Impianti meccanici
Introduzione
Il marchio è il segno distintivo di un intermittenti od a lotti, Produzioni inconvenienti. Esistono tuttavia otto prodotto ed ha protezione legale ma può continue. dimensioni critiche della qualità: Impianti Meccanici essere negoziato ed acquistato da altri. Particolare rilievo riveste ora il profilo prestazioni, caratteristiche, affidabilità, rappresentato dalla natura intrinseca del conformità, durata, livello di servizio, Introduzione Settori di attività: prodotto.
Esistono infatti beni nei quali estetica ed infine qualità percepita dal Possiamo definire un impianto come un Settore Primario: Agricoltura e pesca gli elementi costituenti non sono più cliente. Particolare rilievo esprime complesso di mezzi ordinati, al fine di Settore Secondario: Attività di distinguibili o hanno cambiato natura e l’ultima di queste dimensioni che ci dice sfruttare risorse di lavoro umano, materie produzione industriale quindi in questi casi la produzione è quanto delle informazioni relative alle ed energie per realizzarle, con processi Settore Terziario: Servizi detta per processo.
In questo tipo sette dimensioni della qualità viene fisici o chimici, per la trasformazione in particolare di produzione possiamo effettivamente percepita dal cliente. prodotti utili all’uomo. Possiamo Classificazione degli impianti introdurre una caratteristica chiamata definire dunque come impianti industriali “grado di complicanza” del prodotto. Al Tipologia nuovo mercato industriali non solo le industrie Possiamo suddividere gli impianti crescere di questo grado si passa da Gli elementi caratterizzanti del nuovo produttive ma anche quelle che industriali in: industrie alimentari, dover risolvere problemi solo mercato sono: la presenza simultanea sul generano servizi.
Un impianto industriale chimiche, tessili, meccaniche, tecnologici a quelli impiantistici e mercato di più prodotti con industriale di qualunque tipo attraversa elettromeccaniche ed elettroniche. gestionali. Concludendo possiamo dire caratteristiche simili indotta dal nella sua vita le fasi di progettazione, Possiamo inoltre suddividere le industrie che nella produzione per processo si restringersi degli intervalli temporali di realizzazione ed esercizio. Ciascuna di in quelle ad alta intensità di capitale e incontrano prevalentemente problemi introduzione di nuovi prodotti, queste fasi comporta la soluzione di vari quelle ad alta intensità di lavoro. tecnologici, mentre nella produzione all’affermazione nel cliente del concetto problemi tra i quali emerge quello La composizione organica del capitale ci manifatturiera prevalgono i problemi di di prodotto totale ed infine del prodotto economico-gestionale.
La soluzione di è data da: capitale fisso/monte salari. progettazione impiantistica. personalizzato. tale aspetto ha la missione di durare nel Esistono poi molti altri casi in cui il tempo nel sistema economico e sociale Classificazione con riferimento alla bene da produrre è costituito da più I parametri strategici della in cui è inserito e a cui deve dar conto.
Aspetti economici dello svolgimento progettuale
Natura del processo componenti anche di diversa natura e produzione Gli impianti possono essere suddivisi in quindi il prodotto finale viene realizzato La struttura di un sistema produttivo è Aspetti economici dello svolgimento a ciclo continuo e a ciclo intermittente. tramite montaggio. In questo caso fortemente condizionata da tre variabili progettuale Quelli a ciclo continuo sono dunque il processo produttivo fondamentali: l’interazione a monte con L’attività dell’ingegnere si svolge in due caratterizzati dal fatto che il ciclo di comprenderà sia le fasi di fabbricazione i fornitori, l’interazione a valle con i sfere distinte con regole e fini diversi: lavorazione è invariabile, la sequenza che di montaggio. clienti e le caratteristiche del prodotto.
Sfera Fisica e Sfera Economica. Infatti delle trasformazioni è fissa. Un esempio Le prime due rappresentano l’ingegnere deve realizzare dei beni sono i cementifici. Quelli a ciclo Il prodotto l’interazione del sistema produttivo con materiali e dunque fisici, trasformando intermittente invece sono caratterizzati Si intende per prodotto il risultato della l’esterno e generano un mutamento della dunque le materie prime con dal fatto che i cicli di lavorazione sono produzione e quindi è un bene finito. struttura interna.
