INF.CA C. IN CHIRURGIA SPECIALISTICA 2
Assistenza infermieristica al paziente sottoposto ad
intervento chirurgico vascolare e endovascolare per stenosi
carotidea
Le arterie carotidi hanno la funzione di irrorare le strutture del
sistema nervoso centrale e le strutture facciali.
Abbiamo 4 paio di carotidi, due dx e due sx e origine dalla carotide
comune e prima dell’arco aortico.
Alla biforcazione della carotide c’è il glomo carotideo è struttura
formata da cellule specifiche che controllano la pressione arteriosa
e rilevano la concentrazione di ossigeno e anidride carbonica.
La placca si forma alla biforcazione della carotide esterna e interna.
stenosi si applica non solo quando c’è stenosi da placca
aterosclerotica, ma anche indica riduzione di un lume
la placca che si forma è causata da una malattia sistemica
arterioscelrosi, produce la formazione delle placche che sono
composte da lipidi…, può creare placche su tuto il sistema.
Essendp he si riduce il lume c’è una riduzione di afflusso cerebrale,
quando questo si verifica il pz va incontro all’evento neurologico,
due tipi:
- Tiadura meno di 24h e c’è solo ischemia (non è necrosi ma
sofferenza) del tessuto cerebrale
- Stroke l’evento dura più di 24h, c’è ischemia ma anche
necrosi, può avvenire per riduzione di afflusso ma di solito per
embolizzazione della placca ovvero la lacca si frammenta e
migra nel torrente circolatorio fino ad arrivare ad un’arteria e
la occlude. Questo pezzo di placca si chiama embolo.
Alcuni tipi di tessuti sono altamente specializzati e si creano
durante la vita embrionale, quando c’è la morta io nostro corpo non
è in grado di rigenerarli e is crea una cicatrice.
L’inquadramento clinico della patologia può riferirsi a due tipologie
di situazioni:
- Asintomatici:
- Sintomatici:
manifestazioni cliniche dell’ischemia cerebrale, le branchie
coinvolte sono 5:
- Cognitivo: confusione, alterazione stato di vigilanza
- Vista: amaurosi fugace (cecità improvvisa), diploidia,
quandrantopsia inferiore ominima
- Eloquio: disartria (incapacità di articolare le parole), afasia
- Motoria: deviazione di rima labiale, ipostenia ad uno o due arti
(perdita forza)
- Sensitiva: ipoestesia, parestesia
I problemi sensitivi e motori vanno di pari passo e generalmente si
manifestano nella stessa parte, esordiscono nello stesso emisoma.
Fattori di rischio:
Fattori di rischio non modificabili:
Età, sesso, predisposizione genetica.
Fattori di rischio modificabili:
Ipertensione arteriosa, fumo, diabete, fibrillazione atriale,
ipercolesterolemia, dilipidemia, peso, eccesso di alcool, abuso
di droghe.
Fattori di rischio parzialmente modificabili:
Stenosi carotidee, sindrome metabolica, contraccettivi estro-
progestinici, disordini del respiro nel sonno, emicrania,
iperomocisteinemia, disturbi della coagulazione,
infiammazione ed infezioni.
La diganosi si fa con ecografia che permette di fare valutazione
morfologica delle placche e vasi, esame non invasivo, in seguito si
va eco-color-doppler dei tronchi sovra-aortici (TSA).
Poi ci sono esami di completamento come angio-TC quindi viene
utilizzato il mdc e tramite la TC si vede morfologia dei vasi e placca.
Si utilizza anche angio-RM si utilizza mdc, è più costosa e infine
angiografia dove si inserisce un catetere fino al punto interessato
e avviene iniezione del mdc, è invasivo.
