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Laboratorio scienze politiche

Easton → sistema politico. Le sue componenti fondamentali sono:

  • Comunità politica
  • Regime politico
  • Autorità (dimensione verticale)

Sistema politico italiano

È visto spesso come un sistema politico eccezionale perché è stata interpretata come una democrazia bloccata, del compromesso, fallita, populista.

Percorso della prima democratizzazione

  • Forte opposizione cattolica dopo l’occupazione di Roma da parte del nuovo Stato unitario.
  • La classe politica liberale non sviluppa una vera organizzazione partitica (suffragio ristretto) ed è messa alla prova da questioni di politica interna e internazionale.
  • → Elezioni 1913 → nel 1912 c’è il primo grande allargamento del suffragio, persone votano → di conseguenza si anima il sistema partitico → nelle elezioni 1913, 1912 nasce partito socialista e 1919 nasce partito popolare.

Processo di democratizzazione interrotto dal regime fascista.

  • Marcia su Roma ottobre 1922, Mussolini capo del governo nominato dal re con una maggioranza parlamentare nonostante fascisti fossero componente della minoranza.
  • Con la legislatura che inizia nel 24 Mussolini non aveva ancora una vera maggioranza.
  • È dopo le leggi speciali (fascistissime) nel 1925 → che Mussolini diventa capo del governo e capo del partito fascista → molti dicono che troppo potere è concentrato nelle mani di uno. Nella fase repubblicana solo in 2/3 casi ci fu una persona che ricoprì contemporaneamente il ruolo di capo del governo e di segretario del partito.

Es. De Gasperi.

Fascismo: autoritarismo o totalitarismo?

Dibattito ancora in corso.

  • Autoritarismo: indica un sistema in cui il potere viene esercitato dall’alto, in modo gerarchico, con comandi che non si discutono e l’uso della coercizione per ottenere obbedienza. Ma l’autoritarismo non è solo una questione di governo → può essere anche un atteggiamento.
  • Totalitarismo: è un tipo di regime politico che mira a penetrare e dirigere tutti gli aspetti della vita collettiva e privata. Non si limita a governare: il suo obiettivo primario è quello di plasmare la società e l’individuo.

Crisi del fascismo e transizione alla democrazia

  • 1945 capo del governo De Gasperi.
  • 2 giugno 1946 eletta Assemblea costituente (inizia a lavorare e produce costituzione) e referendum istituzionale.
  • Gli eredi della classe liberale ottengono poco consenso.
  • Partito socialista risulta primo partito della sinistra.
  • DC → partito più forte.
  • → Democrazia del lavoro e partito d’azione pochi consensi.
  • → Estrema destra “l’uomo qualunque” → risultato inaspettato al sud. Da questo partito deriva il fenomeno qualunquismo.

La nuova democrazia

Si arriva alla “nuova democrazia”:

  • Biennio: 1946-48 → anni cruciali.
  • La sinistra è divisa tra partito socialista e comunista che si risolve a favore dei primi.
  • Al centro c’è la Democrazia cristiana → non più coalizione con partito comunista e socialista.
  • Congelamento in Europa di due blocchi internazionali antagonisti.
  • A livello politico vi è una situazione paradossale: la costituzione scritta dal 46-48 viene approvata con tanto consenso dalla coalizione antifascista ma questa coalizione si discioglie perché si crea una nuova divisione → il sistema partitico italiano si divide tra partiti filoccidentali e partiti favorevoli al blocco comunista.

Possiamo distinguere diverse fasi all’interno della “nuova democrazia”: quante repubbliche italiane?

  1. 1948-1994 → molti dicono per discesa di Berlusconi con videocassetta/cambia sistema elettorale con la legge Mattarella.
  2. 1994-2013 → successo Movimento 5 Stelle.
  3. 2013-?

Distinzione e molte arbitrarie.

Collocazione internazionale del nostro paese

L’Italia diventa una delle 7 potenze più grandi del mondo.

Nel 1975 entra nel G5, che poi diventerà G7.

All’interno dell’Italia

  • Livelli di crescita differenti tra nord e sud.
  • Disuguaglianze sociali.
  • Rapporto difficile tra italiani e Stato.

Il nostro sistema elettorale è misto:

  • Modello Westminster → maggioritario.
  • Modello consensuale → anche se non segue perfettamente lo schema.

Modelli classici per descrivere il rapporto tra società civile e politica

Modello 1: rapporto inizialmente basato su un sistema consensuale (dopo la 2 WW, dal 1948).

Si forma un blocco sociale stabile di gruppi che favoriscono la democrazia.

Nasce un sistema consensuale composto da associazioni imprenditoriali, sindacati, sistema di attori partititi che rappresentano l’ossatura della democrazia italiana iniziano a collaborare → non vuol dire che tutti si trovano d’accordo sempre, c’è una dialettica accesa → utilizzati strumenti del negoziato per arrivare a decisioni.

Modello 2: sistema subordinato ai partiti → determina la nascita di una struttura negli interessi sociali che viene subordinata al sistema dei partititi → presenza di partiti è importante perché sono stati protagonisti della fase che ha portato alla caduta del regime precedente e alla strutturazione delle forze antifasciste.

