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Russo letteratura

Il primo testo letterario femminile

Il primo testo letterario femminile pubblicato è stato nel 1759, una poesia di Ekaterina Sumarokova, perché il '700 è stata un'epoca molto femminile con cinque donne al potere. La prima pubblicazione di prosa femminile risale al 1779 di "Rossijanka", autrice sconosciuta (una russa) e sono quattro racconti "Raznye Povestvovanije".

Natalija Neelova

Poco dopo, nel 1784, esce il testo di Neelova "Leinard i Termilija" pubblicato dalla stessa casa editrice, Nikolaj Navikov, che aveva pubblicato il testo del 1779 di "Rossijanka" perché era un sostenitore della prosa femminile. Ha firmato il racconto come "La fanciulla N.N." che significa anonimo, ma anche le sue iniziali.

Neelova viene da una famiglia molto importante, ma di lei si sa poco. Si sposa e diventa Makarova (sposata con Makarov) e, dopo 50 anni, il suo figliastro la nomina in un suo scritto sulla letteratura femminile, dicendo che "Leinard i Termilija" era stato scritto da una certa Makarova.

Neelova apparteneva a un club che si chiamava "Chernisciov", cognome e famiglia molto importante, che cambia tutto perché prima si pensava che non fosse nessuno. Era la figlia di una figlia di una figlia; il cognome sparisce perché sua nonna era femmina e quindi non aveva ereditato il cognome, e poi si era sposata con qualcuno di non importante. Man mano vengono trovati i documenti di questa famiglia e pubblicati.

"Leinard i Termilija" è un testo semplice, ma strano. Potrebbe essere stato un esercizio per imparare il russo, parlava francese a casa probabilmente e aveva solo 19 anni all’epoca. Lo pubblica perché è la bisnipote del sindaco di Mosca, (fratello di sua nonna) non perché meritasse. La trama è basilare e banale, sembra una fiaba. Ha citato a caso una certa Ekaterina Sumarokava, figlia di un drammaturgo importante.

Da leggere per la prossima volta

  • "Rango e denaro"
  • "Leinard i Termilija"

Riassunto del testo da leggere: "Leinard i Termilija"

Un ragazzo a una festa incontra una giovane che lo colpisce subito; le altre vicino a lei erano brutte e la sua intelligenza superava la sua bellezza. Chiede al padrone di casa (L***) di farlo andare a casa della madre (Signora D***) e si presenta da lui per accompagnarlo. Questo suo amico era implicato in un matrimonio misto, dal momento che lui era una guardia e la sua sposa era molto ricca, oltre che bella. I suoi suoceri, anche perché il padre di sua moglie era appaltatore (negativo) e sua moglie era quella nobile.

La signora accetta e Leinard va spesso a farle visita, stando tempo anche solo con Termilija; un giorno le dichiara il suo amore. Lei ci mette un po' ma ricambia, vorrebbero sposarsi e la madre accetta, anche il padre di Leinard, ma vorrebbe che il figlio stesse all’estero per 6 mesi per vedere se il loro amore è vero e forte. Nei 6 mesi di separazione, la Signora D*** vuole dare in sposa la figlia a un uomo più ricco di nome Orgon, non rispettando la parola data a Leinard.

Quando il ragazzo torna, vedendo il loro amore, la madre sembra accettare il patto iniziale, ma dopo poco blocca le visite a Leinard e la fa sposare con l’inganno a Orgon. Leinard prova a sfidarlo a duello, ma lui non vuole e non gli interessa nemmeno molto. I due amanti non possono più vedersi, ma Leinard le scrive una lettera in cui le chiede piuttosto di dirgli che non lo ama, ma di porre fine alle sue domande. Lei risponde che è stata ingannata, ma ormai devono dimenticarsi, anche se si sente morire dentro; lui prova più volte a togliersi la vita senza riuscirci, finché lei muore poco dopo e lui la segue.

Riassunto di "Rango e denaro"

Vadim inizia chiedendo in modo retorico se deve raccontare i 4 mesi trascorsi a Mosca, probabilmente sta parlando con una donna pura perché le dice che non può capire i piaceri dell’amore e dell’oppio se non li ha provati. La sorella dell’uomo, Katenka, chiede con una lettera che le venga raccontato tutto del suo viaggio a Mosca e del perché e come si fosse innamorato.

Vadim risponde che lei non ha mai provato l’amore, ma le risponde perché sono amici d’infanzia e le dice che il suo prototipo di donna ideale non esisteva e non lo trovava mai. Aveva solo storielle che duravano poco e lo lasciavano con niente e più cercava la donna perfetta, più difetti trovava, finché quella giusta non lo ha preso del tutto.

