Supply chain management: introduzione
La specializzazione all’interno di un contesto produttivo, sia nella produzione di un singolo oggetto, ma anche nelle singole fasi di essa, comporta un surplus di produzione e una conseguente necessità di scambio. Tali benefici derivano da:
- Possibilità di allocare i task in base alle differenze di produttività (alle diverse capacità degli individui) (chi è più bravo a fare l’insegnante farà l’insegnante per tutti, chi è più bravo a fare l’agricoltore coltiverà per tutti, ecc.);
- Effetti di apprendimento, perché ripeto la stessa attività più volte;
- Supporto alla produzione tramite automazione.
Quindi la specializzazione provoca aumento produzione della società e conseguente necessità di scambio di ciò che non viene consumato e inizialmente questo avveniva tramite baratto tra due popolazioni specializzate vicine all’interno di mercati, ovvero luoghi di scambio come le città (uno dei motivi per cui nascono è proprio lo scambio).
Con la nascita dello scambio quindi si ha la separazione tra i luoghi di produzione e quelli di consumo e da qui la nascita della logistica, il cui obiettivo è proprio quello di gestire il trasporto di materiali. A complicare l’attività della logistica è anche la separazione tra il momento di produzione e quello di consumo, che compromette la qualità dei beni trasportati e non a caso uno dei commerci più importanti è stato proprio quello delle spezie che mantengono la propria qualità per moltissimo tempo.
A facilitare le attività di scambio poi è nato il denaro (passaggio da baratto a compravendita) che non è altro che una rappresentazione simbolica, ma che contribuisce alla separazione, nello spazio e nel tempo, dei luoghi di produzione e di scambio, e anche all’accumulo.
Concetti della supply chain
Questi concetti sono presenti all’interno della supply chain: l’accumulo è rappresentato dalle scorte, ci sono trasporti da luoghi di origine a luoghi di destinazione e c’è una domanda che guida il funzionamento dell’intera filiera logistico-produttiva.
La presenza di infrastrutture sempre più complesse e articolate facilita le attività di scambio e quindi di logistica (esempio strade romane o porti che nascono sia per la mobilitazione dell’esercito verso le frontiere e sia per la mobilitazione di persone e cose a scopo commerciale, e la presenza di infrastrutture era fondamentale per utilizzare i denari ottenuti per migliorarle sempre di più).
Purtroppo, negli ultimi anni l’ambito della logistica e quello militare hanno camminato fianco a fianco, infatti come è avvenuto per le più importanti innovazioni tecnologiche, anche quelle logistiche nacquero a supporto dell’attività bellica specialmente nello spostamento di eserciti sempre più grandi o di armi e di approvvigionamenti. (Le battaglie campali consistevano