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Esame 27 giugno

Poesia: un'antica forma d'arte

La poesia ha alle sue spalle un percorso lunghissimo, tutto comincia dal “recitarcantando”. Nell’antichità la poesia, come tutte le narrazioni, veniva narrata attraverso un certo tipo di narrazione che è quella dei miti. Questa diventava una narrazione privilegiata perché erano pochissimi quelli che conoscevano la scrittura. Infatti, prima dell’invenzione della carta la scrittura avveniva su mezzi che non erano molto agevoli, per esempio rotoli di pergamena. La narrazione avveniva attraverso la tradizione orale, perché sono facilmente memorizzabili. La poesia nasce li e si chiama LIRICA perché veniva recitata con un tono di canzone accompagnata dalla LIRA, ovvero uno strumento piccolo portatile.

La lirica oggi è una delle espressioni più antiche dell’uomo, perché è stata soppiantata da altro. Ecco come la poesia con l’evoluzione della stampa e del digitale sta avendo sempre meno proseliti. La poesia, essendo più maneggiabile, è la prima a risentire dei cambiamenti stilistici, ed è il primo luogo in cui si fa una sperimentazione stilistica. Inizia un processo di destrutturazione del linguaggio poetico. Come si fa?

  • Cedono le forme metriche chiuse (terzine, quartine…)
  • Strofe aperte (non c’è più la rigida divisione tra versi)
  • Versi liberi (settenari, endecasillabi)
  • Il linguaggio (prima parole auliche, dopo parole in libertà)

La cultura francese e la poesia

La cultura francese apre la strada e poi seguono altre culture. In questo grande panorama di trasformazione c’è un poeta che si oppone al cambiamento, Giosuè Carducci. Lui appoggia tutti i governi destrorsi, ha una visione del mondo piuttosto stereotipata e polemica. Nella sua poesia lui celebra le grandi idealità, quello che i poeti non fanno più, diventa un poeta organico al potere politico e una sorta di poeta vate. (Poeta imbalsamato) Vive anche di opposizioni e una serie di problemi personali che lo portano a rinchiudersi in se stesso e questo fa bene alla sua produzione poetica, il dolore è un qualcosa che non passa in modo indifferente nelle persone. Grande latinista, propone la lingua italiana in università importanti, conoscendo le opere che studiavano le hanno fatte proprie.

Poesie di Carducci

  • Congedo: definisce cos’è un poeta, modifica tutti i temi della sua poesia ma non modifica la sua forma stilistica
  • Nevicata
  • Funere mersit acerbo (dedicata al figlio che muore in tenera età e allo stesso tempo torna il genere classico) questa appartiene a una serie di poesie della lingua italiana fortemente ispirate a delle poesie del mondo classico. Titolo in latino che significa “morte prematura”

La vita di Carducci influenza la sua poesia e quindi comincia a modificare i temi, ma non modifica la sua forma stilistica.

Pascoli

La sera esolana —> poesia composta nel giugno 1899 e pubblicata nello stesso anno, l’atmosfera sospesa e magica, attimo che precede il sorgere della luna, riferimenti a Baudelaire, D’Annunzio e San Francesco.

Pascoli cambia un po’ la poesia, perché fa da spartiacque fra 800 e 900, inaugura il nuovo secolo. È un poeta con una psicologia complessa, passa da un periodo in cui era un patriota poi invece si tranquillizza. Ha una vita privata abbastanza particolare, orfano a giovane età e cresce in un contesto femminile. Quello che colpisce è la poetica del fanciullino: non serve vedere cose nuove ma occorre avere occhi nuovi per vedere cose anche antiche. Nella sua poesia inserisce elementi di tutti i giorni, cose normali ma con una rilettura come se a vederla fosse sempre una riscoperta, accompagnata da soluzione formali completamente nuovi. La ricerca dello stile e del registro è pacata con un tono familiare.