La terza rappresenta la l’applicazione delle leggi della Fisica. variabili e la sequenza delle Cominciamo ora a dare la definizione di specificità dell’oggetto alla produzione, Tali trasformazioni però hanno un costo trasformazioni è dettata dal prodotto in complessità del prodotto: essa è il attorno alla quale viene costruito il e quindi la trasformazione della materie lavorazione. Un esempio sono le numero di funzioni offerte dal prodotto, processo produttivo. Queste tre variabili prime in prodotti finiti va misurata in officine meccaniche. che ne complica la struttura ed influiscono sulle attività dirette della termini economici.
Per capire dunque se aumentandone il numero di elementi e di produzione e sulle leve produttive che una nostra scelta in campo fisico è Classificazione con riferimento al interazioni fra le varie parti. Complessità generano il vantaggio competitivo. Tali fattibile adoperiamo la nozione di processo di produzione è anche saper gestire una gamma ampia leve, indicate con il nome di parametri rendimento fisico r = produzione Gli impianti possono essere suddivisi in e diversificata di un prodotto come una strategici della produzione, sono ottenuta/fattori impiegati < 1. a “a ciclo chiuso o integrale”, “a ciclo autovettura.
Complesso infine è anche variabili interne sulle quali l’impresa Per misurare invece la validità dal punto aperto”, “complementari” e un prodotto che ha una vita breve sul può operare per ottenere un vantaggio di vista economico adopero il “sussidiarie”. In quelli a ciclo chiuso si mercato e subisci continue modifiche rispetto ai concorrenti.. I fattori chiave rendimento economico datoci dal passa direttamente dalla materia prima progettuali richieste dalle esigenze della del vantaggio competitivo sono: rapporto r,ec = valore/costo >1 al prodotto finito. In quelli a ciclo aperto domanda.
Capacità produttiva, Servizi, Tecnologia, Tale tipo di rendimento a differenza di si passa da fasi intermedie. In quelli Possiamo dire ora che con l’evoluzione Integrazione verticale, Forza lavoro, quello fisico può assumere qualsiasi complementari si usano gli scarti di altri si ha assistito ad una semplificazione del Qualità, Pianificazione della produzione, valore e è addirittura opportuno che e infine in quelli sussidiarie si prodotto base ma ad un aumento della Organizzazione. Nel mutuato scenario superi l’unità.
Producono beni o servizi necessari per sua complessità in termini di funzioni. odierno questi parametri sono ancora Ora diamo la definizione di valore: esso altre industrie. Le aziende per andare al passo con le importanti, ma non più sufficienti alla rappresenta una misura dell’utilità del esigenze del mercato si orientano in due formulazione di una strategia della bene o del servizio offerto dal prodotto Classificazione con riferimento al diverse soluzioni: c’è chi gestisce stesso produzione a causa di tre limiti in relazione alla sua capacità di numero di materie o prodotti all’interno della azienda le fondamentali: accorciamento del ciclo di soddisfare i bisogni dell’uomo.
Monogeniche: Trattano una materia. problematiche connesse alla nuova vita del prodotto, ritmi veloci del Il conseguimento di un maggiore valore Poligeniche: Trattano più materie. complessità del prodotto (make) e c’è progresso tecnologico, ed infine tali dei beni in uscita rispetto a quelli in Monopare: Danno luogo ad un solo chi invece si rifà a fornitori esterni parametri non offrono una misura entrata rappresenta l’obiettivo prodotto. (buy).
Diamo ora la definizione di quantitativa dell’incremento delle principale di una qualsiasi azienda. La Polipare: Danno luogo a più prodotti. prodotto totale. Esso è somma del prestazioni. differenza fra il valore del prodotto prodotto attesa più il prodotto generico Si è pensato dunque di introdurre nuovi finito e le spese sostenute per realizzarlo Classificazione dei profili esogeni: più prodotto integrato e prodotto parametri e cioè: tempo di introduzione è chiamato Valore Aggiunto.
