APPUNTI: GEOMETRIA ED ALGEBRA LINEARE
SISTEMI LINEARI ED ELIMINAZIONE GAUSSIANA
INTRODUZIONE AL CONCETTO DI SISTEMA E SOLUZIONE DI UN SISTEMA
DEFINIZIONE: Consideriamo un sistema avente -equazioni ed avente -variabili nella siffatta forma descritta:
Possiamo notare che, nel nostro sistema, sono verificate le seguenti condizioni espresse per punti qui sotto, ossia
I numeri sono detti coefficienti del sistema
I numeri sono detti le costanti del sistema
Questo sistema prenderà il nome di sistema omogeneo se e solo se . Definiremo una soluzione del sistema una -upla di
numeri detti tale che tutte le equazioni sono verificate. Per tanto, diremo che il sistema è detto compatibile se esiste una soluzione vice versa
se non ammette soluzione allora il sistema è detto incompatibile.
DEFINIZIONE: Siano dati due sistemi detti aventi rispettive -equazioni in -variabili, allora diremo che i due sistemi sono equivalenti se e solo
se hanno le stesse ed identiche soluzioni dei rispettivi sistemi associati.
INTRODUZIONE AL CONCETTO DI SISTEMA PARAMETRICO
DEFINIZIONE: Una soluzione parametrica di un dato sistema avente -variabili non è nient’altro che un sistema equivalente al sistema sistema di
partenza nella siffatta forma espressa qui sotto, ovvero:
Possiamo notare che, nel nostro sistema, sono verificate le seguenti condizioni espresse per punti qui sotto, ossia
Le variabili espresse come prendono il nome di variabili vincolate del sistema in questione
Le variabili espresse come con prendono il nome di variabili libere del sistema in questione
Definiamo il rango del sistema in questione (espresso secondo al notazione ossia del sistema), come il numero di variabili vincolate del
sistema in questione
Definiamo la soluzione parametrica del sistema se e solo se scelti dei valori per cui con allora essa è descritta come
DEFINIZIONE: Il termine di testa di un’equazione lineare è il termine relativo alla variabile di indice più basso che appare come coefficiente diverso da
zero.
DEFINIZIONE: Un sistema lineare si definisce sistema a scala (o anche row echelon) se e solo se per definizione per ogni riga se è il termine di testa
allora sulle righe successive il termine di testa è detto con e le variabili di testa delle righe del sistema lineare sono detti pivot. I sistemi a scala
possono essere risolti in modo automatico per sostituzione. Le variabili vincolate sono i pivot; risolvo con il metodo di sostituzione partendo dal basso verso
l’alto.
OSSERVAZIONE: Sia il mio sistema lineare un sistema lineare a scala, esso è incompatibile se e solo se per definizione presenta come soluzioni, delle
soluzioni assurde.
OBBIETTIVO: Dato un sistema lineare , trovare un sistema lineare tale che il sistema lineare diventi un sistema lineare a scala. Come possiamo
modificare un sistema senza cambiare le soluzioni?
OPERAZIONI / MOSSE OVVIE:
Scambiare due righe in modo tale che il sistema diventi a scala
Moltiplicare riga per riga per un qualsiasi numero detto
Sostituzione dei valori all’interno del sistema
OPERAZIONI / MOSSE MENO OVVIE:
Aggiungere una riga per un multiplo di un’altra riga. Perché funziona correttamente?
sistema in cui abbiamo sommato - volte la -esima riga alla -esima
OSSERVAZIONE: ossia basta far vedere che le soluzioni del sistema sono anche loro delle soluzioni di .
Consideriamo che sono delle soluzioni appartenenti al sistema . Ricordiamo che il sistema è definito secondo la forma
per cui possiamo concludere che vale la seguente affermazione qui sotto esplicitata, ossia che:
diciamo che soddisfa tutte le equazioni del sistema, tranne al più la -esima equazione del sistema lineare, sostituiamo tutti gli
nell’equazione per cui abbiamo la seguente dimostrazione:
Alla fine di questa dimostrazione confermiamo che è definitivamente una soluzione del sistema .
