La forma breve
La forma breve (short form) è solitamente associata al racconto nella cultura anglosassone. Abbiamo analizzato 4 tipi di forma breve tramite 4 diversi autori: Hebel (1760-1826), Kleist (1777-1811), Schlegel (1772-1829) e Lichtenberg (1742-1799). Queste forme brevi sono di vario genere e in certi casi sono delle sentenze o dei ragionamenti con argomenti urgenti per il tempo in cui appaiono.
Tipica della forma breve è una situazione fitta di conflitti spesso rappresentata in modo accennato, e sempre connotata da emozioni. Per il suo poco spazio, deve esserci un’accelerazione interna. Nella forma breve la storia si sviluppa in pochi luoghi, l’azione è concentrata e ha un unico sviluppo principale. Viene rappresentato uno spaccato della vita della persona che agisce/della figura. In genere c’è un’alternanza di fortuna (Glückswessel), “peripateia” (peripezia). I temi delle storie brevi sono attuali: si ha la quotidianità delle azioni/persone, che non spiccano dalla massa e non hanno nulla di eroico. Si tratta di Kurzgeschichte, parabole di vita di persone normali. Qui si ha la storia breve (genere aperto), che non è la forma breve.
Johann Peter Hebel
Nel 1803, il suo esordio con Poesie Alemanne (Alemmanische Gedichte), sua principale opera. Il suo racconto maggiore è “Schatzkästlein des rhenischen Hausfreundes” (1811), “dell’amico di famiglia renano”. Si hanno tre elementi di interesse:
- Idea di una raccolta come piccolo tesoro
- Idea della posizione geografica della zona renana
- Idea dell’amico di famiglia
È un’operazione intima di scambio di materiali tra persone unite da un rapporto di fiducia. L’opera è una rielaborazione delle storie di calendario in termini narrativi, trasformando l’arido manuale di storie per contadini in una raccolta di racconti brevi. In essa si ha un caldo umorismo e un’intenzione pedagogica:
- Pasture protestante che educa i suoi fedeli non in Chiesa, ma tra quotidianità e vita religiosa, unendo sacro e profano. Si tratta di una pedagogia che insegna la morale senza prediche religiose, usando i racconti come parabole, diffondendo l’idea della buona morale attraverso una letteratura godibile anche a chi non era credente.
- Punto apicale (Pointe) dove si concentra l’arguzia con un tono ironico, ma rispettoso, nei confronti di chi agisce in queste storie.
Questo autore, ignorato per molto dalla critica letteraria, piacque a Goethe. Hebel ricevette elogi anche da Walter Benjamin, Heidegger, Jean Paul. Hebel scrisse anche racconti biblici per i giovani (pillole). Durante la sua esistenza svolse la funzione di pastore protestante, ma anche di professore, preside, e collaborò per molti a partire dal 1807 con l’almanacco popolare con cui scrisse racconti e novelle.
Storie di calendario (Kalendargeschichte)
Sono un conio germanico, legate alla cultura alemanna. Queste storie nascono per il mondo contadino tra il XVI e il XVII secolo come rappresentazione dei cicli dell’anno, scanditi da stagioni/attività contadine, come riferimento per i proprietari terrieri che dovevano seguire accorgimenti per lavorare la terra e seguire cicli lunari/solari per controllare il raccolto. Le storie di calendario seguono l’alternanza delle stagioni e i periodi dell’anno caratterizzati da specifiche attività contadine. In questi calendari, almanacchi, letti non dai contadini ma dai proprietari fondiari, si raccoglievano precetti per la salute, agiografia (storia dei santi) e alcune parabole.
Schwank
Sono assunti elementi di altre forme brevi, come lo Schwank, con carattere grottesco e dissacrante.
- Le storie di calendario alla Hebel: hanno un tono grottesco tipico degli Schwank e provengono dal calendario popolare.
- Terminano con una svolta salace tramite cui il lettore si rende conto di dove è posto l’accento. La Pointe è il punto di svolta dove si capisce dove va a parare la premessa. C’è un aspetto di climax.
Hebel inizia il suo discorso spesso con delle “Merke” (annota questo fatto perché alla fine del racconto capirai perché da determinate premesse si giunge a determinati risultati). In certi racconti compaiono anche le anime belle, il suo intento è far provare simpatia per questi personaggi che si fanno prendere per il naso. Queste storie erano spesso le uniche letture di strati della popolazione che non avevano una specifica istruzione. Esse erano molto illustrate, e presentavano scritte che tutti potevano leggere e capire. C’erano anche regole meteorologiche, consigli per la salute, consigli pratici, ricette di cucina, o perle di saggezza in generale. Queste storie mostravano vizi e virtù dell’uomo in forma colloquiale, facendo vedere come le persone possono mutare il loro stato sulla base di determinate circostanze in quanto non sono soggetti immutabili, ma con sentimenti.