Nella lettera scrive anche che, quando era partito per Mosca, aveva lasciato lei e il padre con l’idea di tornare poche settimane dopo. Voleva solo conoscere meglio Mosca perché non c’era mai stato, vedere il Cremlino e le cattedrali dove si era svolta la storia russa e voleva capire se davvero i moscoviti erano come li descrivevano: accoglienti e ragazze leggiadre. Vadim è un soldato della guardia e viene da Pietroburgo.

Arriva l’estate e l’autunno Mosca e tutti sono nelle dacie, le case di campagna, e torneranno solo a novembre; la città si svuota e lui non sa cosa fare. Vorrebbe tornare a casa, ma non vuole lasciare la città con quello stato d’animo. Incontra un suo amico di Pietroburgo che gli racconta che sta per sposarsi con una donna ricca che vuole come testimone per forza un soldato della guardia. L’amico lo invita al ballo della famiglia della sua futura sposa ed è lì che Vadim vede la ragazza, Vera, una diciottenne che gli fa dimenticare tutte le altre.

Le chiede di ballare tre volte e lei nota il suo tentativo di approccio, dopo parlano da soli e si piacciono. Vadim chiede chi siano e dove abitino, sono la famiglia Klirmov, di alta società, che lo invita a fare loro visita quando vuole e così accade. A casa Vera concentra la sua attenzione su Vadim, ma si comporta anche come perfetta padrona di casa, quando sono loro due sembrano essere soli, esistono solo loro ed il mondo intorno sparisce.

L’unica sensazione che si avvicina all’amore fresco è la sicurezza di uno dichiarato, dice Vadim. Si amano e infatti lui diventa geloso, non vuole che canti in pubblico con la sua voce bellissima e non vuole che balli con altri. Si dichiarano e lei dice che lo ama, il suo congedo stava per scadere e voleva tornare dalla sorella, ma Vera lo tratteneva.

Scrive una lettera al padre, ma si rende conto che tutto ciò che provava poteva essere passeggero se non lo si ufficializzava, avrebbe perso tutto. Gli viene in mente il matrimonio, ma lui, pur avendo un bel cognome, non è ricco quanto lei; prende coraggio e glielo dice, ma lei, giovane e immatura, non gli risponde per paura.

Era spaventata perché, facendo parte dell’alta società, sapeva cosa si celasse dietro ai matrimoni; tutto una facciata di accordi e apparenze, grandi gesti e approvazione delle famiglie. Lei era davvero innamorata e aveva paura che l’amore vero che provava venisse rovinato dal modo della società di vedere il matrimonio solo come un grande evento in società. Vera dice a Vadim che deve chiedere a sua sorella maggiore Sofija e che lei non c’entra nulla in questi affari, lui lo fa, ma la sorella è il contrario di Vera.

È fredda e calcolatrice, capisce il loro amore e vorrebbe appoggiarli, ma dice al giovane che i suoi genitori non gliela concederanno mai perché lui non ha rango né soldi e lei finirà come lei stessa, promessa in sposa ad uno sconosciuto. Vera, per quanto giovane, è in realtà molto matura, e capendo che si amano a vicenda dice a Vadim di promettersi che continueranno comunque a stare insieme e proveranno a chiedere il consenso di sposarsi.

In cuor suo Vera non può credere che i suoi, che ama e che la amano, le possano fare così tanto male e Vadim cerca di convincersi che l’amore possa vincere sugli interessi e sul rango. Vadim è perplesso perché sta sottraendo una giovane ragazza all’obbedienza dei suoi genitori; i due chiedono alla sorella, la principessa Sofija, di intercedere per loro. Lei è fredda, ma acconsente ad accennare alla madre di una possibile proposta di matrimonio.

Il giorno della ripartenza di Vadim arriva, ma loro avevano progettato la loro vita insieme, lei aveva ascoltato le sue storie dell’infanzia, di sua sorella e suo padre e li voleva conoscere con sincero affetto. Si immaginavano come sarebbero entrati in casa del padre e come lui avrebbe lasciato il servizio per stabilirsi lì.

Ad un ballo le sorelle arrivano molto affrante, persino Sofija, che solitamente era composta e seria, quasi senza sentimenti noti. Vadim capisce e si fa spiegare; le sorelle hanno provato a chiedere alla madre se avrebbe mai dato in sposa almeno Vera per amore vero e non per interesse, essendo loro già ricchi, ma la risposta era stata no. Al nome di Vadim poi, la madre si indigna e dice che piuttosto vorrebbe vedere la figlia sottoterra che con uno come lui, per quanto le piaccia e sia un bravo ragazzo.

