ECONOMIA
Corso di Ingegneria — Università di Pavia
Lezione 1
Introduzione ai concetti economici di base
Appunti rielaborati a partire dalle slide della lezione (36 pagine)
Le soluzioni e le formule scritte a mano dal docente sulle slide sono state integrate nel testo.
Economia — Lezione 1 · pag. 1
Indice
1. Che cos’è l’economia — scarsità, scelta, microeconomia e macroeconomia, frontiera delle possibilità
di produzione
2. Il metodo economico: i modelli — modello, variabili endogene ed esogene, ceteris paribus
3. Misurare l’economia: il PIL — PIL nominale e reale, reddito disponibile, PIL pro capite, crescita
storica, limiti del PIL
4. Decisioni economiche: costo opportunità e rendita economica — opzione di riserva, costo
economico, beneficio netto, rendita, incentivi, prezzi relativi
5. Specializzazione e vantaggio comparato — specializzazione, vantaggio assoluto e comparato,
esempio Sara e Carlo, guadagni dallo scambio
6. Mercati e imprese: concetti di base — mercato, impresa, fattori e funzione di produzione,
divisione del lavoro
7. Riepilogo della lezione
A. Glossario
B. Segnalazioni, incongruenze e punti ambigui — da verificare con il docente
Come leggere questi appunti
Il testo principale riprende e sviluppa il contenuto delle slide. Tre tipi di riquadro permettono di
distinguere ciò che non proviene direttamente dal docente:
Integrazione esterna (non presente nelle slide). Riquadro azzurro: chiarimenti, calcoli o esempi
aggiunti per facilitare lo studio. Non sono presenti nelle slide e non vanno attribuiti al docente.
Segnalazione. Riquadro giallo: incongruenze, ambiguità o parti poco leggibili del materiale,
segnalate senza correggerle arbitrariamente. Il dettaglio è nell’Appendice B.
Verifica. Riquadro verde: domande di verifica presenti nelle slide, con la soluzione scritta a mano dal
docente.
Le figure riportate sono ritagli delle slide originali; dove compaiono segni neri o blu, si tratta degli appunti
a mano del docente. Economia — Lezione 1 · pag. 2
1. Che cos’è l’economia
1.1 Le domande dell’economista
L’economia nasce dal tentativo di rispondere a domande che riguardano la vita di tutti i giorni e la storia
delle società. Le slide ne propongono quattro, che fanno da filo conduttore al corso:
• Come siamo arrivati a vivere nel modo in cui viviamo? Perché alcuni paesi sono così tanto più
ricchi di altri?
• Come si spiegano le scelte quotidiane: cosa comprare, quanto lavorare, cosa produrre?
• Quali teorie spiegano ciò che osserviamo e quali dati abbiamo per verificarle?
• Come si adattano le teorie quando il mondo cambia?
Le prime due domande riguardano ciò che si vuole spiegare, le ultime due il metodo: l’economia procede
formulando teorie, confrontandole con i dati e rivedendole quando le osservazioni lo richiedono.
1.2 Scarsità e scelta
L’economia è la scienza sociale che studia come le persone, le imprese e la società usano risorse limitate
per soddisfare bisogni che sono, di fatto, illimitati.
Il concetto di partenza è la scarsità: non abbiamo mai abbastanza tempo, denaro o risorse per fare tutto
ciò che vorremmo. Ne discende una conseguenza diretta: ogni scelta implica una rinuncia. Questa idea
verrà formalizzata nel capitolo 4 con il concetto di costo opportunità.
L’economia si articola in due grandi aree, entrambe trattate nel corso:
• microeconomia: studia le scelte individuali (consumatori, imprese);
• macroeconomia: studia il funzionamento dell’intero sistema economico.
1.3 La frontiera delle possibilità di produzione (PPF)
La scarsità può essere rappresentata graficamente dalla frontiera delle possibilità di produzione (in
inglese PPF, *production possibilities frontier*). Il grafico considera due beni, X (asse orizzontale) e Y
(asse verticale), e mostra le combinazioni di quantità che l’economia può produrre con le risorse di cui
dispone. Economia — Lezione 1 · pag. 3
Figura 1 — La frontiera delle possibilità di produzione (slide 5, con gli appunti a mano del docente).
Il grafico si legge così:
• Punti sulla frontiera (A ed E): uso efficiente delle risorse. Le risorse sono impiegate al meglio e
per produrre di più di un bene occorre produrre meno dell’altro.
