Martedì 7 marzo 2023
Istituzioni di storia della lingua italiana
Primi testi in volgare
Le conoscenze degli storici della lingua devono essere intrecciate con quelle degli storici. → Riforma carolingia spinta scriptae volgari (lingua scritta diversa dalla lingua parlata). Plurilinguismo/Policentrismo Ci troviamo ancora in un periodo dove la stampa non esiste, il libro è pensato ancora come un prodotto copiato a mano. Questa pratica avveniva nei monasteri benedettini. La trasmissione dei testi è avvenuto attraverso la copia, ognuno copiava la copia della copia. Di colta di capire quale dovesse essere l'archetipo originale, si tentava di riscoprirlo attraverso gli errori.
Officina = termine per indicare un luogo dove si producono dei testi. Corrispettivo antico delle case editrici, ma al posto della stampa si copiavano i testi a mano. La copia del testo risente della soggettività dell'amanuense e dell'officina stessa che dava determinate istruzioni. La zona di produzione coincideva con la zona nella quale si copiavano i testi. La coscienza linguistica del volgare deriva dall'indovinello veronese (VIII sec. - inizio IX) è un termometro per capire che coscienza linguistica c'era. Capire se la lingua usata è già un volgare matura o meno.
Tutti i documenti che noi conosciamo sono dell'area mediana. Queste zone avevano più figure che sapevano scrivere. Questi documenti coincidono con l'area con più figure che sapevano scrivere. La scrittura è legata anche da un fattore economico e questo avviene in Toscana.
Area mediana
Da Montecassino all'Umbria (zona fitta di monasteri):
- 960 Placito capuano
- Iscrizione di San Clemente (fine XI sec.)
- Graffito catacombe di Commodilla (IX-X sec)
Altre aree: Toscana
- → Inizio XII sec. Conto navale pisano: conto di carico e scarico merci. Dettaglio delle merci presenti con il relativo costo
- Inizio XIII sec. Libro di conti di un banchiere fiorentino
Sono testi a matrice commerciale. Testi legati allo sviluppo economico, gli scrittori che seguiranno (es. Dante) sono figli di banchieri e commercianti.
Primi documenti in volgare
- Indovinello veronese (fine secolo VIII - inizio IX)
- Graffito catacombe di Commodilla (IX-X sec)
- 960 Placito capuano
- Iscrizione di San Clemente (1084 - 1100)
Indovinello veronese
Anonimo - fine dell'VIII secolo - inizio IX secolo d.C. Era un codice spagnolo. Alla fine del manoscritto c'era un breve testo in versi. Postilla scherzosa, metafora della scrittura e della mano che scrive. Ci sono diverse ipotesi di lettura. È un testo di natura privata, non ha una funzione precisa. L'occasione del testo è informale. La funzione non è certa, è circoscritta a una visione soggettiva.
Linguaggio poco controllato. Interferenza fra il volgare e il latino. Potremo definirlo un testo scritto appositamente per essere in latino, ma scritto in maniera informale che manifesta forme volgari. Segno di una diafasia, vuole un testo scritto per sé, a scopo ludico, quindi l'attenzione riservata al latino è poca.
Volgarismi → se (sibi) fenomeno di natura morfologica; pareba(t); negro (nigrum); alba/albo (album); versorio (potrebbe derivare dal corrispettivo latino, ma nell'area veneta ha tratto il suo termine locale del termine latino. Problema lessicale).
Latinismi → pratalia; pareba/araba (conservazione della b che non è divenuta v) /tenera/semineba; semen (conservazione della nasale).
Graffito catacomba di Commodilla
Si trova a Roma. Nel 1906, Francesco Sabatini ha dimostrato come sia il primo testo delle origini (fino alla scoperta di un ulteriore testo). Uno dei primi documenti del volgare italiano. Rettangolo piccolo che si trova sulla superficie di un altare. Testo della categoria dei testi esposti (scritte che uno trova sulle superfici). Rivolto a quelle poche persone che si trovavano nella cripta (differenza con l'iscrizione di San Clemente). La ripartizione del testo ha a che fare con lo spazio ridotto.
La seconda B è stata aggiunta successivamente. Lingua parlata che risponde a un uso consapevole del volgare. Il significato: funzione non dire i (quei) segreti a voce. La è da rinviare ai secreta (preghiere) che venivano recitate tra sé e sé a bassa voce. (Ambienti di tradizione gallicana).