Merkwürdigen Begebenheiten: i racconti hanno lo scopo di potenziare il suo valore di intrattenimento con un elemento narrativo e ironico che fa sentire la presenza dell’autore con un suo giudizio implicito.
Aspetto linguistico
Il discorso orale. Il racconto sembra una conversazione tra persone. Sono racconti scritti in un registro popolare, e quindi non è una lingua alta, ma con una tecnica narrativa raffinata. Molti racconti sfatano i miti negativi della superstizione, facendo capire quanto sia sciocco essere superstiziosi (il mondo contadino era ricco di superstizioni). Hebel vuole far capire dove stava il comportamento etico corretto senza spaventare le persone con orrifici scenari di punizione divina che caratterizzano la pedagogia della Chiesa.
Unverhofftes Wiedersehen
La più magistrale delle esperienze delle storie di calendario è “Unverhofftes Wiedersehen”, racconto breve con parabola ben costruita e con un insegnamento molto profondo. Questo genere viene ripreso da Bertolt Brecht con soluzioni legate al suo sperimentalismo scientifico.
Kalendargeschichte
Si tratta di un autore legato alla vita contadina, che lavora all’elaborazione delle Kalendargeschichten. Per lavorare a queste aveva dovuto aver studiato a fondo le Georgiche, iniziate nel 37 a.C. e legate alla meditazione. Hebel sviluppa l’idea che si possa insegnare ai propri fedeli/allievi l’idea di un cosmo sicuro.
Il terremoto di Lisbona (1775) aveva dimostrato che tutto era molto precario. Nel 1776, Voltaire pubblica una poesia, e non un saggio come suo solito, sul terremoto, e ciò vuol dire che di fronte alla catastrofe è necessario trovare formati narrativi più consoni. Il paradosso di Voltaire si lega alla provocazione di una riflessione su quale sia la natura di Dio e cosa voglia Dio per l’uomo.
Hebel si allontana dall’idea di un cosmo sicuro, avventurandosi su un terreno definito “Einbruch des Ungewohnten”, ossia l’irruzione di un elemento di disturbo. La forma breve si apre ad una condizione normale che può sfociare nell’imponderabile. Hebel disegna il cambio di atteggiamento che l’uomo ha verso la natura quando incombe una minaccia. Tra il 1803 e il 1807 pubblica la raccolta di Kalendergeschichten.
Unglück der Stadt Leiden
Si tratta di una delle storie più famose di Hebel. “Leiden” (“soffrire”, ma anche una città nei Paesi Bassi): paradosso, si parla della sfortuna di una città che premonisce sofferenza già nel suo nome (viene personificata la città, come se fosse ignara del destino che porta il suo nome).
Hebel precisa sempre le date, vicine all’epoca in cui vive (fatti recenti, a volte accaduti davvero). Il formato è la cronaca, come Kleist. Sebald prende il periodare di Hebel quando fa lunghe digressioni in prosa. Qui invece si ha un regime periscopico, con una successione di descrizioni di cose che succedono. Hebel è molto puntiglioso (specifica il numero delle case del villaggio).
Di tutti coloro che vivono nella città di Leiden, dà loro la parola, creando un coro di voci. Si ha un linguaggio popolare, un ambiente con gente comune, e un senso di fatalismo e laboriosità. Le sue parabole hanno esito simile ai testi sacri, ma con uno scenario vicino alla quotidianità umana. Si tratta di storie di gente comune, prese dal lavoro e dalle attività artigianali. Improvvisamente vi è uno schianto, un fragore intenso, una esplosione. Solitamente è possibile prevedere catastrofi naturali, mentre qui no.
Vi è un uso dei participi passati, ed è molto attento alla scelta dei termini/verbi da usare. Utilizza un registro apocalittico, ma moderato in quanto Hebel rassicura che l’uomo può controllare queste azioni. Si ha il dispiacere per la perdita del bello (crollo di numerosi edifici). Vi è l’idea per cui l’essere in una comunità non aiuta di fronte a certe gravi insidie. Il pastore emerge in un’ultima parte. Si sente il buon senso della parola di Hebel come convenzione di valore che si stabilisce in una comunità, e aiuta a capire la via da seguire e quella da abbandonare.
