Geologia: dispense Casati Unicascarim Andrea Di Baggio
Indice
- Capitolo 2: 2 I minerali nelle rocce
- Capitolo 3: 3 Rocce ignee
- Capitolo 5: 4 Rocce sedimentarie
- Capitolo 6: 5 Rocce metamorfiche
- Capitolo 9: 6 I terremoti
- Capitolo 10: 7 L’interno della Terra
- Capitolo 16: 8 Fratture e faglie
- Capitolo 17: 9 Pieghe e foliazioni
- Capitolo 20: 10 Bacini oceanici e dorsali attive
- Capitolo 21: 11 Lacerazione dei continenti e margini continentali passivi
- Capitolo 22: 12 Le zone di corrugamento mesozoico
- Capitolo 23: 13 Cratoni, corrugamenti tardo-proterozoici e paleozoici
- Capitolo 24: 14 Evoluzione della crosta terrestre nel quadro della tettonica a zolle
- Capitolo 25: 15 Vulcanismo
12 I minerali nelle rocce
I minerali costituiscono l’elemento fondamentale di tutte le rocce e, di conseguenza, della crosta terrestre. Un minerale è una sostanza naturale, solida, con una composizione chimica definita o variabile entro certi limiti e con una struttura cristallina ordinata, cioè caratterizzata da un reticolo geometrico ben preciso. Queste proprietà lo distinguono dalle sostanze amorfe, che non hanno struttura regolare.
I minerali si riconoscono per alcune proprietà chimico-fisiche. Alcune sono semplici da osservare, come il colore o la lucentezza, altre richiedono analisi più approfondite. Le più significative sono:
- Colore e lucentezza, che possono variare a seconda della composizione e della presenza di impurità
- Durezza, misurata con la scala di Mohs, che va da 1 (talco) a 10 (diamante)
- Densità, legata alla composizione chimica e al peso atomico degli elementi presenti
- Sfaldatura e frattura, cioè la tendenza di un minerale a rompersi secondo piani di debolezza o in modo irregolare
Dal punto di vista chimico, il gruppo più importante è quello dei silicati, che costituiscono circa il 90% della crosta. La loro struttura di base è il tetraedro di silicio e ossigeno, che può organizzarsi in forme diverse, dando origine a sottogruppi:
- Nesosilicati, con tetraedri isolati (come l’olivina)
- Inosilicati, con tetraedri legati in catene singole o doppie (pirosseni e anfiboli)
- Fillosilicati, con tetraedri disposti in fogli (miche, caolino, talco)
- Tectosilicati, con tetraedri collegati in reticoli tridimensionali (quarzo, feldspati, feldspatoidi)
Accanto ai silicati esistono altre classi mineralogiche:
- I carbonati, come la calcite e la dolomite
- Gli ossidi, come l’ematite e la magnetite
- I solfuri, come la pirite e la galena
- I sali evaporitici, come il gesso e l’halite
Lo studio dei minerali è essenziale non solo per la classificazione delle rocce, ma anche perché da essi dipendono:
- Le proprietà meccaniche e chimiche delle rocce
- La resistenza agli agenti atmosferici e all’alterazione
- L’importanza economica, visto che rappresentano fonti di metalli, materiali industriali
- Gemme preziose
In definitiva, i minerali sono il punto di partenza per la comprensione di tutti i processi geologici e delle caratteristiche delle rocce.
23 Rocce ignee
Le rocce ignee derivano dalla solidificazione di un magma, cioè una massa fluida di silicati fusi con gas disciolti, presente a varie profondità nella crosta e nel mantello. Esse possono formarsi in profondità oppure in superficie, e la loro struttura dipende essenzialmente dalla velocità di raffreddamento del magma.
Si distinguono due grandi gruppi:
- Rocce intrusive (plutoniche): si formano a grande profondità e quindi si raffreddano molto lentamente. Ciò permette ai cristalli di crescere, dando rocce a grana grossa, con struttura olocristallina. Esempi tipici sono il granito, la diorite e il gabbro.
