DA BEOWULF A MALORY
La storia dell'isola britannica nel Medioevo è caratterizzata da ondate successive di invasioni e dal
conseguente susseguirsi di scontri e incontri tra etnie e culture. L'avvicendarsi di popolazioni diverse
implicò anche la compresenza sullo stesso suolo di più lingue, che contribuirono tutte, seppur in diversa
misura, alla formazione della lingua nazionale.
Nel 410 le ultime guarnigioni romane abbandonarono definitivamente l'isola e i Britanni, popolazione
celtica che risiedeva nella parte centrale e meridionale dell'isola, si trovarono a dover contrastare la calata
di nuovi invasori provenienti dalla Scozia settentrionale. Fu così che, stando a quanto narra il Venerabile
Beda nella sua Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum (731 ca.), preziosa fonte di informazioni sulle origini
dell'Inghilterra, i Britanni fecero appello a una popolazione di etnia germanica, i Sassoni, stanziati allora
alle foci dell'Elba, i quali presero possesso dell'isola a partire dal 450 circa, confinando la popolazione
locale ai margini del territorio e sulle isole.
L’Indipendenza dell’Old English
Gli invasori anglo-sassoni parlavano una lingua di ceppo germanico, che, mancando il contatto
con la popolazione locale, si evolse indipendentemente dal celtico e dal latino fino a dare origine
all'anglo-sassone, o Old English, strumento di espressione delle prime opere della letteratura
inglese.
Se l'anglo-sassone non subì sostanziali variazioni a seguito delle ripetute invasioni danesi, a cambiare
radicalmente la storia della lingua inglese venne la conquista normanna, che si concluse nel 1066 con la
sconfitta dell'ultimo re sassone Harold II a Hastings ad opera di William the Conqueror. Provenienti dalla
Normandia, nella quale si erano stanziati già nel X secolo, i Normanni parlavano una varietà di francese
che va sotto il nome di franco-normanno. Giunti in suolo britannico, essi rimasero strettamente legati alle
proprie origini continentali, tanto sul piano politico e amministrativo — dalla Francia importarono la
gestione di stampo feudale dei rapporti con l'aristocrazia e con i sudditi - quanto su quello linguistico e
culturale.
La Maturità Anglosassone
Quando i Normanni giunsero in Inghilterra, la cultura anglo-sassone, essendo riuscita a fondere le
tradizioni del passato con le istanze della contemporaneità, a stemperare la cupezza della cultura
germanica con il senso di speranza del cristianesimo e a temprare la barbarie delle origini con la
raffinatezza del periodo di Alfred, stava attraversando una fase di piena maturità.
Questo spiega perché il sopraggiungere della cultura normanna, per quanto compiuta e raffinata,
non sia riuscito a cancellare del tutto le istanze del passato, ma abbia dato vita a una complessa
interpolazione di istanze culturali, di generi letterari e di mezzi di espressione.
Ne conseguì che il linguaggio ufficiale della corte e della politica era il franco-normanno, quello della
chiesa e della cultura 'alta' il latino, mentre gli abitanti originari, ormai degradati al ruolo di sudditi di un
popolo di dominatori, continuava a usare l'anglo-sassonc.
Oscillazione tra Mondo Germanico e Neolatino
L'Old English tuttavia subì progressivamente gli effetti della francese, fino a trasformarsi in una
lingua composita, in cui sono evidenti tanto le radici germaniche quanto gli influssi neolatini, che
è classificata come Middle English.
L'oscillazione tra il mondo germanico e quello neolatino attribuì alla letteratura inglese delle origini
un marcato ibridismo, che ne costitui il marchio distintivo e che si risolse nella prassi di
rielaborare i prestiti ricevuti per adattarli alle esigenze del pubblico locale e piegarli alla
trasmissione di messaggi specifici e contingenti.
La storia sociale e politica dell'Inghilterra tardo medievale ebbe peraltro anche caratteristiche autonome e
originali a conseguenza dell'importanza economica e del peso sociale acquisiti dalla classe media, ciò
che diede alla sua letteratura lineamenti autonomi rispetto alle coeve letterature continentali. Non è
casuale che il sommo narratore inglese del Trecento, Geoffrey Chaucer (ca. 1343-1400), non solo
eleggesse a protagonisti della sua raccolta di novelle un gruppo di pellegrini appartenenti esclusivamente
alla fascia media, ma anche che scegliesse per ognuno di loro, nell'ambito del vasto patrimonio della
tradizione narrativa contemporanea, la storia più appropriata e verosimile nonché adeguate modalità
espressive e un appropriato linguaggio. Si deve alla peculiare fisionomia che il mercato del lavoro assunse
nel Trecento, a seguito della peste che aveva decimato le forze lavorative maschili, se uno di questi
pellegrini, e uno dei più brillanti e originali, è di fatto una pellegrina, la celeberrima Wife of Bath, donna dal
carattere e dall'energia senza pari, capace di proseguire in tutta autonomia l'attività di drappiera ereditata
da uno dei suoi numerosi mariti.
