Il microbiota e il ruolo dell'alimentazione nelle malattie sociali
Il ruolo dell'alimentazione nelle malattie sociali è un aspetto fondamentale della metodologia e del comportamento poiché l'alimentazione può modulare alcuni aspetti del nostro organismo, come può esporre a determinati rischi. Il microbiota intestinale (flora batterica) è un organo a tutti gli effetti, pesa più o meno quanto il fegato (all’incirca 1 kg-1½ kg). È un organo con delle funzioni cruciali, fondamentali, di modulazione dello stato di benessere, ma anche dello stato di patologia, di malattia.
Convive in perfetta simbiosi con le cellule del nostro organismo; conta un numero di cellule che è 100 volte superiore a quelle del nostro organismo. Al contrario delle nostre cellule, ha un patrimonio genetico che è estremamente modulabile, modificabile nel corso del tempo. Al contrario del nostro patrimonio genetico che sostanzialmente rimane stabile nel corso della nostra vita, ma non solo: è sostanzialmente sovrapponibile tra un essere umano e l’altro mentre il patrimonio genetico portato dal microbiota intestinale è responsabile del 95-97% delle variazioni inter individuali (quindi è diverso l’uno dall’altro).
Il microbiota: un organo modulatore
Parliamo esattamente di un organo in grado di modulare ogni aspetto del nostro vivere quotidiano, dal ritmo sonno-veglia, alle relazioni sociali, a tutte le patologie. Uno dei più importanti modulatori di questo microbiota intestinale, della flora intestinale, è l'alimentazione e la dieta che, guarda caso, è alla base come fattore di rischio di molte patologie. Il microbiota intestinale inevitabilmente interagisce pesantemente con l'ospite (l’host siamo noi, le nostre cellule, i nostri organi che interagiscono con quest’altro essere vivente che vive dentro di noi).
Questo microbiota è pesantemente condizionato dalla provenienza geografica, dall'etnia, dal ritmo circadiano, dai polimorfismi genetici ed epigenetici del nostro organismo, dal sistema nervoso, dall’alimentazione, dall’attività dell’immunità innata e adattativa. Allo stesso tempo, è condizionato da tutti i fattori, da tutti i metaboliti che noi produciamo a livello gastrico, a livello intestinale, come gli acidi biliari.
Il ruolo dell'alimentazione
Questi fattori sono a loro volta condizionati da una sola serie di fattori microbicidi di questo microbiota e ne sono citati alcuni esempi come la flagellina, il lipopolisaccaride e il peptidolicano. Tutti questi aspetti vivono in una perfetta simbiosi, ossia in una reciproca mutualità in cui l'organismo umano trae beneficio dal microbiota e la flora intestinale trae beneficio dalle cellule umane, dai prodotti del metabolismo umano.
Il 30-40% del microbiota del soggetto adulto può essere modificato e quando parliamo di modifica significa che il 30-40% del nostro patrimonio genetico della flora intestinale, non delle cellule umane, ma delle cellule batteriche che popolano il nostro intestino, popolano anche la cute, la cavità vaginale, la nostra bocca, tutte le mucose, i polmoni e i bronchi sono popolate dal microbiota. Il microbiota non è solo intestinale, ma riguarda vari organi, tutti gli organi non considerati sterili. Il 30-40% di questa popolazione è modificata nel corso dell'età, nel corso della vita di ogni soggetto, e la dieta è il principale modificatore, modulatore del microbiota.
Capito questo concetto, si comprendono tutte le patologie legate all'alimentazione. Al microbiota si associa la genetica, il 30-40% di tutto ciò è modificabile ed è modificabile con l'alimentazione.
