Lezione 3: shock
Cos'è
È una sindrome in cui c'è pressione bassa con tachicardia e il paziente è confuso; è una risposta smodata del nostro organismo nei confronti di un agente esterno, riportando a delle ripercussioni.
Tipologie di shock
Ci sono quattro tipologie di shock:
- Shock ipovolemico: Il paziente, in seguito a emorragia, perde sangue e di conseguenza diventa freddo, ipoteso, tachicardico e può perdere i sensi; il paziente in questo tipo di shock ha perso molti liquidi. Il paziente appare pallido e suda freddo, la pressione è bassa (ipotermica), il cuore va veloce (tachicardico), inizia a chiudere gli occhi, a non rispondere alla chiamata e si contrae la diuresi, proprio perché la pressione non è tale da perfondere l'encefalo e il rene.
- Shock cardiogeno: Riguarda il cuore, ad esempio, infarto miocardico acuto. Questo tipo di shock prende il cuore e il sangue non arriva più ai tessuti.
- Shock ostruttivo: Il cuore non riesce a fare il proprio lavoro perché è bloccato. Questo tipo di shock può essere caratterizzato da due condizioni: tamponamento cardiaco e shock ostruttivo da pneumotorace.
- Il tamponamento cardiaco è quando, ad esempio, in seguito a un incidente stradale, il soggetto sbatte con il torace contro il volante e si forma del sangue all'interno del foglietto pericardico; il pericardio è la membrana che avvolge il cuore ed essendo chiusa, se si accumula del sangue, il sangue schiaccia il cuore; quindi, il cuore non può aprirsi per raccogliere sangue. In questi casi, bisogna innanzitutto accorgersene e poi drenare il sangue all'esterno.
- Lo shock ostruttivo da pneumotorace si ha quando il polmone non riesce ad espandersi perché l'aria entra nelle due pleure e non esce, andando a creare uno pneumotorace iperteso, in cui il polmone collassa su sé stesso e non riesce ad espandersi. Un aumento della pressione all'interno del torace iperteso porta all'arresto cardiaco.
- Shock distributivo: Lo shock distributivo si riconduce a shock settico e shock anafilattico.
- Shock settico: È il più frequente negli ospedali e la causa principale sono le infezioni. In questo caso i fluidi sono distribuiti in maniera sbagliata, provocando una vasodilatazione periferica per cui tutti i fluidi sono in periferia. Ogni tot anni viene rifatto il punto sullo shock settico per visionare se ci sono stati dei benefici da applicare. Le infezioni possono essere polmonite acquisita in ospedale e infezione ematogena (parte dal sangue, es. catetere vescicale, catetere CVC), portando a una riduzione a livello della ventilazione (il paziente è ipossico), il paziente diventa anche ipoteso, non urina più e si va a creare insufficienza renale. L'obiettivo principale è quello di risolvere il più velocemente possibile lo shock settico del paziente in modo tale che abbia più probabilità di uscirne fuori; se passa il momento della reversibilità si va verso una condizione che prende il nome di MOF (insufficienza multiorgano), in cui più organi sono compromessi e più difficile sarà tornare indietro. La terapia è quella di iniziare entro un'ora l'antibiotico; il medico spiega all'infermiere prima di somministrare l'antibiotico di chiedere al paziente se è allergico all'antibiotico, ma la cosa più importante è effettuare un EMOCOLTURA o OROCOLTURA. Per emocoltura si intende la coltura di un campione di sangue ottenuto in condizioni di sterilità; è un'importantissima tecnica per la diagnosi microbiologica di batteriemia o sepsi per dare così un nome al germe.
- Shock anafilattico: Riguarda, ad esempio, la puntura di insetto o anche l'utilizzo di antibiotico.
Frequenza degli shock
- Shock distributivo: 62%
- Shock circolatorio (collasso cardiocircolatorio): È una sindrome clinica che risulta da un'inadeguata perfusione dei tessuti dell'organismo.
- Shock ipovolemico: 16%
- Shock cardiogeno: 16%
- Shock ostruttivo: 2%
Radiologia interventistica
Attraverso l'incanalamento delle arterie si entra dentro con dei cateteri e si buttano dei tappi laddove il vaso perde.
Paziente fluid responder
Sta a significare che è stata trovata la giusta terapia per il paziente in cui ha perso i fluidi ed ha reagito nel modo giusto.
Paziente non responder
Sta a significare che...
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