Volgarismi → non dicere (l'imperativo negativo, non c'è stata la sincope, ma è corrente nei volgari di area meridionale); ille (articoloide; forma di transizione. Qui ha già una valenza di articolo); secrita (bisogna intendere la i come una i grafica, deriva da é proveniente a sua volta da E lunga latina).
Localismi di area romana → abboce (raddoppiamento fonosintattico: fenomeno forte; betacismo: consiste nel passaggio di V a B. Lo si trovava nel romanesco di 1° fase che dura fino al Sacco di Roma. Roma vive uno choc demografico causato dalle persone provenienti dalla Toscana. Dall'avere dei tratti tipici del romanesco, si è avuto una modificazione della lingua dovuto dall'influsso del toscano). L'aggiunta della b è un forte indizio di consapevolezza linguistica nell'uso del volgare.
Placiti campani
→ Placito di Capua 960 considerato il vero documento della lingua italiana, in quanto è un atto ufficiale. Si percepiva il volgare ad un altro livello rispetto a quello che era uno stato allora. Placito di Sessa Aurunca 963 - placito di Teano 963 - Segno evidente che, in una certa fase, viene fuori un'esigenza di cambiamento linguistico. Il volgare aveva preso piede e il latino tende ad usare una forma cristallizzata. Alcuni giudici si rendevano conto che le forme di testimonianza era meglio renderle in volgare. Queste forme di testimonianze saranno state ovviamente pronunciate in volgare, la gente comune non lo parlava. C'era l'abitudine di tradurre il testo in latino, successivamente i giudici si ribellarono. Gli atti notarili dovevano essere validi e compresi dalle generazioni future. Il volgare utilizzato era preconfezionato, non era quello usato dalla gente. Qualsiasi cosa si scrive in un atto ha la capacità di confermare o invalidare un documento.
Analisi dei testi
Documento del Placito di Capua Si trova nell'abbazia di Montecassino negli archivi del Monastero. Nasce con la dislocazione a sinistra: elemento diamesico. Anticipazione a sinistra del complemento oggetto, che viene ripetuto per evitare fraintendimenti. Il soggetto sta a sinistra del verbo.
Placito di Sessa Aurunca 963 → Placiti di Teano 963 bobe (betacismo; mantenimento della seconda sillaba per il dativo, fenomeno di area locale); → Elementi di coincidenza sao (collocazione diatopica del documento tipico dell'area campana); (toscano quelle, altro volgarismo dell'area campana; labiovelare possette secondaria); (elemento tipico morfologico; perfetto forte). → Ni accanto a forme spontanee possiamo trovarne alcune che non lo sono (limiti contene concreti di una determinata terra; limite del territorio con senso giuridico); (con qui parte prende il termine di descrizione); (modo di identificare uno dei due contendenti). Linguaggio giuridico/notarile. Adattamento di forme latine in volgare utilizzate solo in ambito settoriale.
Qui = si riferisce al documento. Precede contene. → sancti; Benedicti frutto di una norma grafica. L'assimilazione non era presente nella scrittura. Inizialmente il volgare, per potersi realizzare nella scrittura, prende i segni grafici della lingua latina. Latinismo grafico.
Chiesa di San Clemente (Roma)
La basilica inferiore è circondata da strutture che risalgono al periodo romano (III sec. d.C). Si pensa che alcuni locali possano essere dei vecchi magazzini romani. L'iscrizione si trova nella basilica sotterranea. 4 fasi di costruzione che permettono di datare l'affresco → 1084 e 1100. Sappiamo la datazione per la distruzione della basilica da parte dei normanni nel 1084. Nel 1100 la basilica fu abbandonata. Successivamente fu costruita la basilica superiore. Si narrano gli eventi miracolosi del Santo.
Uso della lingua di tipo religioso. → Incisioni del miracolo della colonna scelta casuale nella disposizione delle parole dovuto anche dallo spazio disponibile. Sorta di fumetto. Rapporto tra scena e testo evidente, ma non è chiara la natura del rapporto. Non si sa se le battute vengano pronunciate da un personaggio o gli siano riferite. Forse sono pronunciate tutte da Sisinnio. Volgare affiancato dal latino. Elemento diastratico della lingua volgare: li de pute. Per la durezza del vostro cuore avete meritato di trascinare dei sassi: detta dal santo. Voce di un’entità soprannaturale. Una delle caratteristiche di questo testo è che compare la lingua latina accanto a quella volgare. Il latino sembra inserito in più rispetto al volgare. Rappresenta il codice alto, diafasicamente alto da un punto di vista concettuale. Il latino è la lingua della trascendenza. Gerarchia dei ruoli tra le due lingue.
