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Definizione di apprendimento

Si tratta di un “cambiamento relativamente stabile che un organismo mette in atto per adattarsi all’ambiente di vita”. È un processo complesso che ha a che fare con l’evoluzione stessa, alla cui base vi sono specifici apprendimenti che, nel tempo, si sedimentano nella struttura biologica dell’organismo e che comprende una varietà di funzioni psicologiche. Si ha difficoltà a dare una definizione esaustiva: è implicata la percezione, la memoria, e altre funzioni cognitive. La definizione di apprendimento esclude i cambiamenti dovuti alla maturazione, alla crescita e all’invecchiamento.

Tipologie di apprendimento

  • Apprendimento individuale:
    • Apprendimento non associativo = per lo più oggetto di studio della biopsicologia o farmacologia, tant’è che hanno grande importanza i processi (fenomeni opposti) di:
      • Assuefazione: progressiva mancanza di risposta, in termini fisiologici, ad una sostanza, dovuta alla continua esposizione dell’organismo ad essa.
      • Sensibilizzazione: si può risultare particolarmente sensibili, in termini di comportamento, a determinate sostanze. Per cui una reazione negativa ad una sostanza, in virtù dell’esposizione ad essa, può essere amplificata nel corso del tempo (es. reazione emetica che si può avere nei confronti di determinate sostanze, la quale può aumentare man mano che ci si espone ad essa).
    • Apprendimento associativo (comportamentismo) = ha un carattere marcatamente psicologico e comprende i due più grandi paradigmi sperimentali, ovvero, il condizionamento classico C.C. e il condizionamento operante C.O.
    • Insight (gestalt-intuizione) = nasce dalla riorganizzazione del rapporto figura-sfondo.
  • Apprendimento sociale = gli apprendimenti dell’essere umano sono intessuti nella società e nella cultura (questa può determinare i nostri destini più della biologia). I nostri corpi in sé, al di fuori di un codice culturale che ci acquisisce, non significano nulla.

Condizionamento classico C.C.

Il C.C. è un apprendimento associativo, in cui è implicato il riflesso, cioè qualcosa che l’organismo già produce in condizioni normali, anche chiamato comportamento o risposta di cui l’uomo già dispone. Quindi, la caratteristica del C.C consiste nella capacità che l’organismo ha, in virtù di questo apprendimento, di produrre una risposta condizionata (riflesso) rispetto ad uno stimolo che prima non produceva quella risposta ma che, dopo il condizionamento, invece produce.

Pavlov: l’individuo impara a emettere risposte già esistenti in presenza di stimoli che prima non le scatenavano. Il suo fondatore è stato Ivan Pavlov (russo, premio Nobel per la medicina agli inizi del 1900), il quale si occupava di studiare i riflessi degli animali e, in particolare, le risposte riflessologiche delle ghiandole salivari. I suoi esperimenti sui cani avevano l’obiettivo di analizzare il funzionamento del riflesso dell’acquolina in bocca.

Nella sua ricerca iniziale, Pavlov aveva osservato che ogni qualvolta si presentava con del cibo di fronte al cane che stava osservando, questo cominciava a salivare. Eseguendo ripetutamente l’esperimento, osservò che la sua presenza (quella dello scienziato) faceva sì che il cane iniziasse a secernere la saliva anche in mancanza di cibo. Il cane aveva appreso che, quando Pavlov arrivava in laboratorio, riceveva del cibo.

Per approfondire e confermare la sua tesi, Pavlov cominciò ad applicare diversi stimoli (uditivi e visivi) un attimo prima di servirgli il cibo. Inizialmente questi stimoli potevano risultare neutrali, ma i risultati indicavano che, dopo varie applicazioni, gli stimoli risultavano associati tra animali e cibo. Pavlov definì “riflesso condizionato” la salivazione che si verificava dopo questa associazione. Si tratta di una risposta riflesso-logica, la quale non è stata acquisita ma è innata.

