Infermieristica clinica in area chirurgica
Storia
La chirurgia moderna nasce nel 19o secolo con l'avvento dell'anestesia e dell'antisepsi. Dal 1500 inizia l'evoluzione con Andrea Vesalio perché prima non si aveva il concetto dell'anatomia. Dal 1650 Giovanni Battista nota che davanti a una patologia il corpo cambia. Dal 1850 Florence Nightingale affronta un paziente che necessita di una chirurgia legata a dei traumi, dell'igiene del paziente. John Collins Warren è un chirurgo che fa il primo intervento in anestesia. Semmelweis evidenziò che con il semplice lavaggio delle mani i pazienti presentano meno complicanze.
Intervento chirurgico
Qualsiasi intervento chirurgico, indipendentemente dalla sua complessità, che sia d'elezione o in regime d'urgenza-emergenza, costituisce un evento importante per il paziente e per i caregivers e genera risposte fisiche (febbre, dolore) e risposte psicologiche (stress, ansia) che possono essere transitorie o permanenti diventando croniche nel tempo (amputazioni, mastectomia).
- Diagnostico: laparoscopia esplorativa, biopsia
- Terapeutico: resezione enterica per neoplasia, appendicectomia
- Trapianto/espianto di organi: trapianto di rene (solido) o di midollo osseo (liquido)
- Ricostruttivo: artroprotesi articolazione coxofemorale
- Palliativo: bypass gastrico
- Estetico: liposuzione
Assistenza infermieristica perioperatoria
Le fasi del percorso operatorio del paziente sono tre:
Fase preoperatoria
Inizia quando viene presa la decisione dal medico e dal paziente di eseguire un intervento chirurgico e termina quando la persona viene trasferita sul letto operatorio.
Lo scopo dell'attività infermieristica comprende tutte le valutazioni, il counseling e gli interventi clinico-assistenziali che permettono alla persona di affrontare l'evento chirurgico nelle migliori condizioni fisiche.
Sempre più spesso il paziente viene ricoverato il giorno stesso dell'intervento chirurgico e queste attività vengono eseguite in regime ambulatoriale o day-hospital 2-4 settimane prima (pre-ricovero).
L'infermiere deve:
- Raccogliere dati utili per conoscere la storia del paziente: accertamento dei fattori di salute (es. stato nutrizionale, uso di sostanze, anamnesi).
- Condurre l'esame fisico e valutare la presenza di tutti gli esami diagnostici.
- Valutare lo stato psicologico ed emotivo del paziente.
- Dare informazioni per la preparazione preoperatoria.
- Educare alla prevenzione delle complicanze postoperatorie.
- Garantire sostegno emotivo per ridurre paura e ansia.
Fase intraoperatoria
Inizia quando la persona è sul lettino operatorio e termina con l'ammissione alla Recovery Room (risveglio dall'anestesia).
Lo scopo delle attività infermieristiche include la sicurezza della persona, il mantenimento di un ambiente asettico e garantire gli specifici strumenti e materiali necessari per il campo operatorio.
L'infermiere deve:
- Verificare la sicurezza del paziente e dell'intervento chirurgico (check list operatoria, conta delle garze).
- Preparazione all'anestesia (reperimento della vena).
- Posizionamento sul lettino operatorio idoneo e sicuro.
- Monitoraggio anestesiologico.
- Mantenimento delle migliori condizioni di sicurezza durante la procedura chirurgica.
- Assistenza durante il risveglio.
Fase post operatoria
Inizia con il ricovero della persona in Recovery Room e termina con la prima rivalutazione dopo la dimissione.
La permanenza può variare a seconda della patologia, dell'intervento chirurgico e delle comorbidità del paziente.
Lo scopo è permettere il proseguimento delle cure e la ripresa del paziente. L'infermiere deve:
- Monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente dall'arrivo dalla sala operatoria al momento della dimissione dall'unità operativa (U.O.).
- Monitoraggio delle complicanze (ferita che perde, infezioni, emorragie).
- Riattivazione dell'autonomia nelle ADL.
- Affiancamento nel riadattamento alla nuova situazione (stomia, protesi).
- Educazione all'autogestione delle limitazioni funzionali conseguenti agli esiti chirurgici (es. educazione alla terapia insulinica, educazione alla gestione dell'enterostomia…).
Il ricovero ordinario o elezione
È per scelta del paziente ed è sempre programmato con lista d'attesa (chirurgia ambulatoriale, day-surgery, week-surgery, lungodegenza postoperatoria).