Assistenza infermieristica pre-operatoria:
Accertamento di I livello – diagnosi – pianificazione degli
interventi – attuazione - valutazione
Esecuzione esami ematochimici
Preparazione ed esecuzione e completamento di esami
diagnostici-strumentali
Preparazione del paziente all’intervento:
Dieta normale sera prima dell’intervento
Digiuno il giorno dell’intervento
Doccia pre-operatoria
Tricotomia con clipper nella zona dell’intervento
Rimozione di protesi e monili
Presenza del braccialetto identificativo
Vestizione idonea del paziente
No preparazione intestinale
Compilazione della check –list pre-operatoria
Controllo della presenza del cartellino anestesiologico e consensi
(anestesia, intervento chirurgico, trasfusione di emocomponenti,
ecc)
Somministrazione della terapia giorno (anche il giorno
dell’intervento, no antiaggreganti, nao e tao)
Counseling pre-operatorio: spiegare al pz cosa succederà
Accertamento 1° livello:
Trattamento:
Terapia chirurgica: TEA:
In pazienti sintomatici con stenosi carotidea dal 50% al 99% (6-8)
Terapia chirurgica endovascolare: CAS
In pazienti sintomatici con stenosi carotidee > 50% con alto
rischio chirurgico
In pazienti asintomatici con stenosi carotidee > 70% con alto
rischio chirurgico
In pazienti con restenosi da TEA
In pazienti con stenosi carotidee da radiazioni
Terapia medica:
In pazienti asintomatici con occlusione < 50%
In pazienti sintomatici con manifestazione clinica in fase acuta
In pazienti sottoposti a TEA o CAS(6-8)
Trattamento medico:
- Antiaggregante piastrinico
- Statine
- Antiipertensivi
- Ipoglicemizzanti
TEA estrazione manuale della placca, incisione della carotide. A
volte si usa un patch---
Pz è sveglio e si fa anestesia loco regionale
Controindicazioni TEA:
Infarto del miocardio nei 6 mesi precedenti
Angina pectoris
Scompenso cardiaco
Insufficienza renale
BPCO
Stroke in fase acuta secondari a steno-occlusione della carotide
interna (alto rischio di trasformazione in stroke emorragico)(6)
Complicanze:
--
CAS si posizionano accessi vascolari (introduttori) dove passa la
guida fino al punto interessato, si gonfia il palloncino e si apre uno
stent per mantenere pervio il tratto.
Controindicazioni:
Frazione di eiezione < 30%, insufficienza cardiaca severa (Classe
III o IV NYHA)
Chirurgia a cuore aperto necessaria entro 4 settimane
Aritmie scarsamente controllabili
BPCO
Disordini della coagulazione severi
Complicanze:--
Assistenza infermieristica intra-operatoria:
Identificazione del paziente, procedura operativa determinata
o Controllo della presenza del cartellino anestesiologico e relativi
o consensi per l’intervento
Compilazione della check-list intra-operatoria
o Posizionamento del paziente corretto in relazione alla tipologia
o di intervento e di approccio chirurgico
Applicazione di monitoraggio invasivo e non invasivo:
o Tracciato elettrocardiografico
Pressione arteriosa invasiva (ABP)
Saturazione
Temperatura corporea
Somministrazione farmaci prescritti
o Trasfusione di emocomponenti
o Posizionamento presidi:
o 1/2 cateteri venosi periferici
Assistenza alle procedure anestesiologiche:
o Anestesia loco-regionale
Posizionamento catetere arterioso (radiale o omerale)
o
Monitoraggio intra-operatorio:
o Emodinamico: fattori che vanno a modificare la perfusione
corporea
Neurologicoo
Assistenza e monitoraggio in recovery room
o Comunicazione efficace con il paziente durante il percorso
o chirurgico
Differenze nella fase intra-operatoria del paziente:
TEA CAROTIDEA:
2 CVP
Catetere arterioso radiale
Accesso chirurgico lapatorotomico
Anestesia loco-regionale: blocco cervicale superficiale
PTA:
2 CVP
Catetere arterioso radiale
Anestesia loco-regionale
Accesso percutaneo femorale
Assistenza infermieristica al pz sottoposto a TEA carotidea:
Accertamento 2° livello:
Valutazione dello stato cognitivo/ percettivo:
- Valutazione dello stato di coscienza
Valutazione della percezione sintomatologica del paziente
Valutazione dello stato emotivo del paziente
Valutazione dell’apparato cardio-circolatorio
- :
Rilevazione dei PV: FC, polso e le sue caratteristiche,
pressione arteriosa
Valutazione della colorazione cutanea: presenza di cianosi,
marezzatura, temperatura degli arti
Valutazione del bilancio idrico
Verifica della terapia farmacologica in corso
- Valutazione dell’apparato respiratorio:
Rilevazione dell’SpO2, della frequenza respiratoria