NOTAZIONI ESSENZIALI:
Il sistema lineare avente come righe scambiate
Il sistema lineare avente come riga moltiplicata per un numero allora è lineare
TEOREMA DELL’ELIMINAZIONE GAUSSIANA PER SISTEMI LINEARI
Il seguente procedimento riduce tutti i sistemi lineari a scala, esso è il seguente procedimento algoritmico
1. Troviamo la variabile con indice minimo che appare nel sistema, diciamo che sia una qualsiasi essa sarà il termine di testa di una riga.
Scambio questa riga (potrebbero esserci diverse scelte) con la prima
2. Il termine di testa della nuova prima riga un pivot del sistema a scala. Sottraendo multipli della prima riga alle altre eliminiamo tutti gli altri termini
aventi tutti
3. Se il sistema ottenuto è a scala, abbiamo finito. Altrimenti ripeto il procedimento dopo aver rimosso la prima riga del sistema.
4. Il sistema ottenuto ri-aggiungendo in ordine le righe che le rimangono è equivalente al sistema originario ed è anche a scala.
SISTEMA OMOGENEO ASSOCIATO
Ricordiamo che per definizione di sistema lineare si ha che per cui esso si definisce sistema omogeneo se
e solo se per cui diremo che il sistema omogeneo associato al sistema lineare è dato dalla seguente scrittura qui sotto siffatta, ossia
che:
come mai i due sistemi, quello lineare e quello omogeneo associato sono direttamente collegati? Sono collegati nel seguente modo che andiamo a
dimostrare.
Siano delle soluzioni del sistema lineare
Siano delle altre soluzioni del sistema lineare
Allora possiamo asserire che sono delle soluzioni del sistema omogeneo questo perché vediamo nella seguente
dimostrazione qui sotto esplicata:
per cui possiamo asserire con certezza che la coppia sono delle soluzioni del sistema omogeneo
Possiamo dire con certezza che sono delle soluzioni del sistema lineare vediamolo nella seguente dimostrazione qui sotto
esplicata:
Quindi, se fissassimo una soluzione di allora ogni soluzione in forma con soluzioni del sistema
omogeneo associato
DIMOSTRAZIONE: Sia un’altra soluzione allora possiamo dire verificata la seguente condizione:
Ma in concreto come sono fatte le soluzioni del sistema sistema omogeneo associato ? Sono eseguite nel seguente modo qui sotto esplicato
Ricordando che la soluzione di un sistema lineare generico è data da sapendo che vale la condizione che .
Siamo alla ricerca di due soluzioni, una particolare ed una generale che risolvano il nostro sistema omogeneo associato
La soluzione particolare si ha imponendo tutti gli per cui si ha e quindi in sintesi diremo che una soluzione
particolare è data dalla forma
La soluzione generale si ha invece nella forma per cui tolti tutti i e quindi in sintesi diremo che una soluzione generale è
data dalla forma per cui:
SCRITTURA SECONDO LA NOTAZIONE VETTORIALE
Sia allora la notazione vettoriale sarà e sono valide le seguenti proprietà caratteristiche, ossia
che
somma:
prodotto per costanti: allora
proprietà associativa per la somma:
proprietà commutativa per la somma:
esistenza dello zero rispetto la somma: per cui
esistenza dell’elemento inverso rispetto la somma:
proprietà distributiva per il prodotto:
proprietà di composizione rispetto al prodotto:
Se il sistema lineare è un sistema avente -equazioni in -variabili allora possiamo scrivere questa cosa, ossia:
Per quanto riguarda le soluzioni di un sistema lineare possiamo vedere che sono valide le seguenti equivalenze:
SCRITTURA SECONDO LA NOTAZIONE MATRICIALE
Si definisce una matrice una funzione tale che associa le coppie in altre parole è una collezione avente
elementi di detti descritti da un indice di riga e da un indice di colonna e formalmente si scrive nel seguente modo
qui sotto esplicato, ossia:
Denotiamo con la seguente scrittura la -esima riga della matrice associata
Denotiamo con la seguente scrittura la -esima colonna della matrice associata
Con questa nuova conoscenza possiamo adesso riassumere i dati di un sistema lineare nel seguente modo:
Possiamo allora applicare la riduzione a scala sulla matrice completa ossia la matrice risultante dall’unione della matrice dei coefficienti unita alla matrice
dei termini noti per poi, infine, tornare di nuovo al nostro sistema lineare di partenza.
