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MICROECONOMIA

COS'È LA MICROECONOMIA

La microeconomia offre interpretazioni alla realtà economica analizzando mercati, prezzi,

comportamenti degli agenti economici come produttori e consumatori. Si differenzia quindi dalla

macroeconomia poiché quest’ultima studia i problemi macro, i cosiddetti problemi aggregati. La

microeconomia dovrebbe infatti fare da fondamento teorico alla risoluzione dei problemi macro,

anche se nella prassi per analizzarla si usano determinate scorciatoie.

La microeconomia studia quindi come vengono prese le decisioni dai produttori e dai consumatori

arrivando a stabilire che ciò che guida le scelte economiche dei due soggetti sono gli interessi

materiali. Infatti solitamente agiscono in modo razionale per massimizzare il profitto e l’utilità.

Errori frequenti:

●​ Considerare i costi irrecuperabili, come quelli di una caparra nella quale il denaro versato non

ha possibilità di rimborso.

●​ Mancata considerazione dei costi come opportunità. Il costo-opportunità rappresenta il valore

della più proficua alternativa sacrificata quando si compie una scelta. Ad esempio se si sceglie

di studiare un’ora si sacrifica un’ora di ipotetico salario.

Una buona teoria: Una teoria è ritenuta valida quando spiega i dati e prevede le conseguenze di un

ipotetico shock di natura economica.

Tipi di analisi in materia di microeconomia:

●​ Positiva: spiega la realtà così com’è

●​ Normativa: cosa si dovrebbe fare e cosa sarebbe bene fare in una situazione, cosa potrebbe

migliorare il benessere.

Mercato: insieme dei produttori e dei compratori in una determinata area geografica. Mercato diverso

da industria poiché essa comprende solo l’insieme dei produttori.

Arbitraggio: comprare un prodotto ad un prezzo basso su un mercato e rivenderlo a prezzo maggiorato

in un altro mercato.

Mercato competitivo: c’è un grande numero di produttori o di compratori che non hanno il potere di

influenzare con le proprie decisioni il prezzo di un prodotto o di un servizio.

Mercato non competitivo: c’è una situazione di mercato dove sono presenti pochi produttori o

compratori, i quali hanno grandi poteri di mercato e riescono tramite le proprie decisioni a variare il

prezzo di un prodotto o di un servizio. Esempio dell’OPEC, che controlla circa metà dell’offerta

complessiva di petrolio e, operando in un mercato non competitivo, riesce a modificare le condizioni

di mercato.

Mercati oligopolistici: ci sono poche imprese e le scelte di un produttore condizionano le condizioni

di profitto delle altre. Si dice quindi che c’è un'interazione strategica quando le decisioni di un

produttore impattano sugli altri. 1

Teoria dei giochi: il dilemma dei due prigionieri sta alla base della teoria dei giochi, affermando che

due individui razionali potrebbero non cooperare, anche se farlo sembri nel loro interesse comune. Si

prendono dunque in considerazione due malviventi che vengono arrestati senza prove. Uno dei due

deve confessare e vengono proposti sconti di pena:

Se entrambi non confessano non sarà possibile determinare la colpevolezza. Ciò che decide uno dei

due prigionieri ha effetti anche sull’altro. La strategia dominante è quella che permette di ottenere il

pay-off (ricompensa o risultato ottenuto) più alto rispetto a qualsiasi decisione presa dall’altro.

INDICI DI PREZZO

In genere i prezzi aumentano nel tempo. L’inflazione ideale è attorno al 2%. Gli indici di prezzo

misurano la variazione media dei prezzi (inflazione). Esistono vari indici di prezzo, ma i più

importanti sono:

●​ IPC: è basato su un paniere di beni che rappresenta i consumi medi delle famiglie e misura la

variazione di prezzo dei beni di questo paniere nel tempo.

●​ Deflatore del PIL 2

REDDITI

Solitamente anche i redditi crescono del tempo in termini nominali (ovvero in euro), a volte più altre

meno dei prezzi. Il potere d’acquisto varia in base alle variazioni di redditi e prezzi:

●​ se il reddito aumenta di meno dei prezzi il potere d’acquisto si riduce

●​ se il reddito aumenta più dei prezzi si alza il potere d’acquisto

●​ se i redditi e i prezzi hanno lo stesso tasso di crescita il potere d’acquisto non sale né

diminuisce

Per capire quanto cresce il reddito in termini reali dobbiamo dividerlo per l’IPC dell’anno corrente e

moltiplicarlo per l’IPC dell’anno base di riferimento.