Alla fine del racconto, il focus è posto su Olanda e Inghilterra. Non si possono lasciare i morti nelle fosse comuni: la degna sepoltura è quella dove i parenti possono piangere i propri morti individualmente. Si fa volontariato (Hülfsmittel): Olanda e Inghilterra erano in lotta, ma aiuti sono mandati da Londra. Ciò è cosa buona perché la guerra non deve penetrare nei cuori degli uomini.
Valutazione sull’autore
Benjamin su Hebel, dice che “è come se Hebel scrivesse le sue storie nei verbali del giudizio universale”, ossia è come se fossimo chiamati alla fine dei giorni a rendere conto al giudizio divino. C’è sempre una spinta verso l’estremo che però non diventa mai esagerazione.
Hebel vuole coltivare un’idea della letteratura accessibile a tutti e appassionante perché simile alle cose che succedono davvero, e non a quelle raccontate nelle parabole sacre lontane da noi. Il suo intento è di “instaurare un rapporto stabile tra mondo religioso e mondo laico tramite la propria opera”, facendole comunicare tra loro, insegnando buon senso, bontà d’animo e i principi di reciprocità e carità cristiana, che stavano a lui a cuore.
Nel 1818 Hebel, capo della comunità luterana della chiesa evangelico-protestante, elabora un testo ad uso scolastico contenente le storie più importanti del Nuovo e del Vecchio Testamento, pubblicato nel 1824 ma ritirato nel 1855 dalle autorità religiose in quanto presentava divagazioni poco ortodosse. La raccolta del 1824 conteneva 59 testi del Vecchio e 64 nel Nuovo Testamento. Nei testi sacri, tutto ciò che accade dipende dalla autorità diretta di Dio, per Hebel invece le forze della natura si manifestano da sole, senza essere indotte da Dio. Questo è molto laico da parte sua. Ciò mostra la sua intenzione di trasmettere una “Naturbegeisterung”, ossia un entusiasmo per gli avvenimenti naturali.
Migros
Kannitverstan: Si ha il paradosso per cui bisogna per forza andare a sbattere il naso contro una cosa che non si capisce per poterla svelare. Il personaggio è un sempliciotto, un ragazzotto che lavorava come manovale e che viene proiettato ad Amsterdam. Si ha un senso di stupore e ammirazione del personaggio, un sublime dinamico, qualcosa che si manifesta come irraggiungibile e davanti a cui ci si sente piccoli e poco importanti. C’è minuziosità nella descrizione, che apre gli occhi ai dettagli e suggerisce di osservare in modo analitico ed esaminare le cose per imparare e rendersi conto delle diversità. Si ha un approccio gentile e famigliare (Guter Freund) verso un passante sconosciuto su qualcosa che non si sa. L’uomo che però probabilmente aveva qualcosa di più importante da fare gli dice, brusco, “Kannitverstand” e “Schnauzig” (espressione molto popolare, “chiudi il becco”). Nasce però un malinteso: il forestiero pensa che “Kannitverstand” sia il nome del luogo di cui cercava notizie.
Si apre all’esotico, con una nave proveniente dall’India orientale che scarica la sua merce. La fantasia del ragazzo fa delle parabole: inizia a fantasticare su questo signore e i suoi beni. Sempre di lui si parla quando si parla di tali merci. Altro elemento importante è il cromatismo dei racconti di Hebel con una prevalenza di rosso e nero. Il ragazzo è poco istruito ma non è villano perché di fronte alla morte è curioso e chiede di più. Hebel come uomo di Chiesa dice che questo uomo semplice è più computo di fronte alla predica incomprensibile in olandese e certe noiose prediche dei predicatori protestanti tedeschi. Il senso del racconto è che bisogna sempre stupirsi di fronte alle cose che non si conoscono, non si può mai presumere a priori di sapere ciò che non si è imparato. La morale del racconto è che non bisogna mai invidiare i beni altrui perché si deve pensare che tutti sono destinati a morire (i più ricchi e i più poveri). Si tratta anche di una lezione di umiltà che viene data attraverso la figura di questo semplice giovane rispettoso di fronte alla vita degli altri a prescindere.
