Introduzione al diritto del lavoro
Premessa: Il diritto del lavoro ha differenti regolamentazioni in base al datore, se è pubblico o privato.
- Regolamentazione base relativa al rapporto di lavoro
- Regolamentazione base dei diritti sindacali
- Regolamentazione della previdenza e assistenza sociale
Diritto del lavoro
Branca del diritto a cui si applicano in gran parte le regole del diritto comune.
Passaggio dalla società agricola alla società industriale
Il diritto del lavoro prende vita con la nascita del proletariato: nuova classe sociale rappresentata dagli operai, che non lavorano più nelle campagne, ma in modo organizzato all’interno delle fabbriche, in cui la produzione avviene con l’uso delle macchine. Dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo “Il quarto stato”, 1898-1901.
Si verifica la rivoluzione industriale. Si utilizzano le nuove fonti energetiche per far sì che le macchine siano più automatizzate e meno dipendenti dalla forza dell’uomo. La produzione deve abituarsi a ciò. Più è intensivo lo sfruttamento della macchina e più lo sarà in senso negativo quello della persona, aumentando così il beneficio per l’imprenditore: colui che organizza i fattori della produzione (K e L), se ne assume il rischio e ne trae un utile (C – R).
Se si necessita di una macchina funzionante si avrà bisogno di concentrare in un determinato spazio tanti lavoratori. Spostamento delle persone dalle campagne alle città, luogo in cui si riesce ad organizzare l’attività industriale. L’artigiano che riesce ad utilizzare le macchine effettua un “salto” che gli permette di diventare industriale, dando così la possibilità di creare la nuova classe sociale degli operai. L’operaio è energia. Industria = macchina + grande quantità di forza lavoro umana.
Nuova questione sociale
Capacità della nuova classe sociale di soddisfare i propri bisogni. Persone che si concentrano tutte nelle medesime case: famiglie allargate. Questa nuova classe non ha che la ricchezza delle proprie braccia, quindi se la remunerazione non è sufficiente si pone il problema del soddisfare i propri bisogni. Questa nuova classe sociale prende coscienza di sé = coscienza di classe. Gli operai capiscono che i loro vicini e i loro colleghi vivono la medesima situazione, perciò iniziano a rivendicare dei benefici e dei diritti scendendo in piazza, protestando e scioperando.
Non potrebbero quindi contrattare situazioni lavorative migliori? Prerogativa dei borghesi: classe sociale costituita dagli artigiani, dagli industriali e da chi svolge libere professioni. Diritto: regola a cui ci si deve attenere, e se la si viola si incorre in una conseguenza.
Diritto dei borghesi: periodo storico che inizia con la Rivoluzione Francese (fine ‘700). Rivolta delle nuove classi sociali contro l’Ancien Régime, con regole scritte da una delle classi sociali del Re, dei nobili e del clero, con l’obiettivo di proteggere i propri interessi.
L’interesse dei borghesi è quello di difendere i propri interessi e bisogni, i quali sono opposti a quelli vigenti nell’Ancien Régime: proprietà privata. Il commerciante è invece d’accordo con la divisione della proprietà, che gli permette di rivendere i propri beni.
Quando la classe borghese realizza il proprio “status” rivendica i suoi diritti e si scontra quindi con la monarchia. Con la Rivoluzione Francese questa nuova classe assume potere e inizia a riscrivere leggi diverse volte al soddisfacimento dei propri interessi, quali:
- Libertà d’iniziativa economica
- Libera regolamentazione dei rapporti lavorativi attraverso i contratti
- Idea che lo Stato non debba intromettersi nella realtà economica: concetto della mano invisibile di Adam Smith
Tradotto nel mondo del lavoro e della regolamentazione tra proprietari e proletari, significa che questi sono liberi di determinare le proprie condizioni di lavoro: nessuno può imporre delle condizioni all’imprenditore, così come nessuno può imporre all’operaio di accettare le condizioni proposte. Il contraente debole, però, non può permettersi di rifiutare le condizioni proposte, quindi i principi di libertà ed uguaglianza non vengono rispettati. Principio di libertà valido solo per coloro che si trovano in una posizione privilegiata. Sul piano contrattuale sono presenti: imprenditore, operaio.