Poesie di Pascoli

  • Novembre: musicalità dolce nella prima strofa, poi il poeta frantuma il verso conferendo maggiore drammaticità, numerosi enjambement
  • Gelsomino notturno: curati gli aspetti fonosimbolici del componimento, percezioni di colori e luci. Poesia del matrimonio, degli sposi. Metafora erotica, la dedica all’amico che sta per bruciare la prima notte di nozze, il gelsomino è un fiore che ha la caratteristica di aprirsi di notte e si chiude al mattino. Il gelsomino rappresenta la fertilità della donna che è pronta a generare nuova vita

Le soluzioni formali di Pascoli

Metrica: La metrica pascoliana è apparentemente tradizionale, nel senso che impiega i versi più consueti della poesia italiana, endecasillabi, decasillabi, novenari, settenari, ecc., e gli schemi di rime e le strofe più usuali, rime baciate, alternate, incatenate, terzine, quartine, strofe sciolte. Ma in realtà questi materiali sono piegati dal poeta in direzioni personalissime. Con il sapiente gioco degli accenti Pascoli sperimenta cadenze ritmiche inedite, con una varietà inesauribile di modulazioni. Tradizionale ma con esperimenti nuovi.

Lessico: Pascoli non usa un lessico "normale", fissato entro un unico codice, come era proprio di tutta la tradizione monolinguistica della poesia italiana a partire da Petrarca: mescola tra loro codici linguistici diversi, allinea anco a anco termini tratti dai settori più disparati. È un principio formulato nel Fanciullino: il poeta, come vuole abolire la lotta fra le classi sociali, così vuole abolire la "lotta" fra le classi di oggetti e di parole. Troviamo quindi nei suoi testi termini preziosi e aulici della lingua dotta, o ricavati dai modelli antichi (epiteti e formule omeriche, ad esempio); termini gergali e dialettali, riferenti alla realtà campestre, in genere tratti dal linguaggio dei contadini; termini dimessi e quotidiani del parlato colloquiale; parole provenienti da lingue straniere, come avviene in Italy, dove spesso ricorrono espressioni inglesi, oppure, di quel curioso impasto che è proprio degli emigranti, un inglese italianizzato; si aggiunge ancora, nel contesto più estetizzante dei Poemi conviviali, il gusto per i nomi propri antichi, riprodotti con parnassiana raffinatezza nella loro grafia originale, un preziosismo antiquario che ricorre anche nelle Canzoni di re Enzio, dove il poeta si studia di riprodurre un’arcaica lingua duecentesca.

Sintassi: La sintassi di Pascoli è ben diversa da quella della tradizione poetica italiana, che era modellata sui classici e fondata su elaborate e complesse gerarchie di proposizioni principali, coordinate e subordinate (tale era ancora la sintassi carducciana, e continuava ad essere quella del D’Annunzio più aulico): nei suoi testi poetici la coordinazione prevale sulla subordinazione, di modo che la struttura sintattica si frantuma in serie paratattiche di brevi frasi allineate senza rapporti gerarchici tra di loro, spesso collegate non da congiunzioni, ma per asindeto. Di frequente, inoltre, le frasi sono ellittiche, mancano del soggetto, o del verbo, o assumono la forma dello stile nominale (successione di semplici sostantivi e aggettivi). La frantumazione pascoliana rivela il rifiuto di una sistemazione logica dell’esperienza, il prevalere della sensazione immediata, dell’intuizione, dei rapporti analogici, allusivi, suggestivi, che indicano una trama di segrete corrispondenze tra le cose, al di là del visibile. È una sintassi che traduce perfettamente la visione "fanciullesca", alogica, che mira a rendere il mistero, l’alone indefinito che circonda le cose, a scendere intuitivamente nel profondo della loro essenza, e quindi svaluta e scompone i rapporti gerarchici abituali.

