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Istituzioni di diritto romano - prima parte

Anno accademico 2021-2022

Professoressa Gloria Viarengo
Università degli Studi di Genova
Appunti di Brigitta Suto

Diritto romano: 15 febbraio 2022

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Non frequentanti

Manuale Nicosia profili istituzionali di diritto privato romano (studiare tutto, anche note che riportano le fonti) + studi sulla tutela dei minori (un capitolo a scelta).

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Frequentanti

  • Appunti lezioni, materiale aula web, elenco date più importanti (14 secoli, dalla fondazione di Roma a Giustiniano), fonti tradotte, sintesi,
  • Prima parte: Costituzioni e fonti del diritto
  • Seconda – terza-quarta parte: processo, obbligazioni, persone
  • Diritti reali: manuale a parte, Cannata e Roncati "materiali per lo studio dei diritti reali"

Chi fa lo scritto si toglie la prima parte del programma. Farà poi la media del voto dello scritto e del voto dell’esame orale. All’esame una domanda su ciascun argomento (4 domande circa).

Peculiarità del diritto romano

La materia ha delle peculiarità. L’unica materia che assomiglia al diritto romano è la storia del diritto. I romani hanno prodotto un diritto di altissimo livello, stava nello spirito, nella mentalità di questo popolo un atteggiamento pragmatico rispetto alla realtà che ha portato alla costruzione di categorie giuridiche per risolvere le controversie. I romani hanno questo pregio, tra tutti i popoli del Mediterraneo sono gli unici che hanno sviluppato il diritto privato. Il diritto pubblico (degli organi pubblici) e il diritto penale sono conosciuti da tanti popoli del Mediterraneo, ma il diritto privato è peculiare del mondo romano. Jhering diceva che i romani hanno inventato il diritto privato, tutte le categorie di questo diritto derivano dai romani.

Sviluppo del diritto romano

Il diritto romano si sviluppa in un periodo di 14 secoli (dal 753 a.C. al 565 d.C.) e in maniera diversa. Questo lungo periodo lo suddividiamo in 4 periodi differenti che coincidono con l’organizzazione politica che cambia:

  • Monarchia: organizzazione politica monarchica, tipica dell’età arcaica, ricordiamo i 7 Re di Roma.
  • Repubblica: poi sono passati a un’altra forma di governo, per la ribellione del popolo anche se ciò non è vero perché non è stata la ribellione del popolo che l’ha provocata, che si chiama appunto Repubblica. Non c’è più un organo solo (il Re), ma ci sono 3 organi importanti: i magistrati, il senato, i comizi. Ciascun organo è collegato agli altri, specialmente in alcuni atti importanti. Una suddivisione del potere, anche se è impari.
  • Principato: arriva la crisi della Repubblica, siamo verso gli ultimi anni a.C., verso la fine del primo secolo avanti Cristo, intro al 90 -44 (uccisione di Cesare) a.C., subentra per rendere di nuovo coeso lo stato romano una persona che si chiama Principe (NON Re). Augusto fu il primo principe, poi arrivano altri principi che si chiameranno imperatori. La prima fase dell’Impero si chiama dunque principato.
  • Dominato / Impero assoluto: nasce nuovamente una crisi, dunque deve subentrare un’altra organizzazione che è più accentrata questa volta (la figura dell’Imperatore è predominante, tutti gli altri sono sudditi). È l’ultima parte della storia di Roma di cui ci occupiamo.

In questi 4 periodi ci sono stati cambiamenti di struttura politica, ma ci sono state molte altre evoluzioni. Per ogni periodo studiamo l’organizzazione politica (che sono i poteri del Re), con la descrizione dei collaboratori del Re, studiamo le fonti che producono diritto, cioè come si produce il diritto, l’origine delle norme.

Studieremo le leggi dei Re, ma prima ancora c’è una fase in cui il popolo nomade si stabilizza in una zona vicina ai sette colli (primo Colle occupato è stato il Palatino) e la fonte prevalente è costituita dalle consuetudini. Le consuetudini strutturano la famiglia, i ruoli all’interno di questa e le regole per formare il diritto.

Se passiamo alla Repubblica, le fonti diventano molto più numerose. C’è la formazione di leggi rogate (pubbliche). In ciascun periodo ci sono cambiamenti caratteristici delle fonti del diritto oppure un consolidarsi delle fonti precedenti.

