Capitolo 1
La banca è un istituto economico regolato da un ordinamento giuridico che definisce la banca, le attività che essa può svolgere e le regole che devono essere rispettate nell’esercizio delle stesse. L'ordinamento è definito dal Testo Unico Bancario (TUB). La banca assume carattere di impresa, esiste ed opera grazie ad una autorizzazione formale delle autorità competenti. Quindi la banca svolge un’attività detta bancaria che corrisponde alla raccolta del risparmio e all’esercizio del credito.
Attività della banca
Le attività che la banca può esercitare sono:
- La raccolta di depositi con obbligo di restituzione
- Operazioni di prestito
- Leasing finanziario
- Servizi di pagamento
- Emissione e gestione di mezzi di pagamento
- Rilascio di garanzie e di impegni di firma
- Strumenti di mercato monetario
- Cambi, strumenti finanziari a termine e opzioni
- Contratti su tassi di cambio e tassi di interesse
- Valori mobiliari
- Partecipazione all’emissione di titoli
- Consulenza alle imprese in materia della struttura finanziaria
- Servizi di intermediazione finanziaria
- Consulenza nella gestione dei patrimoni
- Custodia e amministrazione di valori mobiliari
- Servizi di informazione commerciale
- Locazione di cassette di sicurezza
La raccolta di fondi a vista e ogni forma di raccolta collegata all'emissione è riservata esclusivamente alle banche. Quest'ultime possono emettere obbligazioni e prestiti subordinati. Ogni banca effettua diverse combinazioni di attività di intermediazione, esercita scelte imprenditoriali e strategiche che consistono nella selezione di quali attività esercitare in relazione alle opportunità e ai vincoli posti dall’ambiente e in relazione al sistema di risorse posseduto o realizzabile. L'obiettivo è realizzar posizionamenti di mercato che producano valore in una prospettiva di non breve periodo.
Modelli di intermediazione
Esistono 3 caratteri distintivi dell’intermediazione che sono la stipula di contratti di debito e contratti di credito, non c’è alcuna relazione giuridico-contrattuale fra i creditori e i debitori della banca e che tutti i costi, i ricavi e i rischi derivanti dai contratti appartengono alla gestione della banca che intermedia.
Modello di intermediazione creditizia tradizionale deposit-funded
Si fonda sull'indebitamento al dettaglio con depositi e obbligazioni. In questo tipo di intermediario il passivo è costituito da debiti che si rappresentano in diverse forme tecniche-contrattuali. Fra questi troviamo i depositi e le obbligazioni. Il capitale proprio svolge una funzione di garanzia rispetto al debito dato che assorbe eventuali svalutazioni dell'attivo. Nell'attivo invece troviamo i prestiti, il portafoglio titoli, la riserva di liquidità. Il conto economico è caratterizzato dal margine di interesse formato dalla differenza tra interessi attivi e interessi passivi. Questo intermediario è anche detto deposit-funded dato che esso si finanzia prevalentemente mediante la raccolta di capitali al dettaglio e con titolo di indebitamento. Questo intermediario costituisce una fonte di liquidità per l’economia reale.
Gli intermediari creditizi, nel mercato mobiliare, creano un circuito di scambio indiretto e rendono possibile la soddisfazione dei bisogni di finanziamento e di investimento interponendosi a proprio rischio fra i soggetti. L’intermediario creditizio deposit-funded produce:
- Depositi e obbligazioni, che sono considerati passività non rischiose per il cliente (Depositi a risparmio, obbligazioni, depositi monetari)
- Servizi di pagamento e di incasso che permettono l’utilizzo dei depositi monetari per regolare lo scambio mediante scritture contabili a debito o a credito del cliente
- Prestiti, l’erogazione di quest’ultimi genera la formazione di depositi monetari che permette alla banca di produrre credito e nuova moneta bancaria
Il processo produttivo di questo intermediario permette che avvengano due trasformazioni che sono la trasformazione delle scadenze, quindi la banca concede più prestiti che hanno una durata più lunga dei debiti assunti per finanziarli, e la trasformazione dei rischi, in cui la banca si fa carico dei rischi andando ad applicare una politica dei prezzi e dotandosi di capitale proprio adeguato. Questo processo porta ad avere 3 tipi di equilibrio che sono necessarie congiuntamente per l’equilibrio economico della banca:
- Reddituale: Il tasso di interesse applicato a ciascun prenditore di credito dovrà contenere un premio a rischio rapportato alla probabilità di insolvenza del prenditore. Questo premio è raffigurato dal maggior prezzo per il prenditore in relazione alla durata e dal minor prezzo nei casi in cui il periodo sia breve per coloro che vogliono cedere liquidità.