Nel processo, progettò il classico schema di condizionamento basato sulle sue osservazioni:

  • Stimolo incondizionato = stimolo che provoca automaticamente una risposta dall’organismo.
  • Risposta incondizionata = risposta che si verifica automaticamente nell’organismo quando è presente uno stimolo incondizionato. Per Pavlov sarebbe la quantità di saliva che il cane secerne quando è presente il cibo.
  • Stimolo neutro = stimolo che quando presente nell’ambiente non causa alcun tipo di risposta nel corpo.
  • Quando uno stimolo neutro è stato temporaneamente associato a uno stimolo incondizionato, diventa stimolo condizionato, poiché è in grado di provocare una risposta simile a quella che ha causato lo stimolo incondizionato quindi diventa uno stimolo che produce una risposta riflessologica in virtù dell’apprendimento.
  • Risposta condizionata = risposta che appare quando si verifica solo lo stimolo condizionato. Per Pavlov sarebbe la quantità di saliva secreta dai cani quando venivano presentati solo stimoli uditivi o visivi.

In questo tipo di condizionamento si parla di risposte che l’organismo già possiede di significato biologico. Se non ci fosse tale relazione preesistente tra uno stimolo incondizionato e riflesso incondizionato non si parlerebbe di C.C. Vi è C.C. quando c’è una relazione filogeneticamente già strutturata di carattere biologico.

Fenomeni caratteristici del C.C.

  • Estinzione e recupero spontaneo = l’estinzione è l’indebolimento di una risposta condizionata dovuta alla rimozione dello stimolo incondizionato (es. il campanellino suona senza che si presenti il cibo, la risposta della salivazione decresce fino ad estinguersi). Il recupero spontaneo è il riapparire di una risposta appresa dopo la sua apparente estinzione (es. dopo l’estinzione basteranno due/tre associazioni tra campanello e cibo per far riprendere la risposta condizionata).
  • Generalizzazione e discriminazione (due fenomeni complementari) = la generalizzazione è la tendenza a rispondere a stimoli simili, ma non identici, a uno stimolo condizionato (es. utilizzando un campanellino diverso si può ottenere comunque la stessa risposta di salivazione nel cane). La discriminazione è l’inibizione della risposta per stimoli simili, quindi, la capacità appresa di rispondere in modo diverso a stimoli diversi (es. la risposta di salivazione nel cane si ha solo per uno specifico campanellino e non per altri simili).
  • Condizionamento di second’ordine = si ha quando lo stimolo condizionato condiziona un altro stimolo, affinché questo sia a sua volta in grado di produrre una risposta condizionata (es. lo stimolo “suono del campanellino” viene condizionato ad un terzo stimolo, come ad esempio la luce, per ottenere sempre la risposta riflessologica della salivazione).
  • Overshadowing = si ha quando vengono presentati contemporaneamente due stimoli neutri. Successivamente, ogni stimolo viene presentato da solo per valutarne il condizionamento: il risultato è che solo uno dei due produce la risposta condizionata; lo stimolo più forte prende il sopravvento su quello più debole. Ciò dipende dalle diverse specie animali, che hanno ognuna delle preferenze (es. i due stimoli neutri sono il campanellino ed una luce tenue che si spegne e accende: il condizionamento avviene sullo stimolo più forte, ovvero sul campanellino).

Applicazioni cliniche

Sono stati effettuati una serie di esperimenti, in particolare sul fenomeno dell’overshadowing. Esso è legato all’associazione presente tra l’assunzione di una sostanza in un determinato ambiente e la risposta biologica dell’organismo a tale assunzione.

Esempio overdose: si è osservato che morti per overdose sono capitate anche quando la quantità assunta non è stata maggiore di quella usualmente utilizzata, ma sono avvenute perché il soggetto ha assunto la sostanza in un ambiente diverso da quello usuale (persona solitamente si droga con una quantità x a casa non muore. Stessa persona si droga con la quantità x al parco reazione di overdose e muore).

Perché accede ciò? Quando si assume una sostanza sempre nello stesso luogo l’organismo produce un apprendimento e si prepara a reagire preventivamente alla sostanza. Quindi, la risposta preventiva a quella sostanza si attiva in risposta ad un condizionamento. In pratica significa che assumere una sostanza sempre in uno stesso luogo fa diventare quel luogo uno stimolo condizionato che allerta e attiva preventivamente una risposta condizionata.