Il ricovero d'urgenza
- Urgenza: necessario per la salute del paziente e per prevenire ulteriori problemi.
- Emergenza: deve essere eseguito immediatamente per salvare la vita o preservare la funzione di un organo.
Classificazione della chirurgia
- Alta-altissima chirurgia: ricostruzione o alterazione estesa di parti del corpo (es. chirurgia polmonare, interventi sull'intestino crasso o tenue…)
- Medio-alta chirurgia: ricostruzione o alterazione di parti del corpo (es. tiroidectomia totale, prostatectomia endoscopica…)
- Media chirurgia: ricostruzione o alterazione di parti minime del corpo (es. riparazione di ernia, tonsillectomia…)
- Piccola chirurgia: alterazioni minime di una parte del corpo o correzione di un problema minore (es. estrazione di cataratta…)
ERAS
Enhanced Recovery After Surgery È un approccio clinico-assistenziale multimodale, multidisciplinare e integrato al paziente chirurgico. Prevede un'ampia gamma di interventi clinico-assistenziali, dal preoperatorio al postoperatorio, volti a ridurre al minimo il livello di stress psico-fisico generato dall'intervento chirurgico, mantenendo le funzioni fisiologiche e migliorando le performance fisiche e la funzionalità polmonare.
Questi interventi sono finalizzati a un recupero e una convalescenza più rapida dopo l'intervento e, di conseguenza, a una riduzione dei tempi di degenza. Si basa su approccio chirurgico meno invasivo, controllo antalgico multimodale, minimizzare le deplezioni di carboidrati, proteine e lipidi, riduzione della risposta infiammatoria (conseguenza e finalità), ma non vengono ridotte le complicanze.
Esiti dell’ERAS
- Riduzione della durata media della degenza
- Riduzione dei costi totali ospedalieri
- Ripresa più rapida della funzionalità intestinale
- Riduzione delle complicanze non chirurgiche (respiratorie e cardiovascolari)
Temi dibattuti
- Utilizzo della tecnica laparoscopica (LPS) vs. tecnica laparotomica (LPT)
- Aumento del tasso di riammissioni ospedaliere (chirurgia Upper GI)
Fase pre-operatoria
Prehabilitation
Viene proposto per migliorare lo stato funzionale a tutti i pazienti ma in particolar modo nei pazienti anziani o compromessi, finalizzata a ridurre al minimo la morbilità post-operatoria e accelerare il recupero post-operatorio. Lo stato funzionale si riferisce all'abilità di realizzare le attività quotidiane a fronte delle limitazioni fisiche o mentali derivanti dalla malattia (scala Barthel).
Approccio tradizionale
Lo stato funzionale del paziente tende a diminuire nel periodo pre-operatorio a causa della malattia di base, della malnutrizione, della riduzione dell'attività fisica, dell'impatto psicologico. Dopo l'intervento chirurgico lo stato funzionale del paziente si riduce ulteriormente in modo significativo. La ripresa post-operatoria è lenta ed il paziente ritorna ai livelli pre-intervento dopo un lungo periodo. Se i livelli funzionali dovessero ridursi eccessivamente il paziente potrebbe avere delle conseguenze irreversibili. Un livello deficitario di performance fisica aumenta il rischio di complicanze dopo interventi chirurgici maggiori e prolunga il processo di ripresa.
Prehabilitation
= serie di interventi personalizzati, multimodali e basati sui bisogni, progettati per migliorare la resilienza fisiologica, metabolica e psicologica di un individuo prima di un importante fattore di stress previsto, in questo caso un intervento chirurgico
- Buone condizioni generali del paziente
- Ottimizzazione dei livelli di emoglobina
- Gestione delle malattie precedenti (monitoraggio dei livelli insulinici o pressori…)
- Aspetti pre-operatori
- Valutazione dello stato di salute e dei fattori di rischio
- Educazione al paziente di cosa accadrà dopo l'intervento (alimentazione post gastrectomia)
- Ottimizzare le condizioni mediche pregresse
- Consigli sulle terapie
- Iniziare un carico di carboidrati (con energy drinks)
- Evitare la preparazione intestinale
- Ridurre assunzione sostanze tossiche
- Comunicare la durata prevista del ricovero (expected date of discharge EDD)
- Momento del ricovero
- Ricovero il giorno stesso dell'intervento
- Ottimizzare l'idratazione
- Non usare in modo routinario le pre-anestesie
- Assumere un carico di carboidrati (con energy drinks)
- Non usare in modo routinario la preparazione intestinale
La prehabilitation migliora gli outcomes post-operatori come riduzione della mortalità, della durata dei ricoveri e un generale miglioramento della qualità della vita.