Ungaretti

La vita

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1888. Dopo gli studi liceali si trasferisce a Parigi, dove frequenta l'università e conosce esponenti della cultura francese, come Modigliani, Picasso, Apollinaire… Allo scoppio della 1ºGM, torna in Italia e si arruola come soldato semplice combattendo in prima linea sul fronte del Carso. La vita di trincea è un'esperienza decisiva per il poeta che scopre in quei mesi la propria vocazione di scrittore. Alla fine della guerra si trasferisce a Parigi dove lavora presso l’Ambasciata Italiana ed è corrispondente per il giornale fascista “Il Popolo d’Italia”. Tornato in Italia si stabilisce vicino a Roma e lavora al Ministero degli Esteri. In questi anni si afferma come il protagonista della nuova poesia italiana: nel 1919 esce “Allegria di naufragi” che include le poesie del “Porto sepolto”, nel 1932 “Sentimento del tempo” che segna l’inizio dell’avvicinamento alla fede religiosa, che rappresenta per lo scrittore l’ultimo appiglio dell'uomo smarrito di fronte alle angosce esistenziali e al dolore della morte. L’aspirazione religiosa sarà da quel momento dominante nella sua poesia. Nel 1931 accetta la cattedra di letteratura italiana all'università di San Paolo in Brasile. L’avvenimento cruciale di quegli anni è la morte del figlio di 9 anni. Torna in Italia a causa della 2ºGM, viene nominato professore di Letteratura italiana all’Università di Roma e continua la sua attività di poeta e uomo di cultura. Muore a Milano nel 1970.

Pensiero e poetica

Ungaretti ha sentito la poesia come una vocazione e una missione: per lui esperienza umana e esperienza poetica tendono a coincidere. Alla base c’è la sua “poetica della parola”: la poesia è la parola carica di esperienza umana che misura il mistero dell’interiorità. Il senso religioso che pervade la poetica di Ungaretti si accompagna a un’idea altissima della funzione del poesia per l’umanità. La raccolta completa delle sue poesie è intitolata “Vita di un uomo”. C’è in questo un bisogno di autenticità, di ancorare la poesia a un’esperienza umana intensamente sentita. I “tormenti formali” del poeta lo portano a una perenne revisione dei suoi testi alla ricerca dell’espressione assoluta e definitiva. Ogni sua poesia è il risultato di più riscritture fatte a distanza di anni, in cui a volte della prima redazione non è rimasto nulla o quasi.

Ermetismo

Con la composizione “Sentimento del tempo”, Ungaretti segna l’inizio della tendenza all’ermetismo.

Raccolte principali

  • Porto sepolto: Veglia, San Martino del Carso, Fratelli, Sono una creatura

Montale

È un intellettuale che vive quasi tutto il Novecento da protagonista, fa da riferimento per decenni. “Non è una meteora nel panorama letterario italiano ma è una sorta di costante”. Nel dopoguerra occupa un ruolo da giornalista nel Corriere della Sera, con questo un sacco di persone iniziarono a seguirlo. Lui costituisce una sorta di opinione. Si propone come critico teatrale e letterario e si fa conoscere, è uno di quei personaggi che danno una sorta di imprinting al Novecento. La sua poesia è difficile, che può piacere come no, ed è interessante. Poeta eclettico.

L'originalità di Montale

L’originalità di Montale sta nel modo con cui ha conciliato, classicismo e modernismo, tendenza metafisica ed esigenza di adesione al mondo fisico, stile elevato e confronto con la realtà, e, negli ultimi, dopo la svolta di Satura, prosasticità e impegno loso co, gioco e protesta. Le sue poesie non sono mai frantumate, lui ha sempre una sua architettura, ha una poesia sicuramente interessante. Dietro la poesia c’è un’ideologia loso ca che è quello dell’estraniamento dell’uomo moderno. Egli considera il destino dell’uomo moderno nella società di massa, dapprima cercando una via di scampo e di salvezza, poi, negli ultimi libri, ironicamente denunciando la vanità di questa stessa ricerca, la quale tuttavia, pure in questa forma negativa, continua ad essere al centro della sua riflessione. Ha una vita molto interessante dal punto di vista sentimentale perché si innamora e si sposa con donne che diventano delle muse per le sua poesia. Per 60 anni è stato un intellettuale a tutto tondo per questo è bene creare una sorta di periodizzazione:

