Igiene
Il termine igiene deriva da Igea, figlia di Ascelpio, personificazione della salute sia fisica che spirituale alla quale si rivolgevano gli antichi per la prevenzione dalle malattie e il mantenimento dello stato di salute. L'igiene è maggiormente finalizzata alla prevenzione, alla tutela e alla promozione della salute. Può essere considerata come quella parte della medicina che pone attenzione al soggetto "sano" piuttosto che al malato, inoltre pone maggiormente l'attenzione sui gruppi di popolazione, piuttosto che al singolo individuo allo specifico caso clinico. Ha come obiettivo la sicurezza sanitaria delle popolazioni.
Epidemiologia e modelli di rischio
Cause -> interesse -> effetti
Epidemologia Descrittiva -> Metodo d'osservazione -> semeiotica
Epidemologia Costruttiva -> metodo d'analisi -> diagnosi
Statistici -> indagine -> tecnologico
Continum salute-malattia
Anatomia - qualità della vita, è importante l'ambiente e dove vive la popolazione, perché è qui che può presentarsi il rischio. Esposizione - quando ospite e causa sono nello stesso ambiente. Rischio - è la probabilità che si verifichi un evento negativo per la salute. È una variabile che si misura con strumenti
Agente eziologico e malattie
AGENTE EZIOLOGICO - studio delle cause, della prevenzione
Malattia=fattore di rischio -> cronico degenerativa
Indicatori (escricchia coli):
- Natura: È un parametro e una specie
- Caratteristiche fondamentali: Ha una relazione stretta con un fenomeno e una caratteristica ambientale
- Proprietà: È in grado di riassumere le caratteristiche generali del fenomeno o del comparto ambientale anche se ne descrive fisicamente solo una parte
Effetti= interazione fra agente ed ospite, rischio misurabile
Percezione del rischio - spesso diversa dalle misure obiettive, è misurabile ma risente della soggettività
Modello multifattoriale e definizione di salute
Rapporti - proporzioni - tassi: Proporzioni = esprime il numero di soggetti che presentano una particolare caratteristica
Modello multifattoriale è il modello con cui si spiegano le malattie oggi.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la salute come uno completo stato di benessere, fisico, psichico e sociale e non solo assenza di malattia o di infermità. La salute è un diritto di tutti i cittadini (art.32 della Costituzione).
Prevenzione e salute
La prevenzione rappresenta l'obiettivo fondamentale dell'igiene e viene classificata in:
- Prevenzione primaria: (eziologico-ambientale)
- Prevenzione secondaria: (patogenetica-clinica)
- Prevenzione terziaria: (riabilitativo-sociale)
Ognuna di queste fasi dispone di propri strumenti per tutelare la salute. Il movimento, in termini di salute, non è connesso all'azione di contrasto alla sedentarietà, ma ha anche valenza di "fattore protettivo" nei confronti di diverse patologie cronico degenerative ad elevata incidenza e mortalità. L'attività motoria preventiva e adattata rappresenta un contesto avanzato per inserire il movimento all'interno di più vaste azioni mirate di prevenzione.
Epidemiologia e ambiente
Il metodo di osservazione principale è l'epidemiologia (dal greco "studio della popolazione"), studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio che agiscono come determinanti nel continuum salute – malattia. L'obiettivo fondamentale dell'epidemiologia è la prevenzione. L'epidemiologia può essere di tipo osservazionale o sperimentale.
L'ambiente è il luogo dove sono presenti le malattie. Se la popolazione si trova in questo ambiente dove vi è RISCHIO, allora si parla di ESPOSIZIONE, ovvero interazione tra agente (fattore di rischio) e ospite. L'EFFETTO è il risultato dell'interazione tra agente e ospite.
L'UTA → unità di trattamento dell'aria; obbliga il datore di lavoro a provvedere alla regolare manutenzione e pulitura degli impianti di areazione.
Obiettivi, metodi e strumenti dell'igiene
Gli obiettivi dell'igiene sono rappresentati dalle malattie e dalla tutela della salute delle popolazioni, ma anche dal mantenimento della condizione di benessere. Per raggiungere questi obiettivi, essa impiega diversi strumenti in cui confluiscono competenze diverse. Il metodo fondamentale è costituito dall'epidemiologia.