- Finanziario: capacità della banca di mantenere per un lasso di tempo l’equilibrio fra le entrate e le uscite di cassa generate dalle variazioni delle attività e delle passività. Nel breve periodo questo equilibrio potrà subire variazioni.
- Patrimoniale: capacità del patrimonio di dare stabilità alla struttura finanziaria della banca assorbendo eventuali svalutazioni dell’attivo andando a tutelare la condizione di non rischio del passivo.
Le possibili esternalità negative di questo intermediario sono il rischio di liquidità e il rischio di solvibilità. I fattori che invece potrebbero indebolire questo intermediario sono la disintermediazione dal lato del passivo, quando i soggetti che detengono sue attività trovano opportunità di investimento in strumenti finanziari alternativi, e la disintermediazione dell’attivo quando i prenditori ottengono risorse finanziarie mediante emissione di propri titoli di partecipazione e di debito nei circuiti dello scambio diretto.
Modello di intermediazione mobiliare
Si fonda su una sistematica operatività nei mercati mobiliari. In questo caso la banca presenta una struttura finanziaria diversa dato che non ci sono posizioni o contratti di debito o credito. In parole povere, fa operazioni del mercato mobiliare per conto della clientela. In questo caso l’intermediazione mobiliare si configura secondo il modello di negoziazione delegata in quanto la banca non assume posizioni di debito o credito nei confronti del cliente, ma da questo riceve il mandato ad eseguire operazioni finanziarie in suo nome e per suo conto. Questo tipo di intermediazioni vengono distinte in base al cliente che ci si trova davanti.
Si ha una Private banking, la gamma di servizi di investimento per la clientela privata che consiste nella gestione della ricchezza finanziaria. Poi si ha il corporate banking, che sono quei servizi finanziari funzionali alla gestione delle strutture finanziarie del passivo delle imprese costituite sotto forma di società. Infine, l’intermediazione mobiliare si conclude con l’esecuzione di scambi finanziari diretti tra soggetti diversi dalla banca. In questo caso si parlerà di scambio diretto assistito. Però non rientrano nel discorso di intermediazione mobiliare le operazioni che la banca fa in nome e per conto suo.
Nel conto economico di questo intermediario troviamo un margine di provvigioni e commissioni attive e passive che provengono dalla clientela per le prestazioni dei servizi. Il modello di questo intermediario ha un equilibrio ricavi-costi in cui si ha una relazione tra i ricavi variabili ed i costi fissi ed è quindi un modello di equilibrio reddituale.
In questo modello si hanno rischi di reputazione e di conflitto di interessi. Per il primo rischio questo intermediario pone in primis la sua reputazione che è corrisposto dal valore di avviamento riconosciutogli dal mercato. Per il secondo rischio invece si ha che l’intermediario produce soluzioni di gestione finanziaria per una molteplicità di clienti diversi che possono far sorgere conflitti di interesse all’interno delle scelte gestionali ed operative dell’intermediario.
Modello di intermediazione creditizia market-funded
Si finanzia sul mercato con la sistematica cessione dei prestiti e la loro successiva cartolarizzazione in titoli collocati sul mercato mobiliare. In questo caso la banca dispone di liquidità per concedere nuovi prestiti senza ricorrere alla raccolta di capitali e quindi a nuovo indebitamento. Questo intermediario combina la concessione del credito con la raccolta di capitale in forma di debito. Nel caso in cui la banca volesse concedere nuovo credito dovrà aspettare l’estinzione di prestiti concessi in precedenza per disporre del capitale necessario e aumentare l’indebitamento per avere la quantità di capitali necessari per concedere nuovo credito oltre quello già concesso.