Fattori della produzione
Per classificazione dei profili esogeni si potenziale. Il prodotto attesa esprime le di nuovi prodotti, rotazione delle scorte, intende che è possibile distinguere i aspettative minime del cliente, quello lead time di produzione, qualità, Fattori della produzione sistemi di produzione basandosi su generico esprime l’oggetto in quanto flessibilità, livello dei servizi al cliente, Per ottenere la trasformazione di materie fattori esterni, riferiti al mercato ed alla tale, quello integrato esprime i vantaggi sprechi, ROI. prime in beni o servizi bisogna tener domanda da esso espressa, che dunque che il cliente non si aspetta di avere e La prima caratteristica di questi nuovi conto dei Fattori Della Produzione che concorrono a determinare la struttura più che non è abituato a ricevere ed infine parametri è di essere focalizzati sui soli saranno: Terra, Capitale, Lavoro, opportuna del sistema produttivo.
I quello potenziale consiste in tutto ciò aspetti di soddisfazione del cliente e Organizzazione ed infine dello Stato con profili esogeni sono costituiti da: che può attirare il maggior numero di prestazioni finanziarie. La seconda il suo quadro legislativo e normativo. Modalità di manifestazione della clientela. A titolo di esempio caratteristica è che essi si propongono domanda, Modalità di predisposizione considerando un automobile, essa in come indicatori quantitativi e tale L’impianto come strumento dell’offerta, Caratteristiche intrinseche quanto tale è il prodotto generico, le sue caratteristica ha un considerevole dell’impresa: del prodotto. chiavi sono il prodotto attesa, il riflesso sulle modalità di attuazione Diamo alcune definizioni: Alla luce della modalità di prodotto integrato rappresenta un della strategia produttiva.
Infatti L’impresa è l’attività di impiego e manifestazione della domanda la insieme di servizi come la garanzia e la l’utilizzo di indicatori quantitativi coordinamento dei fattori della impresa si regola in tre casi tipici: manutenzione ed infine quello induce la strategia di produzione a produzione per creare utilità. Produzione su commesse singole, potenziale può essere un abbonamento procedere per piccoli incrementi di L’imprenditore è colui che in tale Produzione su commesse ripetitive, annuale di parcheggio. prestazioni, che sommati in un lungo attività rischia il proprio capitale. Produzione per il magazzino su periodo danno risultati considerevoli.
L’azienda è il complesso dei beni previsione Qualità organizzati dall’imprenditore per Con riferimento ora alla modalità di Diamo ora la definizione di qualità: L’evoluzione delle strategie produttive l’esercizio dell’impresa. predisposizione dell’offerta, le Garvin definisce la qualità con le L’indagine attuale emerge che la La ditta è il nome sotto il quale produzioni possono essere classificate seguenti parole “elevata qualità maggior parte delle industrie giapponesi l’imprenditore esercita l’impresa. come: Produzioni unitarie, Produzioni significa soddisfare il cliente, e non ritengono priorità competitive primarie L’insegna è il nome che distingue un progettare il prodotto dagli ritengono priorità competitive primarie azienda.
Settori di attività
- Settore Primario: Agricoltura e pesca.
- Settore Secondario: Attività di produzione industriale.
- Settore Terziario: Servizi.
Classificazione degli impianti
Possiamo suddividere gli impianti industriali in: industrie alimentari, chimiche, tessili, meccaniche, elettromeccaniche ed elettroniche. Possiamo inoltre suddividere le industrie in quelle ad alta intensità di capitale e quelle ad alta intensità di lavoro. La composizione organica del capitale ci è data da: capitale fisso/monte salari.
Classificazione con riferimento alla natura del processo
Gli impianti possono essere suddivisi in a ciclo continuo e a ciclo intermittente. Quelli a ciclo continuo sono caratterizzati dal fatto che il ciclo di lavorazione è invariabile, la sequenza delle trasformazioni è fissa. Un esempio sono i cementifici. Quelli a ciclo intermittente invece sono caratterizzati dal fatto che i cicli di lavorazione sono variabili e la sequenza delle trasformazioni è dettata dal prodotto in lavorazione. Un esempio sono le officine meccaniche.
Classificazione con riferimento al processo di produzione
Gli impianti possono essere suddivisi in a “a ciclo chiuso o integrale”, “a ciclo aperto”, “complementari” e “sussidiarie”. In quelli a ciclo chiuso si passa direttamente dalla materia prima al prodotto finito. In quelli a ciclo aperto si passa da fasi intermedie. In quelli complementari si usano gli scarti di altri e infine in quelli sussidiarie si producono beni o servizi necessari per altre industrie.
Classificazione con riferimento al numero di materie o prodotti
- Monogeniche: Trattano una materia.
- Poligeniche: Trattano più materie.