La letteratura inglese medievale è dunque un fenomeno complesso e polifonico nella forma e nei
contenuti, sul quale la cultura ecclesiastica ha compiuto un'opera di livellamento minore di quanto non si
sia a lungo sostenuto, e che va vista anche nelle sue implicazioni di ceto e di genere. E altresì
criticamente indispensabile considerare le influenze provenienti da altre letterature per rilevare il processo
di appropriazione e rielaborazione delle fonti al fine di produrre una letteratura del tutto originale. È
necessario avere consapevolezza della sua alterità, conseguenza del fatto che le opere si collocano a
cavallo tra la produzione orale e quella scritta e all'interno di una tradizione la cui conoscenza era
indispensabile alla loro fruizione. I testi ci sono inoltre giunti in larga misura anonimi, spesso in un'unica
redazione di qualche secolo più tarda e fortemente influenzata dal dialetto degli scribi, ciò che ne rende
difficoltosa tanto la collocazione geografica quanto un'attribuzione cronologica sufficientemente precisa
da rendere credibile la speculazione critica sulle modalità della loro produzione e fruizione.
La storia della letteratura inglese delle origini è stata dunque ricostruita sulla base di una documentazione
frammentaria e casuale, spesso recuperata e ripristinata in contesti culturali del tutto differenti. Ne è
esempio estremo proprio il Medievalismo romantico, che in Inghilterra si assunse il compito di una
ricerca delle origini tesa a sottolineare la continuità delle tradizioni autoctone, poiché al Medioevo la
borghesia inglese riconduceva le proprie strutture sociali, economiche, politiche e intellettuali. I
medievalisti romantici hanno compiuto un prezioso lavoro di recupero dei materiali, incluse opere
appartenenti alla cultura popolare, e al contempo, tuttavia, le hanno emendate e rivisitate sulla base di una
propria percezione del Medioevo. Convinti che fosse possibile ricostruire le proprie tradizioni anche in
assenza di documentazione certa, essi hanno colmato ogni evidente lacuna con la fantasia, cercando di
supplire a quanto mancava e di ricostruire la forma originaria delle opere intervenendo su di esse con
determinazione, a volte correggendo, completando e semplificando, e altre sostituendo con testi di
completa invenzione. Riscritture, revisioni e interpolazioni non erano segno di disinteresse nei confronti
della correttezza scientifica della propria indagine, ma funzionali all'affermazione del proprio assunto. E
tuttavia l'intervento romantico ha profondamente indirizzato e influenzando la ricezione della letteratura
medievale degli studiosi vittoriani e dei filologi novecenteschi, fino a far sentire i suoi effetti ancora ai
giorni nostri.
1. La Letteratura in Old English
La letteratura in Old English va dal periodo Anglosassone fino all'invasione dei Normanni. La letteratura
anglosassone si sviluppò inizialmente nel nord dell’Inghilterra, in particolare nella città di York, ma fu
ostacolata dalle invasioni danesi. Solo con l’intervento di re Alfredo il Grande (849–899), che fondò un
centro culturale nel Wessex, si ebbe un rilancio significativo della cultura scritta.
La maggior parte dei poemi anglosassoni che conosciamo oggi ci è giunta attraverso quattro manoscritti
risalenti al X secolo: il Cotton Vitellius A XV, l’Exeter Book, il Vercelli Book e il Junius XI. Nonostante
rappresentino solo una piccola parte della produzione poetica dei secoli VIII e IX, sono comunque
fondamentali per comprendere le forme e i temi della letteratura dell’epoca.
Poesia Epica
La poesia in Old English si caratterizza per due elementi formali distintivi: il metro allitterativo (presenti
anche perifrasi ed epiteti) e l’uso di un linguaggio formulistico, cioè ricco di espressioni fisse e ripetitive
tipiche della trasmissione orale.
Temi e Valori
Coraggio, vendetta, rapporto con il lord che dà protezione e mantenimento: Senza il lord il
● guerriero è un esule, da qui l’importanza del dono e dell'appartenenza ad una comunità;
Poemi di carattere biblico;
● Opere che tentano di tracciare i confini dell'identità di coloro che abitano la Britannia.