Quindi il reddito reale aumenta laddove aumenta il potere d’acquisto, diminuisce quando diminuisce il

potere d’acquisto e rimane invariato quando non cambia il potere d’acquisto.

PREZZI

Anche per i prezzi bisogna adottare la distinzione tra reali e nominali: quasi tutti i prezzi crescono nel

tempo ma alcuni hanno un tasso di crescita maggiore o superiore alla media, per calcolare quanto sia

cresciuto o diminuito un prezzo rispetto alla media dobbiamo calcolare il prezzo reale, ovvero quello

privato dell’inflazione media.

●​ Prezzo nominale: prezzo nel senso usuale del termine, in euro cosiddetti correnti.

●​ Prezzo reale: prezzo in euro costanti, ossia senza inflazione.

Per calcolare il prezzo reale usiamo l’indice dei prezzi al consumo (IPC): 3

OFFERTA E DOMANDA

CURVA DI OFFERTA

Mostra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere ad un determinato prezzo,

tenendo costanti gli altri fattori che possono influire sulla quantità offerta.

La quantità offerta è uguale alla quantità offerta al prezzo.

P= variabile indipendente

Qo= quantità offerta è variabile dipendente

STUDIO DI FUNZIONE QUANTITÀ-PREZZO

La relazione può essere rappresentata sugli assi cartesiani ma non corrisponde alla

convenzione matematica dove la variabile dipendente sta sull’asse Y. Qui è il contrario. 4

La curva di offerta è inclinata positivamente e all’aumentare del prezzo aumenta l’offerta. Ciò

significa quindi che all’aumentare del prezzo i produttori desiderano produrre e vendere una quantità

maggiore. Al diminuire del prezzo i produttori vendono e producono poca merce e sotto una

determinata soglia di prezzo non producono.

Tutto questo accade poiché all’aumentare del prezzo aumentano anche le imprese che, attirate dalle

alte soglie di profitto, decidono di competere nel mercato; oppure le imprese già esistenti aumentano

la loro produzione.

VARIABILI

Ci sono variabili diverse dal prezzo che influiscono sull’offerta: i costi di produzione. Dati dal

●​ Costo del lavoro

●​ Costo del capitale

●​ Costo materie prime

se questi input del processo produttivo diventano più o meno cari allora questo influisce sul prezzo del

prodotto finale:

●​ Se si riducono i costi di produzione: si sposta tutta la curva di offerta verso destra facendo

aumentare l'offerta, dato che i produttori sono maggiormente incentivati a produrre poiché è

diventato più profittevole. 5

●​ Se aumentano i costi di produzione: la curva si sposterà verso sinistra perché le aziende

vorranno produrre di meno dato che genererà meno profitto.

In sintesi quando l’offerta è determinata da variabili diverse dal prezzo i suoi cambiamenti sono

rappresentati dallo spostamento dell’intera curva di offerta.

Quando invece l’offerta è determinata dalla variazione del prezzo di vendita del bene allora i suoi

cambiamenti sono rappresentati dallo spostamento di un punto lungo la curva di offerta, che rimane

invariata.

CURVA DELLA DOMANDA

Mostra i cambiamenti della quantità di un bene che i consumatori vogliono comprare alla variazione

del suo prezzo, fermi restando altri fattori.

All’aumentare del prezzo cala la domanda.

Ci sono variabili diverse dal prezzo che influiscono sulla domanda:

●​ Reddito

●​ Gusti dei consumatori

●​ Prezzi dei beni connessi

○​ Sostituti

○​ Complementi 6

Queste variabili fanno spostare l’intera curva di domanda

●​ Per un bene normale verso destra (domanda aumenta)

●​ Per un bene inferiore verso sinistra (domanda diminuisce)

In sintesi, i cambiamenti della domanda che dipendono dal prezzo di vendita del bene sono

rappresentati da uno spostamento di un punto lungo la curva di domanda. Mentre i cambiamenti della

domanda che dipendono da altri fattori sono rappresentati da uno spostamento dell’intera curva di

domanda.

MECCANISMO DEL MERCATO

Il concetto di equilibrio chiamato market clearing è il punto dove sia i produttori che i compratori

sono soddisfatti poiché sono stati venduti tutti i prodotti senza che nessuno rimanesse senza bene.

Quindi questa situazione è caratterizzata dall’uguaglianza tra domanda e offerta. Qd=Qo

Non c’è scarsità di offerta, non c’è surplus, non si cambia il prezzo. 7

ECCEDENZA DI OFFERTA

Il surplus o eccedenza si verifica laddove la quantità domandata è più bassa della quantità offerta (P1).