DEFINIZIONE: Una matrice prende il nome di matrice a scala se e solo se, presa una qualsivoglia riga avente primo coefficiente diverso da zero, allora
per ogni riga successiva il primo coefficiente sarà diverso da zero ed avrà indice di colonna strettamente maggiore di
SPAZI VETTORIALI E SOTTO-SPAZI VETTORIALI
STUDIO DEGLI SPAZI VETTORIALI
DEFINIZIONE: Definiremo uno spazio vettoriale una struttura algebrica costituita da un campo i cui elementi sono detti scalari. Da un
insieme i cui elementi sono detti vettori. Da una operazione binaria interna su detta somma di vettori, espressa secondo la legge e
da una operazione binaria esterna su detta prodotto di uno scalare per un vettore, espressa secondo la legge
Data la definizione formale di spazio vettoriale diremo che sono soddisfatte le seguenti proprietà qui sotto siffatte
In particolare, con la somma è un gruppo abeliano. Inoltre, se al posto di sostituissimo ovunque un altro campo abbiamo la definizione di spazio
vettoriale sul campo . Gli elementi di uno spazio sono dei vettori e l’elemento neutro per la somma, zero, si chiama vettore nullo.
STUDIO DEGLI SOTTO-VETTORIALI
DEFINIZIONE: Sia uno spazio vettoriale definito dalla struttura algebrica allora definiremo un sotto spazio vettoriale detto come un
sottoinsieme non vuoto di espresso nella forma . Diremo che è linearmente chiuso o meglio che esso è chiuso rispetto alla somma e al
prodotto per scalari, se e solo se per e per allora sono verificate queste tre condizioni necessarie per la condizione di sottospazio
vettoriale, ossia:
PRESENTAZIONE CARTESIANA DI UN SOTTO-SPAZIO VETTORIALE
Sia dato un sistema omogeneo associato definito allora possiamo dire che
o meglio, sono definite delle soluzioni del sistema lineare geometrico per tanto possiamo dire che è sottospazio vettoriale di .
DIMOSTRAZIONE (chiuso rispetto la somma)
Siano date due soluzioni ossia allora possiamo dimostrare la chiusura rispetto alla somma mediante questo
procedimento:
DIMOSTRAZIONE (chiuso rispetto il prodotto)
Sia dato un allora possiamo dire che
DIMOSTRAZIONE (appatenenza dello zero)
L’insieme delle soluzioni di un sistema lineare non omogeneo non è allora un sotto-spazio vettoriale, in quanto non contiene il vettore nullo.
La presentazione cartesiana funziona solo in coordinate (per il momento), come possiamo fornire una soluzione più generale?
COMBINAZIONI LINEARI, SISTEMI DI GENERATORI, BASI DI UNO SPAZIO
DEFINIZIONE: Sia uno spazio vettoriale, definiremo la combinazione lineare di vettori definiti come con ed aventi dei coefficienti
(detti anche pesi) definiti come per cui potremmo dire che il vettore è definito combinazione lineare se
DEFINIZIONE: Definiamo il sottospazio generato o meglio noto come lo span generato dai seguenti vettori con è l’insieme di tutte le
possibili combinazioni lineari dei vettori rappresentati.
Un altro modo per enunciare questo concetto è considerando un insieme non vuoto tale che questo insieme è composto proprio dai nostri vettori
per cui il sottospazio generato proprio da è
Sapendo dunque che con l’insieme allora esso prenderà il nome di presentazione parametrica dello spazio vettoriale
e l’insieme è detto spazio di generatori
INDIPENDENZA LINERA E DIPENDENZA LINEARE
DEFINIZIONE: Un insieme di vettori definito come con si dirà linearmente dipendente se e solo se per definizione esistono
non tutti nulli tale che .
DEFINIZIONE: Un insieme di vettori definito come con si dirà linearmente indipendente se e solo se dall’eguaglianza
implica che .