• Punti all’interno della frontiera (B): uso inefficiente. Le risorse sono disponibili ma
sottoutilizzate, cioè sprecate.
• Punti oltre la frontiera (C): combinazioni irraggiungibili con le risorse attuali.
Il docente ha annotato a mano alcune quantità. Dal grafico si ricavano le seguenti coordinate (X; Y):
Punto Coordinate (X; Y) Significato
A (40; 80) Sulla frontiera: uso efficiente delle risorse
B (40; 40) Interno alla frontiera: risorse sottoutilizzate
(inefficiente)
E (80; 40) Sulla frontiera: uso efficiente (coordinate lette dalle
linee tratteggiate; vedi Appendice B)
C non quantificato Oltre la frontiera: irraggiungibile con le risorse attuali
La freccia che collega A a E illustra il trade-off (scambio compensativo) lungo la frontiera: passando da A
a E si produce più bene X, ma si rinuncia a una parte di bene Y. Questa rinuncia è il costo opportunità
dell’aumento di X. Per i valori annotati, passando da A (40; 80) a E (80; 40), si guadagnano 40 unità di X
al prezzo di 40 unità di Y. La frontiera ha forma curva (concava rispetto all’origine), come mostra la slide.
Nella slide 27, invece, le frontiere sono rappresentate come rette (vedi capitolo 5).
Segnalazione. le coordinate di E e il significato dei segni neri alle intercette degli assi non sono
univoci: vedi Appendice B, nota 3. Economia — Lezione 1 · pag. 4
Verifica. Un punto come B nel grafico rappresenta…
A) una combinazione impossibile da produrre con le risorse attuali; B) un uso efficiente delle risorse,
sulla frontiera; C) un uso inefficiente: risorse disponibili ma non sfruttate appieno; D) il punto in cui
il costo opportunità è pari a zero.
Soluzione scritta a mano dal docente: C. B è interno alla frontiera, quindi le risorse sono
sottoutilizzate. A descrive il punto C del grafico; B descrive A ed E.
Economia — Lezione 1 · pag. 5
2. Il metodo economico: i modelli
2.1 Che cos’è un modello economico
Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà, costruita per capire una relazione specifica
ignorando i dettagli non rilevanti. Un esempio non economico è la cartina della metropolitana: è un
“modello” della città, utile per orientarsi, inutile per conoscere l’architettura degli edifici.
Ne derivano alcune caratteristiche importanti:
• ogni modello economico si basa su ipotesi esplicite: che cosa si include, che cosa si lascia fuori e
perché;
• uno stesso fenomeno può richiedere modelli diversi, a seconda della domanda a cui si vuole
rispondere.
2.2 Variabili endogene ed esogene; ipotesi ceteris paribus
• Variabile esogena: è determinata fuori dal modello e viene presa come data. Esempio: il prezzo
mondiale del petrolio per una piccola impresa.
• Variabile endogena: è spiegata dal modello stesso, cioè è il risultato che si vuole capire.
Esempio: quanto un’impresa decide di produrre.
• Ceteris paribus (dal latino, “restando tutto il resto invariato”): quando si analizza l’effetto di
una variabile, si tengono temporaneamente ferme le altre, per isolarne l’effetto.
Per uno studente di ingegneria il ceteris paribus coincide con il principio della derivata parziale: la
quantità ∂y/∂x misura l’effetto di x su y tenendo fisse le altre variabili.
Un modello economico tipico funziona dunque così: date le variabili esogene e le ipotesi sul
comportamento degli agenti, il modello determina il valore delle variabili endogene. Un esempio è la
determinazione del prezzo e della quantità di equilibrio.
Verifica. In un modello che spiega quanto caffè acquista un consumatore, il prezzo del tè è
tipicamente…
A) una variabile endogena, perché dipende dal consumatore; B) una variabile esogena, presa come
data dal modello; C) né endogena né esogena; D) sempre uguale al prezzo del caffè per ipotesi.
Soluzione scritta a mano dal docente: B. Il prezzo del tè è determinato fuori dal modello; la quantità
di caffè acquistata è invece la variabile endogena.
Economia — Lezione 1 · pag. 6
3. Misurare l’economia: il PIL
3.1 Definizione di PIL
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un’economia
in un dato periodo (ad esempio un anno). È usato come indicatore sintetico delle dimensioni e della
“salute” di un’economia.
Il PIL nominale è la somma, per tutti i beni e servizi dell’eco