Coprire o non coprire un posto di lavoro è importante, ma non indispensabile. Pur di non morire è disposta ad accettare qualsiasi condizione. I proletari realizzano che il loro punto debole è quello di presentarsi individualmente. La loro coalizzazione gli permette di contrattare nuove condizioni di lavoro, rendendole coattive dal punto di vista del borghese. La libertà la si ha a pari condizioni sociali tra le parti coinvolte.
Le regole nel mondo del lavoro possono derivare da una legge o essere scritte in un contratto individuale. Il contratto, oltre che individuale, può essere collettivo: contratto stipulato dal rappresentante di una comunità per conto di quest’ultima.
Fino a 40-50 anni fa gli impiegati nel settore primario erano una grande percentuale, oggi, invece, rappresentano circa il 2-3% a causa del lavoro automatizzato. Le macchine riescono a svolgere sempre più attività, quindi si riduce il numero degli addetti; nel commercio e nei servizi il lavoro umano è ancora utile e quasi insostituibile.
La condizione sociale delle persone che oggi lavorano nell’industria, nel commercio e nel settore terziario, è la stessa del lavoratore simbolo della Rivoluzione Industriale? (Operaio nella catena di montaggio).
Sì, i lavoratori vivono più o meno la stessa situazione, si esegue un’azione sostanzialmente ripetitiva. Es. Consegna materiale dei pacchi e della merce, cambia solamente il luogo, ma l’azione è sempre quella. Quello che cambia è l’organizzazione del lavoro, non si necessita più di una grande industria, è anche possibile produrre in territori più ampi. Ancora non siamo in una società tanto diversa da quella nata nell’800.
Le regole del diritto del lavoro sono rimaste sempre le stesse? No, i diritti sono andati sempre crescendo per molto tempo, per poi iniziare a diminuire.
L’apice nella scalata dei diritti dei lavoratori si raggiunge nel 1970 con la Legge 300 del 20 maggio che prende il nome di Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Statuto perché sta a significare che è una legge organica, importante, quasi costituzionale (come lo Statuto Albertino). La costituzione che entra nelle fabbriche. Il diritto non è neutro, ma è frutto dei rapporti che intercorrono in un determinato periodo tra le varie classi sociali.
Quali sono i diritti che pesano di più?
- Limitazione dell’orario di lavoro
- Tutela dei minori e delle donne
- Riconoscimento della previdenza ed assicurazione contro gli infortuni e le malattie
- Limitazione della libertà di licenziamento. Prima si poteva licenziare liberamente, ora è necessaria una giusta causa o un giustificato motivo Art. 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori
Organizzazioni sindacali
Negli anni ’80-’90 il potere dei lavoratori inizia a diminuire, si producono delle leggi che iniziano ad intaccare tutti i diritti guadagnati. Art. 18 viene modificato dalla Legge Fornero, col governo Monti, e dal Jobs Act.
Evoluzione ed involuzione del diritto del lavoro
Sistema delle fonti del diritto
La costituzione è al vertice: per modificarla è necessario un procedimento aggravato, ovvero una doppia approvazione in entrambe le Camere del Parlamento in cui sono necessarie maggioranze qualificate; in caso di mancanza di esse si passa ad un referendum.
Art. 11: L’Italia è subordinata ai trattati internazionali, quindi bisogna anche considerare la normativa emanata dall’Unione Europea.
Fonti secondarie: potere legislativo delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano (Art. 118 Cost.). Nel diritto del lavoro, accanto alle fonti legislative, ci sono i contratti collettivi. Sono rivolti ad una pluralità di persone e di soggetti. Nei contratti individuali la parte che ha una forza contrattuale maggiore, impone le proprie condizioni. Questo normalmente non accade se chi contratta, contratta per tutti, facendo sì che si riacquisti forza contrattuale. La forza di chi contratta deriva dal rappresentare una comunità di lavoro, e le regole stabilite si riflettono su quella comunità.