Modello di adattamento – tolleranza allo stress
Accertamento
- Conoscenza della patologia, dell'intervento chirurgico, della preparazione pre-operatoria, delle potenziali complicanze, delle figure sanitarie di riferimento e dei loro contatti, della documentazione utile al ricovero, di quello che accadrà alla chiamata in sala operatoria…;
- Consapevolezza dell'importanza della partecipazione attiva durante l'intero percorso: nutrizione, stato di salute, mobilizzazione, self-care…;
- Capacità tecniche precedentemente acquisite (es. somministrazione sottocutanea);
- Sentimenti (positivi e negativi), emozioni, ruolo di sé, consapevolezza della patologia, aspettative…
- Supporto dei caregivers e sociale, contesto di vita, scolarità ed alfabetizzazione alla salute, risorse (sociali, economiche, interne…)
Diagnosi e risultati attesi
- Deficit delle conoscenze patologia/preparazione pre-operatoria/potenziali complicanze…
- Conoscerà gli aspetti rilevanti della patologia e le potenziali complicanze entro 2 giorni;
- Saprà elencare gli elementi rilevanti della preparazione pre-operatoria entro una settimana;
- Saprà individuare le figure di riferimento durante il suo percorso entro una settimana.
- Incapacità dell'applicazione della tecnica della somministrazione sottocutanea;
- Saprà preparare tutti i dispositivi, indicandone l'ordine di utilizzo entro 2 settimane;
- Saprà indicare le potenziali complicanze relative alla somministrazione entro 1 settimana;
- Dimostrerà di essere in grado di auto-somministrarsi un farmaco sottocute entro la dimissione.
- Inadeguata compliance al percorso assistenziale;
- Si dimostrerà consapevole della rilevanza della partecipazione attiva nel recupero funzionale post-operatorio;
- Dimostrerà aderenza alla mobilizzazione precoce entro il ritorno dalla SO.
Counseling pre-operatorio
Il counseling pre-ammissione è un aspetto cardine: il paziente diventa parte attiva del percorso di cura, deve conoscere ciò che lo aspetta. Il counseling è un intervento basato sull'ascolto attivo per garantire una risposta personalizzata ai bisogni del singolo paziente con l'obiettivo di mettere in moto tutte le sue risorse e strategie di coping funzionali.
Educazione al paziente
- Trattamento e complicanze: fastidi postoperatori, differenze tra intervento laparotomico e laparoscopico, esiti dell'intervento, potenziali complicanze e loro prevenzione e trattamento;
- Attività di vita: come muoversi dopo l'intervento;
- Trattamento e controllo del dolore: come e quanto sarà controllato;
- Routine ospedaliere: giornate di degenza postoperatorie, le valutazioni post-operatorie, cosa succede il primo giorno dopo l'intervento etc;
- Follow-up: necessità di controlli post-intervento, contatti dopo la dimissione
Attraverso l'informazione orale (spiegazione e dimostrazione pratica) e con il supporto di strumenti (materiale video, materiale scritto, pacchetti educativi).
Modello di adattamento nutrizionale – metabolico
Malnutrizione
La malnutrizione è la mancanza o eccesso di nutrizione che porta a un'alterazione della composizione corporea (diminuzione/aumento della massa grassa e della massa cellulare), che porta a una diminuzione della funzione fisica e mentale e a una compromissione dell'esito clinico della malattia. La malnutrizione può essere causata da inedia, malattia invecchiamento avanzato (ad es. >80 anni), da sola o in combinazione o con uno più di questi fattori.
La malnutrizione comporta:
- Riduzione
- Risposta immunitaria
- Capacità di rigenerazione tissutale
- Termoregolazione
- Capacità di regolazione di fluidi e sali
- Attività fisica
- Capacità muscolare
- Q.o.L.
- Aumento
- Infezioni x3
- Complicanze
- Fatigue
- Morbidità
- Mortalità
- Trattamenti
- LOS
- Costi (degenza più lunga)
La malnutrizione fra i pazienti ospedalizzati ha una prevalenza molto elevata: può variare dal 20% al 60% fin dal momento dell'ammissione.