L'epidemiologia, ovvero lo studio sulla popolazione, studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio che agiscono come determinanti nel continuum salute-malattia, secondo il modello multifattoriale. Essa viene utilizzata per:
- Osservare e valutare l'andamento delle malattie, nonché lo stato di salute/benessere nella popolazione o in un gruppo di soggetti definito
- Individuare le cause di malattia, ovvero gli agenti eziologici o i fattori di rischio, che ne determinano l'insorgenza o ne influenzano la progressione
- Individuare interventi atti a migliorare le condizioni di vita, e verificarne l'efficacia
- Valutare gli interventi di prevenzione, di promozione della salute, di diagnosi e di cura, anche alla luce del rapporto costi/benefici
L'obiettivo fondamentale dell'epidemiologia è la prevenzione. L'epidemiologia può essere di tipo osservazionale o sperimentale:
- Epidemiologia osservazionale: può essere finalizzata a descrivere la situazione del continuum salute/malattia nello spazio e nel tempo, o a comprendere le cause della malattia, a verificare ipotesi di causalità, a proporre connessioni con altri fenomeni o associazioni di casualità.
Demografia
La demografia rappresenta l'analisi delle caratteristiche delle popolazioni. È una disciplina strettamente connessa all'epidemiologia, studia le popolazioni in riferimento alla loro composizione statistica (densità, distribuzione per età, sesso), e dinamica (mortalità, natalità, immigrazione ed emigrazione) facendo uso di indicatori. Le rilevazioni sono effettuate attraverso il censimento o indagini a campione. La fonte principali dei dati è rappresentata dall'anagrafe.
I paesi più sviluppati sono caratterizzati da una vita media molto elevata e da bassa natalità e bassa mortalità infantile e giovanile, dove le principali cause di morte sono le malattie cronico-degenerative in età avanzata. Nei paesi più poveri si assiste ad un'elevata natalità ma una più alta mortalità infantile e giovanile, con vita media breve e popolazione anziana ridotta e le malattie infettive risultano tra le prime cause di morte.
L'indicatore statico che meglio rappresenta la struttura di una popolazione è la piramide delle età che riporta gli individui della popolazione oggetto dello studio suddivisi per sesso e fasce d'età. I paesi in via di sviluppo hanno configurazione a piramide, con base larga (elevate fertilità e natalità), che rapidamente si restringe man mano che si sale, a testimonianza di elevata mortalità neonatale ed infantile. Per i paesi industrializzati la curva assume una forma di poligono irregolare a "bulbo", con base stretta senza restringimento dovuta alla bassa mortalità infantile, con speranza di vita che raggiunge gli 80 anni ca.
La curva di Lexis mostra che per una determinata popolazione l'andamento della mortalità in funzione dell'età. Da questa curva è possibile osservare che se le morti avvenissero solo per cause biologiche/fisiologiche, si dovrebbero distribuire in maniera da formare una curva a campana di tipo Gaussiano, in cui il punto più alto rappresenta l'età in cui si registra il numero maggiore delle morti e che corrisponde anche alla vita media di quella popolazione.
Principali misure in epidemiologia
Per lo studio della frequenza e della distribuzione del fenomeno salute/malattia riferito alla popolazione sono fondamentali i tassi. Questi si ricavano dal rapporto tra il numero di eventi/casi (N) e la popolazione (P) in cui si sono generati, moltiplicando per una costante (K) multipla di 10, e sono riferiti ad un determinato periodo di tempo. A seconda della tipologia e precisione della misura i tassi possono essere:
- Tassi grezzi: fornisce la misura del numero totale di eventi per un determinato fenomeno avvenuto in un determinato periodo di tempo in una popolazione definita
- Tassi specifici: sono riferiti ad un determinato evento che si è verificato in un determinato gruppo o fascia di popolazione
- Tassi standardizzati: sono il risultato di quei tassi che vengono "corretti" in quanto altre variabili e makers li possono influenzare notevolmente
Il tasso grezzo o di mortalità indica il numero totale delle morti per tutte le cause in una determinata popolazione ed è riferito ad un determinato periodo di tempo. Questo tasso non è molto utilizzato poiché non specifica le cause di morte e le variabili della popolazione. I tassi specifici di mortalità sono più utili poiché si riferiscono ad una specifica causa di morte o a più variabili insieme. In genere si calcolano ponendo al numeratore il numero di morti per causa specifica ed al denominatore la popolazione suscettibile o di interesse (es. tasso di mortalità per tumore alla mammella nella popolazione femminile).