Lezione sul sistema delle fonti legali con collegamento all’attualità
Nel sistema delle fonti legali, in ordine gerarchico si hanno:
- Costituzione
- Leggi
- Regolamenti
- Usi e consuetudini
Già durante la seconda guerra mondiale alcuni, tra intellettuali e politici, iniziarono a pensare cosa poter fare per evitare, in futuro, che un’altra guerra insanguinasse il territorio europeo, quindi è maturata l’idea di una federazione e di un’unione di Stati.
1. C.E.C.A. Comunità economica del carbone e dell’acciaio: comunità in cui non ci fosse un paese che da solo potesse diventare forte controllando le materie prime come l’acciaio e/o il carbone. Infatti, sia la prima che la seconda guerra mondiale, vedono una Germania molto forte dal punto di vista del carbone e dell’acciaio. Paesi fondatori: Germania, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda. Si prevede che all’Italia spetti una quota della produzione di carbone, in cambio della messa a disposizione della manodopera.
2. C.E.E. Comunità economica europea: spazio in cui non ci siano frontiere e dogane per la circolazione delle merci, nasce come un mercato.
3. C.E. Comunità europea
4. Unione Europea: paesi fondatori: inizialmente solo 6, ad oggi 27 con l’uscita della Gran Bretagna. Questa evoluzione rappresenta anche il tentativo di governare l’Unione Europea in modo unito, unificato; tentativo di dar vita ad istituzione rappresentative di tutti i paesi e i popoli membri, in modo da uniformare anche il diritto e le regole. Quest’unificazione ha comportato che l’Unione Europea potesse a sua volta produrre diritto, dunque nel sistema delle fonti bisogna includere le leggi dell’Unione Europea.
- Regolamenti dell’Unione Europea: hanno la forza di una legge, perché sono immediatamente efficaci in tutti i paesi dell’Unione.
- Direttive: non entrano immediatamente in vigore, ma devono essere prima recepiti con un’apposita legge da parte dei singoli membri.
Si è molto discusso della collocazione della disciplina europea, nel caso del conflitto tra normative nazionali e norme dell’Unione Europea, quali devono prevalere? Si è ritenuto che la normativa dell’Unione Europea sia superiore alla legislazione del singolo Stato nazionale. Ma, nelle fonti nazionali la costituzione prevale sulle leggi. Tra costituzione e norme europee cosa prevale? Le Corti Costituzionali dei vari paesi hanno affermato che prevale comunque la normativa europea, con l’eccezione dei principi fondamentali. La Corte Costituzionale polacca, invece, afferma che nel caso in cui vi sia un contrasto tra la normativa europea e una semplice legge nazionale, prevale la legge polacca; ma se questa linea venisse confermata anche da altri paesi, si potrebbe pensare che vada in crisi il sistema delle fonti, che prevede un organo prevalente sui singoli atti. Questa problematica riguarda anche il diritto del lavoro.
Art. 1 Cost. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Diritti sociali della costituzione e contrattazione collettiva
Accanto alle fonti precedentemente nominate, vi sono delle fonti che vanno sotto il nome di contrattazione collettiva.
Art. 39 Cost. Organizzazione sindacale libera, ma che obbliga i sindacati a determinati doveri. Se si seguisse la regola contenuta nel Codice Civile per i contratti in generale, i contratti collettivi obbligherebbero soltanto i soggetti che li hanno sottoscritti o i loro aventi causa, questo significherebbe che se un’impresa firmasse un contratto sarebbe obbligata a rispettarlo, viceversa se non lo firmasse.
La contrattazione collettiva può essere posta da soggetti che rappresentano più imprese o molti lavoratori.
Confindustria: Confederazione che racchiude al suo interno una serie di associazioni di categoria. Confindustria ha quindi la rappresentanza di molte imprese, questo perché nel momento in cui un’azienda si iscrive all’interno di una categoria, si iscrive in automatico in Confindustria, aumentando così il potere di contrattazione e di rappresentanza.
