Semiotica (semiologia)
Si tratta di una riflessione teorica che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso (le loro classificazioni, le leggi che li regolano e il loro uso nella comunicazione).
Classificazione e leggi
- Classificazione: Segni verbali, orali, scritti, sonori ecc.
- Leggi che li regolano: Regole del codice della strada, ad esempio se non si rispetta il semaforo si prende una multa ecc.
Quindi si tratta di una scienza generale dei segni, della loro produzione, trasmissione e interpretazione o dei modi in cui si comunica e si significa qualcosa, o si riproduce un oggetto comunque simbolico.
Storia della semiotica
Il termine semeion (“segno”) è già presente nella medicina greca, e la semeiotica è una disciplina medica che studia i sintomi delle malattie. Nell’antichità i primi studi sui segni sono stati fatti dai filosofi greci, come ad esempio Platone e Aristotele; ma la semiotica, intesa come una vera e propria materia di studio, nasce nel II secolo a.C. quando Claudio Galeno la usa per indicare lo studio dei sintomi medici.
Nel medioevo lo studio dei segni ha interessato lo studio del mondo in particolare del linguaggio, ma ha iniziato ad essere un qualcosa di omogeneo solo con i filosofi inglesi e tedeschi come Locke e Lambert, che hanno parlato di logica.
La nascita della semiotica
La semiotica come scienza nasce tra l’Ottocento e Novecento con Saussure e Peirce:
- Saussure: Si occupava di semiologia (ambito linguistico) e vedeva la semiotica come una disciplina-quadro che contenesse al suo interno tutti i fenomeni della comunicazione.
- Peirce: Si occupava di semiosi (ambito filosofico-cognitivo) e vedeva nella semiotica una teoria della conoscenza umana, incentrata sulla capacità di interpretare l’esperienza e ogni sua manifestazione empirica (parole, pensieri e comportamenti).
Istituzionalizzazione della semiotica
La semiotica è stata istituzionalizzata negli anni '60 quando, in seguito alla pubblicazione di un’opera del semiologo francese Roland Barthes, è diventata materia universitaria, assumendo così un’indipendenza interdisciplinare. Questo evento è motivato dallo sviluppo dei mass media e della tecnologia che hanno reso la comunicazione il problema centrale della nostra civiltà. (G.Manetti)
L'oggetto della semiotica: il segno
Il segno è un qualsiasi movimento, gesto, modello, suono o evento che trasmette un significato. La semiotica studia questi segni e il modo in cui questi abbiano un senso.
Esempi di segni: Le parole, le foto dei giornali, i segnali stradali, i semafori, gli agenti atmosferici*, i sintomi fisici°, i gesti di saluto, ecc.
Ciascun esempio è un segno perché mette in rapporto due elementi di cui uno è percepibile (sensoriale) e l’altro non è percepibile (intellettuale).
- *Se piove prendo l’ombrello, se io vedo una nuvola (è un ragionamento che faccio)..entra in gioco il soggetto..diventa un segno se io la guardo la mattina prima di uscire da casa..un agente atmosferico non è un segno se io non lo interpreto.
- °Sintomi fisici: io ho un dolore, vado dal medico, il medico mi fa delle domande e le mie risposte sono un segno che lui può condurre o meno ad una malattia.
Esempio: se dico una parola mi viene in mente un’immagine acustica come dice Saussure, vuol dire che ho capito la parola. Se invece non capisco per via del fatto che non so la lingua o per altri motivi non avrò capito la parola.
Esempio: il medico non capisce le mie risposte necessarie per l’identificazione della malattia (non percepibile, intellettuale).
Espressioni di uso comune
- È un gran brutto segno: Brutta previsione..segno sta per qualcosa di cattivo.
- Fammi un segno quando sei pronto: Segno sta per gesto.
- Se dici così è un segno che non hai capito: Risposta che non c'entra, non capito il concetto.
- Fai un segno sullo spazzolino così non usi sempre il mio.
Sapere codificato; dizionario di segno
- Segno come sintomo, indizio: Se vedo una persona particolarmente abbronzata al mare è un indizio che è stata parecchio al sole.
