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Infermieristica clinica in area medica - Parte III

Valutazione della funzione cardiovascolare

Valutazione del sistema cardiovascolare

La funzione infermieristica della valutazione di funzione cardiovascolare esamina alcuni fattori:

  • Gravità dei sintomi (ciò che riferisce il paziente)
  • Presenza dei fattori di rischio
  • Settore clinico in cui si opera (PS e domicilio, ad esempio, sono sedi nelle quali si affronta la questione in maniera diversa)
  • Scopo della valutazione (se scopo diagnostico o riabilitativo, ad esempio)

La figura professionale dell'infermiere deve formulare valutazioni diagnostiche, indicando al paziente lo scopo ed effetti collaterali della sua terapia, annotando l'andamento dei risultati poiché forniscono importanti informazioni sulla progressione della malattia e della risposta ai trattamenti.

Anamnesi sanitaria, familiare e sociale sul rischio cardiovascolare del paziente in esame

L'infermiere valuta inoltre se paziente e familiari sono in grado di riconoscere i sintomi legati a un problema cardiaco acuto e se ricercano un trattamento tempestivo. A seconda di ciò che viene riferito, il professionista in questione procede ad elaborare un piano educativo per il paziente e la famiglia, oltre a porre alcune domande su:

Anamnesi sanitaria e familiare

  • Salute dell'assistito ed eventuali cambiamenti nell'ultimo anno
  • Eventuale cura cardiologica
  • Eventuale storia genetica di malattie cardiovascolari
  • Stile di vita

Anamnesi farmacologica

  • Nomi, dosi e scopo dei farmaci
  • Modalità e frequenza di assunzione farmacologica
  • Eventuali dimenticanze sull'assunzione

L'infermiere si deve occupare anche dello stato nutrizionale del paziente riguardo ai rischi cardiovascolari e raccogliere i dati su:

Anamnesi nutrizionale

  • Peso/altezza → BMI
  • Circonferenza addominale
  • P.A.
  • Esami relativi a glicemia, colesterolemia totale, HDL, LDL, trigliceridemia
  • Frequenza di misurazione dei precedenti dati
  • Abitudini alimentari
  • Chi acquista gli alimenti e prepara i pasti

Anamnesi su eliminazione

  • Nicturia ed evacuazione difficoltosa (risposta vaso-vagale)
  • Farmaci assunti per valutarne gli effetti collaterali gastrointestinali
  • Ricerca di sangue occulto nelle feci in associazione ad anticoagulanti

Anamnesi su attività ed esercizio fisico

  • Ridotta tolleranza all'attività, confrontando il livello attuale con quello degli ultimi 6-12 mesi
  • Comparsa di nuovi sintomi nell'attività fisica
  • Conoscenza di nuove tecniche per la conservazione di energia (alternanza di momenti di attività con quelli di riposo, consigliabile a pazienti soggetti a scompenso cardiaco)
  • Presenza di eventuali barriere architettoniche al domicilio

Anamnesi di sonno e riposo

  • Presenza di ortopnea → necessità di stare in piedi per evitare la sensazione di mancanza di respiro
  • Dispnea notturna parossistica → risveglio nella notte con mancanza di respiro

Anamnesi sulla percezione ed il concetto di sé

L'anamnesi su questo tipo di modello funzionale mira a capire quali siano le convinzioni del paziente sulla sua salute. Convinzioni sbagliate portano a una scarsa aderenza alla terapia e al recupero precoce. Ad esempio, un paziente che viene dimesso dall'ospedale, non rispetta poi a casa la terapia prescritta per sue sbagliate convinzioni a proposito, egli potrebbe avere ricadute e ricominciare dall'inizio il suo percorso assistenziale.

L'infermiere deve porre le seguenti domande:

  • Qual è la sua condizione cardiaca? In che modo la malattia ha cambiato la sua percezione della salute?
  • Quale pensa sia la causa e le conseguenze della malattia?
  • Quanta influenza pensa di avere sul controllo di questa malattia?

Anamnesi sui ruoli e le relazioni interpersonali

  • Chi è il caregiver?
  • Con chi vive?
  • I servizi disponibili sono sufficienti a rendere sicuro l'ambiente domestico?
  • Quali sono le risorse economiche a disposizione del paziente?