Vadim sa che deve ripartire e decide di affrontare il padre, che però è d’accordo con la madre e sottomesso. Vera e la sorella gli dicono di evitare, perché così facendo non solo non otterrà il permesso, ma verrà sbattuto per sempre fuori casa.

Vadim vorrebbe fare qualcosa, ma sa che Sofija non può insistere più di tanto perché è stata la prima a soffrire di una decisione del genere e decide di fidarsi del piano di Vera. A Mosca avrebbero fatto finta di nulla, quando lui sarebbe ripartito lei avrebbe iniziato gradualmente a parlarne con i genitori e sperare che il loro amore superasse i loro interessi. Per un anno dovevano separarsi, non potendosi nemmeno scrivere, perché avrebbero trovato le lettere.

La lettera si conclude con Vadim che dice alla sorella che dal giorno della separazione è passato un mese, che soffre, ma non scambierebbe la sua sofferenza con la vita che conduceva prima e che aspetta e spera, chiedendo anche a lei di fare lo stesso. Ora si legge il diario di Vadim, non è più una lettera.

L’uomo è tornato a Mosca dopo un anno, è notte e deve aspettare ancora ore per incontrarla, è felice perché pregusta già la felicità, ma ha anche un brutto pensiero e presentimento, che vuole ignorare perché la felicità è di più. Arrivato alla casa viene informato che la famiglia è partita per un giorno e che non torneranno prima della sera del giorno seguente, lui non ne può più. La aspetta ma anche di sera la famiglia non riceve visite; la notte la sogna, gli sembra che sia diventata ancora più bella.

La mattina seguente riesce ad essere ricevuto, ma la madre di Vera non sembra rivolgergli attenzioni e Sofija è strana, pensa che ci siano dei problemi, ma poi si sforza di pensare che non lo avrebbero ricevuto. Vadim viene invitato al ballo della famiglia di Vera, non vede l’ora e la madre lo accoglie calorosamente, presentandogli il fidanzato di Vera, Hochberg, generale barone, prossimi al matrimonio.

Vera ci parla finalmente e gli dice che lo ama più di prima, ma non può non obbedire ai suoi genitori. In un hotel tempo dopo veniamo a sapere che Vadim è morto suicida e che a Mosca ci sono versioni diverse sul perché della sua morte, in casa di Vera si stanno preparando per il matrimonio.

Qualche tempo dopo viene celebrata una messa in onore del defunto Vadim e si presentano due donne in nero, riconosciamo Vera, Katenka e la donna che viveva con lei. Katinka aveva 27 anni, ma sembrava che la giovinezza avesse da tempo lasciato il suo corpo, era sciupa e non aveva più energia vitale; nei suoi occhi lo sguardo era assente e anche Vera, nonostante fosse vestita in modo estremamente elegante.

"L’abitudine a un quieto dolore" era abituata a soffrire in silenzi. Alla fine, a chiesa vuota, le due si inginocchiano sulla tomba e, al momento in cui vengono richiamate dalle carrozze, si riconoscono, ma non si salutano. Poco tempo dopo Katenka va a Mosca per vedere l’ultima dimora del fratello e sbrigare qualche affare, va a fare visita al monastero in cui era sepolto il fratello e si imbatte in una cerimonia funebre di qualcuno di alto rango.

La bara era avvolta in un tessuto color lampone, colore del casato, e alla domanda di chi fosse il funerale, si sente rispondere: la Baronessa Hochberg. Alla fine, ci viene detto che Katenka non si è mai sposata perché a nessuno interessa del buon cuore e nobiltà d’animo, se non si è ricchi.

La sfortunata storia di due amanti

Questi testi spesso si leggevano ad alta voce, quindi alla fine di ogni pagina c’è la parola della pagina prima per sapere l’ordine. La signora si chiama D*** per non essere banale nel dirlo in modo dettagliato, ma suggerirlo, anche nella versione originale. Orgon è un nome da teatro francese che sembra richiamare una cosa negativa (come orco). È un dramma morale su diversi piani, abbiamo una ragazza molto obbediente a sua madre (padrona fino al matrimonio, poi obbediente al marito).