Misure di morbosità
I tassi di morbosità misurano la frequenza e l'entità delle malattie nella popolazione. Le misure fondamentali non la prevalenza e l'incidenza e la letalità. La prevalenza indica il numero totale dei casi di una determinata malattia presente in una popolazione, essa può essere calcolata in un determinato momento (T0) e viene definita prevalenza puntuale. Può anche essere riferita ad un determinato periodo di tempo (T1-T0) e si definisce prevalenza periodale.
Prevalenza puntuale (T0) = (N° malati in quel momento / popolazione in quel momento) x K
L'incidenza indica il numero di nuovi casi di malattia che insorgono in un determinato periodo di tempo.
Incidenza (T1-T0) = (N° nuovi malati nel periodo / popolazione nel periodo) x K
Altra misura importante è la letalità che contribuisce a indicare la rilevanza ed il grado di gravità di una malattia poiché fornisce il numero di morti nel gruppo di persone che si sono ammalate per quella malattia, ovvero indica la probabilità che quella patologia conduca a morte.
Letalità = (N° morti per una determinata malattia / N° malati di quella malattia) x K
Prevalenza ed incidenza sono correlate tra loro con la durata della malattia. La durata dipende dal tempo che intercorre tra l'insorgenza dell'evento e la conclusione della malattia (guarigione o morte). In alcuni casi la prevalenza può essere sovrapponibile all'incidenza. In malattie croniche, la prevalenza aumenta costantemente con l'aumentare dei nuovi casi. Per le malattie di lunga durata la prevalenza può aumentare anche quando l'incidenza rimane costante, o in alcuni casi, quando diminuisce.
Cenni di statistica
La statistica è la disciplina che si occupa dello studio quantitativo dei fenomeni collettivi che risultano da eventi singoli o individuali e permette di:
- Descrivere gli andamenti delle singole variabili
- Determinare quanto le differenze osservate siano reali
- Determinare modalità e forza di associazione tra le variabili
Questo metodo permette di esprimere in cifre questi fenomeni, riducendo il rischio di errore sulla base dei limiti della metodologia adottata. Il risultato è quello di giungere ad una sintesi dei dati osservati e di valutarne le differenze e le relazioni reciproche. La metodologia fondamentale prevede: la programmazione della ricerca, la raccolta dei dati, la loro rappresentazione ed elaborazione. I dati devono essere raccolti in maniera oculata e obiettiva e successivamente devono essere rappresentati in tabelle o grafici. I dati raccolti vengono poi elaborati attraverso processi che permettono di ottenere degli indici (valori medi, indici di variabilità e di simmetria). I valori medi sono rappresentati da:
- Media aritmetica
- Media geometrica
- Media ponderata
- Mediana
- Moda
L'entità della variabilità dei dati può essere valutata con il campo di variazione, cioè dalla differenza tra il valore minimo e il valore massimo. Attraverso il calcolo della varianza e della deviazione standard è possibile conoscere quanto sono dispersi i valori rispetto alla media. Altre misure di variabilità sono: il coefficiente di variazione e l'errore standard
I metodi dell'epidemiologia: osservazionali e sperimentali
Gli studi osservazionali sono quelli dove il ricercatore si limita ad osservare i fenomeni in studio senza poter intervenire direttamente a controllare o modificare le condizioni. Tali studi si distinguono in studi descrittivi e studi analitici che a loro volta si dividono in costruttivi o investigativi. L'epidemiologia descrittiva tende a descrivere la situazione, l'epidemiologia costruttiva tende a dimostrare associazioni e nessi di casualità, verificando o confutando l'ipotesi.
Epidemiologia osservazionale o descrittiva
Epidemiologia osservazionale o descrittiva: può essere finalizzata a descrivere la situazione del continuum salute/malattia nello spazio e nel tempo, o a comprendere le cause della malattia, a verificare ipotesi di causalità, a proporre connessioni con altri fenomeni o associazioni di casualità.