●
Beowulf
Il massimo esempio di poesia eroica anglosassone è Beowulf, un poema epico di 3182 versi. Composto
probabilmente all’inizio dell’VIII secolo da un poeta della Northumbria o della Mercia, ci è pervenuto in una
redazione più tarda (attorno al X secolo), scritta nel dialetto del Wessex.
Beowulf appartiene al poema eroico o epico, ma contiene anche elementi di elogio e lamento, oltre a
richiami a inni e liriche religiose, che arricchiscono la sua dimensione culturale e spirituale.
Il poema racconta le gesta eroiche di Beowulf, un guerriero del popolo dei Geati (Svezia
meridionale), che si reca in Danimarca per aiutare il re Hrothgar. La grande sala del re è
minacciata dal mostro Grendel, un essere terrificante che Beowulf riesce a sconfiggere. In
seguito l’eroe dovrà affrontare anche la madre del mostro, che cerca vendetta. La narrazione
riprende molti anni dopo, con un Beowulf ormai re che affronta un drago: Lo scontro lo vede
vittorioso, ma a prezzo della propria vita.
Dopo la sua morte di Grendel, la madre di Grendel attacca Heorot per vendicarlo. Anche lei è una
creatura mostruosa, ma più piccola rispetto al figlio. Beowulf la affronta nel suo rifugio e la uccide
grazie a una spada antica e magica trovata nella sua tana.
Valori Antichi e Spiritualità Cristiana
● Sebbene Beowulf narri la vicenda di un eroe scandinavo e abbia espliciti riferimenti al mondo
pagano e misterico della saga nordica nei combattimenti con draghi e troll, esso presenta anche
influssi cristiani. Pur trattando vicende del folklore germanico, il poema mostra anche forti
influenze cristiane, considerando che è stato trascritto da monaci visibili soprattutto nella
sequenza finale dedicata al funerale dell’eroe.
Il testo riflette un’etica aristocratica, in cui la fama e l’onore hanno un valore centrale, ma
innestata su una visione cristiana del destino e della transitorietà della vita. Beowulf non è un
semplice eroe pagano: incarna il conflitto tra valori antichi e spiritualità cristiana.
Rapporto Lord-Guerrieri
● E' centrale in Beowulf il rapporto di gratitudine tra il lord e i suoi guerrieri. Vi sono valori
fondamentali come il coraggio, la vendetta, il dono, l'idea della protezione e del mantenimento. Il
rapporto tra lord e i guerrieri si snoda nella reggia. In Beowulf acquistano identità coloro che si
riconoscono all'interno di una comunità.
Linguaggio
● Beowulf è un poema fortemente legato alla tradizione orale e alla poesia anglosassone,
caratterizzato da una lingua formulare e da strutture poetiche ricorrenti che facilitavano la
memorizzazione e la recitazione da parte degli scop, i poeti che si esibivano nelle corti reali.
- Uno degli elementi fondamentali è l’uso delle kennings, espressioni figurate o composte
che sostituiscono un nome o un sostantivo. Ad esempio, “storm of swords” è una
kenning per indicare la battaglia, mentre “thought of battle” può indicare la spada.
Questo linguaggio metaforico contribuisce a rendere il testo più evocativo e simbolico.
- Un altro tratto distintivo è l’allitterazione, cioè la ripetizione dello stesso suono
consonantico all’inizio di parole vicine, come nella frase “Sally picked seashells down the
seashore”. Nell’epica anglosassone, l’allitterazione aveva anche una funzione pratica:
aiutava gli scop a ricordare e trasmettere i versi durante la performance orale.
- Importanti sono anche gli epiteti, ovvero aggettivi o espressioni che descrivono una
qualità caratteristica di un personaggio o di una cosa. Nel Beowulf, gli epiteti servono a
richiamare continuamente le virtù principali dei personaggi, aiutando l’ascoltatore a
riconoscerli e a ricordarne le caratteristiche fondamentali.
Il Mostro
● Questo mostro non ha una descrizione chiara delle proprie fattezze, ma sappiamo che abita in
una zona sconosciuta e contrapposta alla corte, dove non vige un codice e dove il controllo degli
uomini è nulla. Si muove di notte, fuori dalla socialità, e vive con la madre.
Grendel è paragonato a Caino, dai monaci. Non si sa nulla del padre del mostro, la creatura cerca
di essere riconosciuta da quest’ultimo, cercando la propria identità e appartenenza. Tutto ciò
rende Grendel un essere mostruoso.