Valutazione della meccanica respiratoria, dell’escursione
toracica
Auscultazione dei lobi polmonari
Valutazione della posizione della trachea
Valutazione della presenza di rumori respiratori
Verifica dell’ossigenoterapia in corso
Valutazione della colorazione cutanea: presenza di cianosi,
marezzatura
- Valutazione dello stato cognitivo/ neurologico:
Valutazione dello stato di coscienza
Valutazione dell’orientamento spazio/temporale
Valutazione delle pupille
Valutazione dell’eloquio
Valutazione della simmetria facciale (rima labiale, deviazione
della lingua) Valutazione sensitivo/motoria
Test di Mingazzini: si fa posizionare il pz e si fa alzare insieme
arti superiori e poi arti inferiori ad occhi chiusi
- Valutazione del distretto facciale:
Valutazione dei movimenti extraoculari completi (III nervo
cranico - oculomotore)
della capacità di sorridere e di serrare i denti
Rilevazione
simmetricamente (VII nervo cranico-facciale)
della simmetria generale del volto (VII nervo
Valutazione
cranico – facciale) Valutazione della centralità della
posizione della lingua, della capacità di sporgere la lingua
simmetricamente (XII nervo cranico – ipoglosso) Valutazione
della capacità di deglutizione, della centralità dell’ugola, della
capacità di parlare chiaramente con tono normale (IX nervo
cranico – glossofaringeo, X nervo cranico – vago)
Valutazione della capacità di ruotare la testa, della
simmetria delle spalle (XI nervo cranico – accessorio)
- Valutazione del sanguinamento:
Valutazione del sito chirurgico: presenza di ematoma,
edema, presenza di stillicidio di sangue
Valutazione del drenaggio: quantità e qualità del materiale
drenato in relazione alla giornata post- operatoria, anche la
pervietà
- Valutazione del dolore:
Utilizzo di scale come VAS e NRS
Valutazione della sede del dolore
Valutazione delle caratteristiche del dolore Verifica della
terapia farmacologica in corso
Diagnosi:
Alterabilità della pressione arteriosa
secondarie a intervento chirurgico di endoarterectomia
carotidea
Rischio di infarto del miocardio
Rischio di ischemia cerebrale
Rischio di sanguinamento
Rischio di lesione dei nervi cranici
Ipossiemia
Alterabilità della pressione arteriosa correlato a disfunzione del
seno carotideo, manipolazione del bulbo carotideo, perdite
ematiche e/o liquidi intra e post operatorie secondarie a intervento
chirurgico di endoarterectomia carotidea.
Segni e sintomi:
Ipertensione arteriosa
Ipotensione arteriosa
Alterazioni del ritmo cardiaco
Riduzione della diuresi
Cefalea
Epistassi
Calo del visus
Astenia
Vertigini
Sudorazione
Priorità assistenziale: Mantenere la pressione entro i limiti prescritti.
Indicatori di risultato:
- Il paziente manterrà la pressione sistoli e diastolica, o la
pressione media, entro i limiti desiderati senza farmaci
antipertensivi o vasopressori: FC 60-100 bpm, pressione
arteriosa sistolica tra i 140 mmHg -90 mmHg, pressione
arteriosa diastolica tra i 90 mmHg- 50 mmHg entro 24 h
dall’intervento chirurgico.
- Il paziente presenterà equilibrio idrico, evidenziato da entrate
e uscite approssimativamente uguali entro 24 h dall’intervento
chirurgico.
- Il paziente avrà un sanguinamento in sede di incisione ridotto
o assente entro 24 h dall’intervento chirurgico.
Interventi:
1. Monitoraggio pressione arteriosa:
Ogni 15 minuti la prima ora, poi ogni ora o al bisogno
durante le prime 24 h dall’intervento chirurgico
Se farmaci vasopressori in infusione continua ogni 15
minuti, ogni 30 minuti
La manipolazione chirurgica delle strutture carotidee può alterare i
riflessi del seno carotideo, provocando instabilità emodinamica. Se
non controllata una grave ipertensione o ipotensione può favorire lo
sviluppo di stroke cerebrale.
2. Mettere in atto le misure per controllare l’ipertensione
arteriosa:
Somministrare antipertensivi secondo prescrizione
Mantenere le restrizioni riguardanti i liquidi secondo
prescrizione Valutare il dolore e somministrare antidolorifici
al bisogno, secondo prescrizione
Mantenere un ambiente tranquillo e riposante
Mantenere le limitazioni di attività fisica secondo protocollo
La corretta somministrazione di antipertensivi permette il
mantenimento di un range pressorio ottimale. L’ipertensione
arteriosa aumenta il rischio di sanguinamento del sito chirurgico e
di stroke cerebrale.
L’ipervolemia, lo stress e il dolore favoriscono lo sviluppo di
ipertensione arteriosa.