In questo caso ci sarà un equilibrio reddituale condizionato dal margine di interesse unitario. Questo intermediario è detto market-funded in quanto esso trasforma, tramite la cartolarizzazione, prestiti ceduti in titoli di tipo obbligazionario standardizzati e collocabili nel mercato. Quindi la banca sostituisce i prestiti ceduti con nuovi prestiti, la produzione di nuovo credito non richiede la creazione di nuove riserve di liquidità e né l’aumento del patrimonio. Quindi, in fin dei conti, la banca origina i prestiti e successivamente li vende e per questo viene definita originator. I soggetti acquirenti dei prestiti si finanziano in diversi modi con capitali di terzi investitori per prendere i prestiti. In questo caso l’intermediario non trasforma le scadenze e non trasforma i rischi.
Anche per questo intermediario si ha un equilibrio finanziario che dipende dal fatto che i prestiti prodotti non vengono regolarmente venduti e trasferiti e che è l’equilibrio tra flussi in uscita e i flussi in entrata derivante dai prestiti. L’equilibrio reddituale è costituito dal margine da plusvalenze meno costi operativi. L’equilibrio patrimoniale è costituito dall’adeguatezza del capitale per il finanziamento del magazzino prestiti.
Special Purpose Vehicle (SPV)
Esiste un altro intermediario che acquista prestiti a scopo di cartolarizzazione. Questo soggetto è chiamato SPV (Special Purpose Vehicle). Questo intermediario svolge la funzione di acquistare a pacchetto prestiti dall’originator, infatti acquista prestiti non liquidi, non trasferibili e rischiosi ed emette strumenti obbligazionari trasferibili, potenzialmente liquidi e variamente rischiosi. La SPV ha forma di società per azioni ed ha un minimo capitale proprio come dotazione iniziale. Non può essere chiamata a rispondere con il proprio patrimonio e non ha obblighi patrimoniali nei confronti dei sottoscrittori dei titoli obbligazionari. Per la trasformazione dei rischi l’SPV attua la tecnica del tranching. Consiste nel suddividere i titoli emessi per importo complessivo corrispondente al valore del portafoglio da cartolarizzare suddividendole in tranches.
Queste sono suddivise in base al rischi crescenti posseduti e avremo la tranche senior, mezzanine e junior. Ad ogni tranches viene attribuito un tasso di interesse maggiore ed un rating minore. Però la cartolarizzazione non consente la trasformazione delle scadenze.
L’equilibrio economico di questo intermediario è costituito dall’equilibrio reddituale, che serve a sostenere i costi di gestione, dall’equilibrio finanziario, che si ha quando c’è perfetta corrispondenza fra le strutture per scadenze attivo-passivo, e l’equilibrio patrimoniale, che è assicurato dai precedenti equilibri.
Con la SPV interagiscono diversi soggetti che sono:
- Arranger: intermediario che studia e progetta la parte finanziaria. Solitamente una banca d’investimento.
- Società di rating: valuta la qualità dell’ABS agevolandone il collocamento. Valuta il portafoglio prestiti e valuta le modalità ed i criteri della trasformazione di questo nelle emissioni dell’ABS.
- Soggetti garanti: migliorano la qualità di rischio del portafoglio prestiti e quindi migliora i rischi che la struttura finanziaria trasferisce ai sottoscrittori degli ABS.
- Trustee: tutela i sottoscrittori degli ABS. È una società che agisce per conto dei sottoscrittori delle ABS e sorveglia il comportamento delle parti coinvolte.
- Servicer: amministra i prestiti ceduti e quindi gli aspetti contrattuali inerenti ad essi.
- Underwriter: soggetto che assume l’impegno di collocare le ABS emesse dall’SPV ricercando investitori privati potenzialmente interessati. Inizialmente sottoscrive esso stesso l’ABS quindi andando ad acquistarlo avendo preventivamente valutato le opportunità di collocamento.
Le banche commerciali hanno diversificato il loro modello primario, OTH che è la produzione prestiti tenuti in bilancio fino alla loro scadenza, verso quello innovativo, OTD in cui i prestiti originati vengono distribuiti e quindi venduti e trasferiti e successivamente cartolarizzati. I vantaggi avuti grazie all’unione di questi due modelli sono:
- Gestione più efficiente del capitale
- Maggiori e più diversificate opportunità di finanziamento della produzione creditizia
- Gestione più efficiente della liquidità aziendale
- Riduzione delle trasformazioni delle scadenze
- Maggiore flessibilità della gestione della combinazione dei rischi contenuti nei portafogli
Invece i rischi sono:
- Possibile applicazione di minor rigore nella fase di valutazione e di selezione rischi
- Possibile selezione per la cessione di prestiti con minore profilo rendimento-rischio andando a determinare un abbassamento della qualità media dei prestiti tenuti in bilancio accumulando maggiore rischio nella propria struttura finanziaria.
