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Il barone rampante di Italo Calvino

Riassunto

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo della trilogia araldica I nostri antenati. Gli altri due sono Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente. L'azione ha inizio nel XVIII secolo in Liguria, negli anni che precedono la rivoluzione francese. Il dodicenne Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito del barone Arminio, in segno di protesta contro l'autorità (per non mangiare un piatto di lumache), va a vivere su un leccio da cui non scenderà più.

Sull'albero, Cosimo costruisce il suo mondo fatto di invenzioni e riesce a vedere quello terreno in una prospettiva assolutamente diversa, che gli permette di comprendere meglio la realtà, libero da ogni condizionamento. La sua vita è piena di avventure, alcune anche insidiose e altre monotone: lotta contro i pirati, per passare il tempo legge molti libri diventando un filosofo conosciuto in tutta Europa, incontra molti protagonisti della storia di quel periodo (corrisponde con Diderot e Voltaire, parla con Napoleone e il tolstoiano Principe Andrei), e ha una sofferta storia d'amore.

Incontra un gruppo di persone spagnole che come lui dimorano sugli alberi, riesce a fondare una squadra di Vigili del Fuoco ed infine incontra un cane che gli tiene compagnia per molti anni, chiamato con lo strano nome di Ottimo Massimo. Ormai vecchio ed in punto di morte, si aggrappa alla fune di una mongolfiera e scompare. Cosimo è definito dal suo autore "un solitario che non sfuggiva la gente". La sua vicenda, della quale è testimone il fratello Biagio, ha una doppia chiave di lettura: un impegno politico "critico" in conflitto con il modello dell'intellettuale militante di quegli anni, e la difficoltà di comunicare in ambito personale, intimo più che sociale.

Personaggi

Cosimo Piovasco di Rondò è il protagonista della storia. All'inizio è un ragazzino di dodici anni figlio di una famiglia nobile; nel corso del racconto diventerà barone in seguito alla morte del padre. È forte e rapido nello spostarsi da un albero all'altro, mangia il cibo donato dagli abitanti del luogo e ciò che riesce a cacciare, veste indumenti fatti da sé secondo necessità, sua dimora sono gli immensi boschi del tempo sui quali si diceva fosse possibile spaziare per chilometri e chilometri di nazione in nazione. È testardo e irremovibile nelle sue decisioni e ha il coraggio di ribellarsi inizialmente ai suoi genitori ed in seguito al mondo intero. Le sue virtù più forti sono la costanza e l'orgoglio, tanto che non vorrà toccare terra neanche da morto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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