- Rocce effusive (vulcaniche): si formano in superficie, dove il raffreddamento è rapido. Questo non lascia tempo ai cristalli di crescere e le rocce risultano a grana fine o con pasta vetrosa. Esempi sono il basalto, l’andesite e la riolite.
La composizione del magma influisce fortemente sul tipo di roccia che si forma. Possiamo distinguere:
- Magmi acidi, ricchi in silice e poveri in ferro e magnesio: formano rocce chiare e ricche in quarzo e feldspati (graniti, rioliti)
- Magmi basici, poveri in silice e ricchi in ferro e magnesio: formano rocce scure e dense, ricche di pirosseni e olivina (gabbri, basalti)
- Magmi intermedi, con caratteristiche intermedie, che danno rocce come le dioriti e le andesiti
Le rocce ignee costituiscono una parte enorme della crosta terrestre: i basalti e i gabbri sono tipici della crosta oceanica, mentre i graniti e le dioriti dominano nella crosta continentale. Studiare le rocce ignee significa quindi ricostruire i processi profondi che hanno portato alla formazione e all’evoluzione della crosta stessa.
35 Rocce sedimentarie
Le rocce sedimentarie si formano in superficie, dove le rocce preesistenti vengono alterate dagli agenti atmosferici, erose, trasportate e infine depositate. Con il tempo, questi depositi vengono compattati e cementati, dando origine a nuove rocce.
A seconda dell’origine, si distinguono tre gruppi principali:
- Rocce clastiche, formate da frammenti (clasti) di altre rocce, che vengono trasportati dall’acqua, dal vento o dai ghiacciai e successivamente cementati. In base alla dimensione dei clasti si distinguono: conglomerati (ciottoli), arenarie (sabbia), argilliti (fango e argilla).
- Rocce chimiche, formate dalla precipitazione diretta di sostanze disciolte in acqua, come i gessi, il salgemma o alcuni calcari chimici.
- Rocce organogene, derivate dall’accumulo di resti di organismi. Ne sono esempi i calcari biogenici (costituiti da gusci e scheletri calcarei), le radiolariti e i carboni fossili, che provengono dalla trasformazione di resti vegetali.
Queste rocce hanno una grande importanza per diversi motivi:
- Conservano fossili che permettono di ricostruire la storia della vita sulla Terra
- Registrano gli ambienti di sedimentazione e quindi le condizioni climatiche e geografiche del passato
- Costituiscono serbatoi di risorse come acqua, petrolio e gas naturale
- Sono ampiamente utilizzate come materiali da costruzione
Le rocce sedimentarie, quindi, sono una vera e propria “memoria” degli ambienti terrestri del passato.
46 Rocce metamorfiche
Le rocce metamorfiche sono il prodotto della trasformazione di rocce preesistenti – siano esse ignee, sedimentarie o già metamorfiche – quando vengono sottoposte a nuove condizioni di pressione, temperatura e circolazione di fluidi. Questo avviene generalmente in profondità, all’interno della crosta o al contatto con intrusioni magmatiche. È importante sottolineare che non si ha fusione totale, ma trasformazioni allo stato solido, che portano alla formazione di nuovi minerali e nuove strutture.
Esistono diversi tipi di metamorfismo:
- Metamorfismo regionale: interessa aree molto estese, tipicamente in zone di collisione tra zolle e durante l’orogenesi. Qui le rocce vengono sottoposte a pressioni e temperature elevate, con la formazione di nuove strutture e una marcata foliazione.
- Metamorfismo di contatto: localizzato attorno a intrusioni magmatiche. Il calore del magma modifica le rocce circostanti, portando spesso alla formazione di minerali tipici (es. granato, pirosseni) e alla ricristallizzazione.
- Metamorfismo dinamico: si sviluppa lungo faglie e zone di intensa deformazione meccanica, dove le pressioni sono molto alte e le rocce subiscono fratturazione, frantumazione o ricristallizzazione locale.
Dal punto di vista delle stru