Der silberne Löffel und andere Parabeln
In Wien: indicazione di luogo non rilevante per il racconto, ma è una sfida immaginativa fatta al lettore per calarsi in una dimensione diversa rispetto alla sua provincia. Inizia introducendo il pensiero del personaggio, che pensa a cose essenziali, legate a bisogni primari. Si ha un’ambientazione semplice e conviviale. Le sue storie hanno situazioni collettive da presentare, perché il senso è quello della amicizia/inimicizia che deve essere risolta, o di quotidianità che lega le diverse persone di una comunità. Suggerisce di non giudicare mai in un modo solo. Non dà precetti, è bilanciato nelle sue valutazioni. Avvicinamento del narratore al lettore: prima si ha l’introduzione descrittiva, poi la voce del lettore, poi un pubblico di personaggi, e poi il Leser, interlocutore preferito del narratore, che fa parte di questo mondo, però è come se l’autore lo mettesse sul suo stesso piano, guardando insieme a lui la scena, dialogando con lui su quello che accade.
Sprechen – Diskutieren – Disputieren: La disputa è sempre dialettica, implica una contrapposizione non necessariamente aggressiva, ma significa confrontarsi su posizioni diverse. Pioggia di sassi che indica o un’eruzione vulcanica o qualche fenomeno non meglio definibile. Ci fu una valanga/slavina (potrebbe non essere un fatto realmente accaduto, ma potrebbe anche esserlo). Il nucleo della storia è il cucchiaio d’argento, inserito in un elenco di altri oggetti. L’autore guarda l’oggetto del suo interesse, un gruppo di persone nella locanda, ma all’interno di questo gruppo c’è un ufficiale che osserva gli altri. Il cucchiaio, quasi per moto proprio, scivola dalla sua manica (come se prendesse vita propria), con ironia. Hebel descrive e immagina situazioni in cui l’uomo medio si comporterebbe in un certo modo in un rapporto causa-effetto. Es. gli effetti derivati da una causa quali quelli di uno che si infila un cucchiaio d’argento nella maglia in un locale pubblico sfidando la situazione e rischiando di farsi beccare. Ci sono spazi che equivalgano ad un corsivo. Hebel vuole dare sostanza ad un pensiero astratto, simulando il pensiero di chi avrebbe assistito diversamente dall’ufficiale in quella scena. Le persone normali si sarebbe divise in due categorie: ad alcuni non sarebbe importato, altri avrebbero fatto un grande fracasso per denunciare l’accaduto.
Molte volte sono incorporati dei proverbi, avvicinando il registro ad un linguaggio popolare. Vi è la descrizione di una abitudine militare, che coincide con la storia del cucchiaio d’argento. Nelle grandi campagne, non potendo tornare sempre alla base militare, i soldati portavano spesso con loro un cucchiaio nell’asola della macchina. Sono coinvolte nella situazione dell’intera storia tre persone, tra cui uno che sembra essersi defilato con il cucchiaio nella macchina. L’ufficiale lo coinvolge. L’ironia nasce dal fatto che pensava di essere salvo, ma viene scoperto. L’ufficiale smaschera il ladro, ma lo fa in una maniera tale da non offendere nessuno, e quindi chiede lui di mettersi una mano sulla coscienza. Il clima è ironico. Hebel prima denunciava l’indifferenza di fronte a tutto ciò che succede intorno (complice), mentre ora si ha un ravvedimento di questo che è stato scoperto (ertappen, smascherato). L’oste torna in possesso dei suoi averi, un cucchiaio (solitamente “averi” si riferisce a cose più alte).
Eintraeglicher Räthselhandel
Nell’inizio si ha un riferimento di moto da luogo. Schalampi nome di fantasia, ma assomiglia per assonanza a “schlampig”, “scalcinato”. Vi è un ebreo che voleva andare a Schalampi. A patto che si comportasse bene si lega allo statuto sociale dell’ebreo che potrebbe fregare appena giri lui le spalle. All’epoca, si guardava agli ebrei con sospetto. Avevano un’aura negativa, ed erano considerati astuti ma non degni di rispetto. Si approfittavano degli altri (imbroglioni), ed erano molto piagnucoloni per essere ancora più convincenti quando spillavano soldi. Erano anche avari, e quindi pronti ad evitare di spendere quando non era necessario. L’ebreo non vuole solo non dare la mancia, ma vuole anche guadagnare e ottenere profitto dal viaggio. Lui fa credere di avere tanti soldi, ma in realtà ha solo tre bezzi (moneta), e un bottoncino d’ottone (fa credere di avere più denaro rispetto a ciò che lui in realtà ha).
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