Ci sono quindi delle forze di mercato che faranno si che i venditori abbassino i prezzi, dato che parte

delle loro merci è rimasta invenduta. Si verifica dunque una spinte di riduzione del prezzo fino al

punto di equilibrio.

Eccedenza = prezzo di mercato sopra prezzo di equilibrio

●​ Troppa offerta

●​ Produttori abbassano i prezzi

●​ Quantità domandata aumenta e si riduce quella offerta

●​ Il mercato si aggiusta fino al raggiungimento del prezzo di equilibrio 8

ECCESSO DI DOMANDA

Eccesso di domanda quando il prezzo di mercato è sotto al prezzo di equilibrio e la domanda supera

l’offerta, i produttori saranno spinti ad aumentare il prezzo e a produrre di più (aumentando l’offerta e

placando la domanda), quindi i prezzi si muoveranno gradualmente in alto verso l’equilibrio.

In sintesi il prezzo di equilibrio è determinato dall'interazione tra offerta e domanda. Fuori

dall’equilibrio, il mercato tende ad aggiustare i prezzi e a riportarsi in equilibrio. Perché questo

meccanismo funzioni è necessario che il mercato sia competitivo.

CAMBIAMENTI DELL’EQUILIBRIO

I prezzi di equilibrio sono determinati dalle posizioni delle curve di offerta e domanda che a loro volta

sono determinate dai particolari valori assunti dalle variabili che determinano offerta e domanda. Un

qualunque cambiamento delle variabili causa il cambiamento del prezzo e/o della quantità di

equilibrio.

●​ Si riducono i prezzi delle materie prime: si riducono i costi quindi aumentano i margini di

profitto, la curva di offerta di sposta verso destra. Si crea di conseguenza un surplus ed il

prezzo tenderà a calare fino al raggiungimento di un nuovo prezzo di equilibrio. 9

●​ Aumenta il reddito: la curva di domanda si sposta verso destra, si forma un eccesso di

domanda che fa aumentare il prezzo di equilibrio.

●​ Aumenta il reddito e si riducono i prezzi delle materie prime: lo spostamento della curva di

domanda è maggiore di quello della curva di offerta. Aumentano il prezzo e la quantità di

equilibrio. Quando si spostano sia la curva di domanda sia quella di offerta l’impatto sul

prezzo di equilibrio e sulla quantità di equilibrio sono determinati da

○​ La forma delle curve di domanda e offerta

○​ La dimensione relativa e la direzione dei cambiamenti.

STATICA COMPARATA

Esercizi nei quali è richiesto di determinare un cambiamento di equilibrio.

●​ Riduzione domanda+aumento offerta=cala il prezzo

●​ Punto di equilibrio= Qs (quantità offerta)+Qd (quantità domandata) 10

AUMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE SALARIALI

Lo scompenso è dovuto al tipo di progresso tecnico che, dagli anni ‘80, è caratterizzato da una

distorsione verso la domanda di lavoro skilled (lavoro di laureati). La richiesta sempre maggiore di

lavoro intellettuale fece sì che aumentò la domanda di laureati molto di più rispetto alla disponibilità,

allo stesso tempo non aumentò la domanda di lavoro manuale unskilled. Perciò il reddito reale netto è

cresciuto del 45% per i redditi alti e del 4% per i redditi bassi.

CONSUMO DI RAME USA

Aumenta esponenzialmente il consumo (quindi la domanda e l’offerta) ma il prezzo rimane invariato.

Perché a fronte dell'aumento di domanda assieme alla riduzione dei costi di produzione la situazione

si è bilanciata e ciò non fa aumentare i prezzi. 11

ELASTICITÀ DI UNA VARIABILE

È la variazione percentuale della quantità domandata conseguente ad una variazione dell’1% del

prezzo.

Elasticità della domanda al prezzo

variazione % quantità / variazione % prezzo

La variazione percentuale di una determinata variabile consiste nella: variazione del livello / livello

iniziale.

Il segno è sempre negativo e per capire l’elasticità devo confrontare il risultato in valore assoluto con

il valore 1:

●​ Risultato compreso tra 0 e 1: domanda rigida o anelastica, la domanda varia al variare del

prezzo.

●​ Risultato maggiore di 1: domanda elastica, la domanda non varia al variare del prezzo.

●​ Risultato = 1: le variazioni percentuali di quantità e prezzo sono uguali. La spesa totale

rimane inalterata, poiché le variazioni di quantità e prezzo si compensano a vicenda.