Fili dele pute: ingiuria. A livello diastratico si usa un volgare basso, vicino al gergo. Il latino sarà per molto tempo la lingua della chiesa. Il latino è considerato la lingua della verità e di ciò che è giusto. È la lingua del superiore, del pensiero e della ragione. Il volgare è la lingua del popolo, della vita terrena che si gioca nel dialogo quotidiano. Usato anche negli usi più “brutti” (es. li dele pute, traite). È la lingua della cecità, dell’agire concreto e reale della gente. Lingua delle passioni umane che portano ad agire in modo distorto.
21 marzo 2023
Solo dal 1700 in poi si studia l'Italiano. Il corso di studi, che si svolgeva per coloro che lo potevano fare, comprendeva il latino. Si studiavano i testi in latino. Solo chi comprendeva il latino poteva scrivere in volgare. Il volgare si sgancerà poi dalla cultura latina. Questo accadeva in Toscana. L'ambito mercantile toscana permetterà di far avvicinare, anche chi non sa il latino, alla scrittura in volgare.
La lirica in volgare (XII-XIII secolo)
→ La lirica siciliana corti di Federico Il. Insieme di persone che hanno incarichi diversi all’interno della corte. Gli uomini di corte erano figure di spessore culturale. Rimodellando la lirica provenzale (matrice religiosa) nasce la poetica amorosa siciliana. La lirica siciliana si muove in un orizzonte più terreno.
Stussi Quando su stava in le tu’ catene. Ha scoperto una nuova poesia: Ibridismo linguistico, elementi settentrionali e meridionali. Un po' precedente alle altre poesie trovate. 1180 - 1200. Fa balenare la possibilità che in Italia, già prima dei siciliani, ci fosse una tradizione poetica locale di genere lirico. Trovato a Ravenna. Scriventi di matrice siciliana o che si adattava a quella tradizione. Trovare questo scambio linguistico ha aperto nuovi percorsi per le indagini storico-culturali della Sicilia. Percorso di dialogo con una regione diversa da quella toscana (Emilia). Antecedente alla tradizione siculo-toscana che ci faceva avere la tradizione solo tramite copie. Le opere potevano essere copiate fedelmente oppure rielaborate. Si riportava quella lingua alla propria. I copisti andavano a toscanizzare alcune parole, tranne quelle sacre o che andavano in rima.
- → Poeti siculo-toscani stagione intermedia.
- → Dolce stil novo Dante, Petrarca, Boccaccio finalità moraleggianti.
La lirica religiosa si sviluppa intorno al XII secolo: ritmi. Le regioni centrali-meridionali italiane erano le protagoniste (Marche, Campania, Toscana).
Per la prosa si aspetta un secolo in più, per il maggior prestigio del latino e del francese. La prima fioritura della prosa volgare nasce seguendo i modelli d'oltralpe (zona francese).
Prima metà XIV sec:
- Tradizione veneta e toscana romanzi arturiani
- Letteratura devota
- Volgarizzamento (traduzione più o meno vicina, riadattamento) latino/francese
- Cronache e storiografia
Fine XIII secolo: novellistica. Forme di intrattenimento. La narrazione inizia a essere sentita come forma d'evasione. Finché il pubblico era esiguo questa attività di scrittura aveva poco seguito.
Fonti principali del Decameron: Novellino (non ha ancora un filo conduttore tra le sue parti); Fiori e vita de filosofi e d’altri savi e d’imperatori (riprende dalla novellistica orientale). Sono opere meno stratificate.
La scrittura volgare in Toscana (XIII secolo)
Non è un caso che la gran parte della produzione in prosa sia in Toscana. Il volgare diventa una figura usufruita da più persone. Mediatori linguistico-culturali del volgare: notai, mercanti, chierici. Proporranno il volgare anche a livello di scrittura. I notai e i chierici erano avvezzi al latino, erano interessati a una cultura alta, i mercanti erano una nuova categoria sociale. I mercanti erano interessati a cultura pratica, scopo pratico una la scrittura aveva (tenere conti). La scrittura era collegata all'apprendimento e allo studio del latino. Si inizia a manifestare un'esigenza per la scrittura in volgare. Viene previsto dai concorsi d'accesso per la categoria dei notai il saper scrivere e comprendere il volgare. Comincia a formarsi una lingua di settore.