Termilija non sa se seguire il suo cuore o obbedire alla madre come sa di dover fare. Si spiegano tutti i passaggi in modo molto tecnico, ci sono molti dettagli nella descrizione delle scene, non è una scrittura disinvolta. L’autrice è giovane, ha 19 anni e sta dimostrando di conoscere tutte le regole dell’etichetta; le giovani escono per i balli e feste a casa dei parenti oppure in chiesa, non a feste qualunque.

L’uomo invece fa sempre quello che vuole: feste, parla con l’amico e si fa aiutare e parte per 6 mesi. Leinard si innamora perché è una brava ragazza, è giusto che sia così secondo la scrittrice. La ragazza va avanti a non dare molta corda a Leinard e quasi non vuole cedere nonostante lui le dichiari il suo amore, perché non vuole sembrare una ragazza facile. Il suo amore e la sua partecipazione arrivano gradualmente.

Leinard non è un nome russo, potrebbe essere tedesco, nemmeno Termilija o Orgon è un nome russo; il paese non viene nominato, non sappiamo dove si svolga la vicenda. Prendeva probabilmente spunto dai romanzi francesi.

Evdokija Rostopcinas

Scritto da Evdokija Rostopcinas, autrice di poesia, prosa, brani in versi e specialmente poetessa. Negli anni '30 e '40 del 1800 raggiunge l’apice della sua carriera letteraria e sociale. La sua famiglia era benestante, la madre è morta quando aveva 6 anni e lei viene cresciuta dai nonni. I suoi scrittori preferiti erano Byron e Puskin, Puskin addirittura lo aveva conosciuto e gli aveva dedicato delle poesie ed era amica anche di Lermontov. A volte venne considerata la versione femminile di Lermontov, che era molto romantico. Aveva una storia con il figlio di Karamzin e forse anche dei figli.

Nel 1829 debutta in società e ha già amicizie con scrittori importanti. A sua insaputa vengono pubblicati alcuni suoi versi nel 1831. Nel 1833 si sposa e diventa contessa, suo suocero era il Conte Rostopcin che era il governatore di Mosca nel 1812, anno in cui brucia Mosca come conseguenza all’invasione di Napoleone. Con il matrimonio diventa una donna più libera e riprende a pubblicare, sale molto di rango sociale. Fa tre figli ed ha un matrimonio infelice, non si sa di chi siano i figli se di Karamzin o di suo marito.

Negli anni ‘30 si spostano da Mosca a Pietroburgo, vera città del potere politico, nel loro salotto hanno persone conosciute. Ha problemi di salute e va al sud della Russia (potrebbe essere Caucaso o Crimea) e anche in Europa a metà degli anni ‘40, in Italia (anche Genova).

Nel 1938 ha scritto un romanzo su Firenze e qualche verso su Napoli, nel 1945 ha scritto "Il matrimonio forzato" che è un tema attuale nella sua letteratura del 1800. Il matrimonio forzato è una metafora tra la Polonia e la Russia e il loro matrimonio a fine 1700. La Polonia è stata divisa tra Prussia, Austria e Russia.

Ha fatto vedere un video di "Senza speranza" su YouTube di una ragazza che si è registrata mentre leggeva una poesia di Rostopcinas. Scritta nell’ottobre del 1836 nel Villaggio Anna (silò, parola neutra per un villaggio ben preciso in Russia).

"Rango e Denaro"

La struttura del racconto è divisa in 3 parti: la lettera, il diario e la fine con un narratore che parla in terza persona. La trama è classica letteraria nella forma più scarna nel caso di Neelova e in questo caso invece c’è una struttura più elaborata, pur essendo molto simili. In questo caso, al contrario di "Leinard e Termilija", sappiamo dove si svolgono i fatti: Pietroburgo, Mosca e la casa di Vadim in campagna.

Il Vadim che scrive alla sorella è uguale a quello del suo diario personale? Vera ha una famiglia completa, Termilija era orfana di madre e il padre era come se non esistesse, gli accordi matrimoniali vengono fatti dalla matrigna. È quasi sempre Vadim o il narratore che spiega cosa dice Vera, lei non parla mai direttamente (distaccata).

Quando Vadim si suicida viene dato per pazzo, dicono che si è suicidato perché è uscito di testa, questo perché suicidarsi era peccato e se non avessero trovato una scusa non avrebbero potuto seppellirlo.

La terza donna è la compagna che vive con Katenka per vivere, fa come la sua serva in cambio di accettarla in casa. Forse scrive di Mosca proprio per un motivo patriottico (Napoleone 1812) e lei era imparentata con il governatore di Mosca.

Sia questo che Leinard e

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mariabozzo2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Dickinson Sara.
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