Regole del diritto comune
Le imprese iscritte sono tenute a rispettare il contratto collettivo firmato da Confindustria. Se un’impresa non fosse iscritta, secondo le regole del diritto comune, non è obbligata a rispettare le regole del contratto collettivo.
Parte II dell’Art. 39: pone l’obbligo dell’iscrizione del sindacato, al fine di misurare la sua capacità di rappresentanza, per garantirgli un’efficacia generalizzata. Il meccanismo di questa seconda parte consiste quindi nella registrazione dei sindacati, in modo che la maggioranza dei lavoratori, attraverso i rispettivi sindacati possano firmare o non firmare il contratto collettivo, il quale avrebbe efficacia anche per i lavoratori non iscritti al sindacato ma appartenenti allo stesso settore. In realtà i sindacati non si sono iscritti in registri nazionali e questo significa che non possono firmare contratti collettivi erga omnes. La contrattazione collettiva segue quindi le regole del diritto comune.
Il contratto collettivo oggi è efficace per tutti i lavoratori? No, la parte II dell’Art. 39 non è stata attuata. Perché? In periodo fascista i sindacati non erano liberi, né era previsto uno solo, obbligato a registrarsi e a dimostrare di avere una fede fascista. Esperienza alquanto negativa per i sindacati. Dopo la seconda guerra mondiale, caduto il fascismo, i sindacati non hanno voluto registrarsi per paura di poter essere ancora troppo controllati dallo Stato. Non si registrarono, anche a costo di essere più deboli, non potendo firmare contratti collettivi con efficacia generalizzata. La contrattazione collettiva ha oggi efficacia soggettiva e relativa, che segue le regole del diritto comune.
Problema dei contratti collettivi pirata: accordi che spesso abbattono i diritti più elementari, indeboliscono la legalità, favoriscono la precarietà, minacciano la sicurezza nei luoghi di lavoro, comprimendo paurosamente i livelli salariali. Invocazione di una legge che preveda i minimi retributivi. La funzione solita del contatto collettivo è quella di stabilire la retribuzione minima, poi in base alla propria forza contrattuale il lavoratore può ottenere anche di più.
La regola generale è che il lavoratore da solo non ha forza contrattuale e la può ottenere solo unendosi ai sindacati.
Se ci fossero imprenditori che non volessero sottostare al contratto collettivo firmato?
- Potrebbero non iscriversi all’associazione che ha firmato il contratto
- Potrebbero recedere e disdire la loro iscrizione
Es. La Fiat di Marchionne quando ha deciso di uscire da Confindustria, ha dato vita ad un proprio sistema contrattuale “strappo scioccante”, in quanto la Fiat controllava la Federmeccanica di Confindustria; questo perché per i sindacati vale la regola di “una testa = un voto”, invece in Confindustria il tutto è legato al numero di lavoratori che le aziende posseggono. La Fiat era la più grande impresa privata negli anni ’60 che finanziava Confindustria, esercitando così un potere di controllo, il quale è venuto meno per 2 ragioni:
- Introduzione di macchine che hanno diminuito il numero dei dipendenti
- Entrata in Confindustria delle imprese pubbliche o a partecipazione statale (Ferrovie dello Stato, ENI)
Tutte queste imprese avevano una loro rappresentanza Inter CID, la quale è venuta meno in concomitanza della diminuzione delle partecipazioni dello Stato nelle imprese, privatizzazione dei primi anni ’90, che le ha portate all’iscrizione in Confindustria.
Sindacati
Associazioni non riconosciute (Art. 36 e seguenti del Codice Civile). Quando si stabilisce un’associazione, si stabiliscono le regole interne attraverso lo statuto, il quale regolamenta l’associazione stessa: contratto associativo.
Contrattazione di prossimità
Il contratto collettivo di prossimità disciplinato dall’Art. 8 del D.L. 183/2011 è uno strumento che offre alle imprese la possibilità di derogare, entro certi limiti e per specifiche materie, alle disposizioni di legge e di contratto collettivo per adeguarle alle condizioni e alle esigenze di organizzazione del lavoro di ciascuna azienda.
Il comma 2 bis della disposizione sopra richiamata, infatti, consente...
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