L’elasticità varia in base all’esistenza sul mercato di prodotti sostitutivi. La domanda è elastica se

sono presenti prodotti sostitutivi (quindi varia al variare del prezzo) oppure, se non sono presenti

prodotti sostitutivi, la domanda è anelastica, anche all’aumentare del prezzo. 12

CURVE DI DOMANDA LINEARI ∞

Nelle curve di domanda lineari l’elasticità varia tra 0 e -

Nel suo punto medio l’elasticità= -1

CURVE DI DOMANDA ORIZZONTALI

Quando la curva di domanda è orizzontale la domanda è infinitamente elastica, Ep= -∞ 13

CURVE DI DOMANDA VERTICALI

Quando la curva di domanda è verticale la domanda è completamente rigida o anelastica, Ep= 0 in

tutti i suoi punti.

Elasticità di domanda al reddito

Misura la variazione percentuale della quantità domandata conseguentemente una variazione del

reddito pari all’1%

Er= (ΔQ/Q)/(ΔR/R)= (R/Q)(ΔQ/ΔR)

Elasticità incrociata della domanda

Misura la variazione percentuale della quantità domandata di un bene conseguentemente la variazione

del prezzo di un bene sostitutivo.

●​ Beni sostitutivi: elasticità incrociata positiva

●​ Beni complementari: elasticità incrociata negativa

●​ Beni indifferenti: elasticità incrociata 0 14

ELASTICITÀ DELL’OFFERTA AL PREZZO

Misura la variazione percentuale della quantità che consegue da una variazione dell 1% del prezzo.

Formula uguale a quella dell’elasticità della domanda, con Qo al posto di Qd.

●​ Elastica: quantità offerta maggiore di 1.

●​ Anelastica: quantità offerta compresa tra 0 e 1.

●​ Ricavi di vendita non variano al variare del prezzo: elasticità 1.

È solitamente positiva poiché la quantità offerta dipende positivamente dal prezzo. Si parla di

elasticità dell’offerta rispetto ai tassi d’interesse, ai salari ed al costo delle materie prime.

Elasticità ed equilibrio

Se la domanda è rigida o anelastica la variazione dell’offerta si scaricano sul prezzo. Quindi in caso di

domanda rigida un aumento dell’offerta comporta una discesa del prezzo senza che si verifichi un

aumento delle quantità vendute. 15

Se la domanda è elastica le variazioni dell’offerta provocano soprattutto variazioni della quantità,

mentre il prezzo cambia pochissimo.

Se l’offerta è rigida o anelastica le variazioni della domanda si scaricano sul prezzo, lasciando le

quantità prodotte invariate. 16

Se l’offerta è elastica le variazioni della domanda si scaricano sulle quantità prodotte, mentre il prezzo

rimane invariato.

ELASTICITÀ NEL BREVE E LUNGO PERIODO

●​ L’elasticità cambia a seconda del periodo di tempo che prendiamo come riferimento

particolarmente importante è la relazione tra le elasticità di breve e lungo periodo per diverse

categorie di beni, questi strumenti sono particolarmente importanti e consentono di rispondere

a diverse domande di interesse economico. La considerazione di partenza è che l’elasticità

della domanda e dell’ offerta al prezzo, ma anche della domanda al reddito, cambia a seconda

della lunghezza del periodo di tempo che prendiamo a riferimento, se il periodo in

considerazione è di breve periodo, si parla di elasticità di breve periodo, viceversa si parla di

elasticità di lungo periodo.

●​ solitamente nel breve periodo è inferiore all’elasticità di lungo periodo. Perché questo accade?

per spiegare questo concetto (che nella domanda l’elasticità di breve periodo sia inferiore a

quella di lungo periodo) ci avvaliamo dell’ esempio della benzina. In questo caso se

aumentano i prezzi, non si smette di usare la macchina e si mantengono le abitudini nel breve

periodo. Nel lungo periodo invece le cose cambiano, questo perché nel caso in cui io debba

acquistare un auto nuova ne cercherò una elettrica oppure ibrida; nel lungo periodo quindi,

cercherò di risparmiare maggiormente di come potrò fare nel breve periodo. 17

●​ Per i beni durevoli però la domanda del breve periodo è più elastica di quella del lungo

periodo. Questo perché? sosteniamo che aumenti il costo delle auto, accade che io possa

decidere di aspettare a cambiare l’automobile e ciò comporta nel breve periodo una risposta

importante della domanda sull’ aumento dei prezzi, nel l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ludovicorlando di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Forni Mario.
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