- Monopare: Danno luogo ad un solo prodotto.
- Polipare: Danno luogo a più prodotti.
Classificazione dei profili esogeni
Per classificazione dei profili esogeni si intende che è possibile distinguere i sistemi di produzione basandosi su fattori esterni, riferiti al mercato ed alla domanda da esso espressa, che dunque concorrono a determinare la struttura più opportuna del sistema produttivo. I profili esogeni sono costituiti da: Modalità di manifestazione della domanda, Modalità di predisposizione dell’offerta, Caratteristiche intrinseche del prodotto.
Alla luce della modalità di manifestazione della domanda la impresa si regola in tre casi tipici: Produzione su commesse singole, Produzione su commesse ripetitive, Produzione per il magazzino su previsione.
Con riferimento ora alla modalità di predisposizione dell’offerta, le produzioni possono essere classificate come: Produzioni unitarie, Produzioni intermittenti od a lotti, Produzioni continue.
Il prodotto
Particolare rilievo riveste ora il profilo rappresentato dalla natura intrinseca del prodotto. Esistono infatti beni nei quali gli elementi costituenti non sono più distinguibili o hanno cambiato natura e quindi in questi casi la produzione è detta per processo. In questo tipo particolare di produzione possiamo introdurre una caratteristica chiamata “grado di complicanza” del prodotto. Al crescere di questo grado si passa da dover risolvere problemi solo tecnologici a quelli impiantistici e gestionali. Concludendo possiamo dire che nella produzione per processo si incontrano prevalentemente problemi tecnologici, mentre nella produzione manifatturiera prevalgono i problemi di progettazione impiantistica.
Esistono poi molti altri casi in cui il bene da produrre è costituito da più componenti anche di diversa natura e quindi il prodotto finale viene realizzato tramite montaggio. In questo caso dunque il processo produttivo comprenderà sia le fasi di fabbricazione che di montaggio.
Si intende per prodotto il risultato della produzione e quindi è un bene finito. Cominciamo ora a dare la definizione di complessità del prodotto: essa è il numero di funzioni offerte dal prodotto, che ne complica la struttura ed aumentandone il numero di elementi e di interazioni fra le varie parti. Complessità è anche saper gestire una gamma ampia e diversificata di un prodotto come una autovettura. Complesso infine è anche un prodotto che ha una vita breve sul mercato e subisci continue modifiche progettuali richieste dalle esigenze della domanda.
Possiamo dire ora che con l’evoluzione si ha assistito ad una semplificazione del prodotto base ma ad un aumento della sua complessità in termini di funzioni. Le aziende per andare al passo con le esigenze del mercato si orientano in due diverse soluzioni: c’è chi gestisce stesso all’interno della azienda le problematiche connesse alla nuova complessità del prodotto (make) e c’è chi invece si rifà a fornitori esterni (buy).
Diamo ora la definizione di prodotto totale. Esso è somma del prodotto attesa più il prodotto generico più prodotto integrato e prodotto potenziale. Il prodotto attesa esprime le aspettative minime del cliente, quello generico esprime l’oggetto in quanto tale, quello integrato esprime i vantaggi che il cliente non si aspetta di avere e più che non è abituato a ricevere ed infine quello potenziale consiste in tutto ciò che può attirare il maggior numero di clientela. A titolo di esempio considerando un automobile, essa in quanto tale è il prodotto generico, le sue chiavi sono il prodotto attesa, il prodotto integrato rappresenta un insieme di servizi come la garanzia e la manutenzione ed infine quello potenziale può essere un abbonamento annuale di parcheggio.
Qualità
Diamo ora la definizione di qualità: Garvin definisce la qualità con le seguenti parole “elevata qualità significa soddisfare il cliente, e non progettare il prodotto dagli inconvenienti. Esistono tuttavia otto dimensioni critiche della qualità: prestazioni, caratteristiche, affidabilità, conformità, durata, livello di servizio, estetica ed infine qualità percepita dal cliente. Particolare rilievo esprime l’ultima di queste dimensioni che ci dice quanto delle informazioni relative alle sette dimensioni della qualità viene effettivamente percepita dal cliente.
Tipologia nuovo mercato
Gli elementi caratterizzanti del nuovo mercato sono: la presenza simultanea sul mercato di più prodotti con caratteristiche simili indotta dal restringersi degli intervalli temporali di introduzione di nuovi prodotti, all’affermazione nel cliente del concetto di prodotto totale ed infine del prodotto personalizzato.