Il volgare lo insegnavano i notai e i chierici. Le scuole avranno un orientamento prevalentemente pratico. → Circolazione del libro in ambito mercantile fioritura letteratura volgare. Quelli che apprendevano la scrittura richiedevano quei libri. Questo porta a una maggiore richiesta di vendita di questi libri. Anche se non nascono con finalità esclusivamente didattica diventa funzionale alla scuola di scrittura. Diffusione di utenti che se ne serviranno perché avevano bisogno di esercitarsi con la scrittura.
Vitalità culturale-economica di Firenze/Toscana. Il toscano sarà conosciuto inizialmente come una lingua straniera attraverso la circolazione dei mercanti e del libro. Poi sarà conosciuto grazie a Dante, Petrarca e Boccaccio. (Toscani sono molto attivi dal punto di vista del commercio. I mercanti regaleranno anche questi libri in volgare. Ecco perché il toscano sarà precocemente di uso. Anche l’aspetto religioso contribuisce alla diffusione del volgare. Testi scritti in volgare con scopo religioso. Scrittura d’appoggio del messaggio religioso. Scritture che possono essere narrative che ci propongono figure esemplari. Finalizzato alla crescita del buon cristiano.
Il pubblico femminile veniva emarginato perché non potevano intraprendere il percorso di quelle tre categorie che hanno contribuito alla diffusione del volgare (potevano intraprendere solo alcuni percorsi nell’ambito religioso). Tra le religiose si trova nell’800 una grande quantità di si è che scrivono.
Il pubblico femminile sarà orientato verso percorsi di studi alti per imparare a leggere e a scrivere. Era quasi del tutto estraneo alla scrittura e alla lettura in latino, ma adesso inizia a entrare a far parte del pubblico che fa riferimento alla scrittura e alla lettura in volgare.
23 marzo 2023
Gli inizi dell'espansione del volgare
Esplosione di alfabetizzazione anche da parte dei ceti più bassi. I campi della scrittura in volgare si ampia, sia come generi, sia come necessità. Sorgere dei primi banchi toscani con il cambiare dell'economia. Necessità di avere degli anticipi o dei prestiti. Rimandano a un bisogno di scrittura. Nuovi campi che si aprono come territorio di nuovi possibili scritture in volgare. Non era conveniente scrivere in latino.
Il testo religioso promuoverà il volgare. II volgare prende posizioni e si afferma rispetto al latino che perderà posizioni. Storia lenta di un volgare che si dirama sempre di più. La religione non cederà subito il suo settore delle sacre scritture al volgare, però capisce che deve sfruttare per avvicinarsi alla massa. Si ha un accesso più popolare alla letteratura. Scrivere letteratura aveva un senso più disimpegnato di oggi, era anche un intrattenimento. Quindi qui il volgare non andava ad intaccare una sorta di aura sacrale del testo. Cosa che non accadeva per i testi scientifici, trattati e simili dove si usava solo il latino. Con il passare del tempo questa situazione cambierà.
Espansione del modello toscano
Linea di continuità: lingua siciliana; Dante; Petrarca; Boccaccio Persuasione sulla letteratura che può contare sulla circolazione su prestigio e presenza capillare dei mercanti toscani nei diversi centri commerciali italiani. L'espansione non è avvenuta per azioni di pressioni militari, non era favorita da strutture burocratiche ufficiali e non era diffusa dall'insegnamento scolastico. Sono loro che scrivono e viaggiano di più.
La fortuna del Toscano nei secoli XIV e XV
Tante opere Toscane esistono in tante parte d’Italia. Il Toscano si impone come lingua letteraria. Circolazione precoce delle Divina Commedia in varie regioni italiane. Lo sappiamo dalle varie copie, scritti e testimonianze. Rapporto con le aree in cui Dante aveva dei contatti personali. Diffusione non vuol dire solo fortuna dello scritto, ma vuol dire che in quella zona c’è già una conoscenza del toscano. Boccaccio usa il napoletano nella scrittura, visita Petrarca nel 1363 ad Arqua. Petrarca si trova in Veneto nel 1361. In Veneto si trovano molte copie delle sue opere e i suoi autografi.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Istituzioni
-
Istituzioni di storia della lingua italiana prof. Cannata,1 lezione
-
Istituzioni di storia della lingua italiana, prof Cannata, 2 lezione
-
Istituzioni politiche