- Segno come imperfezione fisica (distintivo di una persona): Nelle vecchie carte d’identità c’era segno distintivo: per esempio un occhio di colore diverso, un taglio, una cicatrice, un neo ecc.
- Gesto, atto che manifesta un certo modo di essere o attraverso cui si vuole comunicare: Gesto della mano.
- Qualsiasi espressione grafica che rappresenta oggetti astratti: Ad esempio la nuvoletta nei fumetti, la lampadina nei cartoni ecc: o si parla o si pensa..che è legata ad un segno grafico.
- Espressione visiva che rappresenta oggetti concreti: Una casa fatta da un bambino di 7 anni; il tetto con il camino, la porta..vedo una cosa fatta come una foto la congiungi all’idea di casa…oppure un pittore che vede un paesaggio che lo disegna in un suo dipinto.
- (In linguistica) Processo per il quale un concetto è rappresentato da un’immagine acustica: È una definizione di Saussure.
- Simbolo o entità figurativa che rappresenta per convenzione un evento o un valore: Esempio: logo; per motivi commerciali non può essere copiato, è un simbolo strettamente legato alla marca..quel simbolo è esclusivo alla marca..esistono poi dei simboli culturalizzati ad esempio la bilancia che rappresenta la giustizia..però questo non può essere cambiato perché è un simbolo di cultura..possono invece giocare sui segni (ad esempio un paesaggio).
Semiotica e semiotiche
La semiotica non ha una sola definizione in quanto oltre al segno ha come oggetto di analisi anche il senso, la comunicazione o la significazione.
- Semiotica può studiare i processi culturali in quanto processi di comunicazione.
- La semiotica si differenzia però da altre discipline che studiano la comunicazione perché presta attenzione a ciò che sta sotto alla comunicazione, cioè la significazione.
- I processi di comunicazione possono cioè sussistere solo perché al di sotto di essi si stabiliscono dei sistemi di significazione.
Schema della comunicazione
Emittente -> Messaggio -> Destinatario
Esempio: io sto parlando (sono emittente)..il destinatario sono chi mi ascolta..se parla qualcuno tra questi diventa emittente..
Poiché ci deve essere un passaggio di informazioni tra emittente e destinatario servono una serie di elementi:
- Contatto o canale: Io parlo tramite un microfono, c'è un canale specifico.. se facessi un meet online il canale sarebbe il computer, se parlo al cellulare è il cellulare ecc.
- Codice: È linguistico..io parlo in italiano e chi ascolta capisce in italiano..se parlassi in una lingua sconosciuta non ci sarebbe comunicazione perché manca un codice comune…il codice è un codice comportamentale: il silenzio d’aula è un codice di comportamento all’interno dell’aula..gli interventi in mezzo causerebbero la mancanza di comunicazione.
- Contesto: È la situazione..ad esempio la situazione d’aula.
Tenuto conto di questi elementi di comunicazione, che devono sempre interagire tutti insieme finché ci sia comunicazione, possono esistere delle focalizzazioni evidenziando delle funzioni specifiche del linguaggio.
Esempio: quando ci si concentra sul mittente = funzione emotiva, sul contesto funzione referenziale, sul codice metalinguistica ecc..ribadisce sempre che tutte devono essere presenti…i processi di comunicazione devono essere realizzati per essere studiati.. quindi molti studiosi della semiotica hanno contestato questa idea che sostiene che la semiotica si debba concentrare sulla comunicazione…altri sostengono che si debba concentrare sulla significazione ovvero sugli schemi sottostanti che rendono possibile la comunicazione…quindi i processi di comunicazione non possono sussistere senza schemi di significazione…al di sotto di ogni processo di comunicazione c'è uno schema di significazione..invece la significazione si può studiare indipendentemente dalla comunicazione.
Esempio: io posso studiare le regole di una lingua o di uno schema senza praticarla… è quello che succede con le lingue morte..si studiano le regole, i testi..ma non vengono parlate, possiamo vedere i loro sistemi di significazione senza avere un processo di comunicazione perché.
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