I parametri strategici della produzione
La struttura di un sistema produttivo è fortemente condizionata da tre variabili fondamentali: l’interazione a monte con i fornitori, l’interazione a valle con i clienti e le caratteristiche del prodotto. Le prime due rappresentano l’interazione del sistema produttivo con l’esterno e generano un mutamento della struttura interna. La terza rappresenta la specificità dell’oggetto alla produzione, attorno alla quale viene costruito il processo produttivo. Queste tre variabili influiscono sulle attività dirette della produzione e sulle leve produttive che generano il vantaggio competitivo.
Tali leve, indicate con il nome di parametri strategici della produzione, sono variabili interne sulle quali l’impresa può operare per ottenere un vantaggio rispetto ai concorrenti.. I fattori chiave del vantaggio competitivo sono: Capacità produttiva, Servizi, Tecnologia, Integrazione verticale, Forza lavoro, Qualità, Pianificazione della produzione, Organizzazione.
Nel mutuato scenario odierno questi parametri sono ancora importanti, ma non più sufficienti alla formulazione di una strategia della produzione a causa di tre limiti fondamentali: accorciamento del ciclo di vita del prodotto, ritmi veloci del progresso tecnologico, ed infine tali parametri non offrono una misura quantitativa dell’incremento delle prestazioni.
Si è pensato dunque di introdurre nuovi parametri e cioè: tempo di introduzione di nuovi prodotti, rotazione delle scorte, lead time di produzione, qualità, flessibilità, livello dei servizi al cliente, sprechi, ROI.
La prima caratteristica di questi nuovi parametri è di essere focalizzati sui soli aspetti di soddisfazione del cliente e prestazioni finanziarie. La seconda caratteristica è che essi si propongono come indicatori quantitativi e tale caratteristica ha un considerevole riflesso sulle modalità di attuazione della strategia produttiva. Infatti l’utilizzo di indicatori quantitativi induce la strategia di produzione a procedere per piccoli incrementi di prestazioni, che sommati in un lungo periodo danno risultati considerevoli.
L’evoluzione delle strategie produttive
Da un indagine attuale emerge che la maggior parte delle industrie giapponesi ritengono priorità competitive primarie da perseguire l’abbattimento dei prezzi ed una rapida evoluzione progettuale, mentre l’Europa e gli Stati Uniti considerano invece obiettivi primari un elevata qualità del prodotto costante nel tempo e la puntualità nelle consegne.
Costi di produzione
Si può definire costo di un dato prodotto o servizio come: L’insieme di sacrifici, di rinunce, di lavoro fisico e psichico necessario per l’ottenimento del prodotto. L’impiego e quindi il consumo di utilità sia di mezzi materiali che di servizi personali, richiesto dall’ottenimento del prodotto. I valori espressi in moneta, corrispondenti alle spese sostenute in relazione all’acquisizione ed all’impiego dei fattori di produzione comunque impegnati nel processo produttivo.
Ricapitolando dunque possiamo dire che il costo di un bene deriva dalla sua scarsità. Per costo-opportunità invece intendiamo il valore di ciò che si rinuncia facendo o non facendo una determinata scelta, esso è un costo figurativo e non corrisponde ad un effettivo esborso di denaro. Un esempio di costo-opportunità è l’immobilizzazione di scorte di magazzino.
Principali figure di costo
L’analisi dei costi industriali rappresenta lo strumento di riscontro e di misura degli interventi tecnici che diventa uno degli elementi decisionali e di controllo della direzione aziendale. I costi elementari possono essere distinti in: diretti (speciali) ed indiretti (comuni). I costi diretti sono tutti i costi dei fattori che partecipano materialmente ad una determinata attività produttiva. Mentre i costi indiretti sono quelli che non si attribuis.
Avvenute, nel senso che esse sono state già registrate anche se non è stato effettuato alcun esborso, mentre un costo preventivo si propone invece di valutare i costi prima che essi si verifichino. Nella determinazione dei costi occorre riferirsi soprattutto per la valutazione delle componenti indirette a predefinite condizioni di funzionamento dell’impianto. Quando tali previsioni di costo abbiano per oggetto il funzionamento dell’intero impianto, il confronto tra i bilanci previsionali relativi cioè il budget e quelli effettivi, costituisce attraversi i provvedimenti che ne conseguono, un efficace strumento di controllo gestionale.