I farmaci antidolorifici promuovono il benessere, e nel contempo,
favoriscono al mantenimento della pressione arteriosa nei range
ottimali.
3. Mettere in atto le misure per controllare l’ipotensione
arteriosa:
Valutare del bilancio idrico
Reintegrare la perdita di liquidi prescrizione
Valutare il sito chirurgico
Somministrare vasopressori secondo prescrizione
Riconoscere precocemente segni e sintomi di IMA
Le cause più frequenti dell’ipotensione post- operatoria sono
l’ipovolemia e l’IMA.
L’ipotensione provoca diminuzione della perfusione cerebrale,
favorendo lo sviluppo di ischemia cerebrale.
L’ipotensione può derivare da carenza di liquidi o da deficit di
pompa cardiaca.
La reintegrazione dei liquidi incrementa la gittata cardiaca,
aumentando cosi la pressione arteriosa e la perfusione cerebrale.
Rischio di ischemia cerebrale correlato a embolia cerebrale
provocata da manipolazione dei vasi cerebrali e placca ateromasica,
trombosi in sede di endoarterectomia, compressione dei vasi
cerebrali da parte di ematoma o edema, marcata instabilità della
pressione arteriosa secondarie a intervento chirurgico di
endoarterectomia carotidea.
Principali segni e sintomi di ischemia cerebrale:
Confusione
Riduzione dello stato di vigilanza
Cefalea
Amaurosi fugace
Diplopia
Quadrantopsia inferiore omonima
Disartria
Afasia
Deviazione di rima labiale
Disfagia
Ipostenia ad uno o due arti (controlaterale alla lesione) Paresi
ad uno o due arti (controlaterale alla lesione)
Plegia ad uno o due arti (controlaterale alla lesione)
Ipoestesia (controlaterale alla lesione)
Parestesia (controlaterale alla lesione)
Priorità assistenziale: Prevenire, o ridurre al minimo lo sviluppo di
ischemia cerebrale
Indicatori di risultato:
- Il paziente manterrà la pressione sistolica e diastolica, o la
pressione media, entro i limiti desiderati senza farmaci
antipertensivi o vasopressori: FC 60-100 bpm, pressione
arteriosa sistolica tra i 140 mmHg -90 mmHg, pressione
arteriosa diastolica tra i 90 mmHg- 50 mmHg entro 24 h
dall’intervento chirurgico.
- Il paziente presenterà segni di un adeguato afflusso cerebrale,
evidenziato da stato vigile, orientamento, funzioni motorie e
sensoriali integre e reazioni fisiologiche delle pupille entro 24 h
dall’intervento chirurgico.
- Il paziente avrà un sanguinamento in sede di incisione ridotto
o assente entro 24 h dall’intervento chirurgico.
Interventi:
1. Mettere in atto le misure per controllare la comparsa di evento
neurologico (ogni ora per le prime 24 h e al bisogno):
Valutare lo stato di coscienza, l’orientamento, il diametro
pupillare
Valutare l’eloquio
Valutare la funzionalità motoria e sensitiva (test di
Mingazzini)
L’ischemia e l’infarto cerebrale sono fra le principali preoccupazioni
dopo endoarterectomia. Può essere provocata dalla chiusura della
carotide durante l’intervento o da vasospasmo causato dalla
manipolazione o dall’applicazione di pinze sui vasi cerebrali. La
frequente valutazione dei sintomi di diminuita perfusione cerebrale
riduce il rischio di danni permanenti, e consente di attuare
immediatamente le misure più appropriate.
2. Mettere in atto le misure per controllare l’ipovolemia,
l’ipertensione e l’ipotensione arteriosa (ogni ora nelle prime 24
h e al bisogno):
Monitorare la pressione arteriosa
Rilevare i polsi temporali, simmetria
Valutare il bilancio idrico
Valutare presenza di sanguinamento
Applicare le prescrizioni farmacologiche correttamente
Mantenere un ambiente tranquillo e riposante
prontamente presenza di instabilità emodinamica
Segnalare
L’ischemia e l’infarto cerebrale possono essere provocati da
ipovolemia secondaria a perdita ematica e fluttuazioni marcate
della pressione arteriosa. La rilevazione frequente dei PV consente
di attuare immediatamente le misure più appropriate.
Polsi ben evidenti alla palpazione indicano un buon afflusso
attraverso la carotide e rappresentano un utile elemento da
aggiungere ad altre valutazioni.
L’ipovolemia, provocando di
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