Regimi dietetici e loro impatto
- Dieta ad alto contenuto di grassi animali e povera di fibre: provoca una serie di modificazioni del microbiota che si adatta ad avere a che fare con questa dieta. Il microbiota è un organismo estremamente resiliente, in grado di adattarsi in maniera pesante a tutto ciò con cui si trova ad avere a che fare. Avendo un'alimentazione ricca in proteine, in grassi animali e povera in fibre, il microbiota si adatta e inizieranno a crescere, svilupparsi e moltiplicarsi determinate specie microbiche, parliamo di batteri, virus, parassiti, funghi in grado di avere a che fare con questi alimenti e quindi se ne svilupperanno alcuni. Si formano organismi tolleranti alla bile, ai grassi animali, che riescono a metabolizzare particolari prodotti derivati dalle proteine animali, come i solfiti e l'acido solforico. Questo è importante perché i solfiti o la riduzione dei solfiti e dei metaboliti dell'acido solforico, provenienti dai grassi animali, dalle proteine animali, soprattutto dagli insaccati, sono fondamentali perché sono uno dei fattori più importanti di rischio per il cancro del colon retto e per i tumori in generale. È questo il motivo per cui una dieta ad alto contenuto di proteine e di grassi animali è un grosso fattore di rischio per i tumori e per il cancro del colon retto.
- Dieta mediterranea: con un alto contenuto di fibre e povera di grassi determina la crescita di determinate specie microbiche con una potentissima azione anti-infiammatoria e quindi potenzialmente ci può proteggere da una serie di patologie infiammatorie o infiammatorie croniche. Il microbiota intestinale viene modulato pesantemente da questo tipo di alimentazione; ciò che mangiamo ci modifica in maniera sensibile le funzioni non solo intestinali, ma anche le funzioni sistemiche e questa modulazione può avvenire nel corso di 24-48 ore. Noi possiamo cambiare completamente il nostro modo di mangiare da un giorno all'altro, il microbiota si adatta in maniera rapidissima a questa modulazione e in maniera molto importante, e da ciò ne deriva una pressante modulazione di tutte le funzioni del nostro organismo.
La colonizzazione del microbiota avviene alla nascita ed ha una composizione diversa, a seconda che il parto avvenga per via naturale o per parto cesario. Si viene a colonizzare un intestino che all'inizio è sterile; la gran parte dei germi commensali che colonizzeranno in quel momento l'organismo saranno di provenienza materna. Lo colonizza e attraverso un periodo di 2-3 anni, si stabilizza questa struttura, diventando una struttura portante che poi rappresenterà la struttura portante in tutta la vita del soggetto. Questa struttura, tuttavia, viene modulata, modificata da vari aspetti: primo fra tutti la nutrizione, ma poi abbiamo anche i fattori genetici, abbiamo lo stile di vita e l'età.
Microbiota nei diversi stadi di vita
Il microbiota dei centenari è un microbiota diverso da un soggetto in età prepuberale. In questo ambito, la nutrizione interviene pesantemente, ma ovviamente intervengono pesantemente farmaci antibiotici che rappresentano tutti quei fattori ambientali che costituiscono delle cause iatrogene di malattia. Il microbiota infatti, all'interno delle malattie sociali, è uno degli agenti principalmente modulati e modulanti ed è alla base di molte patologie della medicina sociale. Questo microbiota si forma e si stabilizza nei primi 12-24 mesi di vita ed è dipendente dalle modalità del parto, dal microbiota fecale della madre, dal tipo di allattamento (materno o artificiale), dall'ambiente esterno al bambino che condizionerà, in quei mesi di vita, la vita del bambino anche nell'età adulta.
Madre, padre, genitori, baby-sitter e parenti in generale, la presenza di animali sono tutti agenti che modulano pesantemente la fisiologia del neonato, ma condizioneranno pesantemente lo svilupparsi di determinate patologie, soprattutto le patologie autoimmuni, soprattutto patologie di carattere psichiatrico, neurologico nell'età adulta, perché modulano in senso pesante il microbiota, la flora intestinale che racchiude quel patrimonio genetico che è modificabile. Ad esempio, pazienti con malattia di Crohn o rettocolite ulcerosa riferiscono o fanno risalire l'insorgenza dei sintomi della malattia a un particolare evento stressante, a un lutto, a una separazione o un trauma stradale o qualsiasi tipo di trauma, di incidente, di stress importante.
Ci sono delle situazioni dove non si riesce a risalire all'entità del trauma, non si riesce a risalire alla motivazione, ma andando a risalire nella vita neonatale di questi soggetti, spesso si trovano situazioni di litigio familiare, di litigio tra genitori, di stress dell'ambiente che circondava il neonato o addirittura si riesce a risalire a stress della madre prima che il soggetto nascesse, che sono stati trasferiti al neonato e quindi poi al figlio in età adulta. Il veicolo è il microbiota che è in grado di mantenere questa informazione, che poi viene trasferita a livello di patologia autoimmune nel corso dell’età adulta.