Egli è cannibale e non conosce l'uso delle armi, tratto molto importante per la mascolinità e
l'identità in quanto le armi si ereditano e sono indice di appartenenza. Non sa combattere
propriamente, non sa come brandire una spada, dunque non ha addestramento militare, è al di
fuori del linguaggio della reggia. Ciò si vede anche dall'oscura palude in cui vive, opposta alla
luce della Reggia.
Grendel è una creatura mostruosa che divora gli uomini, pur avendo un aspetto in parte umano.
Per dodici anni terrorizza Heorot, la sala del mead hall del re danese, uccidendo chiunque vi
trascorra la notte. È immune alle armi tradizionali, ma trova il suo avversario in Beowulf, che lo
affronta a mani nude e riesce a smembrarlo grazie alla sua forza sovrumana.
La Figura di Beowulf
● Beowulf presenta un eroe che incarna l’ideale del guerriero perfetto. Beowulf è forte, coraggioso
e sempre fedele ai suoi compagni e alla sua comunità. Nel corso della sua vita compie una
carriera esemplare: Prima guerriero, poi signore, infine re dei Geati. Il suo valore e la sua abilità gli
permettono di sconfiggere tre grandi minacce—Grendel, la madre di Grendel e il drago—ma
quest’ultima vittoria gli costa la vita.
Beowulf rappresenta l'eroe, e l'esule, colui che lascia la propria terra per andare a combattere in
cerca di fortuna in terra danese. E' dotato di forza sovrumana, e ha molto in comune con Grendel,
anch'egli esule.
Hrothgar
● Hrothgar è il re dei Danesi, zio di Beowulf e re dei Geati.: È un sovrano saggio e generoso, ma
ormai troppo anziano per proteggere il suo popolo dalle minacce di Grendel e di sua madre.
Dopo che Beowulf li sconfigge, Hrothgar offre a Beowulf consigli morali sulla fragilità della vita e
sui pericoli della superbia, anticipando la futura esperienza di Beowulf come re anziano. Hrothgar
riconosce il valore del nipote e lo ricompensa adeguatamente per le sue imprese eroiche.
Produzione Elegiaca
Accanto alla poesia epica, la letteratura anglosassone ci ha lasciato una significativa produzione elegiaca,
risalente tra il VII e l’VIII secolo. La produzione elegiaca si riferisce a un genere letterario poetico, nato in
Grecia e sviluppatosi ampiamente a Roma, caratterizzato dall'uso del distico elegiaco (una strofa
composta da un esametro e un pentametro) e da una tematica che si concentra spesso sulla soggettività,
sull'amore, sul lamento o sulla riflessione malinconica
Tra i testi più rilevanti si ricordano Widsith, Deor, The Wanderer, The Seafarer, The Ruin e The Wife’s
Lament; testi che affrontano i temi ricorrenti della perdita, dell’esilio, il viaggio, la solitudine.
Widsith e Deor sono forse le più antiche e hanno contenuto prevalentemente pagano. In
particolare, Deor è il lamento di un poeta di corte che ha perso il favore del suo signore, e include
riferimenti a miti e cicli eroici germanici.
The Wife’s Lament è invece particolarmente significativo perché rappresenta la prima voce
femminile della letteratura inglese: Una donna narra in prima persona la propria sofferenza per
l’allontanamento dal marito.
Tra gli autori noti dell’epoca spiccano Caedmon e Cynewulf, di cui possediamo anche alcune informazioni
biografiche.
Caedmon, secondo il racconto di Beda ne Historia Ecclesiastica, era un semplice mandriano
ispirato in sogno a cantare la Creazione.
Cynewulf, attivo tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo, operava nella Northumbria, (centro
culturale del tempo) ed è considerato l’autore della maggior parte dei testi poetici di ispirazione
cristiana. L’attribuzione a Cynewulf di The Dream of the Rood è oggi discussa, ma resta uno dei
capolavori della poesia anglosassone: Un’allegoria in cui è l’albero della croce a raccontare in
prima persona la passione di Cristo, con un’intensità emotiva e un’eleganza formale
notevolissime.
Volgarizzazione dei Testi Sacri
La volontà degli anglo-sassoni di tracciare i confini della propria identità è confermata dall'interesse per la
storia e per la narrazione cronachistica in prosa, di cui testimonia il fatto che la Historia Ecclesiastica
Gentis Anglorum scritta dal Venerabile Beda in latino fu tradotta in anglo-sassone già ai tempi di re Alfred.
Questi credette fermamente nella necessità di risollevare le sorti della cultura locale dalle pre
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