Riassumendo: studieremo per ciascun periodo l’organizzazione politica, le fonti del diritto, il processo (nell’età monarchica un embrione di processo sia penale che privato che a mano a mano andrà a consolidarsi nell’età repubblicana, ulteriori cambiamenti nell’età del principato).

Possiamo assistere a come il diritto nasce e si modifica, sia quello pubblico che quello privato. Questa è la bellezza del diritto romano, ma è anche la sua difficoltà. Studiamo il diritto romano perché ci dice come nasce il diritto presso un popolo all’inizio della sua organizzazione. Impariamo come cambia, in meglio e in peggio. Impariamo inoltre come è stato vitale quello che hanno costruito i romani come diritto privato, è il prodotto più alto nelle società antiche. Come mai è arrivato a un altissimo livello con questi cambiamenti politici drastici? Il diritto privato è stato costruito NON dai politici, ma da professionisti (è una cosa singolare).

Nel mondo romano si sono creati degli specialisti, che si chiamano giuristi (iuris peritus = esperto di diritto), che avevano il compito di conoscere le regole, di comunicarle, di suggerirle a chi le deve poi applicare. NON è un giudice, il giurista è un conoscitore di diritto, un professionista. All’inizio i conoscitori del diritto saranno i Pontefici, un collegio religioso, che oltre che conoscere bene il sacro ha questa competenza nel campo delle regole fra gli uomini (se qualcuno deve sapere quale diritto si applica deve recarsi da uno dei Pontefici, ma anche il giudice chiede consiglio ai Pontefici che sono gli unici che conoscono il diritto). La religione poi perde il suo ruolo, intorno al 200 a.C. (ultima fase dell’età repubblicana) troviamo i giuristi laici, che non hanno a che fare con la religione, sono persone che di solito hanno anche una carriera politica, ma non sono giuristi per quest’ultimo motivo, bensì perché studiano per essere giuristi, vanno a scuola da un giurista già affermato. Il diritto diventa sempre più complesso, il diritto privato che conosceva poche regole diventa un enorme stratificazione di regole. Tra il terzo e secondo secolo hanno inventato le obbligazioni da contratto. I giuristi laici sono i primi che scrivono letteratura giuridica, mentre i Pontefici trasmettevano le regole mnemonicamente. I giuristi laici vivono nel secondo secolo a.C., un’epoca di globalizzazione, con l’espansione di Roma nel Mediterraneo i romani sono a contatto con tanti paesi stranieri. Il diritto in quest’epoca cambia tanto. I giuristi laici studiano il greco, come tutti gli intellettuali dell’epoca, hanno studiato la filosofia greca e trovano le categorie di quest’ultima, scrivono delle opere di diritto romano adoperando le tecniche di classificazione del mondo greco (la filosofia l’hanno inventata i greci, i romani la applicano in quanto molto pragmatici). Questi giuristi intellettuali sono arrivati al top perché utilizzavano gli strumenti forniti anche dalle altre culture.

A partire dal 200 a.C. i giuristi romani hanno iniziato a scrivere opere di diritto, fino al 250 d.C., 5 secoli e mezzo, migliaia di opere sono state prodotte, molte di altissimo livello, quasi tutte di diritto privato. I romani adoperano le leggi quando devono regolare il diritto pubblico, mentre il diritto privato è fatto attraverso l’elaborazione e l’invenzione dei giuristi che seguono l’andamento della realtà e lo traducono in regole.

Arriviamo a Giustiniano, è l’imperatore che ha voluto riunificare tutto l’Impero (nel frattempo l’Impero d’occidente era crollato), parte con una riunificazione giuridica dicendo “c’è tutto questo diritto accumulato nel tempo, mettiamolo al sicuro”, quindi ha prodotto insieme ai suoi funzionari:

  • Un codice con leggi imperiali (degli imperatori)
  • Un manuale istituzionale aggiornato per le scuole di diritto
  • Infine, il Digesto una compilazione degli scritti dei giuristi (questi si sono conservati perché raccolti da Giustiniano nel Digesto). Digesto, dal latino “digerere” (="disporre classificando gli argomenti in modo ordinato"), che risale al greco, è una raccolta completa e sistematica delle opere dei giuristi, sistemate in base agli argomenti. È l’opera più grande di Giustiniano, composto da 50 libri.