Fattori di rischio e prevenzione
Quando parliamo di fattori di rischio parliamo di politiche di prevenzione. È importante conoscere l'importanza dell'allattamento a cui il soggetto è stato sottoposto, allattamento materno, allattamento artificiale, perché l'allattamento materno garantisce una serie di fattori microbiologici-immunologici che proteggono il neonato e lo proteggeranno non solo in quel momento, ma anche dall’esplicarsi in determinate patologie nel corso della sua vita adolescenziale e adulta.
L’allattamento materno ha delle importanti funzioni probiotiche, garantendo una modulazione sistemica, immunitaria, ma anche microbiologica a livello del microbiota intestinale. Al contrario, un allattamento artificiale con latte in formula fa venir meno questo tipo di aspetti proprio perché non fornisce quella serie di fattori immunologici tipici dell'allattamento materno; ne garantirà degli altri, altre funzionalità di determinati aspetti che però non riescono a sostituire completamente l'importanza di aspetti positivi dell’allattamento materno. Quando cessa l’allattamento materno si viene a modificare, in senso importante, anche il microbiota intestinale; quindi anche l'età a cui è stato sospeso l’allattamento materno diventa un aspetto fondamentale importante da indagare.
Al contrario, l' invecchiamento è un insieme di processi fisiopatologici che, drammaticamente nel tempo, compromettono l'equilibrio omeostatico tra ospite (host) e microbiota intestinale. Si modifica questo equilibrio, si viene a modificare completamente. L'alimentazione può modificarsi pesantemente nei soggetti anziani, per cui se voi avete e state valutando dei fattori di rischio, dovete aver ben chiaro come quel fattore di rischio agisce su quel tipo di popolazione. Dovete sapere che tipo di popolazione è (diverso è parlare di soggetti neonati o di ragazzi, di bambini, di adolescenti, diverso è parlare di alimentazione in un soggetto anziano).
Inevitabilmente la dieta nel soggetto anziano può cambiare per un gran numero di ragioni, tra cui la riduzione del gusto, del sapore, dell'odore, una perdita della masticazione e una perdita di capacità di deglutizione. Inoltre, i soggetti anziani hanno un rischio aumentato di malnutrizione e sono più soggetti a una ridotta qualità dell’alimentazione, con un aumento del consumo di alimenti ricchi in zuccheri raffinati, grassi animali e una riduzione della proporzione invece della fibra e dell’introduzione di frutta e verdura.
Questi fattori condizionano il vivere del soggetto anziano e devono essere valutati dall’assistente sanitario nel disegnare le politiche di prevenzione. Questo, ancora una volta, si esplica nelle alterazioni del microbiota intestinale che, negli studi che sono stati fatti, non è solo differente tra una popolazione che mangia sempre carne e grassi animali, e una popolazione che invece ha un'alimentazione a base di fibre. Il microbiota intestinale cambia nel soggetto anziano: se il soggetto anziano è ospite di una casa di riposo, mentre un altro vive nella propria casa circondata da familiari ed il microbiota intestinale è differente perché differente è la dieta che il soggetto assumerà.
Quindi abbiamo un soggetto anziano, stessa età, quello che cambia è il tipo di alimentazione. Qui incide l'assistente sanitario, vanno a incidere le politiche di prevenzione che devono conoscere l'ambiente in cui si muovono, conoscere il fattore di rischio per poter sviluppare degli strumenti adeguati per disegnare quelle politiche di prevenzione.
Ci si muove quindi tra un equilibrio molto delicato nel soggetto anziano, tra condizioni di salute, condizioni di fragilità che poi è alla base di tante patologie tipiche del soggetto anziano; per muoversi a questo livello bisogna conoscere la sua condizione, bisogna conoscere il tipo di alimentazione e tutti i disturbi che possono essere collegati a una cattiva alimentazione. I soggetti che vivono in una casa di riposo inevitabilmente, proprio per modifiche legate all’alimentazione, quindi al microbiota intestinale, hanno un'aumentata condizione di fragilità legata all'alimentazione, legato alla riduzione dello stato nutrizionale. Al contrario, quelli che vivono nella propria casa, circondata da affetti familiari, hanno un microbiota che è molto differente, molto più variegato, ha delle funzioni ottimali che vengono mantenute, che garantiscono una sanità al soggetto.