BASI DI UNO SPAZIO VETTORIALE
DEFINIZIONE: Sia dato il mio spazio vettoriale definito allora un insieme nella forma di vettori appartententi allo spazio vettoriale nella
forma prende nome di base dello spazio vettoriale se e solo se sono verificate queste due condizioni:
Sia ossia che i vettori sono un sistema di generatori di
i vettori sono linearmente indipendenti
Un caso particolare di base è la cosiddetta base canoninca in cui i vettori sono nella forma
OSSERVAZIONE
Se i vettori sono in un -spazio vettoriale, allora se sono valide le seguenti tre affermazioni, ossia che:
1. Se ho che
2. Se ho che allora
3. Se ho che allora
DIMOSTRAZIONE (1)
Sappiamo che detto che voglio far vedere al letto che anche con ma
allora devo procedere nel seguente mod qui sotto indicato, ossia:
Per cui possiamo dire che possiamo mostrare anche la controparte ossia mostriamo che vale il vice-
versa, indicato col simbolo nel seguente modo siffatto
PROPOSIZIONE
1. Se allora essa è una base dello spazio vettoriale
2. Se è un insieme linearmente indipendente massimale
DIMOSTRAZIONE (1 implica 2)
Se ho una base allora so che per definizione lo ma questo implica che se allora l’insieme è per definizione linearmente
dipendente, infatti diremo che tale che allora questa è una
relazione di dipendenza.
DIMOSTRAZIONE (2 implica 1)
Sappiamo che la base è detta massimale se e solo se (per definizione) è linearmente dipendente. Allora diremo che
tale che per tutti gli (altrimenti sarebbe relazione di dipendenza), divido ed ho che:
DEFINIZIONE: Diremo che lo spazio vettoriale è di dimensione finita se esiste una base . Da adesso in poi ogni spazio vettoriale sarà
di dimensione finita a meno che non diciamo altrimenti
PROPOSIZIONE
Sia definita una base dello spazio vettoriale e allora anche per
DIMOSTRAZIONE
Sappiamo che se allora per cui perché
sappiamo che sono linearmente indipendenti
DEFINIZIONE: Se ho che e d ho una base ed infine ho che allora diremo che sono delle
coordinate dello spazio vettoriale rispetto alla base e quindi indicheremo con il vettore delle coordinate di rispetto alla base
TEOREMA
Se è una base dello spazio vettoriale allora sono sempre verifcate queste tre condizioni qui sotto espresse:
1. Ogni insieme avente elementi dello spazio vettoriale è linerarmente dipendente
2. Ogni insieme avente - elementi linearmente indipendenti è a sua volta una base
3. Ogni base ha sempre - elementi al suo interno
DIMOSTRAZIONE
Lavorando per sostituzione otteniamo la seguente dimostrazione. Partiamo col dire che è per definizione linerarmente indipendente per cui
Almeno uno fra gli è sicuramente diverso da zero per cui a meno di permutare diciamo che sia il primo elemento allora la dimostrazione
è la seguente:
Sia per l’osservazione, in oltre è linerarmente indipendente altrimenti
Questa è una relazione di dipendenza fra gli ma questo genera un assurdo per cui la base che abbiamo è base.
Sostituiamo -elementi per cui è in definitiva una base. Se
almeno uno dei coefficienti con sarò diverso da zero altrimenti sarebbe dipendente da contro le ipotesi del
teorema. Possiamo assumere che sia e come prima otteniamo una base tale che li possiamo sostituire
tutti, per tanto:
Se allora semplicemente ed è una base
Se questo porta ad un assurdo perché è già una base ed in oltre sarà linearmente dipendente
Se è una base ed abbiamo porta ad un assurdo perché già è una base
DEFINIZIONE: Sia uno spazio vettoriale avente dimensione finita. La dimensione dello spazio vettoriale, scritta come è il numero di elementi di
una qualsiasi base appartenente allo spazio vettoriale preso in questione
TEOREMA DELL’ESISTENZA DELLE BASI
Consideriamo le seguenti condizioni. Sia dato uno spazio vettoriale definito come sia dato un campo sappiamo che lo spazio vettoriale e che
tale che lo .
Allora diremo che esiste una base ed in particolar modo diremo che ogni spazio vettoriale possiede una base. Oltre a questo abbiamo che:
Se è un insieme finito allora lo spazio vettoriale ha dimensione finita
Se è un insieme di vettori linearmente indipendente, allora esiste una base
DIMOSTRAZIONE
Consideriamo il caso particolare, restringendoci al solo caso in cui l’insieme sia finito e che . Dato per ipotesi che esiste
e questo non è altro che il primo elemento della base
Se tutti i sono linearmente dipendenti da allora implica che e quindi abbiamo sostanzialmente finito questa parte di dimostrazione.
Altrimenti sia dato tale che siano indipendenti. Proseguendo così arriviamo ad un insieme del seguente tipo ta
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