Gli studi osservazionali sono quelli dove il ricercatore si limita ad osservare i fenomeni in studio senza poter intervenire direttamente a controllare o modificare le condizioni. Tali studi si distinguono in studi descrittivi e studi analitici che a loro volta si dividono in costruttivi o investigativi. L'epidemiologia descrittiva tende a descrivere la situazione, l'epidemiologia costruttiva tende a dimostrare associazioni e nessi di casualità, verificando o confutando l'ipotesi.
L'epidemiologia descrittiva studia la distribuzione del fenomeno salute/malattia nella popolazione presa in esame ed è definita "descrittiva" poiché viene osservata e descritta una situazione senza interferenze da parte del ricercatore. Le variabili considerate mostrano con una buona attendibilità lo stato di salute/malattia nella popolazione e sono fonti importanti per la valutazione e programmazione sanitaria. Possono essere classificate come descrizione di persone, tempi e luoghi. L'epidemiologia osservazionale descrittiva esamina la distribuzione nella popolazione del continuum salute-malattia in funzione delle caratteristiche delle persone, valuta cosa hanno in comune le persone affette.
La distribuzione temporale dei fenomeni fornirà importanti indicazioni relative a quando una malattia si manifesta o quanto dura. In questo modo la concentrazione nel tempo dei casi suggerirà la presenza di un evento epidemico, la presenza di una ciclicità pluriennale o stagionale fornirà indizi sui fattori di rischio o agenti eziologici, la durata della malattia consentirà di formulare ipotesi sui meccanismi patogenetici in modo tale da programmare interventi di prevenzione ed assistenza sanitaria. La distribuzione spaziale dei fenomeni fornisce importanti indicazioni sulla distribuzione dei casi in relazione all'area geografica, su cosa possa emergere in comune tra i luoghi in cui si distribuisce la malattia.
Studi epidemiologici descrittivi fondamentali
- Studi "case reports": Forniscono una dettagliata descrizione di segni e sintomi o risultati di laboratorio relativi ad un "caso tipico" o ad un gruppo di casi clinici con caratteristiche inusuali. Hanno il vantaggio di essere molto economici e derivano da osservazioni sporadiche realizzate durante la normale attività clinica
- Studi "case series": Forniscono una dettagliata descrizione di segni e sintomi o risultati di laboratorio relativi ad un maggior numero di casi clinici con caratteristiche inusuali, che potrebbero far pensare ad una nuova forma di patologia o ad una particolare manifestazione clinica. Precisano i risultati degli studi case report. Sono molto economici e precisano meglio le caratteristiche di presentazione clinica della patologia, sono validi per generare ipotesi ma non per valutarle.
- Studi "trasversali" o "cross sectional": Valutano in una popolazione in un determinato istante l'esposizione della popolazione ad un possibile fattore di rischio e la presenza della malattia. Attraverso questi studi è possibile ottenere informazioni sulla prevalenza puntuale di una malattia nella popolazione o nel campione sulla diffusione del fattore di rischio nella popolazione o in alcune fasce; possono fornire informazioni preliminari sulla correlazione tra variabile e una malattia. I vantaggi sono dati dalla semplicità nell'esecuzione, dall'economicità e dalla rapidità maggiore rispetto agli altri studi. Inoltre possono essere condotti su campioni che possono essere rappresentativi dell'intera popolazione, forniscono dati molto utili per la pianificazione delle attività dei servizi sanitari. Hanno però lo svantaggio di NON fornire indicazioni sull'incidenza, non sono adatti per malattie rare, possono indicare una associazione tra fattore di rischio e malattia ma non stabilirne un rapporto di causalità.
- Studi "ecologici": Valutano l'associazione tra esposizione ed effetto analizzando la corrispondenza dei due fenomeni in diverse aree geografiche o intervalli di tempo. Studi di rapida esecuzione svolti su dati raccolti da archivi o fonti di dati istituzionali; sono validi per generare ipotesi, possono permettere una iniziale valutazione della ass...
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Igiene e sanità pubblica
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Esame Igiene (Sport natatori e prevenzione negli impianti sportivi)
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Igiene
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