna era “mene” che significa misurare; dall’altra parte per i latini luna alla radice di “lucere” che significa illuminare. Altre parole che hanno significati simili sono ad esempio: neve (che per gli eschimesi non indica la sola parola generale, ma indicano il tipo di neve); cammello (per noi tale è, mentre i beduini hanno vari termini con cui indicarli); modo di contare (in una tribù in cui mancano i primi tre numeri, perché la loro misurazione si divide in: nessuno, uno o due, molti). Concludendo con un’affermazione di Sartori “nel linguaggio il pensiero è impacchettato” (possibile domanda d’esame). Dobbiamo stare attenti con le parole e dobbiamo definirle bene.
- Le parole rinviano ai concetti, che hanno precise regole di costruzione. Il concetto in principio è una sorta di “ritaglio mentale”. Immagine mentale di qualcosa che ci formiamo generalizzando su singole unità. Concetti empirici, sono osservabili e che “possiamo toccare” (partito politico, governo o parlamento). Concetti teorici, cioè che non hanno un referente empirico, ma solamente una teoria (rappresentanza, feedback, equilibrio) concetti che hanno un peso importante ma non osservabile empiricamente.
L’aspetto concettuale è cruciale nel formulare la domanda di ricerca e, quindi, decidere quali casi includere e quali variabili analizzare. La concettualizzazione e la classificazione consentono di rafforzare i concetti che permettono l’identificazione di casi comparabili. Un buon teorico/studioso aiuta a focalizzare la ricerca, selezionare le ipotesi, e utilizzare più efficacemente le nostre energie.
Che cosa significa comparare due o più realtà diverse?
Significa comparare due o più fenomeni che riconduciamo sotto la stessa categoria concettuale. Più precisamente, significa che compariamo le proprietà, cioè le caratteristiche specifiche, simili o differenti, del fenomeno osservato. Compariamo quindi, i valori o i modi (tipi) che le proprietà e le variabili simili assumono nel rispettivo fenomeno. Allo stesso modo compariamo proprietà, gli stati e i valori assunti da quelle variabili in un dato momento (comparazione sincronica) o in momenti diversi (comparazione diacronica). Un altro problema per gli studiosi è che non si può prescindere da alcune proprietà e non da altre, nella comparazione sarà inevitabile ricomporre tutte le proprietà e le variabili, riconducendoli al fenomeno studiato, sia per effettuare la comparazione più efficace sia per fornire spiegazioni più approfondite. Es. se compariamo due sistemi elettorali, non si può prescindere solo dalla nozione generale di sistema elettorale, inteso come la trasformazione delle preferenze degli elettori in seggi per gli eletti, ma dobbiamo considerare tutte le proprietà del caso e quindi, la formula elettorale, la dimensione dei collegi, l’esistenza di soglie di sbarramento, regole di ripartizione dei seggi ecc.
Triangolo 1946 di Ogden e Richards
Il triangolo ideato da Odgen e Richards si prefigura di precisare e delineare con un triangolo quali sono le componenti essenziali del concetto, esso sarà composto in basso a sinistra dal “termine” (la parola utilizzata es. tavolo), in cima dal “significato” (tavolo=piano su cui poggiare oggetti); in basso a destra il “referente” (l’oggetto a cui fa riferimento la parola, nel caso di tavolo il referente non è il singolo tavolo ma tutti i tavoli del mondo). Ogni concetto sarà così composto da una “struttura” triangolare, presuppone quindi la costruzione di questi tre aspetti o meglio dei tre lati del triangolo e che siano ben specificati per evitare gli errori.
Gli errori
- Il primo errore può sorgere quando non esiste una connessione chiaramente precisata e univoca fra termine e significato. Quando un termine ha più significati, tale sarà un “ambiguità” e viene infatti posizionato tra termine e significato come, ad esempio, la pubblicità di una ONG in cui si titolava “Per il Naga è importante lo stato di salute, non lo stato di provenienza”, qui l’ambiguità nello stato. Il problema di ambiguità si risolve dando immediatamente una definizione dichiarativa: cioè una definizione nella quale si dichiara quale è il significato del concetto/termine che useremo, dichiariamo quindi come useremo quel determinato termine. È quindi la descrizione dell’uso di un certo termine sulla base del controllo empirico. Il tutto avviene per evitare che ad una parola si diano più significati.