Dopo Giustiniano, quando inizia il Medioevo, c’è un momento di crisi economica, politica, sono tempi bui, in cui il diritto si spegne. Bisogna aspettare la rinascita dopo l’anno 1000, in Italia (anzitutto a Bologna, prima università italiana) si chiedono come fare con il diritto e riscoprono la compilazione: il codice, il Digesto, le istituzioni di Giustiniano. Scoprono che il Digesto era una miniera di soluzioni giuridiche di diritto privato, creano dei prontuari per i giudici perché adoperino il diritto romano per risolvere le controversie. Adoperavano le soluzioni proposte dai giuristi. All’Università di Bologna (cuore della cultura giuridica) iniziano a studiare sistematicamente il Digesto. Perché si studiava di più il Digesto? Le istituzioni si studiavano, ma servivano per il primo anno. Il codice contiene diritto pubblico, quello che cambia di più, nella nuova struttura dei comuni poco importava che poteri avesse l’imperatore. Il Digesto invece tratta di diritto privato, meno connotato dal punto di vista politica, importante per risolvere le controversie (di proprietà, matrimoniali etc.). Intorno al 1100 grazie alla scuola di Bologna il Digesto cavalca tutta l’Europa: passa in Spagna, in Francia, in Germania, in Austria, in Polonia, in Ungheria. Tutti questi paesi si basano sul diritto romano, soprattutto sul Digesto. Si dice che il diritto romano diventa diritto comune nell’Europa continentale, accanto al diritto comune c’è il diritto locale, ma il diritto romano è l’involucro, è la struttura portante. Quando è che questa funzione cambia? Con la creazione del codice (primo codice: Napoleonico), il diritto romano diventa meno importante, il ruolo di quest’ultimo si va esaurendo, rimane solo nelle università. Il diritto romano si studia tutt’oggi in Francia, in Olanda, in Inghilterra perché comunque ha costituito questa base così importante.

Cronologia

753 a.C. fondazione di Roma, in precedenza c’erano già delle colonie greche in Italia meridionale e c’erano degli abitanti, dei pastori che vivevano nella zona del Lazio dove è stata poi fondata Roma. Questa cronologia analizza tutti gli avvenimenti più importanti. Con la fine della Repubblica si passa a d.C. Il principato inizia nel 27 d.C. che prosegue per due secoli e mezzo. L’ultima parte inizia nel 284 d.C. con Diocleziano, inizia l’Impero assoluto che si chiude con Giustiniano (anche se l’impero d’oriente continua anche dopo). Possiamo tenere questa cronologia anche durante l’esame (sia scritto che orale).

Le fonti del diritto romano

Affreschi di una fanciulla: reperti archeologici di Pompei (è una fotoaffresco), è una fanciulla che sa leggere e scrivere (ha in bocca una stilo, i romani prendevano appunti sulle tavolette cerate proprio con le stilo). Ha in mano una tavoletta di legno spalmata di cera, è il quaderno che si usava all’epoca. Appartiene a un epoca prima di Cristo, le figlie delle famiglie più abbienti iniziano a studiare anche a livelli superiori.

Distinzione fonti: fonti che producono il diritto - le fonti che non solo creano il diritto, ma lo modificano oppure annullano il diritto precedente.

Fonti di conoscenza del diritto romano: noi il diritto romano lo conosciamo attraverso vari strumenti, che sono prevalentemente reperti archeologici (qualche volta le fonti di conoscenza sono anche fonti di produzione):

  • Lapis niger: reperto archeologico più antico, quasi contemporaneo alla fondazione. All’interno c’è una specie di colonna, ci sono delle lettere incise, è la più antica testimonianza dell’alfabeto romano. “Un alfabeto ricavato dal mondo greco, in Italia c’erano le colonie greche. Chi violerà questo luogo sia maledetto… al re l’alardo... prenda il bestiamo... giusto". Documentazione diretta che c’era il re (rex) il quale aveva funzioni religiose. È una regola che prevede una sanzione, che verrà data dal Re.