Anamnesi su sessualità e riproduzione

  • Timori sulla malattia e sulla comparsa dei sintomi
  • Effetti collaterali di alcuni farmaci
  • Storia riproduttiva

Anamnesi sul coping e tolleranza allo stress

  • Presenza di stress attuale o pregresso
  • Efficacia del modello di coping adottato
  • Percezione dell'umore da parte dell'assistito

Patologie e sintomi correlati

Ipotensione Angina S. coron Valvulo Insuff. Disturbi Pat. stress Shock Caffeina Episodio nearica Patia cardiaca Idro- cerebro-cardioge Vaso-arteriosa acuta Elettrolit Vascolarno vagali-ici iposturale
Dolore torace
Dispnea
Edema periferico
Distensione addom
Palpitazioni-aritmie
Astenia
Vertigini, sincope o alterazioni stato
Coscienza

Valutazioni diagnostiche sul rischio cardiovascolare

Le prestazioni richieste per diagnosticare una patologia di origine cardiovascolare al paziente comprendono:

  • Esami di laboratorio
  • Radiografia toracica
  • Elettrocardiografia
  • Monitoraggio elettrocardiografico ed emodinamico
  • Test da sforzo
  • Ecocardiografia
  • Immagini con radionucleotidi
  • Cateterismo cardiaco
  • Studi elettrofisiologici (eseguiti in sala emodinamica)

Assistenza a persone affette da ipertensione arteriosa

L'ipertensione arteriosa, acclamata in due misurazioni distinte, è una condizione nella quale i valori sono > 140/90. Si definiscono altresì valori normali quelli 120/80 mmHg e valori di pre-ipertensione quando la PA è compresa tra 120/80 e 139/89 mmHg.

Gli interventi applicabili per prevenire o ritardare l'ipertensione arteriosa riguardano 3 stadi:

Valori di riferimento

Stadio Intervento
Fase di pre-ipertensione Modificare stile di vita tramite alimentazione e regolare attività fisica
Ipertensione di livello 1 Trattamento farmacologico e visite di controllo mensili
Ipertensione di livello 2 Valutazioni più frequenti

Ipertensione arteriosa - Fattori di rischio

A volte l'ipertensione arteriosa è definita come un killer silenzioso, perché i sintomi che ne derivano non sono evidenti, soprattutto nella prima fase della patologia. Spesso questa viene associata ad altri fattori di rischio cardiovascolari, come le dislipidemie, obesità, diabete, sindrome metabolica, vita sedentaria e apnea ostruttiva del sonno. Il fumo di sigaretta, se concomitante a uno stato di ipertensione, può elevare il rischio di morte per causa di una cardiopatia.

Conseguenze e manifestazioni cliniche

Lo stato prolungato dell'ipertensione arteriosa non trattata danneggia i vasi sanguigni di tutto l'organismo, in particolare quelli dell'organo bersaglio:

Organo bersaglio Manifestazioni
Cuore Infarto del miocardio, ipertrofia ventricolare sinistra per effetto dell'aumentata resistenza a mandare il sangue in aorta e conseguente pressione sistemica elevata
Cervello Ictus o TIA
Reni Insufficienza renale → nicturia, aumento di azotemia e creatininemia
Occhi Retinopatie emorragiche con essudati, fino ad arrivare al papilledema

Complicanze dell'ipertensione arteriosa

  • Retinopatie
  • Aritmie
  • Dispnea
  • Edemi
  • Disturbi
  • Alterate produzione di urine e funzionalità renale
  • Deficit sensitivi, motori o verbali
  • Cefalea, disorientamento, astenia
  • Alterazioni dell'andatura e dell'equilibrio

Terapia farmacologica

I farmaci usati nel trattamento dell'ipertensione arteriosa riducono le resistenze periferiche, il volume ematico, la forza e la frequenza delle contrazioni miocardiche. Il trattamento iniziale si avvale di diuretici e beta-bloccanti, in genere a basse dosi, da aumentare gradualmente (anche in associazione ad altri farmaci) fino al raggiungimento del target pressorio, che è < 140/80. Se questo target viene mantenuto per almeno un anno, possiamo scalare, sempre gradualmente, le dosi e il numero totale dei farmaci. In riferimento particolare alla popolazione anziana, il medico può prescrivere una monoterapia, in modo tale da dare meno pasticche possibili all'anziano (1 cp/die).

Processo infermieristico

Valutazione iniziale

Al primo riscontro di ipertensione arteriosa, l'infermiere deve procedere al monitoraggio, fatto da misurazioni frequenti e intervalli programmati per andare a valutare l'efficacia del trattamento e l'opportunità di modificare il regime terapeutico.

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattcors94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ballerini Lorenzo.
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