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Internazionalizzazione Deana

Cos’è la globalizzazione?

La tendenza mondiale delle attività economiche ad espandersi al di fuori dei confini domestici in un contesto in cui il mercato tende ad omogeneizzarsi.

La globalizzazione è un processo e come tale si porta dietro aspetti positivi e negativi. Inizia verso la metà dell’800. È un processo che porta l’intensificazione delle relazioni sociali in termini politici e culturali ed economiche. La globalizzazione può essere declinata in maniera diversa. La globalizzazione ha degli effetti che in qualche modo sono tangibili:

  • Aumento dei flussi di informazione attraverso, ad esempio, ai social media.
  • Aumento dei flussi di beni e questo ha a che fare con il commercio internazionale. Noi possiamo acquistare beni che provengono dalla Cina, dall’America.
  • Aumento dei flussi di capitale--> IDE.
  • Aumento dei flussi monetari e finanziari.
  • Aumento dei flussi di lavoratori--> migrazioni.

La globalizzazione può essere intesa come l’aumento di tutti questi flussi.

I flussi commerciali legano Paesi con una dimensione simile e non tanto per la distanza geografica (USA-CINA).

Oggi globalizzazione significa= global value chain.

La costruzione del bolide 777 è costituita da varie componenti prodotte in diversi paesi. La specializzazione della produzione di componenti è uno degli aspetti della globalizzazione. I componenti prodotti in giro per il mondo poi vengono spedite in America dove vengono assemblate e danno origine al 777.

Oggi buona parte degli scambi commerciali sono dovuti dallo scambio di componenti.

Questo significa in qualche modo che non esiste più il locale ed esiste solo il globale? No!

Locale vs globale: nonostante i processi di integrazione il locale ed il globale sono due dimensioni distinte.

Fenomeno Home bias: preferenza nell’allocare produzione/consumo/risparmio localmente. Viene spiegato dal modello gravitazionale: la distanza e la massa economica dei due paesi (PIL).

I modelli gravitazionali mettono in relazione:

  • La dimensione tra i due paesi (più grandi sono i paesi e più commerciano) --> massa relativa.
  • La distanza: se due paesi sono lontani avranno infatti relazioni limitate.

La globalizzazione ha sì abbattuto i confini, ma è vero anche che la geografia conta ancora.

Componenti della globalizzazione

Quali sono le componenti che hanno permesso la determinazione della globalizzazione?

  • Tecnologia: riduzione delle barriere naturali tra sistemi economici:
    • Riduzione costi di trasporto.
    • Riduzione costi di transazione.
  • Cultura: riduzione delle barriere culturali -> costi non monetari legati allo scambio (lingua, usi, religione). L'opportunità di conoscere le culture ha permesso di avvicinarci.
  • Politiche: attuazione di politiche di integrazione:
    • Riduzione di dazi e restrizioni quantitative.
    • Politiche a favore della concorrenza -> agiscono su barriere d’entrata nei mercati.
  • Ricerca di condizioni economicamente più favorevoli per il benessere dei soggetti economici -> i paesi democratici sono più aperti al commercio internazionale.

La tecnologia è stata un fattore importante per la determinazione della globalizzazione. La tecnologia ha avvicinato i sistemi economici.

Aumento del protezionismo è avvenuto in misura maggiore durante la crisi del ‘29.

Il mercato dei capitali si è liberalizzato solo alla fine degli anni ‘80.

Cosa sarà domani del processo di globalizzazione? Non è un destino manifesto, è un qualcosa che si evolve nel tempo.

Fasi della globalizzazione

La globalizzazione è un processo con caratteristiche differenti in base al periodo. Dunque, non è un processo univoco.

1° fase della globalizzazione 1870 1914: motore.

2° fase 1915 1980: produzione di massa.

3° fase 1980 ad oggi, definita iperglobalizzazione: catena del valore aggiunto globale, tecnologia.

Fasi diverse della globalizzazione caratterizzate da diverse caratteristiche:

A) flussi commerciali.

È vero che la globalizzazione si porta dietro maggiori crisi finanziarie? È vero che la globalizzazione accresce la disuguaglianza?

Innanzitutto, il numero dei Paesi democratici è aumentato. Non si può dire che il processo di globalizzazione abbia ostacolato il processo di democratizzazione. I due trend si muovono insieme e sono fortemente correlati.

L'aumento della mobilità del fattore capitale genera un aumento della volatilità e quindi un aumento delle crisi attraverso l’effetto contagio.

La disuguaglianza tra paesi è diminuita, tuttavia quello che osserviamo è la disuguaglianza all’interno di ogni singolo paese come ad esempio il divario tra ricchi e poveri.