A livello politico, se c’è un sistema di partititi predominanti e dall’altro il sistema degli interessi sociali, si crea un collateralismo tra i 2 sistemi.

Tema del collateralismo

Gruppi di interesse (sindacati, associazioni di categorie) hanno costruito per anni delle strutture capaci di sostenere e forgiare le élite politiche → relazione preferenziale tra alcuni partiti e alcuni sindacati e associazioni di categoria = dei rappresentanti del sindacato vengono candidati nelle liste dei rispettivi partiti con i quali sono più in sintonia.

  • DC preferenziale con CISL.
  • PCI preferenziale con CGIL → esponente CGIL nel PCI.

Joseph La Palombara (1964)

Studiando il sistema italiano ci sono 2 modelli che possono descrivere il rapporto tra politici, burocrati e gruppi di interesse (= si riferisce a ogni gruppo che, sulla base di uno o più atteggiamenti condivisi, reclama da altri gruppi della società l'instaurazione, il mantenimento o l'accrescimento di forme di comportamento che sono in relazione con gli atteggiamenti condivisi).

Confindustria, Lobby = Gruppo di persone che sono in grado di influenzare a proprio vantaggio l'attività del legislatore e le decisioni del governo o di altri organi della pubblica amministrazione. Possono essere molto utili alla democrazia, hanno potere diversi le diverse lobby → Armi, Petrolio, Tabacco.

2 modelli che possono descrivere il rapporto tra politici, burocrati, gruppi di interesse:

  • Relazione di parentela = si sviluppa quando un certo settore di politiche pubbliche (agricoltura, educazione, ambiente), un ampio numero di attività viene portato avanti da attori che condividono valori e idee comuni, rapporto più ideologico e influenza di più le politiche pubbliche.
  • Ministero dalla pubblica istruzione: a capo uno della DC, terrà in particolare considerazione e si confronterà anche con quelle realtà della DC che sono più sensibili e preparate su quel settore???????????
  • Relazione di clientela = rapporto tra potere politico-burocrazia-gruppi di interessi, contatti stretti e continuativi tra gruppo di persone e attori burocratici, si crea in maniera clientelare → influenza sulle nomine pubbliche.
  • La Coldiretti = coltivatori diretti, gruppo di interesse importante → Coldiretti aveva uno stretto legame con la DC: DC al governo e occupava il posto del ministro dell’agricoltura → ministro agricoltura molto sensibile agli argomenti della Coldiretti → se si fa una legge del settore, il ministro terrà in considerazione la Coldiretti e nel caso in cui bisogna scegliere i coltivatori, la DC scegliere alcuni presi dalla Coldiretti.

Gli sviluppi successivi: anni 90’ (Novecento)

Crisi politica = Tangentopoli, nuove relazioni società civile:

  • Declino della subalternità dei gruppi di interesse nei confronti della politica (soprattutto in alcuni settori delle politiche pubbliche) → predominio politica sulla società.
  • Es. calo di iscritti dei sindacati.
  • 1993: elezione diretta sindaci → sindaci sono personaggi della società civile.
  • Spostamento della rilevanza politica di alcuni gruppi e di altri (gruppi promozionali = ambiente, diritti civili → sono diventati più importanti rispetto a quelli economici e istituzionali).

Ultimo ventennio

→ rovesciamento della politica.

  • Disintermediazione: crollo dei mediatori tradizionali (partiti, sindacati).
  • Movimentismo (virtuale e altro).
  • Personalizzazione della politica (leadership carismatiche) → anni 90 in poi, Italia = emergono leadership carismatiche e che influenzano la vita politica e possono parlare direttamente il leader e il popolo.

Partecipazione elettorale e voti validi influenzano –

  • 2022: record negativo della partecipazione alle elezioni, sotto il 30.000.000.
  • Italia: coalizioni fatte prima della creazione del governo, e i partiti con le coalizioni si possono anche scomporre (in Germania le coalizioni si formano dopo).

Come votano gli italiani?

Studiosi (Parisi e Pasquino, 1977) hanno analizzato le modalità di voto e hanno indicato 3 tipologie di elettore.

  • Elettore di appartenenza = quelli che votano sempre lo stesso partito, appartengono al partito perché legati a livello ideologico, culturale e raramente nega il suo consenso al partito.
  • Elettore di opinione = cambiamento di opinione legato a una strategia cioè tende a valutare con attenzione il comportamento dei partiti ma ipotizza l’ipotesi di cambiare partito → cambia partito, si sposta in partiti che sono continui in quello di appartenenza.
  • Elettore di scambio = si basa sul calcolo o aspettativa di una controprestazione, accorda il consenso a un partito che soddisfa un particolare mio interesse o legato a una politica pubblica.
  • Es. riforma delle pensioni = io lo voto e il ministro manda in pensione prima.
  • Es. Checco Zalone: io ti voto e tu mi dai qualcosa.
  • Es. reddito di cittadinanza: voto per i 5 Stelle per il reddito.

Indicatori politici

La volatilità elettorale = somma degli scarti tra percentuali di voto ottenute da ogni partito tra un’elezione e l

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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