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Che disciplina è igiene?

L'igiene è "la disciplina che si propone di promuovere e conservare la salute sia individuale che collettiva". Ottolenghi afferma che l'igiene ha a che fare con la nostra salute, con l'ambiente oltre che con la qualità della vita, l'individuo e la quotidianità.

«[...] Il vasto ideale perseguito dall’igiene potrebbe definirsi quello della salute integrale, cui si sforza di raggiungere da un lato combattendo le cause dirette di malattia, e, d’altro lato riformando opportunamente abitudini e costumi e migliorando le condizioni dell’ambiente ove si svolge la vita di ciascuno. [...] Ha carattere squisitamente dinamico. Dal progresso dell’umano sapere e dall’elevazione dello stato sociale trae argomento e materia, insieme, per un continuo affinamento delle sue armi benefiche in pro della salute.»

Donato Ottolenghi, igienista.

Di cosa si occupa l'igiene?

Delle interazioni tra ambiente e salute umana, elaborando criteri, esigenze e misure riguardanti lo stato ambientale, il comportamento individuale e quello collettivo.

È, quindi, una disciplina con tre priorità:

  • L'oggetto del proprio interesse non è l'uomo malato bensì quello "sano".
  • L'ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo bensì esteso all'intera collettività.
  • La tipologia degli interventi non è limitata all'uomo bensì estesa all'ambiente fisico, biologico e sociale nel quale esso si trova inserito.

Salute come diritto

La salute si configura allora come il prodotto complessivo e coordinato di una serie di azioni che fanno capo a vari settori della vita civile e sociale di un paese e di una comunità come l’educazione, l’agricoltura e la produzione alimentare in genere, l’approvvigionamento idrico, l’industria e le infrastrutture, i lavori pubblici e gli alloggi. Ovviamente sono incluse le azioni sanitarie, in particolare quelle di tutela materno-infantile, le vaccinazioni, le cure primarie e l’erogazione dei farmaci essenziali.

La denuncia

Tullio Rossi Doria, ginecologo, denuncia in un suo testo le condizioni del lavoro femminile nelle fabbriche e le conseguenze in termini di salute (parti prematuri, mortalità infantile, aumento degli aborti). Egli scrive: «Come si può credere di poter riuscire e redimere il nostro paese dal triplice flagello [della malaria, della pellagra e della tubercolosi] quando queste tre malattie, contro le quali voi [il governo dell’epoca, ndr] invocate la lotta da parte della medicina politica, hanno la loro causa nella miseria, se non si combatte questa di fronte? Ed è con gli anemici progetti di riforme presentati paurosamente, timidamente difesi, badando a non ledere alcun interesse, a non urtare nessuna sensibilità, a non fare rumore, a scivolare quietamente nell’addormentato campo nemico che voi credete giungere alla vittoria?» (T. Rossi Doria, Medicina sociale e socialismo. Scritto per l’educazione politica e igienica dei lavoratori, Mongini, Roma, 1904, in Cosmacini, Storia della Medicina, pag. 398).

È una faccenda politica... in che senso?

L'igiene è la scienza che si occupa di conservare e promuovere la salute della collettività attraverso la difesa e la partecipazione dei singoli.

Medicina di comunità o sanità pubblica: le origini

In Italia, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, in contrapposizione agli igienisti visionari (e i clinici conservatori), si sviluppa una corrente di medici particolarmente sensibili alle questioni sociali, alla relazione tra miseria e malattia. Giulio Bizzozzero, patologo generale a Torino, afferma inaugurando l’anno accademico 1883-84: «Voi udite, e udrete sempre più parlare di questioni sociali. Ma quando si tratta di bonificare terreni malarici, di costruire spedali, di migliorare le condizioni igieniche dei quartieri operai, allora l’erario è esausto, allora si grida ai quattro venti la necessità di ricorrere a nuove imposte. Ma al tempo stesso si trovano e si profondono milioni per rendere più teatralmente pomposa un’incoronazione – come quella, cinque anni prima, del nuovo re Umberto I – o per ricostruire più splendidi palazzi dei parlamenti – come quelli romani recentemente restaurati – o per imporre a colpi di cannone il proprio protettorato a popoli – come quello eritreo – che si vogliono sfruttare a beneficio di pochi affaristi» (G. Bizzozzero, La difesa della società delle malattie, Stamperia Reale, Torino 1884, in Cosmacini, Storia della Medicina, pag 396).