I reperti archeologici ci hanno aiutato a ricostruire le istituzioni pubbliche e private, ma anche il diritto e la religione della Roma arcaica. Il Foro era il cuore della vita politica di Roma. Nel Foro Romano c’è il tempio delle Vestali, dedicato alla dea Vesta (i collegi sacerdotali sono stati creati dal Re Numa). Le Vestali rappresentano l’unico sacerdozio femminile, la salvezza della città è nelle loro mani. Le Vestali sono costituite da donne, che assumono questo ruolo già da bambine, devono essere vergini per tutto il tempo del servizio che dura 30 anni, possono sposarsi solo dopo aver compiuto tale servizio. C’è un basso rilievo che era presente nel tempio di Vesta, che rimane nel cuore del Foro. Il compito principale delle Vestali era tenere acceso il fuoco sacro, che è tenuto sempre acceso da una delle Vestali e hanno altri compiti come quello di preparare il necessario per i sacrifici (uno dei perni della religione romana). Dunque, reperti archeologici, bassi rilievi, ci dicono cose importanti sull’antica Roma.

Iscrizione Senatoconsulto sui Baccanali 186 a.C.

Non è soltanto una iscrizione ben conservata, ma ha anche una valenza giuridica di diritto pubblico, infatti è stata fatta sulla base di un senatoconsulto (decisione del Senato), scritta su una pietra, stabilisce delle regole riguardo al culto dei Baccanali. È un intervento del Senato che è di carattere anche giurisdizionale, il Senato ordina lo scioglimento di queste associazioni Bacchiche, ordina che i consoli giudichino direttamente il comportamento degli uomini che facevano parte di queste associazioni (accusate di congiure), le donne sono affidate alla giustizia famigliare (giudicate dal pater familias). C’è un aspetto giuridico di diritto pubblico importante. È una fonte sia di conoscenza che di produzione.

Rotolo di papiro di Qumran

È un papiro non giuridico, ma esistono papiri di contenuto giuridico. Scrivevano sul rotolo di papiro ogni volta che volevano pubblicare qualcosa. I rotoli contenevano un libro intero, oppure capitoli. I papiri erano arrotolati da entrambe le parti, si legge andando da sinistra a destra (a sinistra si arrotola, a destra si srotola). È scritto con righe parallele, ma a colonne, le pagine non sono numerate (la consultazione è poco agevole). Il rotolo di papiro è il libro usuale che hanno adoperato tutti i popoli del Mediterraneo fino all’avvento del quaderno cucito, a Roma fino al primo-secondo secolo d.C. i libri sono scritti in rotoli di papiro, a partire dal secondo secolo d.C. inizia a subentrare una novità: un insieme di fogli di pergamena (pelli animali) cuciti di fianco, le pagine sono numerate, è meno deteriorabile (Cicerone aveva scritto un’opera, formato da vari rotoli, uno di questi andò perduto). Il libro, dunque, era il rotolo di papiro per molto tempo. Si parte dal gambo del papiro, si schiaccia su una superficie, si pressano, si conciano con uno strumento che li liscia. I papiri più lunghi sono più sono deteriorabili.

Qumran è un piccolo centro dove un pastore per caso ha trovato una roccia che a causa di un terremoto si era spostata, è entrato dentro, ha trovato una grotta grandissima piena di libri (cioè di papiri) di filosofia e di religione, perfettamente conservati in quanto rimasti in un ambiente chiuso.

Affresco di Pompei: coppia di coniugi lettori

Viene connotata la loro conoscenza dell’alfabeto, della cultura tramite un rotolo di papiro sotto il mento dell’uomo e una tavoletta con stilo nelle mani della moglie.

Tavolette cerate di legno

Hanno dei sigilli, due ordini di sigilli di lato. Questo è un testamento, il modo in cui a lungo i romani hanno scritto le loro ultime volontà. È un modo di conoscenza del diritto, ma è anche un modo di formazione del diritto: il pater che scrive il testamento dà delle disposizioni che devono essere seguite (il testatore cambia il mondo giuridico della sua famiglia attraverso il testamento). Queste tavolette erano perfettamente conservate, il testamento era ancora sigillato. È il testamento di Antonio Silvano (un militare) II secolo d.C.

Letteratura romana

Cicerone (Sulle Leggi) scrive tantissime cose che riguardano il diritto, parla della cittadinanza/doppia cittadinanza nel testo della slide. Aveva come amico del cuore Servio Sulpicio Rufo, Cicerone poi era anche un oratore, andava in tribunale a difendere le cause importanti. Era oratore, ma doveva anche conoscere il diritto. Le sue opere sono molto importanti, per noi sono un mezzo di conoscenza importante.

Plutarco, Dionigi di Alicarnasso storici greci.

Letteratura giuridica

Unica opera di Gaio che ci è arrivata per intero.

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher brigittasuto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Viarengo Gloria.
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