Malnutrition Universal Screening Tool (MUST)
Il MUST è in grado di identificare gli adulti malnutriti o a rischio di malnutrizione e prevede anche linee di indirizzo per sviluppare un piano nutrizionale. È adatto soprattutto all'uso per adulti in comunità, ma può anche essere utilizzato in ospedale ed in altre strutture assistenziali. È suddiviso in fasi:
- Misura di altezza e peso per ottenere un punteggio di BMI;
- Quantificazione del calo di peso percentuale non programmato;
- Correlazione dell'effetto di patologie acute e della loro rilevanza;
- Identificazione del rischio globale di malnutrizione.
0 Rischio Basso, 1 Rischio Medio, 2 o più Rischio Alto.
- Cure cliniche di routine: Ripetere lo screening:
- Ospedale = 1 volta a settimana
- Case di cura = 1 volta al mese
- Comunità = 1 volta l'anno per gruppi speciali (soggetti > 75 anni)
- Monitorare
- Documentare l'apporto alimentare per tre giorni
- Se adeguato ripetere lo screening
- Trattare
- Inviare al dietista o all'equipe di supporto nutrizionale
- Stabilire obiettivi i migliorare l'apporto nutrizionale
- Monitorare il programma di cura
Nutritional Risk Screening
È un test di screening specifico per i pazienti ospedalizzati; valuta gli stessi parametri nutrizionali del MUST e, in aggiunta, il grado di severità di patologie (che si correlano con un aumento dei fabbisogni nutrizionali) e l'età. Prevede un pre-screening (o screening iniziale) costituito da 4 semplici domande (BMI inferiore a 20.5; calo ponderale negli ultimi 3 mesi; riduzione degli introiti alimentari nell'ultima settimana; presenza di patologia acuta grave). Se la risposta è positiva ad almeno una delle domande dello screening iniziale, il paziente viene sottoposto anche allo screening finale; se la risposta è negativa a tutte le domande, il paziente è rivalutato settimanalmente. Lo screening finale valuta il rischio di malnutrizione associato alla gravità della patologia.
Diagnosi e risultati attesi
- Nutrizione alterata correlata alla patologia
- Rischio di malnutrizione correlato alla patologia
- BMI ≥ 18.5 e < 30 entro 2 settimane;
- BMI < 30 entro 2 settimane;
- Tolleranza ad un'alimentazione variegata e ipercalorica entro 5 giorni.
Interventi
- Counseling nutrizionale (dietista/nutrizionista), diario alimentare;
- Formulazione di un piano alimentare e programmazione del posizionamento pre/intra-operatorio di presidi per la nutrizione artificiale;
- Assunzione di cibi ipercalorici e iperproteici e di integratori alimentari;
- Minimizzazione di condizioni avverse quali nausea ed emesi, malassorbimento, mucositi.
Qualora l'introito alimentare orale fosse inadeguato o impossibile per condizioni patologiche si ricorre alla nutrizione artificiale.
Modello di percezione e gestione della salute – attività fisica
L'attività fisica è stata definita dall'OMS come qualsiasi forza esercitata dai muscoli scheletrici che aumenta il dispendio energetico sopra il livello basale.
- Riduzione delle complicanze post-operatorie (probabile effetto più significativo sulle complicanze mediche generali e respiratorie rispetto a quelle chirurgiche)
- Miglioramento dello stato di fitness pre-operatorio e dell'abilità aerobica
Il fumo comporta un maggior rischio di complicanze polmonari e della ferita chirurgica durante la degenza. L'astinenza pre-operatoria di un mese riduce l'incidenza di queste complicanze. L'abuso di alcol correla con un incremento di 2-3 volte della morbilità (numero di casi) post-operatoria: le complicanze più frequenti sono episodi di emorragia, complicanze della ferita chirurgica e cardiopolmonari, eventi infettivi. L'astinenza pre-operatoria di un mese riduce la morbilità aumentando la funzionalità d'organo.
Accertamento
- Attività fisica: grado e tipologia di attività fisica, frequenza, sintomi legati a fatica e dispnea, presidi per la mobilizzazione;
- Esame obiettivo: PV, valutazione del potenziale motorio residuo, test del cammino in 6 minuti (6MWT), tono e trofismo muscolare (iper/ipo-tono, flaccidità, funzionalità articolare (anchilosi), andatura (paretica = marciante, anserina = dondolante, atassica = corpo non sa il bilanciamento).
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