Chi è in grado di cogliere i cambiamenti si arricchisce, chi non lo fa si impoverisce.

L’Italia, ad esempio, grazie alla globalizzazione si è arricchita. L’uso che il Paese fa della ricchezza, però dipende dalla politica del paese.

Internazionalizzazione

Lezione 3 (Deana)

Riassunto:

La globalizzazione è un processo economico e socioculturale fatto da stop and go. È caratterizzata da 3 distinte fasi.

Dal punto di vista economico ha a che fare con lo scambio commerciale.

Quali sono le determinanti principali della prima fase della globalizzazione (tra la fine della Seconda guerra mondiale e i primi anni ‘70?

Nascita del motore quindi miglioramento dei trasporti (ferrovie), migliori flussi di informazione (telegrafo), sviluppo dell’elettricità, la seconda rivoluzione industriale che ha permesso di costruire un surplus (beni in abbondanza) diretto verso i diversi paesi. Oltre a questi elementi caratterizzanti della prima fase di globalizzazione vi è la leadership politica, il commercio (inteso come rotte) favorito grazie all’abbattimento delle barriere, la riduzione dei dazi doganali anche c’erano di mezzo politiche protezionistiche.

La 3° globalizzazione (viene fatta coincidere con la caduta del muro di Berlino) caratterizzata dallo sviluppo tecnologico.

Il progetto della via della seta cinese è un insieme di infrastrutture che la Cina sta cercando di creare per unire il commercio cinese con quello europeo.

Flussi commerciali +/-

Formula di riferimento: = openness, questo indice viene usato come approssimazione del grado di apertura commerciale.

1° fase caratterizzata da una riduzione dei costi di trasporto.

2° fase caratterizzata da una riduzione dei dazi e barriere doganali.

3° fase caratterizzata dalla frammentazione del processo produttivo (beni con parti prodotte in diversi posti del mondo e poi assemblati).

Nella prima fase i flussi commerciali erano da sud a nord, e si trattava di un flusso di materie prime.

Nella seconda fase, la principale rotta dei flussi era tra paesi sviluppati (nord-nord). Flusso commerciale attraverso l’Atlantico, tra Europa e USA.

Nella terza fase, flussi N/S, esportazione dal sud del mondo di beni labour intensive nei paesi del Nord del mondo e il Nord del mondo esporta prodotti ad alto valore aggiunto.

Flussi finanziari

Parliamo di globalizzazione finanziaria quando si osserva un crescente flusso di scambi finanziari tra paesi.

Tendenza a liberalizzare i movimenti di capitale, ciò ha portato:

  • Diversificazione del portafoglio di investimento includendo attività estere: risparmiatori.
  • Utilizzo fondi di finanziamento estere: debitori.

L’integrazione dei mercati finanziari permette alle imprese che hanno difficoltà ad accedere al mercato dei capitali nazionali di accedere ai mercati esteri, con un tasso di interesse inferiori. D’altro canto, le crisi finanziarie locali si propagano velocemente in tutto il mondo -> aumento dell’effetto contagio.

Investimenti diretti esteri: sono flussi di capitale con caratteristiche specifiche. Qualcosa che è finalizzato al medio-lungo termine, ha l’obiettivo di esercitare un’influenza significativa sulla gestione dell’impresa estera e modifica l’assetto proprietario di un’azienda senza modificare quello produttivo.

Negli ultimi anni sono aumentati (segno dell’aumento delle relazioni commerciali tra paesi), ma è anche vero che il loro andamento è sottoposto a forti livelli di incertezza.

Gli investimenti diretti esteri maggiori derivano da Stati Uniti e Cina.

Determinanti degli investimenti diretti esteri

Quali sono le determinati degli investimenti diretti esteri?

Country specific

  • Dimensione e tasso di crescita mercato di sbocco: maggiore è la dimensione di quel determinato paese, maggiore è l’interesse nell’investire lì.
  • Prossimità geografica: es. Parmalat in Mozambico produce yogurt e succhi per il mercato sudafricano.
  • Struttura tariffaria: più alte sono le tariffe, maggiore è la volontà di effettuare l’investimento lì per aggirare il sistema tariffario.
  • Sistema fiscale.
  • Infrastrutture: maggiore è la dotazione di infrastrutture di un paese, maggiore è la volontà di effettuare l’investimento lì.
  • Costo relativo fattori produttivi: minore è il costo di un fattore produttivo, maggiore è la volontà di effettuare l’investimento lì. Esempio, la Cina dove il costo della produzione è più basso.

Industry specific

  • Utilizzo relativo dei fattori produttivi.
  • Economie di scala.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandra1D di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Internazionalizzazione dei mercati e delle imprese internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Deana Gabriele.
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