Fattori di rischio nelle malattie sociali
Uno dei punti cardine dei fattori di rischio tipici delle malattie sociali è l'alcool. Circa due milioni di soggetti al mondo bevono quotidianamente alcool. L'alcool si associa ad alterazioni microbiologiche che sono alla base di molte patologie alcol-correlate. L'uso dell'alcol è un uso che va controllato nel tempo e che abbiamo visto essere correlato alle malattie cardiovascolari, alle malattie epatiche, a determinate malattie di comune interesse gastroenterologico e che quindi devono interessarvi nell'ambito delle politiche di prevenzione.
I dolcificanti artificiali sono degli additivi alimentari che sono introdotti in molti cibi processati e servono a migliorare la stabilità, il gusto, la consistenza dei cibi, prevalentemente cibi processati. L'aspetto primario con cui viene approvato l'uso di dolcificanti artificiali è che non devono causare una tossicità acuta nel momento in cui li si assume. Tuttavia, questi dolcificanti artificiali possono causare delle alterazioni a medio-lungo termine a livello sistemico e ancora una volta, a livello della barriera intestinale, a livello del microbiota intestinale. Ad esempio, l'aspartame e il sucralosio sono in grado di alterare la tolleranza glucidica, che negli animali in cui è stato testato, si può recuperare con l'uso di antibiotici, quindi con la modulazione del microbiota intestinale. Questi dolcificanti artificiali sono un fattore di rischio per il diabete, per esempio, per malattie metaboliche perché vanno a modificare il microbiota intestinale in varia maniera.
Vanno a modificare alcune specie tra cui bacteroides, clostridiales, riduce i lattobacilli, questi sono tutti i batteri che hanno funzioni importanti nel metabolismo del glucosio, nel rilascio dell'insulina che controlla il metabolismo del glucosio. Stesso discorso per i maltodestrani che agiscono in maniera simile e modulano, tramite il microbiota, la tolleranza glucidica e quindi hanno un impatto pesantissimo sulle malattie metaboliche e sulle malattie cardiovascolari.
Al contrario, i polifenoli, li ritroviamo nella frutta, nel vino, in alcune bevande: arrivano a livello del colon e hanno una grossa capacità di incrementare i batteri con un'azione positiva, anti-infiammatoria, antineoplastica e riducono invece i patogeni, i batteri patogeni, batteri che causano infiammazione, che causano tumore. Quindi l'azione benefica dei polifenoli nel disegnare le politiche di prevenzione, di miglioramento dello stile di vita e di salute avviene tramite, ancora una volta, il microbiota intestinale.
Tutti gli studi che sono stati fatti sia negli animali che negli uomini con l'utilizzo di vari supplementi carichi di polifenoli come l'uva, il melograno, il cioccolato fondente, sono tutti alimenti con alto contenuto di polifenoli, in grado di modulare in senso positivo il microbiota intestinale, provocando delle alterazioni positive nel metabolismo. In questo ambito, sempre più importanza assume l'uso di fibre prebiotiche; sentite tanto parlare di inulina, di fruttoligosaccaridi, di betaoligosaccaridi che sono contenuti in determinati alimenti, come determinati tipi di verdura e frutta sono ricchi, per esempio, in inulina. I prebiotici sono sostanze in grado di indurre la crescita o l'attività di determinati microrganismi che contribuiscono al benessere dell’ospite, al benessere del soggetto. Questi prebiotici, che spesso trovate in farmacia, oltre che nell'alimentazione, hanno un'azione benefica positiva, esplicata attraverso il microbiota intestinale.
Diete e alimentazioni suggerite
Vari tipi di diete e di alimentazioni sono state suggerite nel corso degli anni e nel corso del tempo, tra cui questa alimentazione che va per la maggiore, soprattutto in alcuni disturbi gastrointestinali funzionali, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile che provoca dolore addominale cronico e alterazioni dell’alvo, ed è la dieta chiamata FODMAPS, ...
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