Quando l’assunzione avviene in un diverso ambiente (non c’è stata la pre-attivazione), l’organismo non è preparato a rispondere alla sostanza e, quindi, assumendo la stessa quantità si ha una reazione di overdose fenomeno della mancata tolleranza.

Esempio terapia del dolore, assunzione di morfina (studiato da Siegel): stesso fenomeno per il quale si presenta una reazione di overdose di morfina. In genere, le persone a cui viene somministrato questo farmaco sono allettate ed è, quindi, probabile che l’assunzione avvenga sempre nello stesso luogo, verificandosi così un condizionamento classico. Quando, la stessa quantità di morfina viene somministrata in un ambiente nuovo, si può verifica una reazione di overdose a causa della mancata tolleranza e pre-attivazione. Quindi, è molto importante che l’assunzione di sostanze psicotrope (rischio overdose) avvenga sempre nello stesso luogo e alla stessa ora.

Esempio trattamento della nausea associata a chemioterapia: ci sono alcuni trattamenti di questo genere che possono produrre forti nausee nel momento in cui il paziente si sottopone a questi ultimi. Poiché la maggior parte dei trattamenti chemioterapici viene effettuata in contesto ospedaliero, quindi, sempre nello stesso posto e nella stessa stanza, a volte si verifica un’associazione, quindi, un apprendimento classico/condizionamento, tra l’effetto collaterale (nausea) e il luogo dove la chemioterapia viene svolta. Per questo può capitare che il paziente non appena entra nella stanza dove ha accesso al trattamento chemioterapico sente lo stimolo del vomito. Questo è causa di un condizionamento classico: la stanza inizialmente era uno stimolo neutro, a seguito del trattamento diventa uno stimolo condizionato, che genera una risposta condizionata (il vomito).

È stata creata una condizione sperimentale interessante che ha utilizzato la legge dell’overshadowing per ridurre questo condizionamento, ovvero per ridurre la risposta di vomito al solo ingresso nel luogo dove si effettua il trattamento. Stockhorst e la sua equipe hanno creato dei gruppi:

  • Gruppo sperimentale (cioè quello che doveva confermare l’ipotesi iniziale): costituito da pazienti sottoposti al trattamento chemioterapico, i quali ricevevano da bere un succo di frutta. Gli scienziati, così facendo, hanno fatto in modo che il condizionamento avvenisse con una risposta incondizionata sul succo di frutta.
  • Gruppo di controllo: costituito da persone che non si sottoponevano al trattamento chemioterapico, i quali ricevevano un bicchiere d’acqua (stimolo molto meno saliente/forte rispetto al succo di frutta).

Si è visto che passato tanto tempo, in cui vi era stato un condizionamento, la risposta delle persone al contesto del luogo dove veniva effettuata la terapia era molto diversa una volta che veniva sospeso lo stimolo.

  • Gruppo sperimentale: gruppo di persone condizionate con il succo di frutta. Quando entravano nella stanza non avevano alcuna sensazione di nausea. In questo caso il fenomeno dell’overshadowing aveva fatto in modo che il condizionamento non avvenisse sulla stanza ma sulla bevanda.
  • Gruppo di controllo: gruppo di persone condizionate con un bicchiere d’acqua, presentavano nausea come risposta condizionata al contesto in cui si effettuava la chemioterapia.

In conclusione: il condizionamento classico ha diverse applicazioni cliniche perché è coinvolto in risposte riflessologiche; quindi, comprendere come un organismo reagisce a determinati stimoli di carattere biologico, che possono produrre un riflesso e quindi una risposta, è di estrema importanza nel caso di terapie farmacologiche o di dipendenza da sostanze.

Condizionamento operante C.O. o strumentale

Per il C.O., a differenza del C.C., non si ha a che fare con stimoli, risposte preesistenti e comportamenti già in possesso di un individuo, ma tratta l'acquisizione e apprendimento...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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