- Si ha poi la “vaghezza” quando cioè non è chiaro ciò che quel concetto pesca nella realtà. Il concetto ad esempio di disciplina parlamentare. Il significato potrebbe essere: ‘comportamenti e adempimento posti dall’appartenenza parlamentare’, quale è il referente empirico? Potremmo avere la ‘coerenza di voto’ se determinati parlamentari votano su quelle che sono le direttive del partito, in questo caso quindi la coerenza di voto è il referente empirico (ma che potrebbe essere anche la presenza nelle votazioni). La soluzione per risolvere tale problema è quello di dare una definizione operativa: essa specifica al suo interno i riferimenti empirici del concetto. Ciò afferma come proponiamo di etichettare, rilevare, misurare o identificare un particolare concetto empirico. Una definizione che specifica la controparte empirica del concetto, che indica quale è il campo dei referenti del concetto (esempio della tesi sulla disciplina parlamentare, la definizione operativa è il tasso di presenza/assenza dalle sedute). Per arrivare ad una definizione operativa vera e propria quando afferma che “considero conclusa la ricerca quando il parlamentare partecipa ad almeno il 70% delle votazioni in aula”, se questa è la definizione operativa i deputati Rossi, Gialli e Bianchi saranno ammessi alla ricerca quando adempiono a tale preconcetto di percentuale di votazione. Se vario la soglia, ciò che avviene è un ovvio cambiamento del referente empirico, quindi innalzando la soglia potrei avere un referente empirico diverso rispetto a prima. Per fare ciò è chiaro che io dovrò aver letto della letteratura che mi indirizzi in qualche modo nella scelta, ad esempio, della soglia di presenza delle varie legislature.
Ci sono degli elementi di relatività sia sul lato termine-significato (sono io che faccio una scelta e do una dichiarazione dichiarativa di come utilizzerò quell’oggetto) dopo di che quando andrò a fare la ricerca, sono sempre io che faccio la ricerca ma da una definizione operativa che mi misuri la realtà, in questo caso mi trovo nella parte del significato-referente.
Esempi generali
Prendendo ad esempio il termine di “mafia” potrei dare il significato di tutto ciò che viola il Codice penale, la funzione operativa potrebbe essere la ricerca in un determinato anno in cui si sono svolti dei processi. Altro esempio, il termine frequentanti dando una dichiarazione dichiarativa (studenti che stanno in aula a politica comparata) successivamente con una funzione dichiarativa ne do come criterio chi partecipa ad almeno il 60% delle lezioni in presenza. E ancora, individuo il termine “astensione al voto” dando come definizione dichiarativa, quale il comportamento degli elettori a non recarsi alle urne a esprimere la propria preferenza e dando come definizione dichiarativa i sondaggi risultati di voto (?).
Concetto di partito politico
Lezione del 07/03/2022
Connotazione - le caratteristiche di un partito
La definizione: Un partito è un gruppo organizzato che partecipa ad elezioni competitive con il fine di far accedere i suoi candidati alle cariche pubbliche rappresentative; se aggiungessi “i partiti in Europa” si aumenta la connotazione; mentre se tolgo ad esempio “elezioni competitive” ne diminuisce la connotazione, ma ne aumenta la denotazione.
Denotazione - i referenti empirici
Tutti i partiti esistenti (ed esistiti) a cui si applica la definizione. N.B: se aumenta la connotazione di contrappasso diminuisce la denotazione, sono inversamente proporzionate.
Scala di astrazione
Si va dal generale al particolare, si va in base alla loro connotazione e la loro denotazione:
- Concetti generali (elevata denotazione/limitata connotazione) esempio: Partito Politico
- Concetti specifici (limitata denotazione/elevata connotazione) esempio: Partito Politico di sinistra
La scala di astrazione definisce quindi concetti generali e concetti specifici:
- Concetti generali: si applicano ad un largo insieme di oggetti (hanno poche caratteristiche distintive, quindi sono molti).
- Concetti specifici: si applicano ad un insieme di oggetti limitati (hanno molte caratteristiche distintive, quindi sono pochi).
Stiracchiamento del concetto
Per “stiramento” del concetto si intende, l’ampliare dell’estensione o denotazione di un concetto senza una corrispondente riduzione dell’intensione o connotazione, vale a dire che le caratteristiche o le proprietà del significato. Questa è e può essere una delle ragioni della ‘mal classificazione’.
Ad esempio: la “democrazia consociativa” nella definizione di Lijphart è un concetto che nasce inizialmente in Olanda e in Belgio e intende una serie di caratteristiche precise che includevano referenze e una società contraddistinta da divisioni etniche, linguistiche e religiose. Tuttavia, con la diffusione della nozione di lessico politico e il suo uso sempre più...
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