Storia dell’arte contemporanea – 17/03/2021
Francesco Hayez → ultimo bacio dato da Giulietta a Romeo
Nel Romanticismo italiano manca quel sostrato di atmosfera onirica visto in Inghilterra e Germania → più simile a quello francese, più impegnato su una pittura storica ad alto tasso politico e storico.
Identificazione con l’epopea rinascimentale → artista più impegnato è Francesco Hayez.
Presto si trasferisce a Brera, costruendo una lunga e solida carriera dalla capitale del Lombardo-Veneto, divenendo il testimonial più acuto e fedele interprete di aspirazioni risorgimentali di un paese mortificato da accordi di Vienna, che lo avevano fatto ripiombare nell’assetto di Ancien Régime (singoli stati nazionali nella sfera d’influenza delle grandi monarchie europee). Nel 1915 si rinnovava l’aspirazione territoriale a divenire regno unito per cultura e lingua.
Hayez a Milano stringe amicizia con ambienti più avanzati di aristocrazia progressista lombarda, di cui fu anche ritrattista.
Emilio Cecchi definisce Hayez storico dell’aristocrazia intellettuale del suo tempo.
Amante dell’Italia, Stendhal nella sua Certosa di Parma cita Hayez e la sua pittura, in riferimento al suo impegno nel fronte risorgimentale.
Dipinto della primissima maturazione a Brera del pittore → ispirazione shakespeariana; scena ispirata al Romeo and Juliet di Shakespeare → forte delle sue origini venete e solida cultura italiana ha un’ambientazione più chiaramente tipizzata rispetto a un contesto genuinamente italiano (sedia savonarola, architettura gotica, vetrate, paesaggio sullo sfondo, cittadina che ha mantenuto inalterato il suo aspetto medievale).
Dettagli resi in maniera preziosa e accurata → anche Ingres (arredamento, costumi, architettura, paesaggio…).
Per Hayez una pittura (come nel gusto troubadour) l’intrattenimento colto che, nel Medioevo, nei suoi miti fondanti (Dante, prima letteratura volgare romanza) trovava i pilastri della sua specifica identità nazionale.
Attento al recupero di una documentazione di prima mano → cambia a ridosso dell’intensificarsi della causa risorgimentale.
Popolazione costretta all’esilio → stesso destino del popolo italiano nel Risorgimento.
Filtro attraverso il quale presentare una causa politica su cui gravava forte censura (vertici di Impero austro-ungarico e Lombardo-Veneto → presenza della polizia militare su territorio, province italiane comprese).
Margini per sostenere liberamente cause indipendentiste erano limitate → ci voleva per forza filtro dell’evocazione storica, con riferimento ad altri popoli, o rievocazione di episodi di storia dell’arte antica (vedi Vespri siciliani).
Vespri siciliani, 1845-1846, Roma, GNAM
Pretesto → 1882 rivolta antifrancese da parte del popolo siciliano.
Oltraggio inferto ad una donna siciliana da parte di un soldato francese, che aveva osato scoprirle il seno. Questo scatenò la rivolta.
È un pretesto per chiamare alle armi una coscienza nazionale → grazie a exempla storici edificanti bisogna convincere alla necessità di trovare un corpo politico finalmente nazionale.
Pittura di Hayez – a differenza di quella francese di cui pure condivide istanze politiche, ribelliste, conservatorie (vedi anche Goya → recupero luminismo rembrandtiano e rubensiano, tradizione veneziana) c’è qui più limpida tradizione accademica → sembra più neoclassico che romantico (fedele a tradizione accademica che aveva nell’Accademia di Brera e nell’impostazione classicista a cui l’accademia tendeva – in anni di invasione napoleonica era stata roccaforte di questo gusto neoclassico in Italia – ed era difficile superare questo paradigma ancora così radicato a metà ‘800).
Le novità più interessanti per quanto riguarda pittura italiana vengono dal fronte della pittura di paesaggio e da città considerate “periferiche” ad un sistema culturale-nazionale.
Gigante Giacinto, Riviera di Chiaia in Naples, 1837
Venezia → nodo strategico commerciale, politico, culturale → uno dei porti più importanti del Mediterraneo, sede di una borghesia anche straniera con interessi economici molto forti nel sud italiano che, dunque, favorisce generi artistici destinati a collezionismo più privato, borghese e internazionale (meno istituzionale).
Gigante si muove su visione di esattezza e precisione topografica → tradizione propria della pittura olandese di vedute di paesaggio / città (come questo caso) in cui l’evidenza e la riconoscibilità dei discorsi di città ritratti era fondamentale e connaturata alla ragione stessa di questo genere pittorico (sul grande formato svolgeva funzione che in seguito avrebbero avuto fotografia e cartoline postali → mantenere memoria di l
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