- Interruzione del flusso di cassa
- Garanzie offerte dalla banca originator all’intermediario veicolo della cartolarizzazione.
Capitolo 2
La raccolta è il termine che si usa per identificare tutte le obbligazioni che sorgono in capo al soggetto giuridico in relazione al conferimento di capitali o attività finanziarie da parte di soggetti terzi. Esistono due categorie di obbligazioni:
- Obbligazioni che hanno natura strettamente debitoria: sono debiti nominali che la banca ha assunto nei confronti di terzi che le hanno conferito capitali. Sono capitali che la banca raccoglie allo scopo di finanziarie l’erogazione di prestiti e l’acquisto di titoli che si trovano nell’attivo di stato patrimoniale. Questo tipo di raccolta è chiamata raccolta diretta. Essa ha un prezzo che consiste in un tasso di interesse o di un premio pagati dalla banca al creditore. E quindi questo sarà il pagamento da parte della banca per avere a disposizione la materia prima di cui necessita. Con questo tipo di raccolta la banca dovrà rispettare stringenti condizioni di equilibrio reddituale, cioè produrre reddito mediante la sua attività, dovrà rispettare condizioni di equilibrio monetario finanziario, dovrà essere in grado di far fronte tempestivamente ed economicamente alle obbligazioni, e dovrà rispettare condizioni di equilibrio patrimoniale, dovrà essere solvibile verso i suoi clienti.
Nella politica di raccolta, per evitare i vari rischi si dovrà fare una selezione della clientela potenziale in funzione delle scadenze preferite, si dovrà frazionare la clientela effettiva e si dovrà diversificare la clientela effettiva e potenziale. Quindi dovrà segmentare la clientela creando dei cluster in cui verrà inserita la clientela con comportamenti finanziari omogenei.
Un’operazione di raccolta diretta è quella pronti contro termine, che è un contratto in base al quale la banca vende al cliente una quantità di titoli di stato o di altri titoli obbligazionari a un dato prezzo e si impegna a riacquistare gli stessi titoli a un termine futuro a un prezzo determinato maggiore di quello a pronti.
- Obbligazioni che nascono perché si ricevono da terzi attività finanziarie in custodia: Queste attività dovranno essere custodite, amministrate o gestite dalla banca e infine verranno restituite ai rispettivi clienti secondo le clausole previste. Questo tipo di raccolta è chiamata raccolta indiretta. Essendo la banca a produrre un servizio chiederà un prezzo che sarà una commissione o provvigione periodica rapportata al valore delle attività finanziarie. Riguardo la raccolta indiretta la banca non può produrre prodotti assicurativi ma potrà fare accordi commerciali con produttori esterni, alleanze strategiche, alleanze strategiche di tipo consortile, in cui si ha una condivisione tra una pluralità di banche, e controllo proprietario e strategico del produttore. Riguardo la distribuzione dei servizi della raccolta indiretta la banca si avvale di un soggetto chiamato promotore che esercita l’offerta fuori sede di servizi finanziari e di servizi di investimento in rappresentanza della banca.
Il deposito in conto corrente è una forma tecnico contrattuale che serve ad offrire alla clientela un’opportunità efficiente per gestire la propria liquidità. Questo prevede che il cliente costituisca presso la banca un fondo di cassa mediante deposito di moneta legale. In questo caso la banca produrrà un servizio di custodia per il cliente. Questo avverrà solamente se la reputazione della banca e la funzionalità tecnica sarà efficiente.
Esistono dei fattori che influiscono sulla determinazione dei prezzi in conto corrente e sono l’elasticità della funzione di offerta e di quella di domanda dei clienti, strategie di prezzo adottate dai concorrenti, livello e variabilità del tasso d’interesse interbancario, livello dei tassi di interesse degli impieghi e degli investimenti finanziati dalla banca con i fondi raccolti e costi di produzione dei servizi di conto corrente.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.