Il calcolo del costo può effettuarsi, con metodologia tipica delle produzioni singole, cioè per commessa, seguendo il procedimento per aggiunta o per addizione, valutando cioè il costo delle materie prime e quello della manodopera cui vanno poi sommate le varie quote di costi indiretti imputabili al prodotto in esame.
Nel caso di produzione omogenee e per la produzione in serie si procede invece alla determinazione delle singole componenti per tutta la quantità da produrre ed il costo unitario si ottiene dividendo tale costo totale per il numero delle unità prodotte applicando cioè un procedimento di calcolo per divisione.
In definitiva è possibile dire che il costo unitario Cu ci è dato da: Cu= M+Mdo+Sg= M(1+α)+Mdo(1+ β) dove M, Mdo, Sg rappresentano il valore delle materie dirette, la manodopera diretta e le spese generali. Alfa e Beta invece sono due coefficienti che devono entrare dentro questi valori: 0<α<β<3.
Classificazione per volume di produzione
Assorbimento. I limiti di tale criterio sono riassumibili in: l’impiego di un unico coefficiente di ripartizione suddiviso tra i differenti prodotti ed il fatto che i costi indiretti vengono riuniti in un'unica voce e dunque non tengono conto dei diversi settori aziendali. Il ricorso al criterio di ripartizione su base unica aziendale è giustificato quando: il ciclo di produzione è molto semplice, è poca la differenza degli articoli fabbricati, i centri funzionali indiretti sono pochi ed i costi indiretti sono limitati.
La ripartizione su base unica può essere fatta a consuntivo o a preventivo. Per la ripartizione a consuntivo bisogna attendere la materializzazione di ciascun costo e quindi presenta ovvie limitazioni. La ripartizione a preventivo avviene attraverso una iniziale preventivazione di due aliquote: l’ammontare dei costi indiretti e l’individuazione dell’indice di assorbimento dei costi indiretti da assegnare a ciascun prodotto che sarà fabbricato.
Analisi per centro di costo
Nel caso di un sistema produttivo complesso il sistema di ripartizione su base unica aziendale è inadeguato in quanto non vengono correttamente ripartiti i costi indiretti che si manifestano in tutti i settori produttivi ed ausiliari dell’azienda. I costi indiretti in questo caso vengono ripartiti con un principio di suddivisione attraverso il quale essi vengono innanzitutto assegnati ai rispettivi settori aziendali. Si effettua dunque la definitiva ripartizione dei costi dei settori produttivi tra i prodotti o commesse effettivamente lavorati.
Alla luce di ciò i diversi settori funzionali all’interno dell’azienda vengono comunemente denominati centri di costo. La determinazione dunque in un industria generica potranno distinguersi centri comuni la cui attività interessa tutti gli altri centri, centri ausiliari le cui attività sono a favore dei centri di lavorazione e centri finali che sono riferite direttamente alle lavorazioni del prodotto così che i risultati delle operazioni da essi effettuate si riferiscono direttamente ai soggetti portatori di costo.
Ribaltamento dei costi dei centri comuni e ausiliari sui centri finali
La fase di ribaltamento dei costi permette di attribuire ai centri finali i costi dei servizi ricevuti dai centri ausiliari e comuni. L’ammontare dei costi dei centri comuni e ausiliari viene ripartito sui centri finali secondo basi di imputazione che cercano di rappresentare il più fedelmente possibile la quota di servizio usufruita.
Variabilità dei costi al variare della quantità prodotta
La determinazione di un costo seguendo il procedimento per aggiunta non evidenzia alcuna sensibilità del costo stesso alle variazioni della quantità prodotta. Il procedimento invece per divisione tiene implicitamente conto della diversa legge di variazione delle singole componenti al variare delle quantità prodotte in un prestabilito periodo.
Alcuni costi non subiscono alcuna variazione rispetto alla quantità prodotta ed essi sono detti costi fissi. Altri costi invece subiscono variazioni al variare del volume di produzione ed essi sono genericamente detti come costi variabili. Talvolta i costi fissi vengono anche chiamati costi di tempo.
Analisi del costo ora-macchina
Analisi del costo ora-macchina La determinazione del costo ora-
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