Nascita della sanità pubblica moderna

Avviene nella prima metà dell’800 per le profonde trasformazioni sociali, culturali e politiche generate da eventi quali la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale. Le acquisizioni scientifiche circa l’origine delle malattie avverranno solo alla fine del XIX con le scoperte in campo microbiologico di Pasteur (scoperta della fermentazione sia l'introduzione delle vaccinazioni e dei metodi di sterilizzazione) e Koch (preparazione di terreni di coltura trasparenti e solidificabili, tecnica microscopica, processi di colorazione dei germi, metodi di riproduzione fotografica dei preparati microscopici).

Sanità pubblica

Azione della comunità rivolta ad evitare le malattie e ogni altra minaccia alla salute e al benessere degli individui e della popolazione.

Meccanismi della sanità pubblica

Per un periodo molto esteso della storia dell’umanità, fino al 1700, la sanità pubblica si è identificata con i meccanismi di «separazione», fisici ma anche simbolici. La causa delle malattie era attribuita agli umori e miasmi e le azioni di sanità pubblica erano finalizzate, in modo accentuato nei periodi di crisi (peste, colera, vaiolo), a separare i malati e i sospetti malati dai sani.

Tra i meccanismi di separazione fisici potremmo citare per esempio il lockdown. Indietreggiando con i secoli potremmo ricordare anche la peste; le persone affette da tale malattia erano confinate in case chiodate e con segni che evidenziavano la positività a tale epidemia. Tra i meccanismi di separazione simbolici citiamo degli ospedali relegati a soggetti in stato di povertà che in altri contesti non avrebbero potuto avere accesso alle cure mediche. Tuttavia, povertà non è sinonimo di malattia; dunque, miseria e indigenza giungono a costituire separazione simbolica.

Come combattere le malattie se la loro causa è la miseria?

Le strategie e le azioni della sanità pubblica sono fortemente influenzate dal contesto culturale, scientifico, sociale, economico e politico.

Prima moderna definizione di sanità pubblica nel 1920

La sanità pubblica è la scienza e l'arte di prevenire le malattie, prolungare la vita, promuovere la salute e l'efficienza fisica attraverso l’impegno organizzato della comunità per la salubrità dell'ambiente, il controllo delle infezioni comunitarie, l'educazione degli individui sui principi di igiene personale, l'organizzazione dei servizi medici ed infermieristici per la diagnosi precoce e il tempestivo trattamento delle malattie, e lo sviluppo di un’organizzazione sociale che possa assicurare ad ogni individuo nella comunità uno standard di vita adeguato al mantenimento della salute.

Parlare di salute

Ancora oggi nel parlare di salute ci si riferisce al suo contrario, la malattia. Nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) coniò la seguente definizione della salute: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente un’assenza di malattia e infermità». Si è rimosso il dualismo concettuale salute – malattia.

Diseguaglianze di salute

I vari livelli di influenza sullo stato di salute sono strettamente correlati e interagiscono tra loro, ad esempio gli stili di vita sono fortemente correlati al contesto familiare e sociale che a sua volta è condizionato dalle condizioni di vita e di lavoro. Il primo garante della salute in Italia è lo stato, il quale riconosce tale tema come fondamentale tanto da inserirlo in alcuni articoli della Costituzione promulgata il 1° gennaio 1948. Tra di essi citiamo gli articoli 2-3-32.

  • Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
  • Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

È proprio l’articolo 32 quello dedicato in maniera esplicita alla tutela della salute dei cittadini italiani.

Missione della sanità pubblica

  • La prevenzione delle più importanti malattie;
  • Comportamenti, nutrizione e stili di vita;
  • Ambiente e salute occupazionale;
  • Sistemi sanitari e management sanitario;
  • Salute mondiale.

Aspetto politico e aspetto tecnico della salute

Dal punto di vista didattico l'igiene può considerarsi articolata in tre parti principali:

  • Epidemiologia (statistica, clinica, demografia, sociologia)
  • Prevenzione (Medicina Preventiva, Educazione Sanitaria e Igiene Ambientale)
  • Medicina di comunità (o Sanità Pubblica)

Costantemente, gli educatori e le educatrici socio-pedagogici, lavorando al fianco di medici, infermieri e terapisti diversi, si trovano a gestire la salute, la malattia, la cura delle persone; spesso senza aver attivato una riflessione profonda su questi temi e sul significato che a essi viene personalmente attribuito nella loro formazione.

Quindi ci interrogheremo su cos’è la salute? Cosa significa malattia? Cosa significa prendersi cura? Cosa fa l’educatore/trice socio-pedagogico/a in ambito socio- sanitario?

Quali strategie?

La distribuzione del reddito, l’educazione, la sicurezza, la casa, l’ambiente di lavoro, l’occupazione, le reti sociali, i trasporti e l’inquinamento e quelle che hanno un’influenza più ristretta come stile di vita.

Particolare attenzione va data alle diseguaglianze di genere e razziali.

Come si colloca l’educatore socio-pedagogico nell’orizzonte della sanità pubblica? Agisce in ambito sanitario, socio-sanitario e riabilitativo attuando progetti educativi quindi nel suo percorso di formazione deve compiere una comprensione e appropriazione del senso del suo prossimo agire professionale. Deve quindi riflettere profondamente sui temi della salute, malattia e cura attraverso un insegnamento di pedagogia sanitaria perché si appresta a svolgere una funzione educativa all’interno di un contesto sanitario, socio-sanitario e riabilitativo. Occupandosi di salute utilizzerà tale consapevolezza e tali strumenti per lavorare con qualsiasi target.

Agenda 2030, ONU

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ha stilato un’agenda per lo sviluppo sostenibile, Agenda 2030. In essa sono riconosciuti alcuni goals che si cerca di raggiungere entro per l’appunto l’anno 2030. Di particolare rilevanza per il tema dell’igiene e della salute sono:

La salute

La salute: presente e sfuggente «Salute è una parola che non vi sarebbe alcun inconveniente a cancellare dal nostro vocabolario. Per parte mia conosco soltanto persone più o meno colpite da malattie più o meno numerose, a evoluzione più o meno rapida» -> Knock, o trionfo della medicina

Per definire cosa è salute possiamo partire dal suo significato istituzionale cioè da come le istituzioni, le organizzazioni che si occupano di salute definiscono questo concetto. Oppure possiamo partire dal significato personale, cioè dal senso che ognuno di noi attribuisce a questo termine.

Dimensione esperienziale

Chiama in causa la dimensione esperienziale della salute. Tutti abbiamo almeno un’idea di cosa sia il ben-essere ma per ognuno di noi questo significato generale si connette a esperienze soggettive. La salute è intesa come benessere e stare bene.

Dimensione etimologica della parola salute

  • SALUS in latino significa <<fortuna, benessere, prosperità>> ma anche <vita> e poi <salvezza, sicurezza> e infine <dedica>. Quando leghiamo il concetto di salute alla condizione di chi è salvo, conservato perché è stato salvato o si è salvato dopo un’esperienza imprevista o rischiosa, evidenziamo il come ci si sente cambiati. Ci si collega a un’idea di salute come assenza di malattia, o di superamento di una malattia.
  • Όλος HOLOS in greco il significato <<tutto, insieme>> rispecchia una tradizione regolativa e sapienziale. A questa idea di salute, intesa come un tutto, un sistema complesso si connettono i concetti di benessere e più in generale di vita.