Ossi di seppia - Primo Montale

  • 1896-1926: Sono gli anni dell’infanzia ligure, degli studi e della partecipazione alla guerra.
  • Nel 1920 conosce Anna degli Uberti, destinata a diventare una delle muse della sua poesia con il nome di Arletta-Annetta.
  • Nel 1925 esce “Ossi di seppia”, in cui confluiscono spinte opposte: la prosasticità e lo sperimentalismo dei crepuscolari e dei vociani e la tendenza al classicismo della “Ronda”. Il pessimismo in veste la concezione stessa della poesia che non sembra più in grado di proporre messaggi positivi ne di attingere all’essenza segreta delle cose all’assoluto. La via sublime preclusa al poeta, non gli resta altro puntare a una produzione spoglia e secca, da qui la ricerca di suoni aspri e ritmi spezzati e un lessico impoetico, con intrusione di termini aulici in funzione ironica.

Solaria - Secondo Montale

  • 1927-1948: nel 1927 Montale si trasferisce a Firenze, dove lavora prima presso la casa editrice Bemporad, poi come direttore del Gabinetto Viesseux (1929-1938). Dopo il licenziamento dal Viesseux per motivi politici (rifiuto di aderire al Fascismo), vivrà di traduzioni e recensioni fino al trasferimento a Milano (1948).
  • A Firenze Montale si apre alla cultura inglese, frequenta l’ambiente di “Solaria”, rivista letteraria uscita a Firenze dal 1926 al 1936, punto di riferimento della più avanzata cultura del tempo in nome di un’ideale “repubblica della lettere”. Lui in questa fase vive una vita appartata, un po’ perse. Da Milano va a Firenze

Le occasioni

  • Nel 1933 Montale conosce Irma Brandeis, cantata nelle Occasioni come Clizia. A lei è dedicato questo libro, uscito nel 1939, in cui Montale si cimenta con una poesia alta, aristocratica e difficile.
  • Sempre nel 1939 va a vivere con Drusilla Tanzi, detta Mosca, che sposerà nel 1962.
  • Se in Ossi di seppia aveva conciliato esperienze poetiche opposte sullo sfondo del paesaggio mediterraneo, nelle Occasioni aderisce a un allegorismo influenzato dal modello dantesco e comune al poeta inglese T.S. Eliot. Il paesaggio è molto importante per le sue poesie, lui nasce in Liguria e poi vive a Milano
  • Correlativo oggettivo —> le emozioni degli autori si rispecchiano in piccoli oggetti

La bufera e altro - Il terzo Montale

  • 1948-1964: redattore del “Corriere della sera”, in questo periodo Montale scrive anche prose narrative, raccolte in Farfalla di Dinard (1956).
  • Nel 1956 esce La bufera e altro, il libro più vario e inquieto della produzione montaliana.
  • La delusione nei confronti del mondo moderno, meccanizzato e massificato, induce Montale a rinunciare alla poesia. Il silenzio poetico durerà 10 anni.
  • Sul piano privato, nel 1949-50 si innamora della giovane poetessa Maria Luisa Spaziani, cantata con il nome di Volpe. Lei fa la prof di francese, è una giovane fanciulla molto graziosa, conosce Montale (già importante e punto di riferimento) e fa breccia nel suo cuore. Lei riesce a diventare una poetessa celebrata perché è accompagnata da Montale, a lei infatti dedica molte opere.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beccaaaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bordoni Silvia.
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