La salute è un concetto molto diverso per ognuno di noi

La salute è intrinsecamente soggettiva e fortemente legata a elementi tanto culturali che valoriali. Può essere definita in positivo e in negativo. Può riguardare dimensioni molto diverse dell’esperienza umana:

  • La vita di relazione, come la vita spirituale e quella sociale
  • L’assenza di malattia come un invecchiamento sereno;
  • Il corpo, il movimento, la bellezza;
  • E molto altro…
  • La salute è multidimensionale e al contempo relativa.

Proviamo ad aprire il browser Google Immagini e digitiamo la parola salute... cosa ci appare? Ecco alcuni esempi

Definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto una definizione di “salute” come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non semplicemente assenza di malattia o infermità». Nonostante questa definizione abbia avuto un importante ruolo nel formulare una visione della salute e, in alcuni casi, anche delle politiche sanitarie che tenessero conto di fattori sociali, relazionali e psicologici, è stata oggetto di crescente criticismo.

Un nuovo concetto di salute

  • Dichiarazione di Alma Ata 1978 => importanza del contesto «La conferenza riafferma con forza che la salute, intesa come stato di benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di malattia o di infermità, è un diritto fondamentale dell’uomo, e l’accesso al più alto grado possibile di salute è un obiettivo sociale di estrema importanza che interessa il mondo intero e la cui realizzazione presuppone la partecipazione di numerosi settori socioeconomici oltre a quello sanitario» (WHO 1978)
  • Carta di Ottawa 1986 => processo di assunzione di controllo e responsabilità sulla propria salute, ruolo centrale dell’individuo.

La nuova definizione presentata nel 2011 definisce la salute come «la capacità di adattamento e di auto gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive». La salute è il delicato equilibrio che ciascuno di noi instaura con il proprio contesto sociale.

Piramide della salute

  • Base «determinanti di salute» sono i fattori che maggiormente influenzano lo stato di salute di una popolazione (contesto politico, socio economico, reddito, istruzione, occupazione e classe sociale).
  • Centro «politiche per la salute e il sistema sanitario» indicano il livello di tutela del diritto alla salute in una determinata società (universalità ed equità nell'accesso alle risorse, entità delle risorse e la loro distribuzione).
  • Apice «organizzazione dei servizi sanitari» la salute della popolazione dipende dalla loro quantità ed efficienza.

Concetto ecosistemico di salute

Caratterizzato da elevata complessità. Tiene conto dei fattori biologici, psicologici e sociali (connesso al modello di malattia biopsicosociale – Engel 1977). Il Ministero della Salute è preposto alla tutela della salute stessa.

Fattori determinanti della salute

Studi specifici sul benessere

Tre grandi categorie:

  • Benessere soggettivo => le dimensioni «materiali» della vita influenzano ma non determinano univocamente la nostra salute perché fondamentale è la nostra percezione. Importanti sono le strategie di coping.
  • Benessere psicologico => area della salute mentale. Aspetti relazionali.
  • Benessere sociale => inclusione e senso di comunità.

Una nuova definizione dinamica

Tra le nuove proposte di definizione, una particolarmente promettente sembra essere quella del Comitato sulla Salute olandese: l’idea innovativa è quella di definire la salute in termini dinamici, come «l’abilità di adattarsi e di autogestire la propria salute».

Resta da declinare questa definizione nei tre domini della salute già definiti dall’OMS: fisico, mentale e sociale.

Dominio fisico

Nel dominio fisico, un organismo è definibile “sano” se è capace di “allostasi”, ovvero di mantenere un equilibrio di funzionamento interno nonostante sollecitazioni fisiologiche. Di fronte alle sollecitazioni fisiologiche (ad esempio un virus, il forte

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinacerianii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Canton Sidartha.
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